Perdita di peso non volontaria: cause, sintomi e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 187 giorni

Introduzione

Piccole fluttuazioni del peso corporeo rientrano tra i normali cambiamenti che si verificano nell’arco della vita e sono causati da un disequilibrio del bilancio energetico: il nostro peso, infatti, varia a seconda di quanta energia introduciamo con l’alimentazione e di quanta ne disperdiamo attraverso l’attività fisica e il lavoro che il nostro organismo compie costantemente per mantenere attive tutte le funzioni biologiche.

Se le calorie che introduciamo con l’alimentazione superano quelle consumate il peso tenderà ad aumentare, viceversa diminuirà.

Una piccola perdita di peso non deve quindi preoccupare eccessivamente. Affinché questa risulti degna di nota deve infatti soddisfare alcune caratteristiche: si parla di perdita di peso non intenzionale ogniqualvolta ci si trovi di fronte a una perdita superiore ai 4,5 kg o al 5% del peso corporeo iniziale in un periodo di 6-12 mesi e in assenza di un regime dietetico controllato.

È importante identificarla perché potrebbe nascondere una malattia severa o cronica ed è stato osservato che, soprattutto negli anziani, è associata a peggiori condizioni di salute generale. Questo problema sembra colpire soprattutto la popolazione geriatrica ed in particolare gli anziani fragili, che risultano cioè compromessi su più piani funzionali, in cui si presenta con una frequenza del 27%.

In linea generale il peso corporeo raggiunge un massimo intorno alla sesta decade di vita, si mantiene stabile fino agli 80 anni, per poi calare gradualmente. Questa perdita di peso è dovuta a più fattori:

  • innanzitutto si va incontro ad una diminuzione della massa magra corporea e si svolge meno attività fisica, questo comporta un calo del fabbisogno calorico giornaliero e quindi una diminuzione dell’assunzione di cibo.
  • Il senso della fame tende a calare anche a causa della diminuzione della percezione gustativa e olfattiva che rendono il cibo meno allettante.
  • Altre problematiche che possono limitare l’assunzione di cibo comprendono
    • la ridotta capacità masticatoria,
    • disturbi digestivi come il rallentato svuotamento gastrico.

Nonostante una certa diminuzione del peso corporeo possa quindi essere normale nell’anziano, questo segno non deve essere sottovalutato in quanto, proprio questa categoria di persone, è quella più a rischio di nascondere una causa patologica all’origine del disturbo.

Cause

Le cause della perdita di peso non intenzionale sono diverse e possono essere di origine psicosociale o di natura organica. Spesso l’identificazione della causa è facile, mentre in alcuni casi è necessario andare a indagare più a fondo per capire dove risieda l’origine di questo disturbo. In alcuni pazienti risulta semplicemente impossibile individuare la causa e si parla quindi di perdita di peso idiopatica.

In generale si possono riconoscere due grandi categorie di alterazioni che possono portare al calo di peso involontario: disturbi di natura psico-sociale e patologie prettamente mediche.

Cause psicosociali

  • Depressione: la depressione influenza la sfera dell’alimentazione sia in che in minus. Può infatti portare da un lato ad un aumento dell’assunzione di cibo ma anche, al contrario, alla diminuzione dell’introito alimentare. Questa evenienza si verifica in genere in associazione all’anedonia, una condizione patologica in cui la persona depressa risulta incapace di trovare piacevoli le attività e le situazioni che normalmente lo sono, come ad esempio il pasto. Una diminuzione dell’assunzione di cibo protratta nel tempo può così portare alla perdita di peso.
  • Demenza: con il termine demenza si intende qualsiasi causa di deterioramento organico della funzione del cervello che provoca difetti multipli delle funzioni cognitive. Esempi di demenza possono essere la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza fronto-temporale. Chi soffre di demenza rischia di perdere peso perché tende a non alimentarsi più di sua spontanea volontà e necessita quindi di un controllo esterno anche per quanto riguarda l’alimentazione.
  • Mancata autonomia: in ambito clinico, soprattutto geriatrico, vengono spesso utilizzato dei semplici questionari al fine di valutare il livello di autonomia di una persona nello svolgere le diverse attività della vita quotidiana. Si tratta di strumenti utili che permettono di avere una valutazione oggettiva del livello di autonomia del paziente; i più utilizzati sono lo ADL (Activities of Daily Living) che prende in considerazione attività semplici del vivere quotidiano, come ad esempio vestirsi, mangiare, salire le scale, curare la propria igiene personale, e lo IADL (Instrumental Activities of Daily Living) in cui si valutano attività strumentali come il rispondere al telefono, la gestione del denaro, l’andare in bicicletta e il fare autonomamente la spesa. Com’è facilmente intuibile il procurarsi il proprio cibo, cucinare ed alimentarsi rientrano all’interno delle attività che vengono considerate quando si cerca di definire l’autonomia di una persona. È quindi normale osservare una perdita di peso nelle persone dotate di scarsa autonomia che non vengono adeguatamente seguite e supportate.

