Ernia iatale dello stomaco: sintomi, dieta e rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 11 novembre 2018

Cos’è l’ernia iatale

L’ernia iatale è una delle patologie più incomprese e più spesso chiamate in causa a sproposito in tutto l’ambito medico: i pazienti sono abituati a dare all’ernia iatale più colpe di quelle che effettivamente ha.

È quindi importante che, soprattutto chi soffre personalmente di questa condizione, comprenda più a fondo la malattia e le possibili complicazioni cui è possibile andare incontro.

Da un punto di vista anatomico l’ernia consiste in un passaggio (erniazione) di parte dello stomaco attraverso un’apertura del diaframma, il muscolo che sostiene i polmoni e che separa la cavità toracica da quella addominale.

L’ernia iatale è spesso causa di reflusso gastroesofageo, condizione caratterizzata dai seguenti sintomi:

Nella maggioranza dei casi una piccola ernia non causa problemi e se ne può ignorare la presenza per tutta la vita, tanto che in molti pazienti la diagnosi avviene in modo del tutto casuale durante accertamenti medici richiesti per altre ragioni (più frequente è il riscontro il soggetti con più di 50 anni); in questa situazione non è necessaria alcuna tipo di terapia.

Un’ernia di grosse dimensioni, invece, favorisce il ritorno di cibo e acidi dallo stomaco all’esofago, causando bruciore e gli altri sintomi visti.

Nella maggior parte dei pazienti la causa alla base della comparsa rimane sconosciuta; si ipotizza che possa essere legata alla debolezza dei muscoli circostanti e la concomitante azione di un aumento della pressione nella cavità addominale, per esempio in seguito a

  • tosse,
  • vomito,
  • sforzi in caso di stitichezza,
  • sollevamento di oggetti pesanti od altri sforzi fisici.

Più raramente può essere legata ad infortuni o difetti congeniti (presenti cioè fin dalla nascita). Obesità e vizio del fumo possono aumentare il rischio di comparsa.

Ci sono davvero pochissime probabilità che da questo tipo di ernia abbiano origine problemi più gravi e spesso attraverso piccoli accorgimenti quotidiani, ed eventualmente il ricorso a farmaci, è possibile recuperare un’eccellente qualità di vita.

È per esempio consigliabile:

  • consumare piccoli pasti frequenti anzichè due pasti molto abbondanti,
  • evitare alcuni alimenti considerati a rischio,
  • non fumare o bere alcol,
  • perdere peso se necessario.

Rara è infine la necessità di ricorrere alla chirurgia.

Cause

Il è un muscolo che separa i polmoni dall’addome; quando si fa un respiro profondo il diaframma, che quand’è rilassato ha forma di cupola, si contrae e si appiattisce. Attraverso questo movimento permette l’ingresso dell’aria nei polmoni.

Nella parte sinistra del diaframma si trova una piccola apertura attraverso la quale passa l’esofago, il tubicino che porta gli alimenti e i liquidi nello stomaco. In condizioni normali, quest’apertura (lo iato) è davvero piccola e aderisce perfettamente all’esofago.

Lo stomaco, quando tutto va bene, si trova interamente sotto il diaframma.

Rappresentazione grafica dell'ernia iatale

Di : Original uploader was at derivative work: () – , Pubblico dominio,

In alcune persone lo iato (l’apertura nel diaframma) si indebolisce e si allarga, spesso senza una causa apparente. Potrebbe trattarsi di una patologia ereditaria, oppure anche venire favorito da

  • obesità,
  • uno sforzo eccessivo effettuato durante l’esercizio fisico (come ad esempio il sollevamento pesi) o la tensione quando si deve defecare,
  • lesioni della ragione anatomica,
  • iato particolarmente ampio dalla nascita (congenito).

Indipendentemente dalla causa si origina un’ernia: una parte dello stomaco fuoriesce verso l’alto, nella cavità toracica, perché l’apertura si è allargata. Questa situazione viene definita ernia iatale.

Le ernie iatali sono molto frequenti, soprattutto superati i 50 anni.

Si conoscono principalmente 3 tipi di ernia iatale:

  1. Ernia iatale da scivolamento: si tratta del tipo più comune, l’ernia va su è giù, entrando e fuoriuscendo dalla cavità toracica. Queste ernie di solito sono piccole e normalmente non causano problemi né sintomi.
  2. Ernia iatale fissa (o paraesofagea): in questo caso la parte superiore dello stomaco rimane intrappolata nella cassa toracica. Anche in questa situazione i sintomi possono essere trascurabili. Tuttavia, c’è maggior probabilità di avere problemi all’esofago.
  3. Ernia iatale complicata o mista: per fortuna questo tipo di ernia è raro. L’ernia può assumere diverse forme: ci sono addirittura situazioni in cui tutto lo stomaco forma un’ernia nella cassa toracica. È molto probabile che questo tipo di ernia causi problemi e che sia necessaria una cura, che spesso comporta l’intervento chirurgico. Le ernie complicate comunque sono molto rare.

