Distensione addominale: cause, sintomi, rimedi

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

La distensione addominale è un sintomo causato dalla presenza di gas o liquido all’interno dello stomaco, dell’intestino o della cavità peritoneale.

La distensione addominale si manifesta con il gonfiore ed aumento della circonferenza addominale e può associarsi ad altri sintomi tra cui:

Nella maggior parte dei casi la distensione addominale è un disturbo piuttosto leggero, dovuto ad errori alimentari e nello stile di vita; in altri pazienti diventa invece un sintomo di una vera e propria patologia, talvolta anche piuttosto grave.

In caso di distensione addominale che si protrae per diversi giorni o che si associa a dolore e ad altri sintomi importanti, è opportuno rivolgersi ad un medico, che potrà prescrivere gli eventuali accertamenti necessari e diagnosticare una possibile causa del disturbo, prescrivendo quindi gli approcci terapeutici più opportuni.

Cause

Le cause della distensione addominale possono essere facilmente memorizzate con la “regola delle 6 F”:

  • Flatus (ovvero il meteorismo da accumulo di gas),
  • Fat (presenza di grasso a livello addominale),
  • Fluid (presenza di liquido),
  • Fetus (gravidanza),
  • Feces (feci, ovvero alterazioni dell’alvo),
  • Fatal growth (formazione maligna, ovvero la presenza di una massa, come ad esempio un tumore).

Nella maggioranza dei casi alla base della distensione addominale non si trovano tuttavia patologie vere e proprie, ma semplici disturbi funzionali che si possono avere in caso di:

Meteorismo

Normalmente a livello addominale sono presenti circa 200 ml di gas, che proviene dall’aria ingerita con il cibo e dalla fermentazione batterica intestinale.

Le cause più frequenti di meteorismo, ossia un eccessiva presenza di gas, sono:

  • aerofagia (letteralmente l’ingestione di aria), che si verifica in caso di:
    • ingestione frettolosa del cibo,
    • uso frequente di gomme da masticare,
  • intolleranza al lattosio o al glutine (celiachia), condizioni che aumentano la fermentazione batterica e la produzione di gas intestinale.

Grasso addominale

L’obesità e il sovrappeso porta all’aumento del deposito dei grassi soprattutto a livello addominale, con sensazione di distensione addominale. È doveroso ricordare come l’obesità sia un’importante fattore di rischio anche per il diabete e per le malattie cardiovascolari.

Liquido addominale

Si intende l’ascite, ovvero la presenza di versamento a livello della cavità addominale. Spesso si raggiungono anche diversi litri di liquido a livello della cavità peritoneale, con notevole distensione addominale.

Le cause più frequenti di ascite sono:

Gravidanza

È una delle cause fisiologiche di distensione addominale. Compare a partire dalla 12’ settimana di gestazione, quando l’utero inizia ad ingrandirsi e si sposta dalla pelvi in addome.

Feci

Si intende un’alterazione dell’alvo (ovvero la funzione della defecazione) con possibile ristagno di feci a livello del colon per un’occlusione funzionale o meccanica. In tal caso si associano spesso alla distensione anche dolore addominale, nausea e vomito.

Formazione maligna

La presenza di masse in addome può essere secondaria ad ingrandimento degli organi addominali come:

  • epatomegalia (ingrandimento del fegato),
  • splenomegalia (ingrandimento della milza),
  • aneurisma dell’aorta addominale (dilatazione sacciforme dell’aorta),
  • distensione o globo vescicale (ingrandimento della vescica da ostruzione al deflusso dell’urina).

Altre masse possono essere spiegate dalla presenza di:

  • ascessi imponenti (raccolte di pus),
  • ernie addominali (organi viscerali che si dislocano dalla loro localizzazione originaria e attraversando zone di minore resistenza si spingono verso la parete addominale),
  • cisti,
  • tumori a carico dei vari organi addominali o pelvici.

