Paralisi del sonno: cause, sintomi, pericoli e cura

a cura di Dr. Alberto Carturan -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La paralisi del sonno è un disturbo del sonno in cui, durante il risveglio o poco prima di addormentarsi, la persona è consapevole e cosciente, ma incapace di muoversi e parlare.

È una condizione benigna ma che spesso provoca un forte senso di paura e ansia. Gli episodi hanno una durata variabile, da qualche secondo a 1-2 minuti, seppur in una minoranza di casi sia stata descritta una durata oggettivamente più lunga. Una volta terminati l’individuo non ha postumi e riprende a muoversi e parlare come se nulla fosse successo.

È un disturbo comune, si stima che tra l’8% e il 50% della popolazione sperimenti almeno una volta nella propria vita la paralisi del sonno, mentre circa il 5% delle persone presenta episodi con cadenza regolare. Non c’è una predominanza nel sesso, maschi e femmine ne sono colpiti con la stessa frequenza. Interessa prevalentemente gli adolescenti e gli adulti giovani, di età compresa tra i 25 e i 45 anni.

Raffigurazione di un uomo che dorme

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Cause

La paralisi del sonno viene classificata all’interno delle parasonnie, un gruppo ampio ed eterogeneo dei disturbi del sonno.

È causata da una alterazione dei normali cicli che avvengono durante il sonno.

Il sonno presenta normalmente un’alternanza regolare di fasi non-REM e REM.

  • Il sonno non-REM è quello che si verifica subito dopo l’addormentamento ed è suddiviso a sua volta in 4 stadi, della durata complessiva compresa tra i 70 e i 90 minuti.
  • A seguito della fase non-REM si verifica la fase di sonno REM della durata di circa 25 minuti.
  • Al termine della fase REM il ciclo ricomincia.

Durante la notte si verificano complessivamente dai 4 ai 6 cicli completi, durante i quali la fase REM aumenta progressivamente la sua durata. La fase non-REM è quella in cui effettivamente il nostro organismo si riposa e si rigenera, mentre la fase REM è quella in cui si verificano i sogni e che solitamente precede il risveglio.

La fase REM del sonno (Rapid eye movement) prende il suo nome dai movimenti oculari rapidi che caratterizzano questa fase. Durante il sonno REM i muscoli sono completamente atonici e paralizzati per evitare di mimare i sogni, caratteristici di questo stadio del sonno.

Durante la paralisi del sonno succede che il risveglio, solitamente preceduto proprio dalla fase REM, non coincida esattamente con il momento in cui i muscoli hanno ripreso il loro tono. Per questo motivo ci si ritrova coscienti, ma incapaci di muoversi.

Fattori di rischio

La condizione può essere scatenata da un prolungata privazione del sonno o da un intenso stress psicologico che sta attraversando la vita del paziente. È inoltre dimostrato che dormire in posizione supina predisponga l’insorgenza della paralisi del sonno e che possa esserci una componente genetica nel suo sviluppo, in quanto vi è un’alta associazione nei gemelli monozigoti. Anche l’assunzione di alcune sostante come caffeina, alcool, nicotina o droghe possono predisporre all’insorgenza del disturbo.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non vengono rilevati significativi eventi scatenanti che ne possano spiegare la comparsa.

Gli episodi di paralisi del sonno possono verificarsi anche nel contesto di altre patologie, ad esempio la narcolessia o l’ipopotassiemia (carenza di potassio), o per abuso di sostanze. Quando gli episodi si verificano indipendentemente da queste condizioni, la paralisi del sonno viene definita ISP (Isolated sleep paralysis, paralisi del sonno isolata). Quando gli episodi di ISP divengono più frequenti e causano un disagio clinicamente significativo e/o un’interferenza con la qualità di vita del paziente, vengono definite RISP (Recurrent isolated sleep paralysis, paralisi del sonno isolata ricorrente). Durante la RISP il paziente può anche soffrire di episodi di paralisi del sonno nella stessa notte, il che è improbabile in individui che soffrono di ISP.

Sintomi

Il sintomo principale della paralisi del sonno è non essere in grado di muoversi durante il risveglio o, meno comunemente, durante la fase di addormentamento.

Durante la paralisi del sonno può manifestarsi la percezione di suoni non esistenti nella realtà, come ronzii, sibili, sussurri e, più raramente, voci.

Questi sintomi sono caratteristicamente accompagnati da intense emozioni di

  • paura,
  • panico
  • e forte senso di ansia.

