Rickettsiosi: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 195 giorni

Introduzione

Le rickettsiosi sono un gruppo di malattie infettive provocate da dei batteri facenti parte della famiglia delle Rickettsiaceae. Questi microorganismi sono diffusi in tutto il mondo e vengono per la maggior parte trasmessi mediante il morso di artropodi ematofagi come zecche, acari, pulci e pidocchi.

Esistono molte specie di Rickettsie ed ognuna causa una propria specifica forma di malattia, ma è  possibile riconoscere alcuni sintomi che le accomunano:

Molti dei sintomi sopraelencati sono piuttosto aspecifici e si manifestano soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. L’esantema accomuna diverse forme di rickettsiosi ed è costituito da un’eruzione cutanea che può essere caratterizzata da macchie emorragiche (petecchie) o da rilevatezze cutanee che vengono dette papule.

Altre manifestazioni cliniche caratterizzano poi lo specifico agente patogeno e possono comprendere

Per la maggior parte delle rickettsie, ad eccezione di R. prowazekii, l’uomo rappresenta solo un ospite accidentale: si tratta infatti di malattie di origine zoologica che vengono occasionalmente trasmesse agli essere umani in seguito al morso di artropodi che avevano precedentemente parassitato degli animali infetti.

Risulta molto utile quindi, ai fine della diagnosi, prestare attenzione ad eventuali morsi di zecche, alla presenza di pidocchi, a viaggi recenti o alla permanenza in aree geografiche endemiche.

Cause

Le Rickettsie sono un gruppo di piccoli batteri intracellulari obbligati di cui se ne conoscono in tutto 15 specie. Solo alcune di queste sono in grado di causare malattie negli esseri umani e le principali specie di rickettsie che interessano l’uomo e le malattie corrispondenti sono:

  • Rickettsia conorii: febbre bottonosa del Mediterraneo,
  • Rickettsia rickettsii: febbre purpurica delle Montagne Rocciose,
  • Rickettsia typhi: tifo murino,
  • Rickettsia prowazekii: tifo epidemico.

Le rickettsie vengono trasmesse all’uomo mediante il morso di artopodi che vengono definiti per questo motivo agenti vettori. Ogni specie di rickettsia presenta il suo specifico vettore:

  • R. conorii e R. rickettsii vengono trasmesse dalle zecche,
  • R. prowazekii diffonde tramite i pidocchi
  • e R. typhi tramite le pulci.

Gli ospiti definitivi di questi microorganismi, cioè gli essere viventi in cui vivono normalmente i batteri, sono nella maggior parte dei casi roditori, uccelli o piccoli mammiferi come i cani o i conigli. Quando l’uomo viene infettato dalle rickettsie è quindi considerato e definito un ospite accidentale.

R. prowazekii rappresenta invece un’eccezione in quanto è proprio l’essere umano il suo ospite definitivo.

Sintomi

Le rickettsiosi sono un gruppo eterogeneo di malattie causate da microrganismi facenti parte di una stessa famiglia;  ogni specie, però, nel momento in cui infetta l’uomo dà origine ad una patologia  specifica. Queste patologie infettive hanno dei nomi caratteristici che rispecchiano la loro principale distribuzione geografica o le loro caratteristiche cliniche.

Febbre maculosa del Mediterraneo (o febbre bottonosa)

È causata da R. conorii ed è prevalentemente diffusa in Europa meridionale, Africa, Asia occidentale e centromeridionale; interessa quindi i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, compresa l’Italia, dove si concentra prevalentemente in Sicilia, Sardegna, Calabria, Lazio e Liguria.

Viene trasmessa dal morso della zecca e infetta normalmente cani, roditori, bovini ed ovini in cui dà origine ad un’infezione subclinica. Si caratterizza per la presenza di:

  • febbre elevata,
  • cefalea,
  • artro-mialgie (dolori muscolari e articolari),
  • esantema: formazione di papule inizialmente rosee che dopo qualche giorno diventano più scure. Inizia di solito agli arti inferiori e diffonde poi a tutto il resto del corpo interessando anche mani e piedi;
  • escara: si tratta di una lesione cutanea che si forma nella sede del morso della zecca. Viene anche indicata con il termine francese tâche noire poiché si presenta sotto forma di una crosta nera che dopo pochi giorni si stacca dando origine ad un’ulcera;
  • epatosplenomegalia: ingrossamento di fegato e milza.

Il termine “bottonosa” presente nel nome della malattia deriva dal fatto che l’esantema si caratterizza per la formazione di papule che risultano essere rilevate sul piano cutaneo, ricordando quindi i bottoni di una camicia.

In genere l’andamento è benigno, ma talvolta può dare complicanze

nonché

  • meningoencefalite,
  • epatosplenomegalia,
  • compromissione renale.

