Fascicolazioni benigne muscolari: quando sono preoccupanti?

Ultimo Aggiornamento: 128 giorni

Introduzione

Con il termine viene intesa una contrazione involontaria di piccoli gruppi di fibre muscolari, visibile sotto la cute come una scossa, una vibrazione o un’ondulazione. La forza muscolare che viene creata durante le fascicolazioni è molto debole e non in grado di far compiere al muscolo un movimento articolare.

Le fascicolazioni possono verificarsi praticamente in tutti i muscoli volontari, ma più comunemente si presentano a livello di

  • palpebre,
  • braccia,
  • gambe.

In qualche caso possono interessare anche la lingua.

Solitamente il movimento intenzionale del muscolo coinvolto fa cessare immediatamente le fascicolazioni, che possono però poi ritornare una volta che il muscolo è a riposo.

Esistono vari tipi di fascicolazioni, nella maggior parte dei casi sono benigne e compaiono in maniera occasionale, sporadica, senza essere accompagnate da altri sintomi come atrofia muscolare o astenia e con una elettromiografia normale. Una tra le cause più frequenti è la sindrome delle fascicolazioni benigne, in cui il sintomo compare a intervalli regolari, alternandosi a periodi di remissione, durante la vita del paziente. È una sindrome che può durare anche diversi anni, ma come dice il nome stesso è benigna e non porta a nessuna grave conseguenza.

In un numero minore di casi, invece, le fascicolazioni possono essere uno dei primi segni di patologie, più o meno gravi, e spesso coinvolgenti il sistema nervoso. Tra queste possiamo trovare

  • compressioni e intrappolamenti cronici di un nervo,
  • ernie del disco,
  • sclerosi laterale amiotrofica,
  • siringomielia,
  • poliomielite nelle prime fasi,
  • tumori del midollo spinale

e molte altre patologie con un ventaglio di gravità che può andare dal banale al severo.

Quando non correlate a specifiche malattie, le fascicolazioni sono dovute a impulsi anomali dei neuroni motori, che portano di conseguenza a una contrazione involontaria delle fibre muscolari.

Cause

Le fascicolazioni si presentano nella maggior parte dei casi come un evento singolo o sporadico nella vita del paziente, senza che vi sia un motivo vero e proprio a scatenarle.

Una tra le più comuni cause di fascicolazioni è la sindrome delle fascicolazioni benigne, un disturbo a causa ignota caratterizzato dalla sola comparsa di fascicolazioni rapide e a intervalli regolari di un piccolo gruppo di fibre muscolari, visibili e avvertite dal soggetto come guizzi improvvisi del muscolo sotto la cute.

Talvolta, oltre a questo sintomo caratteristico, possono comparire lievi crampi o spasmi muscolari. Può durare per un periodo indefinito di tempo, molto spesso intervallato da periodi di remissioni completa. Se non subentrano altre problematiche esterne, la sindrome delle fascicolazioni benigne non peggiora col tempo e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. È una condizione relativamente abbastanza diffusa, in quanto interessa circa il 3% della popolazione.

Oltre alle fascicolazioni sporadiche di breve durata e la sindrome delle fascicolazioni benigne, che rappresentano la stragrande maggioranza dei casi, altre possibili cause vanno cercate in condizioni patologiche, talora anche molto gravi, che possono essere:

Fattori di rischio

Per quanto riguarda i fattori di rischio ci limiteremo in questo caso a quelle condizioni in cui le fascicolazioni compaiono in maniera occasionale, persistendo per alcune ore o giorni, o alla sindrome delle fascicolazioni benigne, in cui invece il sintomo persiste per un periodo più lungo. Per quanto riguarda i singoli fattori di rischio delle patologie che si possono manifestare con fascicolazioni si faccia riferimento agli articoli specifici per quelle determinate malattie.

Tra i fattori di rischio più comuni possiamo ricordare:

A loro volta queste alterazioni elettrolitiche possono essere legate a una disidratazione conseguente a situazioni anche molto comuni tra cui:

Diagnosi

La presenza di fascicolazioni sporadiche non è quasi mai una condizione che deve preoccupare il paziente, nella maggior parte dei casi queste sono benigne e non sottendono nessuna patologia importante. D’altro canto, le fascicolazioni persistenti, che durano per più mesi o anni, meritano di essere analizzate con più attenzione.

