La febbre in bambini ed adulti: sintomi, cause e rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 6 giugno 2018

Introduzione

La febbre consiste in un temporaneo aumento della temperatura corporea in risposta ad una malattia e/o infezione; indicativamente si considera febbre in un bambino quando la misurazione restituisce valori uguali o superiori a

  • 38.0° per via rettale,
  • 37.5° per via orale,
  • 37.2° sotto l’ascella.

Per un adulto si indica generalmente un intervallo compreso fra 37° e 37.5° a seconda del momento della giornata, verso sera infatti la febbre o comunque la temperatura corporea tende spontaneamente a salire.

Ulteriori fattori in grado di causare una variazione della temperatura corporea sono:

Il trattamento dipende dalla causa della febbre, ma da un punto di vista generale si ricorre in genere a farmaci antipiretici come l’ibuprofene, il paracetamolo o l’aspirina (quest’ultima non nei bambini).

È di fondamentale importanza bere molto per evitare il pericolo disidratazione, mentre in genere non è rischio digiunare per qualche giorno.

Immagine di due termometri digitali

iStock.com/malerapaso

Misurare la febbre

Misurare la febbre significa rilevare la temperatura corporea; se fino a poco tempo fa i termometri a mercurio erano la norma, da qualche anno sono stati vietati a causa della potenziale tossicità in caso di rottura e sostituiti da analoghi contenenti una diversa lega metallica.

I termometri elettronici sono un’alternativa valida ed economica.

Il termometro dev’essere pulito prima e dopo ogni misurazione, a prescindere da dove viene usato, per evitare che diventi potenziale fonte di contagio; in caso di ricorso al termometro in vetro (a mercurio o ecologico) può essere necessario agitarlo prima della rilevazione per riportare la sostanza contenuta all’interno del bulbo, dopodiché è possibile continuare con la misurazione della febbre (nel caso dei termometri ecologici si consiglia di farlo immediatamente dopo la misurazione, quando risulta più facile abbassarlo).

Prima di procedere alla rilevazione è importante:

  • attendere almeno 1 ora a seguito di esercizio fisico o bagno caldo,
  • attendere 30 minuti dopo aver fumato, mangiato o bevuto cibo/liquidi particolarmente freddi o caldi.

La rilevazione può avvenire sostanzialmente in 3 differenti posizioni:

  • BoccaIl termometro dev’essere posto sotto la lingua, tenendo la bocca chiusa e respirando con il naso.
  • RettoQuesta metodologia è più che altro usata per i bambini o per coloro che non sono in grado di tenere il termometro in bocca; è possibile eventualmente applicare della vasellina sul bulbo del termometro per facilitarne l’inserimento per circa 2 cm all’interno del retto.  È importante che il paziente stia più fermo possibile durante la misurazione per evitare incidenti, per questo nel caso di neonati si consiglia l’uso di termometri digitali a punta flessibile.
  • AscellaLa terza alternativa prevede il posizionamento del termometro sotto l’ascella, con il braccio chiuso sul corpo a tenerlo in posizione. Richiede di norma qualche istante in più per una corretta misurazione.

Termometri da orecchio e da fronte

Questa tipologia di termometri è sempre più diffusa grazie alla progressiva diminuzione dei prezzi e aumento dell’affidabilità; per quanto riguarda gli auricolari sono stati talvolta nell’accuratezza dei risultati in caso di otite, 

Cause

La febbre è innanzi tutto un importante meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo contro le infezioni con 3 obiettivi principali:

  1. rendere più difficile la proliferazione batterica e virale, generalmente ottimale a circa 37°,
  2. manifestare un segnale chiaro di allarme che renda evidente lo stato di malessere,
  3. attivare se necessario il sistema immunitario.

Praticamente ogni infezione è quindi potenzialmente in grado di provocare febbre, tra le più comuni possiamo ricordare:

Anche le malattie autoimmuni possono essere causa di febbre, ricordiamo per esempio artrite reumatoide, morbo di Crohn e .

In altri casi alcuni farmaci possono essere causa di aumento della temperatura corporea (alcuni antibiotici, antistaminici, medicinali per le convulsioni); un caso particolare è rappresentato dai vaccini dell’età infantile, che spesso possono causare la comparsa di una leggera febbre nei 2-3 giorni seguenti l’iniezione e che tende a risolversi spontaneamente.

