Otite media catarrale in bambini e adulti: sintomi e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 6 giugno 2018

Introduzione

Insieme ai comuni raffreddori le otiti (infezioni dell’orecchio) sono le malattie pediatriche diagnosticate con maggior frequenza nei Paesi occidentali.

L’otite media è un’infiammazione o un’infezione dell’orecchio medio, che si verifica cioè nella zona tra la membrana timpanica e l’orecchio interno; sono in genere causate da batteri che trovano un fertile terreno di proliferazione se si accumulano liquidi dietro al timpano.

Chiunque può svilupparla, anche se i bambini sono sicuramente più suscettibili degli adulti. Cinque bambini su sei contraggono almeno un’infezione dell’orecchio entro il terzo anno di vita, tanto che di fatto queste infezioni sono uno dei principali motivi di ricorso al pediatra.

Fotografia di una bambina che si tocca l'orecchio a causa del dolore

iStock.com/narcisa

Quando sospettare un’infezione dell’orecchio

La maggior parte delle infezioni dell’orecchio si verifica prima che il bambino sappia parlare. Se il bambino è troppo piccolo per riferire i sintomi (“ho male all’orecchio”), occorre basarsi su alcuni segni:

  • il bambino si tira l’orecchio (o le orecchie),
  • si lamenta e piange,
  • manifesta disturbi del sonno,
  • presenza di febbre (specialmente se è molto piccolo),
  • comparsa di fuoriuscite di liquido dall’orecchio,
  • si dimostra impacciato o ha problemi di equilibrio,
  • sente male, non reagisce a suoni normali.

L’orecchio

2 - Condotto uditivo (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Ear-anatomy.png)

Photo Credit: https://it.wikipedia.org/wiki/Orecchio#/media/File:Ear-anatomy.png

L’orecchio è l’organo deputato all’udito e all’equilibrio e si può dividere in tre zone:

  • orecchio esterno,
  • orecchio medio,
  • orecchio interno.

L’orecchio esterno, chiamato anche padiglione auricolare (numeri 1,2,3 nell’immagine), include tutto ciò che vediamo dall’esterno, compreso il canale uditivo che vediamo entrare più internamente fino al timpano (numero 4), una membrana che separa l’orecchio esterno dall’orecchio medio.

L’orecchio medio, che è dove si verificano le infezioni oggetto del presente articolo, si trova tra il timpano e l’orecchio interno; nell’orecchio interno sono presenti tre minuscole ossa, definite ossicini (6,7,8 in figura). Quando il timpano vibra gli ossicini amplificano le vibrazioni e le trasmettono all’orecchio interno, che a sua volta le trasforma le vibrazioni in segnali elettrici e li invia al nervo acustico, collegato con il cervello; quando gli impulsi nervosi raggiungono il cervello vengono infine interpretati come suoni.

I tre ossicini sono normalmente circondati da aria e, per funzionare correttamente, l’orecchio medio deve trovarsi a una pressione identica a quella atmosferica, di questo compito si occupa la tromba di Eustachio (12 in figura), un sottile condotto che connette l’orecchio medio alla parte posteriore della gola, passando dietro il naso.

La tromba di Eustachio ha due funzioni principali:

  1. controbilancia la pressione dell’orecchio medio con quella atmosferica, facendo affluire l’aria dall’esterno. (Il classico “schiocco” che avviene mentre sbadigliate o deglutite è dovuto al fatto che le trombe di Eustachio stanno regolando la pressione nell’orecchio medio.)
  2. permette al muco che si trova nell’orecchio medio di fuoriuscire nella gola.

Un’infezione all’orecchio è di solito causata da batteri e spesso inizia a seguito di un mal di gola, un raffreddore o anche un’allergia che colpisca le vie aeree superiori. Se l’infezione delle vie respiratorie superiori è batterica, questi stessi batteri possono diffondersi al orecchio medio e mettere in difficoltà la tromba di Eustacchio, che non sarà più in grado di scaricare efficacemente il materiale che si accumula nell’orecchio medio; se l’infezione è causata da un virus, come un raffreddore, i batteri possono proliferare grazie all’ambiente che si crea (sovrainfezione batterica) e in questo caso il mal d’orecchio nasce da un’infezione cosiddetta secondaria.

Di fatto, in a prescindere dalla situazione, a causa dell’infezione il fluido si accumula dietro il timpano.