Come primo approccio al paziente con fascicolazioni bisogna pensare ad una eventuale sindrome delle fascicolazioni benigne, particolarmente frequente e non preoccupante. La diagnosi di questa sindrome avviene per esclusione, ovvero si analizzano tutte le altre possibili cause più gravi di fascicolazioni e, se ai diversi esami non emerge nulla di particolarmente rilevante, allora si pone diagnosi di sindrome delle fascicolazioni benigne.

Un importante strumento utilizzato in questi casi è l’elettromiografia (EMG). Dal momento che la sindrome da fascicolazioni benigne non causa alcun danno nervoso particolare, i pazienti mostreranno in questo caso un EMG completamente normale. In tutte le altre patologie nervose che si manifestano con fascicolazioni invece l’EMG in molti casi risulta alterato.

Un altro passo importante nella diagnosi per esclusione della sindrome da fascicolazioni benigne è il controllo della forza muscolare: viene chiesto al paziente di effettuare una serie di movimenti per valutare il grado di contrazione muscolare, come camminare sui talloni e sulla punta dei piedi. Altre prove possono consistere nel sollevamento di ciascuna gamba e braccio e la spinta in avanti e all’indietro con il piede e con la mano contro una resistenza offerta dal medico, che spinge con la propria mano in direzione opposta. Il fatto che non vengano notate differenze globali della forza muscolare, o differenze tra la parte destra e quella sinistra del corpo, pone un ulteriore indizio verso la sindrome delle fascicolazioni benigne. Quando invece si notano alterazioni della forza muscolare o asimmetrie della forza tra destra e sinistra, questo potrebbe essere spia di una qualche patologia neurologica sottostante.

La mancanza di debolezza muscolare insieme ai risultati normali dell’EMG in gran parte elimina i disturbi più gravi neurologici e permette di stare relativamente tranquilli in quanto con ogni probabilità si tratta della sindrome delle fascicolazioni benigne che non ha complicanze rilevanti.

A seconda della causa presunta di fascicolazioni, potranno infine essere richiesti altri esami di conferma, come ad esempio la TAC e la risonanza magnetica nel sospetto di un tumore del midollo spinale, o il dosaggio degli ormoni tiroidei nel sangue nel caso si sospetti un ipotiroidismo o un ipertiroidismo.

Nel caso in cui venga formulata la diagnosi di sindrome da fascicolazioni benigne si predilige continuare a effettuare esami clinici ed elettromiografici a intervalli di circa 6 mesi, questo per essere assolutamente certi che la diagnosi effettuata sia corretta e non nasconda patologie sottostanti più gravi sfuggite al primo controllo.

Cura e rimedi

A seconda della causa che ha determinato la comparsa di fascicolazioni, il trattamento sarà diverso e specifico, quindi di seguito si concentrerà l’attenzione esclusivamente sulla terapia delle cause più comuni e benigne di fascicolazioni, come quelle che sopraggiungono sporadicamente o la sindrome delle fascicolazioni benigne.

Non esiste una vera e propria terapia per le fascicolazioni. È una condizione che, nella maggior parte dei casi, tenderà a risolversi spontaneamente nel tempo, talvolta temporaneamente, altre volte definitivamente.

Un certo grado di controllo delle fascicolazioni può essere ottenuto utilizzando beta-bloccanti o anticonvulsivanti. L’approccio più efficace alle fascicolazioni benigne è tuttavia rappresentato da un intervento diretto ai fattori di rischio in grado di andare slatentizzare questa condizione, come l’ansia e lo stress quotidiano.

Tra le strategie più comuni per ridurre l’ansia e lo stress ricordiamo:

  • esercizio fisico,
  • regolazione del ciclo sonno-veglia (dormire un numero adeguato di ore),
  • ridurre il carico lavorativo,
  • pratica di forme di meditazione come yoga e training autogeno.

Si consiglia altresì al paziente di eliminare l’assunzione di caffeina in tutte le sue forme.

Nei casi in cui le fascicolazioni siano causate da carenza di potassio, magnesio o calcio, è possibile dietro indicazione medica ricorrere ad integrazioni specifiche, che permetteranno una significativa riduzione dei sintomi.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan

FONTI

  • Rugarli C., Medicina interna sistematica 2000
  • Harrison, Principi di medicina interna, 18ª ed., Milano, CEA Casa Editrice Ambrosiana, 2012

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

La sezione commenti è attualmente chiusa.