Amniocentesi: rischi, costi e procedure

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 9 settembre 2018

Cos’è l’amiocentesi?

L’amniocentesi è un esame che serve principalmente alla diagnosi precoce di malattie genetiche, come la sindrome di Down, e che prevede il prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico dall’utero della mamma.

Generalmente viene eseguita indicativamente tra la 15esima e la 20esima settimana di gravidanza; durante l’esame un ago lungo e sottile viene inserito attraverso la parete addominale, sulla base di immagini ecografiche in tempo reale, fino a raggiungere il contenuto del sacco amniotico che circonda il feto, dove viene prelevato un piccolo campione di liquido amniotico che verrà poi analizzato.

Il test di solito dura circa 10 minuti, anche se l’intera procedura può richiedere circa 30 minuti.

Viene descritta come fastidiosa più che dolorosa, ma con significative differenze individuali.

Ad oggi, se praticata in un centro d’eccellenza, i rischi della procedura sono ormai pressoché trascurabili.

Donna che si sta sottoponendo ad un'amniocentesi

iStock.com/Topalov

Quando viene praticata?

dovrebbe essere sostenuta attorno alla 15-16esima settimana, ma tendenzialmente può essere praticata dalla 15esima alla 18esima settimana se necessario.

È tecnicamente possibile procedere prima della della 15esima settimana (amniocentesi prococissima), ma l’esame è in questo caso gravato da qualche rischio in più.

Viene talvolta prescritta anche dopo la 25esima settimana, ma in alcuni casi con indicazioni diverse (ad esempio cariotipo tardivo, caratterizzazione dell’infezione fetale in caso di rottura delle membrane, …).

A cosa serve?

L’obiettivo più comune della prescrizione dell’amniocentesi è la diagnosi precoce di malattie genetiche come ad esempio:

Vengono anche valutate altre possibili condizioni, come ad esempio il ritardo mentale da X-fragile e la sordità congenita.

In fasi più avanzate permette infine la valutazione della maturazione dei polmoni.

Quando viene prescritta?

In Italia per le donne con età di 35 anni o superiore, la categoria più a rischio, l’esame è in genere raccomandato e gratuito.

Può essere consigliata anche a donne più giovani, in caso di

  • risultati dubbi dai test di screening come il bi-test e simili o dalle precedenti ecografie,
  • condizioni genetiche presenti nei genitori o in parenti stretti,
  • precedenti gravidanze con episodi di difetti del tubo neurale.

In epoca più avanzata può essere richiesta per valutare la maturazione dei polmoni del feto, nel caso in cui sussista la necessità di indurre a un parto pretermine o procedere a un cesareo con largo anticipo.

Se mi viene prescritta sono obbligata a farla?

Assolutamente no, la decisione ultima spetta alla donna, che tuttavia dovrebbe affrontare l’argomento con il ginecologo senza preconcetti e con la consapevolezza che se prescritta, in genere, è perché i benefici sono superiori ai rischi.

La scelta deve essere fatta tenendo conto che:

  • un risultato positivo può servire a tranquillizzare la coppia,
  • un risultato diverso da quello atteso può dare modo alla coppia di valutare un eventuale aborto medico oppure di prepararsi alla nascita di un bimbo con esigenze differenti dalle attese,
  • esiste un rischio teorico inferiore all’1% di andare incontro ad aborto come complicazione dell’esame.

Come avviene?

L’amniocentesi prevede il prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico, il fluido in cui è immerso il feto all’interno dell’utero.

Non è in genere necessaria alcuna preparazione specifica, ma può talvolta essere consigliato di trattenere l’urina da qualche ora prima dell’esame per facilitare l’esecuzione dell’ecografia; la procedura inizia infatti con la paziente che viene sottoposta ad esame ecografico con l’obiettivo di individuare la posizione del feto e scegliere la zona migliore e più sicura dove effettuare il prelievo.

Prima di procedere con l’inserimento dell’ago nell’addome spesso viene somministrato un leggero anestetico locale (attraverso piccole iniezioni sottocute) per ridurre il fastidio percepito durante l’esame.

Sempre sotto controllo ecografico il ginecologo provvede quindi a inserire l’ago con cui effettuerà il prelievo.

Ricostruzione grafica della procedura dell'amniocentesi

iStock,com/MedicalArtInc

È dolorosa?

In genere non è causa di dolore, ma è normale avvertire un certo fastidio e/o disagio; alcune donne paragonano la sensazione al dolore mestruale.

Quanto dura?

Generalmente servono circa 10 minuti per concludere l’amniocentesi, anche se in seguito la donna verrà tenuta in osservazione circa un’ora per evidenziare eventuali complicazioni (per un totale di 30 minuti circa).

Si raccomanda di evitare per un paio di giorni attività fisicamente impegnative, sforzi e rapporti sessuali.

