Dolori alle gambe: cause, sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 5 giorni

Introduzione

Per dolore alle gambe si intende il dolore riferito ad un qualsiasi livello degli arti inferiori, dall’anca al piede. Il dolore può presentarsi sotto diversi aspetti ed avere un decorso differente, a seconda della causa scatenante.

Complessivamente la patologia dolorosa dell’arto inferiore è molto importante dal punto di vista clinico per diversi aspetti:

  • è una condizione che affligge milioni di persone nel mondo;
  • interessa prevalentemente gli anziani, tuttavia non è rara nel giovane adulto e, relativamente ad alcune cause, anche nei bambini;
  • le cause possibili sono numerosissime, tuttavia le cause più frequenti sono le affezioni osteoarticolari (per esempio l’artrosi), le patologie vascolari (come l’insufficienza venosa, la claudicatio intermittens e la trombosi venosa) e le patologie nervose (l’ernia discale, le neuropatie periferiche e la stenosi del canale vertebrale);
  • il dolore può essere lieve e sopportabile, oppure può essere così intenso, da compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane e costringere il paziente a letto;
  • essendo le cause possibili numerose, spesso giungere ad una diagnosi definitiva, soprattutto per le cause più rare, può essere molto complesso e può richiedere l’esecuzione di più esami;
  • il dolore alle gambe spesso è trattabile, rimuovendo la causa che lo determina, pertanto è importante che il paziente si rivolga al proprio medico di fiducia, al fine di individuare la causa.

Causa

Cause frequenti di dolore alla gamba:

Cause comuni di dolore alla gamba:

Cause non comuni di dolore alla gamba:

Affezioni osteoarticolari

  1. Frattura: la frattura è una delle cause più comuni di dolore acuto. Sebbene la clinica sia spesso conclamata, microfratture (soprattutto del piatto tibiale) o fratture da stress, possono non essere riconosciute con un semplice esame radiologico, potendo essere la causa di dolore cronico, con lieve impotenza funzionale.
  2. Osteoartrosi: è una delle cause più comuni. È una patologia che interessa prevalentemente il soggetto adulto dopo i 50 anni e deriva dal consumo della cartilagine articolare. Nella donna l’articolazione più colpita è il ginocchio (gonartrosi), nell’uomo l’anca (coxartrosi). Si presenta con dolore cronico, ad insorgenza graduale con l’attività fisica (cosicché camminare o salire le scale può essere complesso), nelle forme più gravi può insorgere anche a riposo (limitando notevolmente la capacità motoria). Spesso si presenta con rigidità mattutina che si risolve nel giro di mezz’ora, mettendo in moto l’articolazione interessata.
  3. Tendinite: è una causa comune, con coinvolgimento prevalente del tendine d’Achille (caviglia) o patellare (ginocchio). La tendinite è legata al danno di uno o più tendini, secondario ad un evento traumatico acuto, o più frequentemente a microtraumatismi cronici. Il dolore è più frequentemente cronico, con insorgenza con gli sforzi fisici.
  4. Borsite: è l’infiammazione delle borse articolari (strutture articolari accessorie, con funzione di protezione). Come la tendinite è prevalentemente secondaria a microtraumatismi cronici e ha le stesse caratteristiche cliniche.
  5. Attacco gottoso acuto: è una patologia piuttosto comune, determinata da un eccesso di acido urico. Si presenta caratteristicamente in maniera acuta, con l’insorgenza di dolore, rossore e tumefazione dell’articolazione del primo dito del piede (podagra), ma può essere interessata qualsiasi articolazione (il ginocchio è la seconda per ordine di frequenza).
  6. Artriti: le artriti sono un gruppo di patologie caratterizzate dall’infiammazione di una o più articolazioni. Esistono numerose forme di artriti, tutte accomunate dalla modalità di presentazione: l’articolazione interessata si presenta dolente, tumefatta, accaldata e la cute sovrastante è eritematosa.
    • Artrite reumatoide: è tra le artriti più comuni, a carico prevalentemente delle piccole articolazioni, più diffusa nelle donne e nei giovani adulti (tra i 30-40 anni), ma può manifestarsi anche in età infantile. Il dolore è cronico con insorgenza a riposo e può essere alleviato dal movimento.
    • Artrite psoriasica, artrite reattiva: sono artriti più rare.
    • Artrite infettiva: è una forma non comune di dolore articolare, spesso frequente in età infantile o giovanile, legata all’infezione di una o più articolazioni. Questa patologia è facilmente riconoscibile perché accanto alla sintomatologia locale, si presenta la febbre elevata.