Situazioni più rare sono invece quelle in cui la febbre può essere la prima manifestazione chiara di una forma tumorale, per esempio per i linfomi Hodgkin e non Hodgkin, leucemia.

Non dimentichiamo infine che talvolta una lieve alterazione è semplicemente dovuta a una reazione del corpo a vestiti troppo pesanti, all’attività fisica, …

Sintomi

A seconda della causa alla base della febbre potrebbero verificarsi anche i seguenti sintomi:

Valori di febbre particolarmente elevati potrebbero essere collegati anche ai seguenti sintomi:

Pericoli

In genere la febbre di per sé non è causa di danni cerebrali, a meno che la temperatura non diventi superiore a 42°; gli aumenti di temperatura dovuti alle infezioni raramente aumentano oltre i 40.5°, anche se non trattate, a meno che il paziente non sia eccessivamente coperto o l’ambiente non sia particolarmente caldo.

Più comuni sono invece le convulsioni febbrili nei bambini; circa 1 bambino su 25 almeno una volta le ha manifestate, principalmente tra i 6 mesi ed i 5 anni, anche se in genere il primo attacco compare prima dei 3 anni. Più alta è l’età del primo attacco e minore è la probabilità che questo si ripeta.

Durante la convulsione il piccolo paziente potrebbe perdere conoscenza e contrarre involontariamente muscoli volontari per esempio di gambe e braccia. Più raramente il corpo, magari solo in alcune parti, diventa rigido (per esempio una gamba). Di norma questi attacchi non superano i 2 minuti, ma l’intervallo va da pochi secondi ad oltre 15 minuti in rari casi. Anche se particolarmente impressionanti le convulsioni febbrili difficilmente comportano pericoli reali: i rischi maggiori sono legati alla possibilità di trauma all’inizio dell’attacco ed all’eventualità che della saliva vada per traverso.

La maggior parte dei bambini colpiti da convulsioni febbrili presentano febbre pari o superiore a 39°, e si manifestano principalmente durante il primo giorno di febbre.

I bambini soggetti a convulsioni febbrili non sono da considerarsi epilettici e non esistono evidenze che leghino gli attacchi, anche se prolungati, a danni cerebrali permanenti. A parte condizioni particolari (ritardi mentali, per esempio) la probabilità che in futuro si manifesti epilessia e di 1 su 100.

In caso di attacco è necessario sforzarsi di mantenere la calma, poggiare il bambino per terra lontano da mobili od altri oggetti e per evitare rischi di soffocamento la posizione ideale sarebbe su un fianco.

Posizione di sicurezza per convulsioni da febbre

Posizione di sicurezza per convulsioni da febbre (https://it.wikipedia.org/wiki/Posizione_laterale_di_sicurezza)

A seguito di crisi è necessario procedere immediatamente a visita medica, recandosi in Pronto Soccorso in caso di durata superiore ai 10 minuti.

Cura e terapia

Un semplice raffreddore od altra forma influenza potrebbe provocare febbre anche piuttosto alta, ma non necessariamente questo è segnale di situazione grave per l’incolumità del malato, al contrario esistono condizioni molto più pericolose in grado di manifestarsi con poche linee o addirittura senza febbre.

Escluse patologie che richiedano trattamenti specifici, indichiamo quindi una sorta di linea guida da seguire in caso di febbre; nel caso di temperature non particolarmente elevate potrebbe essere sufficiente riposo e idratazione (bere molto).

Nel caso di bambini vengono di norma escluse complicazioni nel caso in cui il piccolo paziente:

  • abbia voglia di giocare,
  • mangi e beva regolarmente,
  • sia attento e sorridente,
  • abbia un colorito naturale,
  • si riprenda quando la temperatura diminuisce.

Nel caso in cui il paziente, sopratutto se bambino, manifesti

si dovrebbe invece agire in modo più incisivo per abbassare la febbre.

In questi casi è importante:

  • non fasciare o coprire eccessivamente il paziente,
  • mantenere la temperatura della stanza nè troppo calda nè troppo fredda.

Utile invece:

  • incoraggiare il bambino a bere molti liquidi, possibilmente non zuccherati,
  • non forzarlo a mangiare.