Alcune volte le persone che soffrono di questo disturbo hanno anche la sensazione di essere trascinati fuori dal letto, di essere sospesi nell’aria, di intorpidimento. In alcuni casi è stata riferita la percezione di formicolii o vibrazioni che attraversano il corpo durante la paralisi.

In un numero minore di soggetti che soffrono di paralisi del sonno possono manifestarsi allucinazioni ipnagogiche, ovvero la falsa percezione uditiva, visiva o tattile in assenza di uno stimolo esterno reale. Molte volte le allucinazioni ipnagogiche sono di natura spaventosa e terrificante, in quanto il contenuto e l’interpretazione sono guidati dal profondo stato di paura e panico che pervade l’individuo durante la paralisi del sonno.

Tra le più comuni allucinazioni ipnagogiche che vengono descritte vi è la presenza di una creatura soprannaturale che soffoca o terrorizza l’individuo, accompagnata da una sensazione di pressione sul petto e difficoltà a respirare. Un altro esempio di allucinazione ipnagogica che viene comunemente riportato coinvolge una figura minacciosa oscura che entra nella stanza, mentre il soggetto è paralizzato.

Il momento del risveglio con successiva ripresa delle capacità motorie avviene improvvisamente, accompagnato in alcuni casi da un senso di mancanza d’aria che si risolve in alcuni secondi. La paralisi del sonno non dura mai più 1 o 2 minuti, seppur in alcuni casi siano stati descritti dei periodi oggettivamente più lunghi.

Diagnosi

La paralisi del sonno viene principalmente diagnosticata attraverso il racconto del paziente ed escludendo altri disturbi del sonno che possono spiegare i sintomi caratteristici di paralisi, come la narcolessia.

Al paziente viene innanzitutto chiesto se dedica un adeguato periodo di tempo al sonno (almeno 8 ore per notte) e/o se stia attraversando un importante periodo di stress nella sua vita, in quanto questi possono essere degli importanti fattori di rischio per lo sviluppo di paralisi del sonno. Viene inoltre chiesto al paziente se assume con regolarità caffeina, alcool, nicotina o droghe, in quanto anche queste sostanze facilitano l’insorgenza di questo disturbo.

Viene quindi chiesto al paziente

  • descrizione del disturbo,
  • quando si manifestano,
  • durata delle paralisi,
  • se durante le paralisi si manifesta un profondo senso di paura e panico,
  • se durante e paralisi si hanno allucinazioni di qualche tipo,
  • se alcuni membri della famiglia soffrono di narcolessia e se soffre di improvvise perdite di controllo dei muscoli (cataplessia) durante la giornata.

Quest’ultimo punto in particolare permette di indirizzare la diagnosi e gli specifici accorgimenti verso la narcolessia, più che verso la paralisi del sonno vera e propria.

Cura e rimedi

Il trattamento della paralisi del sonno inizia con l’educazione sulle fasi del sonno e sull’incapacità di muovere i muscoli durante il sonno REM, facendo così prendere conoscenza al soggetto dei meccanismi che determinano questo disturbo e tranquillizzarlo sulla sua benignità. Questo determina molte volte un aumento della serenità del paziente che in alcuni casi può essa stessa risolvere il disturbo.

Viene inoltre consigliato di regolarizzare i cicli del sonno, dedicando al riposo notturno un periodo di almeno 8 ore. Altro importante fattore che può ridurre l’insorgenza delle paralisi del sonno è evitare gli stress che influiscono negativamente sulla vita del paziente. Inoltre, è importante evitare di assumere sostanze che possono disturbare il sonno, come caffeina, alcool e fumo di sigaretta (in quanto contiene nicotina, un eccitante) prima di andare a dormire.

Nei casi più gravi che non rispondono a queste semplici misure, possono essere usati gli antidepressivi, come gli antidepressivi triciclici o inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI). La durata della terapia è da porre in relazione agli eventuali benefici del paziente. Solitamente la durata media è di circa 2 mesi. L’utilizzo dei farmaci deve essere limitato ai casi più importanti, quando le paralisi del sonno influiscano negativamente sulla qualità di vita del paziente, in quanto gli antidepressivi possiedono numerosi effetti collaterali. Tra i più comuni ci sono:

Seppur sia stato dimostrato che questi farmaci riducano il numero delle paralisi del sonno, non esiste attualmente alcun medicinale in grado di interrompere completamente tali episodi.

Altre tecniche che possono influire positivamente sulle paralisi del sonno sono la terapia cognitivo-comportamentale e la meditazione.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan, medico chirurgo

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