Dolore pelvico nell’uomo: sintomi, cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 3 giorni

Introduzione

Il dolore pelvico nell’uomo rappresenta un importante sintomo che può essere secondario a condizioni fisiologiche o patologiche.

L’aggettivo “pelvico” discrimina la presenza del dolore a livello del basso ventre, subito sotto la regione addominale, comprendente l’area del bacino, i genitali esterni e il perineo.

Le possibili cause del dolore pelvico maschile sono numerose e correlabili a disturbi a carico di diversi apparati:

ed anche per questo in alcuni pazienti non è possibile risalire alle ragioni del disturbo, che diventa quindi causa di un importante disagio in grado di ridurre notevolmente la qualità di vita.

In base alla modalità di insorgenza il dolore pelvico può essere classificato come:

  • Acuto: compare improvvisamente ma, una volta rimossa la causa scatenante, il dolore scompare;
  • Cronico: insorge in maniera graduale, senza che sia possibile risalire ad una causa specifica e senza possibilità di rimuoverla; può delinearsi in questo ambito un’entità nosologica particolare, ovvero la Sindrome da dolore pelvico cronico (acronimo CPPS dall’inglese: Chronic Pelvic Pain Syndrome).

Il sintomo principale non potrà che essere il dolore nelle sue varie sfaccettature, il quale può associarsi ad altri disturbi a carico del tratto gastrointestinale e genito-urinario.

Benché in molti casi il dolore pelvico sia temporaneo e passeggero e non richiedere quindi alcuna cura, a volte rappresenta un sintomo di patologie ben più serie.

Il medico oltre ad un’anamnesi ed esame obiettivo accurati, richiederà l’esecuzione di diversi esami, sia di laboratorio che strumentali, per cercare di risalire alla causa sottostante ed impostare una terapia eziologica per raggiungere la guarigione definitiva.

Cause

Le cause del dolore pelvico possono essere di tipo:

  • gastrointestinale,
  • genito-urinarie,
  • muscolo-scheletrico,
  • nervoso.

Cause gastrointestinali

Rappresentano le cause più frequenti di dolore pelvico, spesso di tipo acuto e passeggero.

Tra le principali ricordiamo:

Cause genito-urinarie

Rientrano in quest’ambito:

  • prostatite acuta batterica (infiammazione della prostata);
  • prostatite cronica aspecifica: rappresenta la causa più frequente di sindrome da dolore pelvico cronico. È caratterizzata dall’infiammazione della ghiandola prostatica, ma senza segni di infezione. Tutte le indagini eseguite come coltura dell’urina o del liquido prostatico risultano negative, e persino all’ecografia o alla TC la prostata risulta normale, nonostante la presenza di dolore e sintomi urinari che suggeriscono un suo coinvolgimento. Gli studiosi pensano che questo quadro clinico sia causato da un’alterata percezione del dolore con la presenza di:
    • allodinia: provare dolore per stimoli normalmente innocui,
    • iperalgesia: dolore esagerato in risposta a stimoli dolorosi molto leggeri;
  • uretrite, infiammazione dell’uretra, il canale da cui viene emessa l’urina;
  • malattie sessualmente trasmissibili, come la gonorrea o la sifilide;
  • ernia inguinale: dislocazione di visceri addominali, soprattutto anse intestinali ed omento a livello del canale inguinale fino ad arrivare allo scroto;
  • tubercolosi genito-urinaria, condizione ormai molto rara;
  • cancro della prostata;
  • cistite interstiziale (infiammazione della vescica);
  • cancro della vescica;
  • colica renale: il dolore origina a livello del fianco e con lo spostamento del calcolo migra in basso e anteriormente fino ad arrivare a livello pelvico, seguendo il percorso dell’uretere;
  • peritonite pelvica: infiammazione del peritoneo.

Cause muscolo-scheletriche e nervose

Solo raramente rappresentano una causa di dolore pelvico. Sono più frequenti negli individui che praticano sport agonistici e dopo un trauma. Tra le cause muscolo-scheletriche ritroviamo gli stiramenti muscolari e lacerazioni muscolo-fasciali a livello:

  • inguinale,
  • pubico (pubalgia),
  • perineale (zona anatomica compreso tra i genitali esterni e la regione anale).