Cause più rare

  1. Spondilite anchilosante: è una patologia non comune, che interessa le articolazioni sacroiliache (dell’anca) e le articolazioni della colonna vertebrale (soprattutto nel tratto lombare). Si presenta prevalentemente nei soggetti di sesso maschile, in età giovanile (tra i 25-35 anni). Il dolore è cronico, con insorgenza notturna, localizzato a livello lombare con irradiazione ai glutei e posteriormente agli arti, in maniera bilaterale, al di sopra delle ginocchia.
  2. Osteoporosi: è una patologia metabolica dell’osso, tipica del soggetto anziano, caratterizzata dalla riduzione della massa ossea. Solitamente si manifesta con fratture ossee secondarie a traumi di bassa entità, ma talvolta può presentarsi sottoforma di dolore osseo diffuso.
  3. Osteomalacia: è una patologia metabolica dell’osso, caratterizzata da una riduzione della matrice minerale, che decorre in maniera asintomatica, ma può presentarsi anche con dolore osseo diffuso.
  4. Tumori ossei: sono cause infrequenti di dolore degli arti inferiori. Nel soggetto anziano, i tumori più frequenti comprendono le metastasi di altri tumori (per esempio della prostata), il mieloma multiplo (che raramente può colpire le ossa degli arti inferiori) e i tumori ossei primitivi, come l’osteosarcoma, che si localizza prevalentemente a livello del femore, vicino al ginocchio. Nel soggetto giovane, il tumore osseo più frequentemente causa di dolore è l’osteoma osteoide, che si localizza prevalentemente nella regione del ginocchio e si manifesta con un dolore tipicamente notturno e molto intenso.
  5. Morbo di Paget: è una patologia rara, caratterizzata da un eccessivo rimodellamento osseo; tra le ossa più colpite ci sono il cranio, lo sterno, le coste, la colonna vertebrale e il femore. Decorre prevalentemente in maniera asintomatica, oppure può presentarsi con dolore cronico diffuso all’arto inferiore ad in altre sedi.

Affezioni vascolari

  1. Insufficienza venosa: è una delle cause più comuni di dolore cronico agli arti inferiori; interessa spesso le donne di mezza età, ma può presentarsi anche in soggetti più giovani. Questa condizione è legata ad un ritorno venoso difficoltoso, per via dell’incompetenza del sistema vascolare venoso. Si presenta con dolore diffuso, spesso bilaterale, di modesta intensità, con tendenza ad insorgere, o intensificarsi di sera, soprattutto dopo essere rimasti per molte ore in piedi. Il dolore spesso è associato al gonfiore degli arti inferiori, soprattutto dei piedi e delle caviglie ed entrambi tendono a regredire con il riposo, tenendo gli arti sollevati per qualche ora. Frequentemente è possibile osservare sulle gambe vene dilatate e tortuose (varicose), espressione dell’incompetenza del sistema vascolare venoso, alterazioni del colore della pelle (discromie) e ulcere malleolari.
  2. Claudicatio intermittens: è una delle cause più comuni, tipica nel soggetto anziano. È legata alla presenza di placche di aterosclerosi a livello dei vasi arteriosi degli arti inferiori, che riducono notevolmente l’apporto ematico. Solitamente la sintomatologia dolorosa insorge con la deambulazione, dopo aver percorso una distanza fissa, minore o maggiore a seconda dell’entità dell’occlusione, perché i vasi occlusi non sono in grado di fornire l’ulteriore quantità di sangue richiesta dai muscoli per l’esecuzione dell’attività fisica. L’aspetto tipico è la remissione immediata del dolore con il riposo. Nelle fasi avanzate, l’apporto ematico è così ridotto, che la sintomatologia dolorosa può insorgere anche a riposo ed associarsi a lesioni trofiche (alterazioni ungueali, alterazioni cutanee, ulcere plantari).
  3. Trombosi venosa profonda: è una causa comune di dolore acuto. È legata all’occlusione di un vaso venoso profondo dell’arto inferiore, che si presenta soprattutto nei soggetti che hanno fattori predisponenti (obesità, fumo, fattori genetici, assunzione di anticoncezionali, gravidanza, neoplasie, immobilità prolungata, intervento chirurgico recente). Si presenta con la comparsa di dolore acuto, in genere al polpaccio, presente a riposo ed esacerbato dalla palpazione del polpaccio, o con la flessione dorso plantare del piede. Può complicarsi con l’embolia polmonare, che si presenta con dispnea.
  4. Flebite: è l’infiammazione di una vena superficiale dell’arto inferiore, che si presenta con dolore vivo e acuto a livello della vena colpita, a riposo o evocabile con la palpazione, associato a chiari segni di infiammazione locale: rossore, tumefazione della vena (palpabile come un cordoncino), aumento locale della temperatura.
  5. Ischemia acuta degli arti inferiori: è determinata dall’occlusione acuta di un vaso arterioso dell’arto inferiore, per trombosi, o embolia. Si presenta con l’insorgenza di dolore acuto, associato al pallore e freddezza dell’arto, parestesia, assenza di polsi arteriosi e paralisi dell’arto.
  6. Linfedema: è una causa rara. È legata ad un’alterazione del drenaggio linfatico degli arti inferiori che può presentarsi con aumento del volume degli arti (soprattutto caviglie e polpacci) e con una modesta dolenzia.
  7. Morbo di Buerger: è un’affezione rara, che interessa soprattutto i maschi fumatori. Si tratta di una vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), che si manifesta tipicamente con dolore cronico.

