Ipotiroidismo e tiroide: sintomi, dieta, cura e gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 256 giorni

Introduzione

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella regione anteriore del collo; si tratta di una ghiandola endocrina, che si occupa cioè della produzione di ormoni in grado di controllare e gestire numerose funzioni dell’organismo, tra cui:

Quando la tiroide non lavora abbastanza, e non produce quindi una sufficiente quantità di ormone tiroideo per soddisfare le esigenze del corpo, si pone la diagnosi di ipotiroidismo.

L’ipotiroidismo è più comune nelle donne, nelle persone con altri problemi alla tiroide e nei soggetti di età superiore a 60 anni.

La tiroidite di Hashimoto, un disturbo di origine autoimmune, ne è la causa più comune, ma tra le altre possibili cause ricordiamo:

  • la presenza di noduli,
  • altre forme di tiroidite,
  • ipotiroidismo congenito,
  • rimozione chirurgica di una parte o di tutta la tiroide,
  • radioterapia della tiroide e alcuni farmaci.

I sintomi tipici dell’ipotiroidismo possono variare da persona a persona e comprendere:

Per diagnosticare l’ipotiroidismo il medico effettuerà un esame fisico, esaminerà i sintomi e soprattutto si baserà su specifici esami del sangue.

Il trattamento prevede l’assunzione quotidiana dell’ormone tiroideo, per supplire all’insufficienza produzione endogena.

Ricostruzione grafica della tiroide

iStock.com/ChrisChrisW

Cause

Ci possono essere molte ragioni per cui le cellule della tiroide non riescono a produrre abbastanza ormoni, vediamo le più comuni:

  1. Malattie autoimmuni. Nell’organismo di alcune persone, per cause ancora sconosciute, il sistema immunitario che normalmente protegge il corpo dall’invasione di infezioni potrebbe scambiare le cellule della tiroide ed i loro enzimi per invasori e attaccarli. Di conseguenza non ci saranno abbastanza cellule della tiroide e relativi enzimi per produrre una quantità sufficiente di ormoni. La tiroidite autoimmune, più comune nelle donne che negli uomini,  può iniziare improvvisamente o può svilupparsi lentamente nel corso degli anni. Le forme più comuni sono tiroidite di Hashimoto e tiroidite atrofica.
  2. Rimozione chirurgica di parte o di tutta la tiroide. Alcune persone con noduli alla tiroide, cancro alla tiroide od altre gravi malattie necessitano la rimozione di parte o di tutta la tiroide. Se viene rimossa interamente si diventerà definitivamente ipotiroidei. Se viene lasciata parte della ghiandola questa potrebbe essere in grado di produrre abbastanza ormoni tiroidei da mantenere normali i valori del sangue.
  3. Radiazioni. Alcune persone con malattie gravi, gozzo nodulare o cancro alla tiroide, vengono curate con iodio radioattivo allo scopo di distruggere la tiroide.I pazienti colpiti da linfoma di Hodgkin, cancro al cervello o altro vengono curati con radiazioni. Tutti questi pazienti possono perdere parte o tutta la funzione della tiroide.
  4. Ipotiroidismo congenito (cioè presente fin dalla nascita). Alcuni bambini nascono senza la tiroide o con una formata parzialmente. Alcuni hanno parte o tutta la tiroide nel posto sbagliato (tiroide ectopica). In alcuni bambini le cellule della tiroide o i loro enzimi non funzionano bene.
  5. Tiroidite. La tiroidite è un’infiammazione della tiroide, causata, di solito, da un attacco autoimmune o da un infezione virale. La tiroidite può far scaricare il suo intero rifornimento di ormoni tiroidei depositati nel sangue nello stesso tempo, causando un ipertiroidismo breve (eccessiva attività tiroidea) seguito da una fase in cui la tiroide diventa ipoattiva come risposta.
  6. Farmaci come l’amiodarone, il litio, l’interferone alfa e l’interleukin-2 possono impedire alla ghiandola tiroidea di produrre ormoni normalmente. Questi farmaci sono la causa immediata dell’ipotiroidismo in pazienti con una tendenza genetica alla malattia tiroidea autoimmune.
  7. Troppo o troppo poco iodio. La ghiandola tiroide deve avere iodio a sufficienza per poter produrre gli ormoni tiroidei. Lo iodio entra nel corpo tramite il cibo e arriva attraverso il sangue alla tiroide. Assumere troppo iodio tuttavia può causare o peggiorare l’ipotiroidismo.
  8. Danni all’ipofisi. L’ipofisi regola la produzione ormonale della tiroide. Quando l’ipofisi è danneggiata da un tumore, radiazioni od intervento chirurgico, potrebbe non essere più capace di dare correttamente istruzioni alla tirode e questa potrebbe smettere di produrre ormoni a sufficienza.
  9. Rari disturbi alla tiroide. In alcune persone rare malattie depositano nella tiroide sostanze anomali danneggiandone la funzionalità. Ad esempio l’amiloidosi può depositare proteine amiloidi, la sarcoidosi può depositare granulomi e l’emocromatosi ferro.

