Gardnerella e vaginosi: sintomi, cause, infezioni nell’uomo

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La vaginosi batterica è una malattia che colpisce il sesso femminile, a causa di alterazioni della normale flora batterica vaginale che possono favorire la proliferazione incontrollata di altri batteri; il principale indiziato è sempre il batterio , soprattutto in caso di comparsa di

  • perdite,
  • cattivo odore,
  • dolore,
  • prurito,
  • bruciore.

La batterica è la più frequente tra le infezioni vaginali che colpiscono le donne in età fertile ed è inoltre frequente anche tra le donne incinte.

L’infezione da gardnerella nell’uomo è invece molto più rara e spesso asintomatica (non presenta cioè alcun disturbo), ma comunque possibile.

Ricostruzione grafica della gardnerella vaginalis

iStock.com/Dr_Microbe

Cause

In condizioni normali nella vagina sono fisiologicamente presenti molti microrganismi, tra i più comuni ricordiamo il Lactobacillus crispatus e il Lactobacillus jensenii. Sembra che i lattobacilli, e soprattutto i ceppi produttori di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), contribuiscano ad impedire la proliferazione degli altri microrganismi, mantenendo la flora batterica vaginale in condizioni di equilibrio ottimale.

I microrganismi in grado di causare vaginosi sono diversi, tra di essi però ricordiamo principalmente la Gardnerella vaginalis, i batteri del genere Mobiluncus, i batteroidi ed i micoplasmi.

Lo squilibrio della flora batterica connesso alla diminuzione dei lattobacilli, che può essere causata per esempio dall’uso di antibiotici o da squilibri del pH, permette ai batteri più resistenti di attecchire e moltiplicarsi. A loro volta questi batteri producono tossine che colpiscono le difese immunitarie dell’organismo, rendendo più difficile la ricolonizzazione da parte dei batteri fisiologici.

Le cause della vaginosi batterica possono essere diverse: potrebbe essere collegata all’attività sessuale, ma non ci sono prove incontrovertibili a favore della sua trasmissione sessuale, prova ne è il fatto che anche le ragazze vergini possono ammalarsi. La vaginosi, quindi, sembra essere provocata da uno squilibrio chimico e biologico della flora batterica vaginale. Alcune ricerche recenti stanno indagando sul collegamento tra la cura del partner maschile infetto e l’eradicazione dei casi di vaginosi ricorrente.

L’incidenza è maggiore tra le donne sessualmente attive di età compresa tra i 15 e i 44 anni, soprattutto dopo il contatto con un nuovo partner. Il preservativo potrebbe rappresentare una barriera efficace e inoltre non è provato che l’uso di spermicidi aumenti le possibilità di ammalarsi.

Le donne incinte e quelle affette da malattie sessualmente trasmesse sono le categorie maggiormente a rischio di infezione. La vaginosi batterica da gardnerella, in alcuni casi, può colpire anche le donne in menopausa.

Uno studio del 2005 dell’Università di Gand in Belgio ha dimostrato che la carenza di ferro (e relativa anemia) subclinica può essere usata per predire con ottimi margini di sicurezza la vaginosi batterica tra le donne incinte. Uno longitudinale pubblicato nel febbraio del 2006 sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology ha dimostrato l’esistenza di una connessione tra lo stress psicosociale e la vaginosi batterica da gardnerella od altri batteri, indipendente da altri fattori di rischio per il disturbo.

Prima della pubertà la vaginosi batterica potrebbe essere causata dallo streptococco, oppure da batteri provenienti dall’ano a seguito di un’igiene scorretta dopo la defecazione.

Sintomi

La vaginosi batterica si verifica a seguito di uno squilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi come la  gardnerella. I sintomi risultanti sono specifici di questo disturbo e vi permetteranno di riconoscerlo facilmente.

Il cattivo odore è il primo sintomo della vaginosi: è facile avvertirlo perché diverso dal normale. Spesso viene descritto come “odore di pesce”, molto più forte e intenso del normale, e lo si nota immediatamente. Può essere più o meno intenso a seconda della paziente, ma è comunque facilmente riconoscibile.

Identificare i sintomi connessi alla vaginosi è importante, ma vi consigliamo di rivolgervi sempre al vostro medico; potrebbero infatti essere scambiati per sintomi di una vaginosi anche altri sintomi che però sono provocati dalla candida, da semplici irritazioni o da infezioni più gravi. Chi soffre di problemi come rossore, irritazione, prurito, gonfiore o bruciore potrebbe essere scambiarli per sintomi di una vaginosi, però la maggior parte dei medici li imputerà alla candida, un’infezione simile, ma di natura diversa.