In quali casi devo contattare il ginecologo dopo l’amniocentesi?

A seguito dell’esame è normale avvertire piccoli crampi paragonabili ai dolori mestruali e leggeri sanguinamenti vaginali per 1-2 giorni, ma si raccomanda di recarsi in Pronto Soccorso nel caso comparissero:

Rischi e complicazioni

Il rischio di andare incontro ad aborto spontaneo a seguito dell’amniocentesi è stimato attorno all’1% o a seconda delle fonti, ma in base alla letteratura scientifica più recente se l’esame viene eseguito in centri d’eccellenza non si assisterebbe ad alcun aumento del rischio.

Esiste il rischio teorico di andare a creare problemi con l’ago, per esempio quando sia necessario passare attraverso la placenta, ma in genere non ci sono conseguenze.

Più concreto è invece il rischio di infezione, ma si parla di meno di un caso ogni 1000 amniocentesi eseguite.

Se il sangue materno è Rh negativo e quello del feto è invece positivo, è possibile che l’esame causi una sensibilizzazione del sangue materno, che risponderà con la formazione di anticorpi con potenziali complicazioni; per prevenire ogni problema si valutano in anticipo i gruppi sanguigni e si procede eventualmente attraverso l’iniezione di immunoglobuline anti-D per prevenire la sensibilizzazione.

Sottoporsi a un’amniocentesi precocissima, prima della 15esima settimana, porta con sé il rischio di un difetto congenito del piedino.

Eventuali fuoriuscite di liquido amniotico sono destinate a risolversi nell’arco di qualche giorno, ma con gli attuali aghi (particolarmente fini) è ormai raro che si verifichi.

Quanto costa?

Per le donne con 35 anni o più gratuita nei centri pubblici, diversamente i costi sono molto variabili da un centro all’altro; a titolo assolutamente indicativo si può stimare in circa € 300.00, ma ampiamente variabili a seconda del centro e dello specialista scelto.

Poichè i rischi sono fortemente legati all’esperienza maturata dall’operatore, si raccomanda di rivolgersi esclusivamente a personale di comprovata affidabilità.

Aderiamo allo .

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buonasera, sono incinta di 10 settimane il dottore mi consiglia l’amniocentesi perché ho mio cugino che ha la sindrome x fragile e quindi può essere ereditario ha detto. Precchie mamme mi hanno detto che e pericolosa e dolorosa il bi-test sarebbe ugualmente attendibile quasi allo stesso modo?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se eseguita in un centro di eccellenza i rischi sono ormai pressochè nulli.

  2. Anonimo

    Buonasera Dottore, vorrei sapere se l amniocentesi è vero che va sempre consigliata dopo i 35 anni?ne ho trentasette la transullucenza nucale è uscita bene. Il test non me l hanno fatto perché dice che alla mia era sarebbe uscito incerto.ho già un bambino senza problemi. Sono molto in dubbio su quello che consigliano i medici.grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, le linee guida la consigliano a tutte le donne oltre i 35 anni.

  3. Anonimo

    Buongiorno Dottore, ieri pomeriggio ho fatto l amniocentesi e subito ho avvertito fastidio al basso ventre e addome duro.mi sono stati prescritti. Zitrobiotic. Magnesio. Integratori.e compresse vaginali. Assoluto riposo a letto per 48 ore.ho iniziato subito la terapia ieri sera come da prescrizione. Ieri sera ho messo la compressa vaginale e stanotte quando mi sono alzata per andare in bagno ho notato perdite soffici non liquide e ho pensato alla compressa . stamattina di nuovo quando sono andata in bagno le ho sentite scendere ancora e poi non più. Chissà perché ho paura . comunque ho ancora fastidio al basso ventre. Vorrei un suo parere.grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se non sono perdite liquide non dovrebbe essere un problema, ma ovviamente verifichi anche con il ginecologo.

    2. Anonimo

      ciao dottore io verrei farle una domanda ce una mia amica che è in gravidanza e non si sta capendo ancora di quanti è noi pensiamo che a fatto sei mesi perchè facendo il calcolo dell’ ultima mestruazione e sta il 27 dicembre 2015 e noi pensiamo che il 27 giugno a fatto sei mesi secondo lei e cosi.poi un altra cosa e state con la tosse forte e dolori e il medico di famiglia gli aprescritto le bustine di gaviscon e le compresse augmentin 875mg/125mg ma si possono prendere durante la gravidanza perchè o letto che possono dare problemi dannosi al bambino

    3. Anonimo

      ciao dottore o dimenticato di scrivere che gli a prescritto anche le bustine di gaviscon ma si possono prendere ma può ancora fare l’ amniocentesi

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se l’ultimo ciclo lo ha avuto a fine dicembre ora dovrebbe essere intorno alla 25° – 28° settimana. I farmaci prescritti dal curante possono essere assunti in gravidanza. Saluti

    5. Anonimo

      ciao buonasera dottore e 25-28 settimane a quanti mesi gi gravidanza corrispondono

    6. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

    7. Anonimo

      Buonasera ho 40 anni (quasi 41 a settembre) martedi ho fatto l amniocentesi mi hanno detto che per l esito ci vuole 1 mese ma se ci fosse qualche problema chiamano prima…lei per caso sa quanti giorni sono?