Affezioni muscolari

  1. Crampi muscolari: sono una causa molto comune di dolore. Possono insorgere anche in età giovanile. Il crampo è una contrazione involontaria, prolungata e dolorosa di un muscolo, solitamente interessa i muscoli del polpaccio, o il quadricipite. Le cause che possono scatenarne l’insorgenza sono varie, gli squilibri elettrolitici sono la causa più frequente (ipocalcemia, ipokaliemia), seguiti dalla disidratazione. Solitamente insorgono a riposo, spesso di notte, talvolta possono insorgere durante, o dopo l’esercizio fisico, in soggetti non allenati.
  2. Contrattura muscolare: è un accorciamento doloroso di un muscolo, non associato alla depolarizzazione della membrana muscolare, provocato dall’esercizio e provoca un dolore molto intenso.
  3. Polimialgia reumatica: interessa prevalentemente l’anziano e si localizza prevalentemente alle radici degli arti inferiori e superiori.

Affezioni nervose

  1. Ernia del disco: è una delle cause più comuni di dolore. L’ernia infatti può comprimere i nervi che nascono dal midollo spinale; il nervo più frequentemente coinvolto è l’ischiatico, la cui compressione clinicamente si presenta con la sciatica. Il dolore solitamente insorge dopo uno sforzo fisico (per esempio il sollevamento di un peso) e si localizza nella regione lombare, estendendosi ad interessare tutto l’arto inferiore, fino all’alluce. Solitamente si associa anche a un senso di intorpidimento dell’arto, formicolio lungo tutto l’arto e riduzione della sensibilità.
  2. Stenosi del canale vertebrale: interessa soprattutto gli anziani ed è legata ad un restringimento del canale vertebrale. Il dolore può insorgere con la stazione eretta, oppure con la deambulazione e regredisce lentamente con il riposo, o inclinando la schiena in avanti. Può essere associato a parestesie e al formicolio.
  3. Neuropatia: è una causa frequente, che può insorgere a qualsiasi età, ma interessa prevalentemente i soggetti diabetici da molti anni. Il dolore è di tipo cronico, urente, spesso localizzato a livello dei piedi bilateralmente.

Altre cause

Sintomi

In base al tipo di insorgenza, il dolore è definito:

  • acuto: ad insorgenza improvvisa, solitamente secondario a traumi (per esempio fratture, lesioni tendinee, o contratture muscolari), o a patologie vascolari acute (come la trombosi venosa profonda, l’occlusione arteriosa acuta);
  • cronico: è un dolore persistente (anche mesi o anni) ed è secondario a patologie croniche (come la claudicatio intermittens, l’artrosi, le tendinopatie).

In base all’andamento, il dolore può essere:

  • continuo: è un dolore persistente, che non regredisce e si presenta per esempio nelle patologie traumatiche (fratture, microfratture, ernia discale);
  • intermittente: il dolore può insorgere a riposo, per esempio di notte (spondilite anchilosante, osteoma osteoide), oppure può essere scatenato dall’esercizio fisico (i crampi), dai movimenti (artrosi, tendinite, borsite), dall’esecuzione di esercizi di intensità fissa (claudicatio intermittens), o dal mantenimento della stazione eretta (stenosi del canale vertebrale).