Fattori di rischio

  • Età di 50 anni o più,
  • obesità,
  • gravidanza.

Questo disturbo è più frequente nelle donne che negli uomini, probabilmente a causa dalle forze intra-addominali che vengono esercitate in gravidanza.

Sintomi

Nella maggior parte dei pazienti l’ernia iatale non causa sintomi evidenti, soprattutto nel caso di ernie da scivolamento. Se i sintomi si manifestano di solito si tratta soltanto di bruciore di stomaco e rigurgito, quando gli acidi prodotti dallo stomaco rifluiscono verso l’esofago.

Da un punto di vista generale l’ernia iatale può manifestarsi attraverso i seguenti sintomi:

  • sensazione di bruciore al petto, spesso dopo aver mangiato (bruciore di stomaco),
  • reflusso acido,
  • alito cattivo,
  • eccessiva eruttazione,
  • gonfiore,
  • nausea,
  • avvertire difficoltà o dolore durante la deglutizione.

Alcuni pazienti affetti da ernia iatale fissa soffrono di reflusso gastro-esofageo cronico, che può causare ulcere e sanguinamento, ed eventualmente asma. Come conseguenza si può sviluppare anemia, ossia un’insufficiente concentrazione di globuli rossi nel sangue.

Immagine di un uomo che si tocca il petto a causa del bruciore causato dall'ernia iatale

iStock.com/undefined

Ernie iatali più grosse possono causare anche difficoltà digestive importanti e conseguente stanchezza.

L’infiammazione cronica del tratto inferiore dell’esofago può inoltre provocare ulcere e restringimenti che, a loro volta, possono rendere più difficile la deglutizione e far sì che gli alimenti non passino facilmente nello stomaco.

Non è corretto però dare all’ernia iatale tutte le colpe, specie quando si ha mal di pancia o la digestione risulta difficile. L’ernia iatale di solito non provoca dolori forti e questi sintomi possono essere causati da altre patologie, come ad esempio dall’ulcera peptica o addirittura da malattie cardiache. Alcuni pazienti con problemi alle coronarie scambiano i loro disturbi per una semplice ernia iatale: se si soffre di dolori alla parte alta dello stomaco o di cattiva digestione, non bisognerebbe pensare automaticamente che la causa di tutto sia l’ernia iatale, si dovrebbe piuttosto andare dal medico e per sottoporsi ad un controllo approfondito.

Diagnosi

L’ernia iatale di solito viene diagnosticata con una radiografia con mezzo di contrasto (bario) della parte superiore del tubo digerente.

Un esame complementare è la gastroscopia, o endoscopia dell’apparato digerente superiore, in cui il medico esamina l’esofago e lo stomaco usando uno strumento flessibile che riprende delle immagini, mentre il paziente viene lievemente sedato.

Pericoli

Le principali complicazioni dell’ernia iatale sono:

  • Bruciore di stomaco cronico e infiammazione cronica del tratto inferiore dell’esofago (esofagite da reflusso),
  • Anemia, dovuta al sanguinamento cronico del tratto inferiore dell’esofago,
  • Ulcere e restringimento del tratto inferiore dell’esofago, che causano difficoltà nella deglutizione,
  • Durante il sonno le secrezioni dello stomaco possono filtrare nell’esofago e nei polmoni, causando tosse cronica, dispnea (asma) e addirittura la polmonite.

Infine l’ernia mista può causare problemi gravi, come ad esempio difficoltà respiratorie o grave dolore allo sterno, soprattutto nelle persone anziane.

È necessario contattare il medico se:

  • compaiono sintomi di ernia iatale,
  • i sintomi di un’ernia iatale nota peggiorano o non migliorano con il trattamento,
  • compaiono nuovi sintomi.

Cura e rimedi

La terapia è necessaria solo se l’ernia provoca sintomi evidenti, come ad esempio bruciore di stomaco cronico o difficoltà di deglutizione. Anche per l’infiammazione e per le ulcere del tratto inferiore dell’esofago è necessaria una terapia.

