Letargia: significato, sintomi, cause, pericoli e cura

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

Per letargia si intende una condizione patologica di grave stanchezza, affaticamento e mancanza di energia, che porta allo sviluppo di un sonno profondo.

Spesso la letargia rappresenta una risposta normale a diversi fattori come:

In tali casi la letargia si risolve facilmente con riposo adeguato, che permette un sonno ristoratore e la rimozione dei fattori di maggiore stress.

In altri soggetti la letargia può essere persistente, indicando la presenza di una patologia psico-fisica alla base; in tali casi il paziente tende a riaddormentarsi subito dopo il risveglio e, nelle situazioni più gravi, si osserva un’evoluzione fino ad uno stato comatoso (perdita di coscienza e mancato risveglio).

Donna che dorme in un sonno profondo

iStock.com/Obradovic

Cause

La letargia è una condizione che si presenta in numerose patologie diverse, che hanno come denominatore comune un’alterazione a livello dell’ipotalamo e del mesencefalo, strutture cerebrali dove sono presenti i centri regolatori del sonno e della veglia.

Tra le principali ricordiamo:

Sintomi

La letargia può presentarsi con sintomi come:

  • calo del tono dell’umore,
  • stanchezza cronica,
  • facile affaticamento,
  • sonnolenza diurna,
  • sensazione di sonno incompleto e non riposante,
  • deficit di attenzione e vigilanza (molto pericoloso in caso ci si metta alla guida di una vettura),
  • pensiero lento e monotono,
  • stato confusionale,
  • ridotta capacità lavorativa,
  • incapacità di svago e di compiere attività creative.

Essendo la letargia una condizione che accompagna diversi disturbi, è importante riconoscere i sintomi associati per poter risalire alla patologia sottostante.

Ad esempio, se la letargia è presente sin dal mattino e dura per molte ore al giorno, potrebbe indicare la presenza di un quadro di depressione maggiore.

Se accanto alla letargia osserviamo dispnea, affaticamento e dolore toracico, può esserci alla base una patologia respiratoria o cardiaca.

Negli individui più giovani la causa principale è spesso l’assunzione di alcol e droghe, mentre negli anziani troviamo soprattutto malattie cerebro-vascolari e deterioramento neurologico.

Diagnosi

Per la diagnosi eziologica di letargia è importante conoscere la storia clinica del paziente partendo da un’accurata e dettagliata anamnesi. Il medico porrà diverse domande riguardo:

  • caratteri della letargia:
    • quando si presenta,
    • da quanto tempo è presente,
    • con quali altri sintomi si associa,
  • assunzione di alcol o sostanze stupefacenti,
  • disturbi dell’umore o del sonno,
  • assunzione di farmaci,
  • presenza di altre patologie sottostanti.

Successivamente viene eseguito l’esame obiettivo, che permette il riconoscimento di sintomi e segni presenti nel paziente e che può essere in grado di orientare la diagnosi verso una determinata patologia.

Dal punto di vista strumentale è possibile ricorrere ad una vasta serie di esami, al fine di confermare il sospetto di una specifica patologia:

  • esami del sangue e delle urine,
  • esami di imaging (ecografia, radiografie, TC, risonanza magnetica, …),
  • esami per valutare la funzionalità cardiaca, polmonare, epatica, renale, …
  • test per valutare le funzioni psichiche.

Cura

Il trattamento e la prognosi della letargia dipendono dalla causa sottostante e dalla sua rimozione.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

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