Inoltre il dolore potrà manifestarsi in forma:

  • isolata: il dolore è l’unico sintomo riferito dal paziente;
  • associato ad altri segni e sintomi: il dolore può essere associato alla limitazione funzionale dell’arto (per esempio nei traumi), a una riduzione della sensibilità (per esempio nelle neuropatie), a deformazioni articolari (per esempio nell’artrite), ad alterazioni cutanee (per esempio nella claudicatio intermittens, o nell’insufficienza venosa), arto gonfio (per esempio nell’insufficienza venosa).
Tipo di dolore Modalità di presentazione Fattori scatenanti Fattori che lo alleviano Segni/sintomi associati Diagnosi
Frattura Acuto Continuo Mobilizzazione palpazione dell’arto Immobilizzazione;

Riduzione della frattura

Gonfiore, impotenza funzionale RX
Microtrauma cronico Cronico Continuo Esercizio fisico Immobilizzazione TC
Tendinite

Borsite

Cronico Intermittente Esercizio fisico Riposo Impotenza funzionale

Deformità

Eco

TC/RM

Claudicatio

intermittens

Cronico Intermittente Deambulazione (dopo distanza fissa) Immediatamente; con la cessazione dell’attività Alterazioni trofiche degli arti;

Ulcere plantari

Eco-color-

Doppler

Insufficienza

venosa

Cronico Intermittente Serale, dopo molte ore in piedi Riposo;

sollevare gli arti

Vene varicose;

Discromie;

Ulcere malleolari

Eco-color-

Doppler

Flebite Acuto Continuo Palpazione superficiale Riposo;

calore locale

Segni infiammatori locali Clinica;

Eco-color-

Doppler

Ernia discale Acuto Continuo Sforzi fisici,

colpo di tosse,

starnutire

Riposo in posizione supina Perestesia, paresi, formicolio RM/TC
Stenosi canale vertebrale Cronico Intermittente Deambulazione (distanza non fissa)

Stazione eretta

Dopo la cessazione dell’attività;

inclinare busto in avanti

Perestesia, paresi, formicolio RM/TC
Crampo muscolare Acuto Continuo di breve durata Di notte Massaggiare il muscolo Ipokaliemia;

ipocalcemia

Clinica

Diagnosi

La diagnosi può essere complessa e richiedere l’esecuzione di numerosi esami, per escludere le molteplici cause possibili.

  1. Anamnesi: è il primo passo verso la corretta diagnosi. È importante raccogliere informazioni su:
    • Tipo di dolore (acuto/cronico)
    • Modalità di presentazione (continuo/intermittente)
    • Localizzazione del dolore (diffuso / localizzato)
    • Fattori che lo scatenano (riposo/attività fisica/dolore notturno/dolore serale)
    • Fattori che lo alleviano (il riposo/sollevamento degli arti/inclinare il busto in avanti)
    • Segni o sintomi associati (parestesia/formicolio/impotenza funzionale)
  2. Esame obiettivo: è importante per verificare la presenza di anomalie cutanee, riduzione dei polsi arteriosi, presenza di vene varicose, deformità articolari, segni di infiammazione, aumento del dolore con la palpazione.
  3. Esami strumentali: si utilizzeranno esami diversi a seconda della patologia di sospetto:
    • Per le affezioni osteoarticolari si utilizzeranno:
      • RX
      • Ecografia
      • TC/RM, quando gli esami precedenti non sono dirimenti.
    • Per le affezioni vascolari si utilizzerà:
      • Ecocolordoppler degli arti inferiori.
      • Per le affezioni muscolari si utilizzeranno:
      • Eco
      • RM/TC
      • Biopsia muscolare quando i precedenti non sono dirimenti.
    • Per le affezioni nervose si utilizzerà:
      • RX
      • RM/TC
      • elettromiografia/elettroneurografia per studiare l’attività dei muscoli e dei nervi.

Cura

Il trattamento sarà differente a seconda della causa di base.

Per il dolore acuto, o nel dolore cronico in fase di acuzie, è possibile assumere antidolorifici, questi tuttavia sono solo dei farmaci sintomatici e utili solo per trattamenti di breve durata. Pertanto in presenza di dolore alle gambe è necessario rivolgersi al proprio medico, per scoprirne la causa ed attuare il trattamento più opportuno.

A cura della dott.ssa Caporusso Mariangela

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  1. Anonimo

    Ho iniziato a correre da qualche mese e probabilmente questa settimana ho esagerato un po’ con i km. Adesso ho un fortissimo dolore al ginocchio e ho paura di dovermi operare di qualcosa… cosa posso fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Innanzi tutto calma, è assolutamente normale andare incontro a piccoli infortuni con la corsa, soprattutto nel primo anno di pratica.
      Sospenda per qualche giorno e si rivolga con fiducia al suo curante o a un fisioterapista, meglio se con esperienza su runner.

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