La differenza tra la vaginosi da gardnerella e la candida è profonda:

  • La gardnerella è un batterio che provoca perdite vaginali grige e maleodoranti.
  • La candida è causata da un fungo, può comportare intenso prurito, bruciore, dolore durante i rapporti, arrossamento, gonfiore e perdite vaginali con cattivo odore di colore bianco-verdi dall’aspetto lattiginoso e talvolta a grumi.

Le malattie sessualmente trasmissibili che si possono sviluppare dopo una vaginosi non adeguatamente curata spesso si dimostrano più gravi e più difficili da curare.

Gardnerella nell’uomo

La gardnerella viene in genere trasmessa all’uomo dalla propria partner sessuale: i soggetti di sesso maschile colpiti dal batterio non mostrano in genere alcun sintomo e molto probabilmente non sanno di essere infettati.

Il preservativo è di norma una precauzione sufficiente ad evitare il contagio, oltre ad alcune attenzioni igieniche come evitare lo scambio di asciugamani per l’igiene intima.

Il trattamento prevede in genere le stesse sostanze usate nelle pazienti di sesso femminile, eventualmente anche attraverso l’utilizzo di creme ad applicazione locale.

Pericoli

Nella maggior parte dei casi la gardnerella non causa alcuna complicazione, però esistono alcuni gravi rischi connessi a questo disturbo, tra cui:

  • maggior probabilità di contrarre il virus HIV in caso di esposizione,
  • maggior probabilità, se la donna è affetta dall’HIV, di contagiare il partner maschile,
  • maggior probabilità di infezioni a seguito di interventi come l’isterectomia o l’aborto,
  • in caso di contagio durante la gravidanza, maggior probabilità di complicazioni, ad esempio di parto prematuro,
  • maggior predisposizione alle altre malattie sessualmente trasmesse, ad esempio l’herpes simplex, la clamidia e la gonorrea.

Gravidanza

Le donne incinte affette da gardnerella o da altre forme di vaginosi presentano una maggior incidenza di parti prematuri e di bambini con basso peso alla nascita (per “basso peso” si intende  inferiore ai due chili e mezzo).

I batteri che provocano la vaginosi, gardnerella in primis, in alcuni casi possono infettare l’utero e le tube di Falloppio (le tube che permettono la discesa degli ovuli dalle ovaie all’utero). Questo disturbo è detto malattia infiammatoria pelvica e può causare sterilità o danni alle tube tali da aumentare il rischio di future gravidanze ectopiche e sterilità.

La gravidanza ectopica è un’eventualità rara ma particolarmente temibile: l’ovulo fecondato si impianta all’esterno dell’utero, di norma in una tuba che può lacerarsi.

Diagnosi

Il ginecologo esaminerà la vagina per cercare sintomi e segni della vaginosi ed eseguirà analisi di laboratorio su un campione di fluido vaginale alla ricerca dei batteri responsabili della vaginosi.

Per diagnosticare la vaginosi batterica da gardnerella sono necessari e sufficienti solo i due sintomi ricordati in precedenza:

  1. cattivo odore,
  2. perdite anomale.

Se soffrite di sintomi diversi dovreste recarvi dal medico, che scoprirà se siete state colpite da un’infezione differente, ad esempio dalla candida. Identificando lo squilibrio che causa l’infezione saprete come curarvi sul breve periodo e come riequilibrare il sistema immunitario.

Cura e terapia

La gardnerella può regredire spontaneamente senza alcuna terapia, ma tutte le donne che ne avvertono i sintomi dovrebbero farsi curare attivamente per evitare complicazioni. I partner di sesso maschile generalmente non devono ricorrere ad alcuna terapia perché raramente si verificano casi di infezione da gardnerella nell’uomo, ma le partner di sesso femminile sì, perché potrebbero essere state contagiate. In ogni caso alcuni ginecologi ritengono utile trattare anche l’uomo contro la gardnerella, per evitare recidive dell’infezione.

La terapia è particolarmente importante durante la gravidanza. Le donne incinte che in passato hanno avuto un parto prematuro o un bambino con basso peso alla nascita dovrebbero fare le analisi per la vaginosi batterica, anche se non hanno sintomi, e dovrebbero essere curate in caso di infezione in corso. Le donne incinte che presentano i sintomi della vaginosi devono farsi visitare e curare.

Alcuni medici consigliano la cura preventiva contro la vaginosi a tutte le donne che si sottopongono a un intervento di isterectomia o di aborto, anche in assenza di sintomi, per diminuire il rischio di sviluppare un’infezione.

La gardnerella può essere curata con gli antibiotici prescritti dal medico; di norma sono consigliati due tipi di antibiotici: il metronidazolo oppure la clindamicina.