L’infiammazione della zona dell’orecchio medio è nota come otite media; i medici, quando parlano di infezione dell’orecchio, di norma si riferiscono proprio all’otite media acuta piuttosto che all’infezione nota come otite esterna.

L’otite media acuta comporta la presenza di fluidi, di solito pus (da cui il nome di otite catarrale), nell’orecchio medio: i suoi sintomi principali sono

  • il mal d’orecchio,
  • il rossore del timpano
  • e in alcuni casi anche la febbre.

Cause

In genere le infezioni sono dovute a batteri e spesso seguono un mal di gola, un raffreddore o un’altra infezione del tratto respiratorio superiore.

  • Se l’infezione del tratto respiratorio è batterica, i germi all’origine di tale infezione possono raggiungere l’orecchio medio;
  • se è virale, per esempio un raffreddore, questa può predisporre un ambiente favorevole alla colonizzazione di batteri, che possono quindi infettare l’orecchio medio come infezione secondaria.

L’infezione causa un accumulo di liquidi dietro il timpano.

Ci sono diversi motivi perché i bambini siano maggiormente esposti degli adulti alle infezioni dell’orecchio.

  • Nel bambino le tube di Eustachio sono più piccole e pianeggianti. Questo ostacola la fuoriuscita dei liquidi, anche in condizioni normali. Se le tube di Eustachio sono gonfie o bloccate dal muco dovuto al raffreddore o ad altra infezione respiratoria, il liquido può non riuscire a uscire.
  • Il sistema immunitario del bambino non è efficace come quello di un adulto perché sta ancora sviluppandosi. Il bambino ha quindi più difficoltà a combattere le infezioni.
  • Come parte del sistema immunitario, le adenoidi reagiscono al passaggio di batteri da naso e bocca. Talvolta, i batteri rimangono intrappolati nelle adenoidi, causando infezioni croniche che possono poi migrare nelle tube di Eustachio e raggiungere l’orecchio medio.

Le otiti si verificano con maggior frequenza:

  • nei maschi,
  • nei bambini che hanno in famiglia dei precedenti di infezioni dell’orecchio,
  • in caso di esposizione al fumo di sigaretta,
  • in caso di allattamento con il biberon,
  • in caso di frequentazione dell’asilo.
  • durante la stagione invernale, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori.

Trasmissione

Le infezioni dell’orecchio non sono contagiose, ma può essere trasmesso il raffreddore che le provoca.

Sintomi

Ci sono tre tipi principali di infezioni dell’orecchio. Ciascuno ha una propria combinazione di sintomi.

  • L’otite media acuta è l’infezione più frequente. A seguito dell’infezione di parti dell’orecchio medio, essudati e liquidi si accumulano dietro al timpano. Ciò causa una sintomatologia dolorosa, nota come otalgia. Il bambino può anche avere febbre.
  • L’otite media effusiva si manifesta talvolta dopo un’infezione dell’orecchio se il liquido rimane intrappolato dietro al timpano. Il bambino può non manifestare sintomi, ma il medico sarà in grado di rilevare la raccolta di liquido tramite uno speciale strumento.
  • L’otite media effusiva cronica avviene quando il liquido rimane nell’orecchio medio per un tempo prolungato o in seguito a frequenti recidive, anche in assenza di infezione. Questa forma riduce la resistenza a nuove infezioni e può avere ripercussioni sull’udito.

I segni e i sintomi dell’otite media acuta possono variare ed essere molto lievi oppure gravi:

  • Il fluido che si accumula nell’orecchio medio può esercitare pressione contro il timpano, provocando mal d’orecchio. Se il bambino è più grande può lamentarsi per il mal d’orecchie, invece se è più piccolo può toccarsi l’orecchio oppure semplicemente dare segni di irritabilità o piangere più del solito.
  • Anche sdraiarsi, masticare e succhiare possono causare dolorosi sbalzi di pressione nell’orecchio medio, quindi il bambino potrebbe mangiare di meno o avere problemi di sonno.
  • Se la pressione dovuta all’accumulo del fluido è abbastanza alta può far rompere il timpano e come risultato si ha la fuoriuscita di fluidi dall’orecchio. In questo modo la pressione che grava sul timpano diminuisce, e il dolore di solito risulta alleviato.
  • L’accumulo di fluidi nell’orecchio medio blocca le onde sonore e quindi può causare problemi di udito temporanei. È possibile che il bambino:
    • non reagisca ai suoni o ai rumori meno intensi,
    • alzi il volume della televisione o della radio,
    • parli a voce più alta del solito,
    • sembri disattento a scuola,
    • febbre,
    • nausea,
    • vomito,
    • vertigini.