Febbre purpurica delle montagne rocciose

Questo particolare tipo di rickettsiosi deve il nome alle aree geografiche del Nord America in cui era stata inizialmente segnalata. Attualmente è ubiquitaria in tutti gli Stati Uniti ed è diffusa anche in America centro-meridionale. L’agente causale è in questo caso R. rickettsi e come la precedente viene trasmessa dal morso di una zecca. Anche le caratteristiche cliniche sono simili, ma questa specifica forma di rickettsiosi, se non trattata, è gravata da un’altissima mortalità.

Segni e sintomi comprendono:

  • febbre,
  • cefalea,
  • mialgia,
  • nausea e vomito,
  • esantema emorragico,
  • alterazioni del sistema nervoso che possono portare anche al coma,
  • encefalite,
  • epatosplenomegalia,
  • compromissione miocardica, aritmie, fino ad arrivare all’insufficienza cardiocircolatoria,
  • insufficienza renale da ipovolemia.

Tifo esantematico o petecchiale

A differenza dei casi precedenti, il tifo esantematico è una patologia che colpisce esclusivamente l’uomo e non altri animali. È provocato da R. prowazekii e viene trasmesso da una persona all’altra mediante il pidocchio, che si infetta succhiando il sangue di un individuo malato.

Storicamente è stata associata a epidemie che si sono verificate conseguentemente ad eventi catastrofici come calamità naturali e guerre. È attualmente diffusa in piccoli focolai endemici in Africa, America Latina, Europa centrale e orientale.

La lesione caratteristica di questa patologia è la vasculite, un infiammazione dei vasi sanguigni con interessamento prevalente dei piccoli capillari cerebrali, cutanei e miocardici.

Nella sua forma più comune presenta:

  • febbre,
  • tosse,
  • malessere,
  • cefalea,
  • congiuntivite,
  • mialgie,
  • alterazioni del sistema nervoso:
  • esantema che interessa tutto il corpo ad eccezione di mani, piedi e volto,
  • tachicardia,
  • epatosplenomegalia.

Le complicanze possono interessare il sistema cardiovascolare, nervoso e renale.

Tifo murino

Il tifo murino è causato da R. typhi e trasmesso all’uomo mediante la pulce del ratto. La malattia vede la formazione di lesioni vasculitiche simili a quelle del tifo esantematico, seppur di minore entità, sempre associate a febbre ed esantema.

L’evoluzione è in genere benigna e le complicanze sono simili a quelle della forma precedente, anche se rare.

Diagnosi

La diagnosi delle varie malattie da rickettsie si basa sugli stessi principi essenziali: viene suggerita da

  • quadro clinico,
  • pregresso morso di zecche o presenza di pulci/pidocchi,
  • permanenza in aree endemiche.

La conferma diagnostica avviene grazie all’esecuzione di indagini sierologiche in cui, in seguito ad un prelievo ematico, vengono ricercati nel siero del paziente gli anticorpi prodotti nei confronti dello specifico agente patogeno.

In particolare possono essere esaminate due diverse categorie di anticorpi:

  • Anticorpi specifici: ricercati con tecniche di immunofluorescenza indiretta. È il test più affidabile e quello che viene comunemente eseguito.
  • Anticorpi aspecifici: viene in questo caso sfruttata una reazione di agglutinazione detta di Weil-Felix. Questo test è ormai poco utilizzato e più che avere una reale utilità clinica assume attualmente un ruolo di rilevanza storica. Si tratta infatti di una reazione poco sensibile e poco specifica poiché può risultare positiva anche in altre condizioni che non comprendono l’infezione da rickettsie.

La diagnosi differenziale viene posta con altre patologie caratterizzate dalla presenza di esantemi come meningococcemia, morbillo e rosolia.

Cura

La terapia è comune per tutte le rickettsiosi e si avvale dell’utilizzo di antibiotici appartenenti alla classe delle tetracicline, come la doxiciclina. Il cloramfenicolo rappresenta invece un antibiotico di seconda linea.

Prevenzione

Le rickettsiosi possono essere prevenute effettuando adeguati trattamenti antiparassitari sugli animali, in particolare su quelli domestici, e con tecniche di profilassi del contagio come l’isolamento e la disinfestazione ambientale.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

Fonti principali

  • Moroni, Esposito, De Lalla. Malattie infettive, VII edizione, Masson, 2008.
  • Longo, Fauci, Kasper, Hauser, Jameson, Loscalzo. Harrison, Principi di Medicina Interna, IX edizione, Casa Editrice Ambrosiana, 2016.
  • Sorice F., Ortona L. Malattie infettive, UTET, 2000.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Un valore delle IgM positivo significa in genere che l’infezione è in corso, raccomando quindi di fare il punto con il medico che ha richiesto l’analisi.

La sezione commenti è attualmente chiusa.