Fattori di rischio

L’ipotiroidismo è un disturbo più comune di quanto si pensi; colpisce fra il 5-10% della popolazione, soprattutto tra le donne.

Anche i bambini possono essere effetti da una tiroide scarsamente funzionante, ma il disturbo viene diagnosticato principalmente dopo i 60 anni.

Più in generale sono a maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo soggetti:

  • con precedenti problemi tiroidei (come il gozzo),
  • con precedenti di chirurgia alla tiroide,
  • che siano stati sottoposti a radioterapia a tiroide, collo o petto,
  • con famigliarità per disturbi tiroidei,
  • in gravidanza (e ancora nei 6 mesi successivi al parto),
  • colpiti da sindrome di Turner,
  • affetti da altre malattie autoimmuni (diabete, vitiligine, artrite reumatoide, …).

Sintomi

Quando i livelli degli ormoni tiroidei sono troppo bassi, le cellule del corpo non riescono a ricevere sufficienti stimoli ed i processi fisiologici iniziano a rallentare.

I sintomi tipici dell’ipotiroidismo possono essere:

  • affaticamento,
  • intolleranza al freddo,
  • aumento di peso,
  • stitichezza,
  • depressione,
  • rallentamento di pensieri e movimenti,
  • dolori muscolari e debolezza,
  • crampi muscolari,
  • pelle secca,
  • fragilità di capelli e unghie,
  • perdita della libido (riduzione del desiderio sessuale),
  • formicolio a mani e dita (ed aumentato rischio di sviluppare tunnel carpale),
  • mestruazioni irregolari,
  • mestruazioni abbondanti,
  • riduzione della fertilità,
  • problemi di memoria (soprattutto nella popolazione anziana),
  • ritardo dello sviluppo nei bambini.

Nei rari casi in cui non venga trattato possono comparire:

Poiché i sintomi sono abbastanza variabili e compaiono in modo molto graduale, spesso il paziente non si accorge di nulla per mesi o anni, anche perché alcuni sintomi particolarmente comuni (aumento di peso, stanchezza, …) sono spesso spiegabili anche da altre cause; l’unico modo per sapere con certezza se soffri di ipotiroidismo è quindi sottoporsi ad esami del sangue.

Complicazioni

Oltre a pericoli in gravidanza, che trattiamo alla fine dell’articolo, l’ipotiroidismo può essere causa di:

Quando chiamare il medico

In genere i sintomi che potrebbero instillare il dubbio della presenza di ipotirodismo nel paziente o nel medico sono:

  • stanchezza inspiegabile e persistente,
  • aumento di peso,
  • depressione,
  • sensibilità al freddo,
  • pelle secca,
  • dolori muscolari.

Diagnosi

In caso di diagnosi positiva è importante avvertire i membri della propria famiglia; poichè le malattie della tiroide possono essere ereditarie, è buona norma per i famigliari fare dei regolari esami TSH.