Nei bambini più piccoli, ancora incapaci di comunicare il proprio disagio, un possibile mal d’orecchio può essere riconosciuto in base ai seguenti segni e sintomi:

  • continuo toccarsi e tirare l’orecchio,
  • irritabilità, calo dell’appetito, irrequietezza durante la notte,
  • tosse e/o nasino che cola,
  • diarrea,
  • mancanza di risposta a suoni deboli e disattenzione a quello che succede attorno,
  • perdita di equilibrio.

Al contrario l’otite media sierosa spesso non presenta alcun sintomo, anche se in alcuni bambini il siero accumulato nell’orecchio medio può creare una sensazione di orecchio pieno o di scoppio. Come nel caso dell’otite media acuta il fluido accumulato dietro il timpano può bloccare le onde sonore, quindi può verificarsi una diminuzione temporanea dell’udito, che potrebbe passare inosservata.

In alcuni casi, il timpano può andare incontro a perforazione e così comparire pus fin all’esterno del canale auricolare.

Le infezioni dell’orecchio spesso sono collegate con quelle delle vie aeree superiori e quindi anche con i sintomi più frequenti di queste ultime, come ad esempio il naso che cola, il raffreddore o la tosse.

Durata e complicazioni

Le infezioni dell’orecchio medio di solito guariscono spontaneamente entro 2 o 3 giorni, senza che sia necessaria una terapia specifica.

In caso di prescrizione di una terapia i miglioramenti dovrebbero verificarsi entro qualche giorno dalla visita medica, se così non fosse occorre richiamare il medico. Il bambino potrebbe aver bisogno di un antibiotico o un antibiotico diverso se già prescritto in precedenza. Una volta risolta l’infezione, può rimanere del liquido nell’orecchio medio, anche se in genere scompare entro tre – sei settimane.

Persino dopo la terapia antibiotica per un episodio di otite media acuta, i fluidi possono rimanere nell’orecchio medio anche per alcuni mesi.

Le complicanze delle infezioni dell’orecchio medio sono rare, ma quando si verificano possono essere particolarmente gravi.

La maggior parte delle complicazioni sono il risultato dell’infezione che si estende ad un’altra parte dell’orecchio o della testa, tra cui:

  • ossa dietro l’orecchio (mastoidite),
  • orecchio interno (labirintite),
  • membrane protettive che circondano il cervello e il midollo spinale (meningite).

Si tratta in ogni caso di condizioni che richiedono l’immediato ricovero ospedaliero.

Quando chiamare il medico

La maggior parte dei casi di otite media passano nel giro di pochi giorni, quindi spesso non c’è bisogno che il bambino venga visitato, a meno che:

  • i sintomi non migliorino dopo 2-3 giorni,
  • il dolore sia molto forte,
  • compaia del pus dall’interno dell’orecchio (in alcuni casi si manifesta l’otite media cronica suppurativa, una condizione caratterizzata da una perdita di pus che può durare per mesi, seppure senza dolore),
  • fattori di rischio preesistenti, come la fibrosi cistica o una malattia cardiaca congenita, che potrebbe rendere le complicanze più probabili e temibili.

Diagnosi

Per prima cosa il medico vorrà informarsi della salute del bambino, attraverso una serie di domande come:

  • Il bambino ha avuto di recente un raffreddore o il mal di gola?
  • Ha problemi a dormire?
  • Si tira le orecchie?

Se sospetta un’infezione dell’orecchio, il modo più semplice per accertarla consiste nell’impiegare uno strumento dotato di luce, l’otoscopio, per guardare il timpano. Un timpano arrossato e sporgente indica un’infezione.

Il medico può usare un otoscopio pneumatico, che soffia aria nel canale uditivo, per verificare la presenza di liquido dietro al timpano. In condizioni normali, il timpano si sposta avanti e indietro con più facilità che non in presenza di una raccolta di liquido.

La timpanometria, basata su toni acustici e pressione dell’aria, è un esame diagnostico a cui il medico ricorre in caso di dubbi. Il timpanometro è un tampone morbido che contiene un microfono con un altoparlante e un dispositivo che varia la pressione dell’aria nell’orecchio. Misura la flessibilità del timpano a pressioni differenti.