Cause mediche

  • Malattie neoplastiche maligne: tra le cause mediche di perdita di peso involontaria il cancro rappresenta quella più frequente;
  • Patologie gastro-enteriche: le più frequentemente responsabili della perdita di peso comprendono:
  • Alterazioni dentali o disfagia: disturbi della masticazione o difficoltà a deglutire (disfagia) possono limitare l’alimentazione e causare una conseguente perdita di peso;
  • Malattie infettive: alcune malattie infettive il cui ruolo nel determinare una perdita di peso è ben documentato sono:
  • Alterazioni metaboliche: comprendono patologie come diabete e ipertiroidismo;
  • Uremia (stadio terminale dell’insufficienza renale): provoca spesso anoressia, nausea e vomito;
  • Malattie polmonari e respiratorie: possono indurre perdita di peso sia per un aumento del fabbisogno energetico che per diminuzione dell’appetito;
  • Patologie neurologiche come ictus, tetraplegia e sclerosi multipla: questi disturbi possono causare un calo dell’alimentazione a causa di alterazioni del sistema nervoso autonomo e per via della disfagia (difficoltà a deglutire) che spesso insorge;
  • Alcolismo: può essere un’importante causa di malnutrizione soprattutto perché viene meno l’apporto di proteine, minerali e vitamine;
  • Azioni farmacologiche: alcuni farmaci possono causare anoressia, nausea, vomito, disturbi gastrointestinali, diarrea e alterazioni del gusto;
  • Diminuzione delle sensibilità gustativa e olfattiva: entro certi limiti avviene in maniera fisiologica con l’età e può contribuire alla perdita di peso conseguente ad una minor assunzione di cibo.

Diagnosi

È importante innanzitutto accertarsi che la perdita di peso sia involontaria: il soggetto non deve cioè seguire nessun tipo di regime alimentare restrittivo e non deve aver cambiato le proprie abitudini alimentari rispetto al passato (ad esempio non deve aver recentemente escluso una categoria di alimenti dalla propria dieta). In questi casi, infatti, la restrizione alimentare potrebbe essere sufficiente per spiegare il dimagrimento.

È poi utile indagare la sfera dell’appetito: se nonostante la perdita di peso il soggetto ha fame e si nutre normalmente potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di diabete. Al contrario, una perdita dell’appetito con un’origine psicologica (depressione, demenza), può essere causata da una sottostante neoplasia o da altre patologie gastrointestinali, endocrinologiche o di altra natura.

Esami utili

Alcuni esami possono essere utili per valutare lo stato nutrizionale del paziente e per indirizzare l’indagine diagnostica verso la reale causa della perdita di peso.

In seguito all’esecuzione di anamnesi ed esame obiettivo il medico potrebbe richiedere i seguenti esami:

Potranno inoltre essere richiesti altri esami sulla base di specifici fattori dei rischio e delle eventuali patologie presenti.

Cura e rimedi

L’approccio terapeutico più adeguato potrà essere messo in atto una volta scoperta la causa che ha provocato la perdita di peso; nel caso in cui vengano assunti farmaci responsabili di provocare nausea e vomito dovrebbero essere sospesi o sostituiti.

Per favorire l’incremento dell’apporto energetico è possibile somministrare dei supplementi nutrizionali, preferibilmente da assumere tra un pasto e l’altro per evitare di causare eccessiva sazietà.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

Fonti principali:

  • Longo, Fauci, Kasper, Hauser, Jameson, Loscalzo. Harrison, Principi di Medicina Interna, IX edizione, Casa Editrice Ambrosiana, 2016.

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  1. Anonimo

    Ansia e stress possono essere causa di variazioni anche importanti del peso?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, sono emozioni che possono spingere verso variazioni anche importanti di appetito (diminuzione) o di comportamento (per esempio alimentazione compulsiva, tipica per esempio di abbuffate con junk-food).

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