La corretta diagnosi dell’ipotiroidismo dipende da:

  • Sintomi. L’ipotiroidismo non ha nessun sintomo caratteristico. Non esistono sintomi che le persone con ipotiroidismo hanno sempre e molti sintomi dell’ipotiroidismo possono presentarsi in persone affette da altre malattie. Un modo per aiutare a capire se i disturbi sono sintomo di ipotiroidismo è di pensare se il sintomo è presente da sempre (l’ipotiroidismo è meno probabile) o se il sintomo consiste in un cambiamento più recente (l’ipotiroidismo è più probabile)
  • Anamnesi medica e di famiglia. E’ necessario discutere con il proprio medico di:
    • cambiamenti nella salute che suggeriscono un rallentamento  delle funzioni dell’organismo;
    • se hai mai subito interventi chirurgici alla tiroide;
    • se hai mai fatto radiazioni al collo per curare il cancro;
    • se hai mai preso qualche farmaco che può provocare l’ipotiroidismo (amiodarone, litio, interferone alfa, interleukin-2 e forse talidomide);
    • se qualcuno della tua famiglia ha una malattia alla tiroide.
  • Visita medica. Il dottore controllerà la tiroide e se ci sono cambiamenti come pelle secca, gonfiore, riflessi più lenti, frequenza cardiaca più lenta.
  • Esami del sangue. Ci sono due tipi di esami del sangue usati nella diagnosi dell’ipotiroidismo.
    • Esame TSH. Questo è il più importante e sensibile esame per l’ipotroidismo. Serve a misurare quanta tiroxina (T4) è stata richiesta alla ghiandola tiroide. Un TSH alto in modo anormale indica ipotiroidismo: è stato chiesto alla ghiandola tiroide di produrre più T4, perché non c’è abbastanza T4 nel sangue
    • Esami T4. La maggior parte di tiroxina nel sangue è legata a diverse proteine, che ne impediscono l’ingresso nelle cellule del corpo. Solo l’1%-2% circa di T4 nel sangue non è legato e può entrare nelle cellule. La tiroxina non legata e l’indice di tiroxina non legata sono entrambi semplici esami del sangue che misurano quanto T4 non legato c’è nel sangue e quanto ne può entrare nelle cellule.

Cura e terapia

L’ipotiroidismo non può essere guarito.

In quasi tutti i pazienti tuttavia l’ipotiroidismo può essere tenuto completamente sotto controllo, viene curato sostituendo la quantità di ormoni che la tiroide non può più produrre in modo da riportare T4 e TSH a livelli normali. Così, anche se la tiroide non funziona bene, la sostituzione di tiroxina può riportare alla normalità i livelli di ormoni tiroidei e le funzioni del corpo. I farmaci a base di tiroxina (Eutirox®) contengono la quantità di ormoni che la tiroide non è riuscita a produrre.

L’ipotiroidismo può diventare più o meno grave e la dose di tiroxina potrebbe necessitare aggiustamenti. Tipicamente è necessario seguire la cura per tutta la vita. Assumendo costantemente il farmaco e, con l’aiuto del proprio medico, ottenendo e mantenendo la giusta dose di tiroxina, non è difficile mantenere completamente sotto controllo l’ipotiroidismo. I sintomi potrebbero sparire ed altre manifestazioni del basso livello di ormoni tiroidei potrebbero smettere di peggiorare o addirittura migliorare.

Effetti collaterali e complicazioni di Eutirox

Gli unici rischi della tiroxina sono associati ad un errato dosaggio. Assunzioni eccessive potrebbero manifestare sintomi di ipertiroidismo, ossia una ghiandola tiroide iperattiva. I sintomi più comuni di troppo ormone tiroideo sono:

  • stanchezza,
  • insonnia,
  • aumento dell’appetito,
  • nervosismo,
  • instabilità,
  • sensazione di caldo quando gli altri hanno freddo,
  • difficoltà nell’esercizio fisico a causa di un indebolimento dei muscoli,
  • respiro affannoso,
  • battito del cuore accelerato.

I pazienti che hanno sintomi di ipertiroidismo dovrebbero fare delle analisi del TSH. Se è basso, è indice di una dose eccessiva di farmaco.

Dieta

La tiroide utilizza iodio per sintetizzare ormoni tiroidei, ma i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto o altri tipi di disturbi autoimmuni della tiroide possono essere particolarmente sensibili agli effetti secondari derivanti da un’eccessiva assunzione di iodio. Consumare alimenti che ne contengono grandi quantità, come le alghe, può essere causa di ipotiroidismo o di peggioramento della condizione, così come l’assunzione di integratori.