Cura e terapia

Se la diagnosi di otite media non è certa e il bambino non ha febbre o dolore significativi, è possibile che il medico consigli di aspettare uno o due giorni per vedere se i sintomi si risolvono da soli (vigile attesa).

Le linee guida elaborate nel 2013 dalla American Academy of Pediatrics (società americana di pediatria) incoraggiano il medico a un attento monitoraggio e controllo dei bambini con infezioni dell’orecchio e diagnosi incerte, specie tra i 6 mesi e i 2 anni di età. In assenza di miglioramenti entro 48 – 72 ore dall’insorgenza dei sintomi, le linee guida raccomandano di iniziare la terapia antibiotica.

Molti medici prescrivono un antibiotico, come l’amoxicillina (Augmentin), per 7 – 10 giorni. Il medico può anche suggerire l’uso di analgesici da banco (come paracetamolo o ibuprofene) o di gocce auricolari per ridurre dolore e febbre (l’aspirina, essendo considerata uno dei principali fattori di rischio prevenibili di sindrome di Reye, non va somministrata a un bambino con febbre o altra sintomatologia influenzale a meno di espresse istruzioni del pediatra).

Non esiste un’unica terapia in grado di curare tutte le infezioni dell’orecchio medio, quando si tratta di decidere come gestire l’infezione dell’orecchio del bambino il pediatra prenderà in considerazione diversi fattori, tra cui:

  • tipo e la gravità dell’infezione,
  • ricorrenza o meno delle infezioni all’orecchio,
  • durata dell’infezione,
  • età,
  • fattori di rischio,
  • eventuali problemi di udito provocati dall’infezione.

Il fatto che la maggior parte delle infezioni dell’orecchio guarisca senza alcuna terapia ha portato diverse associazioni mediche a preferire un approccio attendista: al bambino vengono somministrati analgesici per alcuni giorni, senza ricorrere agli antibiotici. Un’altra ragione importante che spinge a prendere in considerazione un approccio di questo genere sono le limitazioni degli antibiotici, che infatti:

  • sono inutili nel caso di infezioni provocate da virus,
  • non eliminano il fluido accumulato nell’orecchio medio,
  • possono causare effetti collaterali,
  • di solito non alleviano il dolore prima di 24 ore e hanno soltanto un effetto minimo nelle fasi successive.

Talvolta il dolore all’orecchio non è dovuto a un’infezione, e comunque alcune infezioni possono migliorare senza antibiotici. L’impiego prudente e motivato di antibiotici aiuta a prevenire lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici.

Se il medico li prescrive, è importante assicurarsi che il bambino li assuma esattamente come prescritti, sia come dose che come durata. Anche se il bambino sembra migliorare dopo pochi giorni, l’infezione può non essere ancora completamente debellata. Arrestare il farmaco anzitempo può portare a una recidiva della malattia. Di grande importanza è anche rispettare le visite di controllo dal medico, in modo che sia possibile accertare l’effettiva guarigione dell’infezione.

Ai bambini che soffrono di infezioni ricorrenti all’orecchio può essere invece prescritta una terapia antibiotica per un periodo più lungo, che contribuisca a prevenire l’insorgenza di ulteriori infezioni; per i bambini più piccoli o per quelli in cui la malattia è più grave potrebbero essere necessari gli antibiotici fin da subito.

L’approccio attendista potrebbe non essere indicato anche per i bambini che hanno altri problemi, come ad esempio la palatoschisi, determinate malattie genetiche come la sindrome di Down, o altre malattie come ad esempio quelle del sistema immunitario, oppure episodi ricorrenti di otite media acuta.

I bambini affetti da otite media sierosa di lunga durata (che si protrae per più di tre mesi) dovrebbero essere visitati periodicamente (ogni 3 o 6 mesi) dal medico. Nella maggior parte dei casi, però, anche per questi bambini non è necessaria alcuna terapia.