Da un punto di vista generale per curare il bruciore di stomaco e l’esofagite (l’infiammazione dell’esofago) si consiglia di:

  1. Evitare (o usare con moderazione) le sostanze che aumentano il reflusso dell’acido nell’esofago, come ad esempio:
    • nicotina (sigarette),
    • caffeina,
    • cioccolato,
    • cibi ricchi di grassi,
    • menta,
    • alcool.
  2. Consumare pasti meno sostanziosi e più frequenti e lasciar passare almeno 2 o 3 ore tra il pasto e il momento in cui si va a dormire.
  3. Evitare di chinarsi, di fare esercizi per gli addominali, di indossare cinture strette e ventriere, per non aumentare la pressione sull’addome e provocare il reflusso.
  4. Se si è in sovrappeso, perdere peso. Anche l’obesità aumenta la pressione sull’addome.
  5. Valutare con il medico se assumere farmaci e rivedere i medicinali eventualmente in uso; alcune molecole, come ad esempio gli antispastici per l’intestino, i farmaci che bloccano i canali del calcio, e alcuni antidepressivi indeboliscono i muscoli che formano il tratto inferiore dell’esofago.
  6. Evitare di coricarsi prima che siano passate 3-4 ore dal pasto ed evitare spuntini notturni.
  7. Nel letto alzare l’appoggio per la testa di circa 20-30 centimetri, mettendo dei cuscini o dei supporti sotto il materasso. La forza di gravità vi permetterà di tenere gli acidi lontano dallo stomaco durante il sonno.
  8. Smettere di fumare.

Alcuni farmaci sono efficaci per ridurre la secrezione acida dello stomaco, mentre altri aumentano il tono muscolare della parte inferiore dell’esofago, riducendo così il reflusso.

Chirurgia

L’erna iatale mista può richiedere un intervento chirurgico, soprattutto se le complicazioni causano situazioni d’emergenza o se non è possibile trovare sufficiente sollievo dai sintomi, nemmeno attraverso i farmaci.

Di per sé, la presenza dell’ernia iatale, non è motivo sufficiente per ricorrere all’intervento chirurgico.

Uno degli approcci chirurgici più comunemente usati è la , eseguita per via laparoscopica (ossia mediante piccole incisioni).

L’intervento è eseguito in anestesia generale e richiede:

  • 2 o 3 giorni per il ritorno a casa,
  • 3 a 6 settimane per tornare al lavoro,
  • 6 settimane prima di poter superare alcuni limiti dietetici indicati dal medico,
  • alcuni mesi per riprendersi da effetti collaterali come
    • gonfiore,
    • eruttazione,
    • flatulenza,
    • difficoltà a deglutire.

Dieta

La dieta di chi soffre di ernia iatale prevede il consumo di pasti leggeri durante la giornata, evitando quindi grosse abbuffate a favore di un’alimentazione consumata a più riprese durante la giornata; è consigliabile evitare gli alimenti ed i cibi in grado di peggiorare il quadro di bruciore dello stomaco e reflusso.

Utile evitare alimenti troppo caldi, che possono irritare lo stomaco.

Dal punto di vista delle bevande andrebbero evitate tutte quelle gasate.

Nelle prime ore successive al pasto è preferibile non coricarsi, perchè la posizione orizzontale tende a facilitare la risalità dei succhi gastrici con conseguente aumento della sintomatologia legata all’ernia iatale.

Per approfondire il tema dieta e reflusso segnalo l’articolo dedicato.

Cibi consigliati

  • Pasta e riso,
  • pesce, per il contenuto in omega-3,
  • mele, banane e patate hanno azione protettiva sulle pareti dello stomaco,
  • ananas e papaya, grazie al contenuto di enzimi digestivi,
  • sale iodato (lo iodio aiuta l’ernia iatale).

Cibi da evitare

  • Caffeina in genere (caffè, the, bevande a base di cola, bibite energetiche, …),
  • cioccolato,
  • menta,
  • pasti troppo ricchi di grassi:
    • latticini (burro, panna, latte soprattutto se intero, …)
    • insaccati,
    • carne di maiale,
    • fritti,
    • stufati,
    • spezzatino,
    • ragù,
  • alimenti piccanti (pepe, chili, spezie piccanti, …),
  • agrumi,
  • pomodoro.

Fonti e bibliografia

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Ci si può operare?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, esiste l’intervento, che tuttavia viene valutato solo quando gli approcci più conservativi falliscono dimostrando di non essere sufficienti.

  2. Anonimo

    Si può guarire dall’ernia iatale?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo no, se non attraverso la chirurgia, ma nella maggior parte dei casi si ottiene un ottimo controllo attraverso stile di vita ed eventualmente farmaci.

  3. Anonimo

    Pantoprazolo va bene per la cura dell’ernia iatale? Dopo colazione?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Benissimo.
      2. In genere si consiglia a stomaco vuoto (un’ora prima o due ore dopo la colazione).

  4. Anonimo

    Non ho capito perché la gravidanza dovrebbe essere un fattore di rischio…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      A causa della pressione sugli organi addominali esercitata dall’utero in seguito al progressivo aumento di dimensione durante i 9 mesi.

  5. Anonimo

    Enapren da 20 può far venire l’ernia iatale? Lo assumo da circa 3 mesi e ieri mi è stata diagnosticata anche un’ernia di cui non avevo mai sofferto prima.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      No, l’ernia iatale è un disturbo anatomico che non può essere causato dai farmaci (anche se alcuni possono peggiorarne i sintomi, generalmente non Enapren).