Tra le cause nervose si riscontra la nevralgia del pudendo, che decorre nella zona inferiore della pelvi, con i pazienti che accusano dolore e bruciore localizzato a livello del perineo.

Cause psicologiche

Infine non vanno dimenticate alcune cause di origine psicogena, che possono manifestarsi con dolore a livello pelvico, come ansia e depressione, in grado di amplificare la sensazione di tensione e fastidio fino a provocare un dolore cronico continuo. A sua volta questo dolore cronico non risente positivamente delle normali terapie, con aumento del rischio di depressione e di disturbi di ansia dello stesso paziente, generando così un circolo vizioso che si autoalimenta.

Sintomi

Il sintomo principale è ovviamente il dolore, che tuttavia può presentarsi con diverse caratteristiche differenti.

Innanzitutto può variare la gravità del dolore, andando da un vago senso di fastidio e tensione, più o meno continuo, fino a raggiungere gradi estremi, con dolore sordo e cronico; il dolore può diventare intollerabile con fitte di dolore acute che si sovrappongono al dolore cronico di base.

A volte è possibile correlare il dolore al riempimento e svuotamento di organi cavi (colon e retto, vescica), in altre si modifica se si assume la posizione seduta o supina.

Nonostante il dolore sia la manifestazione chiave, a seconda della causa spesso è associato ad altri sintomi come:

Quando rivolgersi al medico

È opportuno saper riconoscere le situazioni più importanti nelle quali rivolgersi ad un medico, poiché sebbene alla base del dolore pelvico vi siano spesso situazioni fisiologiche e passeggere, non è raro che vi possa essere alla base una condizione patologica ben più seria:

  • Il dolore insorge improvvisamente in maniera acuta e persiste per alcune ore.
  • Il dolore sin da subito è ingravescente è molto intenso e non viene alleviato dai comuni accorgimenti terapeutici.
  • Il dolore si associa a sintomi importanti come sanguinamenti, perdita di coscienza, vomito, …
  • Il dolore si presenta nei bambini, in gravidanza o in soggetti con patologia sottostante che può essersi aggravata.

Diagnosi

La diagnosi della causa del dolore pelvico rappresenta spesso una sfida per il medico, vista l’enorme varietà di possibili patologie che possono scatenarlo.

Il primo step nel percorso diagnostico è rappresentato dall’anamnesi, che vede il medico porre diverse domande al paziente riguardo:

  • caratteristiche del dolore: insorgenza acuta o cronica, intensità, localizzazione, attenuazione, …
  • presenza di patologie sottostanti,
  • familiarità riguardo diverse patologie,
  • assunzione di farmaci,
  • interventi chirurgici eseguiti in passato.

Dopo l’anamnesi viene eseguito l’esame obiettivo, con il medico che cerca di confermare i sintomi del pazienti associandoli alla presenza di altri segni clinici. Si esegue ad esempio la palpazione manuale a livello pelvico o l’esplorazione digito-rettale per valutare il retto e la prostata.

Gli esami di laboratorio possono mettere in evidenza la presenza di infezioni ed infiammazioni, uno stato di anemia o l’esistenza di alterazioni funzionali di diversi organi (fegato, rene,…).

Oltre agli analisi del sangue, saranno spesso richieste anche analisi delle urine, del liquido prostatico e analisi delle feci.

In caso di necessità è infine possibile procedere attraverso la prescrizione di indagini strumentali di imaging, con ecografia addomino-pelvica, TC, risonanza magnetica, colonscopia.

Rimedi e cura

La cura del dolore pelvico prevede una terapia di tipo eziologico basata sulla rimozione della causa sottostante.

Al bisogno è possibile eseguire una terapia sintomatica che mira alla rimozione del solo dolore, con farmaci antidolorifici classici come i FANS (ibuprofene, aspirina, ketoprofene) e paracetamolo (Tachipirina), che tuttavia si raccomanda di valutare sempre preventivamente con il proprio medico o farmacista.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

Fonti principali:

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