Alle donne affette da vaginosi e positive all’HIV dovrebbero essere somministrati gli stessi farmaci prescritti alle pazienti altrimenti sane.

La vaginosi da gardnerella può ripresentarsi dopo la terapia.

Prevenzione

I ricercatori non sono ancora riusciti a far luce completamente sulla vaginosi batterica e sulla gardnerella, quindi non si sa esattamente quali siano le tecniche di prevenzione più efficaci; si sa che però che la vaginosi è spesso collegata alla presenza di un nuovo partner maschile o di diversi partner.

Le seguenti semplici tecniche di prevenzione possono contribuire a diminuire il rischio di squilibri della flora batterica vaginale e di conseguenti vaginosi dovute ad insediamento della gardnerella:

  • astinenza,
  • riduzione del numero di partner,
  • igiene corretta, senza lavande vaginali,
  • assunzione di tutti i farmaci prescritti, anche se i sintomi sono scomparsi.

Fonti e bibliografia

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Ma se io ho un partner fisso da 3 anni, vuol dire che lui non è stato “fisso” con me, visto che il finecologo mi ha prescritto iside22? O è stata l’ultima ceretta all’inguine che ho fatto( può una ceretta far sviluppare infezioni?)O è lo stress? Ho una corretta igiene personale, l’unica nota è che ultimamente stiamo eccedendo con cibi contenenti lieviti, ma io a parte qualche dolorino non avverto niente. Mah!

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, intanto dovremmo capire di che diagnosi si tratta, e senza una visita è difficile; se è una micosi lo stress può essere causa concomitante, non i cibi contententi lieviti invece. Cercherei di avere un altro appuntamento più presto del 19/10.

    2. Anonimo

      Buongiorno e grazie,
      Me lo ha prescritto per un’infiammazione e per una candida recidivante.
      sono passati anni dalla prima infezione, ma fino ad ora non ho avuto manifestazioni evidenti della patologia a parte qualche perdita bianca non caratteristica. (Ovviamente si è ripresentata quando ho usato degli antibiotici).

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La candida non è quasi mai sessualmente trasmessa, quindi il partner è con tutta probabilità innocente.

    4. Anonimo

      Buonasera …? mi è appena arrivato il ciclo e ho ancora due compresse di Iside da finire. Come mi devo comportare? Grazie

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Di norma gli ovuli si sospendono in presenza di mestruazioni.

  2. Anonimo

    Buona sera,sono incinta all ottavo mesè di gravidanza e un mese fa mi hanno trovato la vaginite già trascurata.ho fatto la cura per una settimana con crema interna e esterna e un detergente intimo appropriato. ..ma non ho avuto risultati…ho paura che mi potrebbe peggiorare oppure dare problemi al feto….aiuto!!!

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’unica è farsi rivalutare dal ginecologo, vista anche la situazione delicata. Saluti.

  3. Anonimo

    Salve, oggi ho fatto sesso con una ragazza, ovviamente con il condom, e durante il sesso orale praticato a lei inizio a sentire una puzza di pesce avariato. Ciò dopo un po’ che ho iniziato a praticarle sesso orale. Rischio di malattie? Cosa devo fare? Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se non sono state usate protezioni durante il rapporto orale (come il dental dam) esiste il rischio di contagio per alcune malattie sessualmente trasmesse (HPV, sifilide, …); l’odore che descrive potrebbe essere legato a candida, tricomoniasi, …

    2. Anonimo

      Cosa mi consiglia di fare? Sono preoccupato al riguardo. In cosa consistono queste malattie, quali sono i rischi e le cure? Grazie

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, la strada migliore è parlarne direttamente col medico, è inutile fare ipotesi che non possiamo verificare.

    4. Anonimo

      Mi sa dire quali sono i sintomi e dopo quanto tempo potrebbe manifestarsi l’infezione?

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sono troppo numerose le ipotesi plausibili, raccomando di fare il punto con il medico.

    6. Anonimo

      Certo, domani mattina sarà la prima cosa che farò!

  4. Anonimo

    La candida è in qualche modo legata alla gardnerella?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      No, sono due infezioni diverse e indipendenti (che comunque in teoria possono colpire contemporaneamente).

  5. Anonimo

    Gentile Dottore, da qualche giorno presento perdite bianche (ma senza odore) e piccoli grumi, potrebbe essere gardnerella? Che antibiotico posso prendere per risolvere velocemente? Grazie mille e buon Natale!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Onestamente sembra più la descrizione di una candida o simile, ma raccomando di rivolgersi al medico ed evitare l’automedicazione.

  6. Anonimo

    Il preservativo è sufficiente a prevenire il contagio? Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente consigliabile usarlo, riduce sensibilmente il rischio, anche se purtroppo sembra non azzerarlo.