Prevenzione

Attualmente, il modo migliore di prevenire le infezioni dell’orecchio è la riduzione dei fattori di rischio associati, ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare a ridurre il rischio di otite nel bambino:

  1. Vaccinare il bambino contro l’influenza. Assicurarsi di ripetere la vaccinazione ogni anno.
  2. Si raccomanda di vaccinare il bambino con il vaccino coniugato antipneumococcico 13valente (PCV13). Il PCV13 protegge da più tipi di batteri del vaccino precedente, il PCV7. Se il bambino è già stato vaccinato con il PCV7, consultare il medico su come effettuare la transizione al PCV13. È scientificamente dimostrato che i bambini vaccinati sono meno suscettibili alle infezioni dell’orecchio dei bambini non vaccinati. La vaccinazione è fortemente raccomandata nei bambini che frequentano l’asilo.
  3. Lavarsi spesso le mani. Lavarsi le mani impedisce la diffusione di germi e può aiutare a prevenire raffreddori o influenza.
  4. Evitare di esporre il bambino al fumo di sigaretta. La ricerca scientifica ha dimostrato che i lattanti esposti al fumo passivo hanno otiti più frequenti.
  5. Non mettere a letto il bambino, né per un sonnellino né per la notte, con un biberon.
  6. Non lasciare che bambini ammalati stiano insieme. Per quanto possibile, limitare il contatto tra un bambino malato e altri bambini.
  7. Allattare al seno i neonati per almeno sei mesi, quando possibile: in questo modo si prevengono gli episodi precoci di infezioni all’orecchio Se il bambino viene allattato con il biberon tenerlo leggermente piegato da un lato, anziché lasciarlo sdraiato con il biberon.

Ricordate anche che i farmaci utili contro il raffreddore e le allergie, ad esempio gli antistaminici e gli decongestionanti, non hanno alcuna utilità per la prevenzione delle infezioni all’orecchio.

Nonostante queste precauzioni, alcuni bambini continuano ad avere infezioni dell’orecchio medio, talvolta fino a cinque o sei all’anno. Il medico può decidere di aspettare per diversi mesi per vedere l’evoluzione spontanea; se le infezioni continuano a recidivare e gli antibiotici non sono di aiuto, tuttavia, molti medici raccomandano il ricorso a una procedura chirurgica che inserisce un piccolo tubo di ventilazione nel timpano per migliorare il flusso di aria e impedire l’accumulo di liquido nell’orecchio medio. I tubi usati più di frequente vengono tenuti in posizione per sei – nove mesi e richiedono visite di controllo finché non cadono.

Se l’inserimento del tubo non è efficace nel prevenire infezioni, il medico può consigliare l’asportazione delle adenoidi per evitare la diffusione di un’infezione alle tube di Eustachio.

Fonti principali:

A cura di Elisa Bruno

I bambini presentano infezioni all’orecchio con maggiore frequenza prima dei due, quattro anni d’età per diversi motivi:

  • le trombe di Eustachio sono più corte e più orizzontali rispetto a quelle degli adulti, e questo permette ai batteri e ai virus di penetrare e rimanere nell’orecchio medio con maggiore facilità. Le trombe di Eustachio sono più strette e meno rigide, quindi più soggette a ostruzioni.

  • Le adenoidi, ovvero le strutture ghiandolari collocate nella parte alta del retro della gola vicino alle trombe di Eustachio, nei bambini sono più grandi, e possono interferire con l’apertura delle trombe di Eustachio.

Esistono molti altri fattori che possono favorire la comparsa di infezioni dell’orecchio in età pediatrica, come ad esempio: l’esposizione al fumo di sigaretta, l’allattamento con il biberon e la frequenza dell’asilo.

Le infezioni dell’orecchio si verificano con maggior frequenza nei maschi, nei bambini che hanno in famiglia dei precedenti di infezioni dell’orecchio e durante la stagione invernale, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori.

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Perchè il pediatra mi ha sgridato per aver messo xxxxxxxx gocce nelle orecchie di mio figlio che aveva male, sostenendo che così non si vedeva più nulla? Non ho capito!?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Probabilmente per due motivi:
      1. Meglio non mettere gocce senza una diagnosi precisa, in certi casi si possono fare danni.
      2. Qualsiasi formulazione si usi, anche le gocce otologiche antinfiammatorie, possono sciogliere leggermente l’eventuale cerume presente e rendere più difficile (o impossibile) la visione da parte del pediatra.

  2. Anonimo

    Che antibiotico posso dare a mio figlio (3 anni) che ha passato la notte in bianco per il dolore all’orecchio?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Nessun antibiotico se non espressamente prescritto a seguito di visita, in molti casi non è necessario.