    8. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo non glielo so dire, mi dispiace.

    9. Anonimo

      Grazie lo stesso….l attesa e la cosa piu brutta

  4. Anonimo

    Buongiorno dottore, giorno 27 il mio ginecologo ha eseguito l’amniocentesi, tutto è andato molto bene tranne per il fatto che ho sentito dolore durante l’esecuzione ma tolto l’ago è passato tutto. Tornata a casa nel pomeriggio ho cominciato a sentire dei piccoli fastidi nel lato dove stato eseguito il foro, continuo il riposo come primevisto e dopo una settimana torno dal mio ginecolo per l’eco di controllo: liquido riformato, battito ok e bimbo vispo ma mi dice che questi dolorini che sento è perché ho l’utero un pó maltrattato dall’amniocentesi e mi prescrive altri 10 giorni di letto-divano. Ad oggi questi dolorini si sono attenuati ma non scomparsi del tutto, sono molto preoccupata che ci sia qualcosa che non va all’utero ed ho paura di passare il resto della gravidanza a letto. Secondo lei c’è da preoccuparsi? Passeranno questi dolori? Non c’è qualche farmaco che possa prendere oltre al magnesio che possa aiutare la guarigione? La ringrazio infinitamente!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Temo che non ci siano farmaci adatti, ma sono fiducioso che i dolori possano sparire rapidamente.

      Mi tenga al corrente.

    2. Anonimo

      La ringrazio

  5. Anonimo

    Buongiorno ! Io ho 45 anni e ho fa ovodonazione .La donatrice ha 26 anni .Ora sono in 17 -esima sett . di gravidanza . Ho fatto il test del DNA fetale Genoma con l’esito negativo.
    Nel fra tempo ho fatto anche il test integrato e mi hanno detto che c’è un rischio aumentato di trisomia 18 e mi hanno consigliata l’amnio. Secondo Lei il test del DNA e piu attendibile del test integrato? Grazie aspetto il suo parere

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Intende il Prenatal Safe?

    2. Anonimo

      Si si

    3. Anonimo

      È possibile che il bambino abbia questa malattia con una donatrice cosi giovane? Grazie

    4. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, è possibile che anche con una donatrice giovane si possa andare incontro a questo problema, ma è chiaramente un evento particolarmente raro.

      Per rispondere alla sua domanda le riporto quanto si legge sul sito ufficiale:

      Il test PrenatalSAFE® Karyo P​lus evidenzia il 95.5% delle anomalie cromosomiche evidenziabili in gravidanza e il 99.1% di quelle riscontrate alla nascita, raggiungendo un livello di detection rate molto simile a quello del cariotipo fetale tradizionale (96.9%), ottenuto mediante tecniche di diagnosi prenatale invasiva.. L’esame, tuttavia, è da considerarsi un test di screening, non ha alcuna finalità diagnostica, e non è sostitutivo della diagnosi prenatale invasiva (Villocentesi o Amniocentesi).
      Fonte:

      Insomma, non ci aspettiamo sorprese, ma se c’è il dubbio è ragionevole verificare.

  6. Anonimo

    Buona sera dottore, la mia ginecologa mi ha detto che l’ amniocentesi si fa alla 16° settimana, quindi oltre i 90 giorni per effettuare un interruzione di gravidanza, quindi, qual’ ora si scoprisse che il feto è affetto da sindrome di down, l’aborto non sarebbe comunque consentito, o sbaglio? è forse possibile effettuare questo esame prima?

  7. Anonimo

    Buongiorno, avrei bisogno di chiarimenti inerenti al periodo di riposo successivi all’amniocentesi, la dovrò effettuare tra qualche giorno verso le 8 di mattina, e sul “foglietto” che mi hanno dato c’è scritto giorno dell’esame e successivo di riposo, ho chiesto ai medici che effettueranno l’esame se il giorno successivo potevo guidare e recarmi al lavoro per qualche ora, faccio lavoro di scrivania dove rimango sempre seduta, ma diciamo che avevano pareri discordanti, Lei cosa ne pensa? riposo a letto le 24 ore successive e lavoro di scrivania il giorno seguente può essere adeguato?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non posso prendermi la responsabilità di una decisione, ma meglio un giorno in più di riposo che uno in meno.

  8. Anonimo

    Fa tanto male?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente no, in genere viene descritto come fastidio; so che non è facile, ma più riesce ad essere rilassata durante l’iniezione dell’ago e meno sentirà (un po’ come per le iniezioni normali).