Per quanto riguarda i farmaci si consiglia di attenersi scrupolosamente a quanto indicato dal medico/pediatra/farmacista, in generale si ricorda che:

  • Paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®, Acetamol®, …) ed ibuprofene (usato più per i bambini che per gli adulti, sotto forma di sciroppi tra cui Nurofen®, Antalfebal®,…) aiutano a ridurre la febbre e, solo dietro parere medico, possono essere associati.
    • Il paracetamolo si assume di norma ogni 4-6 ore, a seconda della dose,
    • mentre l’ibuprofene si somministra ogni 6-8 ore, ma raramente nei bambini al di sotto dei 6 mesi di età.
  • L’acido acetilsalicilico (Aspirina®, Vivin C, …) è molto efficace per ridurre la febbre, ma senza il consiglio medico non deve MAI essere usata nei bambini al di sotto dei 16 anni.
  • È importante somministrare la dose corretta di farmaco, in bambini ed adulti, per rendere efficace il rimedio senza rischio di sovradosaggio.

Durante la febbre è infine importante:

I rimedi della nonna

Molte mamme ricorrono ancora ai rimedi popolari, come per esempio:

  • spugnature di acqua tiepida,
  • bagni freddi, ghiaccio od impacchi di alcol.

In realtà non sono sono inefficaci, ma spesso possono sortire l’effetto contrario, aumentando brividi e senso di freddo.

Quando chiamare il medico

Bambini

È necessario rivolgersi al pediatra in qualsiasi caso di dubbio nel caso di bambini, in particolar modo per i più piccoli: le linee guida americane suggeriscono in particolare le seguenti condizioni

  • abbia meno di 3 mesi ed una temperatura interna superiore ai 38° (necessità di verifica immediata),
  • abbia fra i 3 e 12 mesi ed una temperatura interna superiore ai 39°,
  • se più piccolo di 2 anni e la febbre dura da più di 24-48 ore,
  • se più grande di 2 anni e la febbre persiste da 3 giorni.

Richiede invece intervento d’emergenza il bambino che:

  • piange e non riesce a tranquillizzarsi,
  • presenta convulsioni o non è in grado di muovere un braccio od una gamba (pericolo di comparsa),
  • fatica a respirare,
  • vomita senza soluzione di continuità e/o presenta sintomi di disidratazione.

Adulti e bambini

Per qualsiasi tipologia di paziente è necessario ricorrere al parere medico nel caso in cui:

  • in ogni caso per febbre superiore ai 40.5°,
  • un adulto con febbre che non passa da almeno 2 giorni,
  • siano presenti ulteriori sintomi che richiedono trattamento, come mal di gola, male alle orecchie, tosse,
  • la febbre, anche se molto leggera, persiste da una settimana o più,
  • sussistano particolati problemi di salute come cardiopatie, diabete, trattamenti cronici con cortisonici, trapianti recenti, sieropositività, chemioterapia.
  • sia stato recentemente fatto un vaccino,
  • siano presenti manifestazioni cutanee,
  • sia presente dolore mentre si urina,
  • sia di recente tornato da un viaggio, in particolar modo da Paesi del terzo mondo.

Richiede immediato intervento il paziente, adulto o bambino, che:

  • non riesce a restare sveglio,
  • manifesta un forte stato confusionale,
  • non è in grado di camminare,
  • ha gravi difficoltà respiratorie (dispnea),
  • ha labbra, lingua o unghie blu (cianosi),
  • sia presente un mal di testa particolarmente severo,
  • sia presente un severo torcicollo,
  • manifesti convulsioni.

Approfondimenti e fonti

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Mio figlio 17enne ha la febbre a 39.7, tonsille gonfie e difficoltà respiratorie. Gli è cominciato stasera tutto all’improvviso.
    Gli abbiamo date bentelan intanto abbiam chiamato la guardia medica può essere grave grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, difficile esprimere la gravità del quadro senza visitare una persona, Probabilmente ha una infezione delle vie aeree o una tonsillite, ma ha fatto bene a chiedere un consulto medico. saluti

  2. Anonimo

    Meglio Nurofen o Tachipirina per abbassare la febbre nei bambini?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il profilo di efficacia e possibili effetti collaterali e per molti versi sovrapponibile (); tendenzialmente ibuprofene dovrebbe essere probabilmente preferibile in quanto a efficacia nell’abbassare febbri molto elevate, ma si raccomanda di far bere molto il bambino per evitare di dare fastidio ai reni.