Nel caso di donne in gravidanza la quantità va attentamente pianificata con il ginecologo, per supplire alle necessità del feto.

Altre informazioni

Probabilmente verrà richiesto di controllare il TSH circa ogni 6-10 settimane dopo un cambiamento nella dose di tiroxina. Le analisi saranno più frequenti in caso di gravidanza o contemporanea assunzioni di farmaci che possono interferire con la tiroxina.

Lo scopo della cura è di ottenere e mantenere il TSH nella normalità. I bambini dovrebbero seguire le loro cure quotidiananmente e controllare i livelli di TSH crescendo per prevenire ritardi mentali e crescita stentata. Una volta stabilita la giusta dose di tiroxina di norma si ripetono gli esami solo una volta all’anno circa.

Da ripetere gli esami prima nel caso in cui:

  • i sintomi ricompaiono o peggiorano,
  • si modifica la dose di tiroxina, il tipo, o la modalità di assunzione con o senza cibo,
  • si prende o si perde molto peso,
  • si inizia, si modifica o si interrompe l’assunzione di un farmaco che può interferire con l’assimilazione di tiroxina,
  • non si stanno assumento tutte le dosi di tiroxina.

Ipotiroidismo in gravidanza

I sintomi più comuni di ipotiroidismo in gravidanza sono:

  • astenia,
  • difficoltà di concentrazione,
  • intolleranza al freddo,
  • perdita di capelli.

La diagnosi clinica di ipotiroidismo in gravidanza è spesso difficile. La gestante normale può presentare alcune manifestazioni suggestive di ipotiroidismo, come intolleranza al freddo, capelli ruvidi, difficoltà di concentrazione e astenia.

I dati anamnestici che possono far sospettare l’ipotiroidismo in gravidanza sono:

  • famigliari con malattie tiroidee,
  • rilievo di anticorpi antitiroide e/o gozzo,
  • diabete mellito 1,
  • assunzione di farmaci antitiroidei.

Le indagini di laboratorio utili per una corretta diagnosi sono:

  • FT3, FT4, TSH,
  • anticorpi,
  • ecografia,
  • ioduria (dosaggio dello iodio nel sangue).

Le complicanze legate ad un ipotiroidismo non trattato in gravidanza sono diverse ed anche molto pericolose per la salute del feto, ad esempio il passaggio transplacentare di tiroxina dalla madre al feto nella prima e nell’ultima fase della gestazione è modesto, ma molto importante per lo sviluppo cerebrale del feto.

La terapia dell’ipotiroidismo permanente si basa sulla somministrazione continuativa di ormone tiroideo sotto forma di l-tiroxina (Eutirox). un preparato sintetico chimicamente puro che assicura una potenza uniforme. Eutirox deve essere assunto a digiuno 20 min prima della colazione. In presenza di vomito è comunque possibile assumere Eutirox anche dopo aver mangiato.

La dose sostitutiva di L-tiroxina è maggiore in gravidanza rispetto al periodo precedente e successivo, anche per questo l’adeguatezza del trattamento deve essere controllato frequentemente con dosaggi ormonali.

Un ipotiroidismo diagnosticato per la prima volta in gravidanza richiede l’inizio immediato della terapia sostitutiva con L-tiroxina, mentre  le donne con ipotiroidismo già diagnosticato che iniziano una gravidanza devono aumentare la dose valutandola con accurati esami del sangue.

L’aumentato fabbisogno di tiroxina può rendersi evidente già nelle prime 4 settimane dal concepimento, è quindi consigliabile misurare il TSH immediatamente. E’ importante ricordare al proprio medico ed al proprio ginecologo la condizione di ipotiroidismo in caso di prescrizione di nuovi farmaci/integratori perchè, ad esempio il solfato ferroso somministrato per correggere la carenza di ferro, può ridurre l’assorbimento della L-tiroxina se i due farmaci sono assunti contemporaneamente.

Fonti principali:

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande e risposte
  1. Anonimo

    Dopo quanto tempo Eutirox inizia a fare effetto?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Il farmaco inizia ad agire fin dal primo giorno, ma per apprezzarne i benefici (ed eventualmente verificare i valori del TSH) in genere si aspetta qualche settimana.