Sintomi

La distensione addominale può essere accompagnata da una serie di sintomi associati variabili in base alla causa scatenante, tra cui:

  • eruttazioni,
  • nausea e vomito,
  • stipsi o diarrea,
  • flatulenza,
  • dolore addominale con crampi,
  • calo ponderale (dimagrimento con perdita di peso),
  • malessere generalizzato e astenia,
  • cefalea,
  • melena o rettorragia (perdita di sangue con le feci, in caso di tumori),
  • dispnea (qualora la distensione addominale diventi tale da rendere difficoltosa la respirazione).

Diagnosi

Il primo passo di una corretta diagnosi prevede che il medico ponga al paziente diverse domande circa la presenza dei vari sintomi, ponendo attenzione in particolar modo a segnali d’allarme come:

  • calo ponderale,
  • sudorazioni notturne,
  • presenza di sangue nelle feci,
  • alterazioni dell’alvo improvvise (come una costipazione che perdura diversi giorni) che indicano una occlusione intestinale di natura funzionale (ileo paralitico) o meccanica (presenza di masse che bloccano il normale transito intestinale),
  • presenza di disturbi cronici come:

Infine vanno ricercati segni obiettivi come ingrossamento di linfonodi la cui causa può essere la presenza di tumori maligni in fase avanzata.

L’esame obiettivo è un importante strumento nelle mani del medico e si compone generalmente di 4 fasi:

  1. L’ispezione dell’addome, che può evidenziare una distensione asimmetrica o una massa evidente.
  2. L’auscultazione, che può mostrare l’assenza di rumori intestinali o, al contrario, la presenza di rumori patologici, indicativi di una possibile occlusione addominale.
  3. La percussione, che aiuta il medico a differenziare una distensione provocata da liquidi, da una provocata da gas e da una provocata da una massa solida; il suono sarà timpanico nel primo caso e ottuso negli altri due.
  4. La palpazione dell’addome può infine rivelare un dolore franco, la presenza di una massa, l’epatomegalia e la splenomegalia.

Esami strumentali

La radiografia dell’addome può rivelare anse dell’intestino dilatate, suggestive di un’occlusione funzionale o meccanica dell’intestino.

L’ecografia dell’addome è invece utile per evidenziare la presenza di liquido ascitico, epato e splenomegalia, un fegato nodulare (cirrotico) o presenza di masse.

Come esami di secondo livello, nel sospetto di un tumore, viene in genere prescritta l’esecuzione di una TAC addome-pelvi.

Esami di laboratorio

Con gli esami del sangue è possibile studiare la funzionalità dei vari organi addominali, del cuore, dei reni e a arrivare, insieme alle altre indagini effettuate, ad una diagnosi certa, che sia poi il punto di partenza per attuare una terapia adeguata ed efficace.

Cura, rimedi e prevenzione

Qualora la distensione addominale sia causata da una vera e propria patologia il trattamento è ti tipo causale, ovvero mirato alla rimozione della causa sottostante.

Nel caso in cui la distensione addominale sia invece da riferirsi ad un semplice episodio temporaneo causato da un disturbo funzionale, si può fare ricorso ai seguenti accorgimenti terapeutici:

  • Evitare i cibi “proibiti” in caso di intolleranza al glutine o al lattosio.
  • Perdere peso con alimentazione adeguata e attività sportiva.
  • Mangiare lentamente per evitare l’aerofagia ed evitare un uso eccessivo di bevande gassate ed alcoliche.
  • Bere circa 2 litri di acqua al giorno.
  • Mantenere un’ottimale apporto di fibre attraverso il consumo di frutta e verdura (almeno 5 porzioni nell’arco della giornata).
  • Evitare le grandi abbuffate e i cibi “spazzatura”.
  • Evitare di mettersi a letto subito dopo aver mangiato.
  • Utilizzare integratori probiotici, per esempio a base di L. Rhamnosus o Bacillus Clausii, che aiutano la flora batterica saprofita intestinale nella corretta digestione

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

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