Diarrea da rotavirus: sintomi, vaccino (Rotateq ®) e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

Il rotavirus è un virus responsabile di un’infezione che può causare sintomi di malessere gastrointestinale (vomito e diarrea) e che interessa in modo prevalente bambini e lattanti. Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve entro pochi giorni, ma a volte richiede più tempo e potrebbe diventare necessaria l’ospedalizzazione per la reidratazione del bimbo, soprattutto se molto piccolo (circa un caso su 10).

Quasi tutti i bambini hanno contratto un’infezione da rotavirus prima dei 5 anni di età, il rotavirus è infatti una delle cause più comuni di diarrea infantile, oltre che della conseguente e pericolosa disidratazione, nei neonati e nei bambini piccoli.

È disponibile da anni un vaccino, da assumere in forma orale (per bocca), in grado di proteggere efficacemente il bambino dal rischio di infezione.

Sintomi

L’infezione da rotavirus è più frequente nei lattanti e nei bambini piccoli, ma possono esserne colpiti anche i bambini più grandi e gli adulti. Una volta contagiati ci vogliono circa due giorni perché i sintomi si manifestino (tempo di incubazione).

Nei bambini, il rotavirus si manifesta in genere con

Vomito e diarrea possono persistere da 3 a 8 giorni e sono in genere accompagnati da perdita di appetito e disidratazione (perdita dei liquidi corporei), quest’ultima particolarmente pericolosa nei bimbi più piccoli e nei lattanti.

I sintomi della disidratazione nell’adulto comprendono

mentre il bambino disidratato si riconosce osservando:

  • pianto senza lacrime,
  • sonnolenza,
  • irritabilità,
  • fontanella scavata,
  • presenza di pannolini che rimangono asciutti per diverse ore.

Gli adulti affetti da rotavirus tendono ad avere sintomi più lievi.

I bambini, anche se vaccinati, possono essere contagiati più di una volta e ciò è dovuto al fatto che né l’infezione naturale né il vaccino conferiscono una protezione totale da infezioni successive. In genere la prima infezione causa la sintomatologia più grave.

I bambini vaccinati, comunque, hanno meno probabilità di ammalarsi e, quando contraggono la malattia, hanno di solito sintomi più lievi rispetto ai non vaccinati.

Trasmissione

I rotavirus si diffondono facilmente tra lattanti e bambini piccoli. I bambini sono contagiosi sia prima che dopo la comparsa della diarrea. Possono trasmettere i rotavirus anche ai famigliari e ad altri soggetti con cui siano in stretto contatto.

I soggetti infettati eliminano il virus con le feci; questa è in genere la modalità di contagio di altri soggetti e dell’ambiente. La quantità maggiore di virus viene eliminata durante la fase di malattia e nei primi tre giorni dalla guarigione apparente.

Il virus si diffonde per via oro-fecale; in altre parole, il virus viene eliminato con le feci e contagia un soggetto non immune per via orale. I rotavirus possono diffondersi tramite le seguenti fonti contaminate:

  • mani,
  • oggetti (giocattoli, superfici),
  • cibo,
  • acqua.

Il contagio può avvenire mettendo le dita in bocca dopo aver toccato qualcosa di contaminato, questo di solito succede quando i bambini non si lavano le mani abbastanza spesso, soprattutto prima di mangiare e dopo aver utilizzato la toilette.

I bambini tendono a infettarsi più frequentemente in inverno e in primavera (dicembre – giugno). È principalmente un problema per asili, scuole e per gli ospedali pediatrici, perché l’infezione da rotavirus è molto contagiosa.

Le persone che si prendono cura dei bambini, tra cui gli assistenti sanitari e coloro che lavorano per altri motivi con i essi, possono anche loro trasmettere il virus, soprattutto se non si lavano le mani dopo aver cambiato i pannolini.

Prevenzione e vaccino

I rotavirus si diffondono facilmente. Una buona igiene (personale e ambientale) è importante, ma non basta a controllare la diffusione della malattia.

Il vaccino è il modo migliore di proteggere i bambini dall’infezione conclamata. La maggior parte dei bambini vaccinati (circa 9 su 10) non contrae la malattia in forma grave e circa 7 su 10 risultano del tutto immuni alla malattia. Il CDC (centro per la prevenzione e il controllo delle malattie americano) raccomanda la vaccinazione di routine dei lattanti con uno dei due vaccini esistenti:

  • RotaTeq® (RV5), somministrato in 3 dosi a 2, 4 e 6 mesi
  • Rotarix® (RV1), somministrato in 2 dosi a 2 e 4 mesi.

Ambedue vengono assunti per via orale.

In Italia ad oggi la vaccinazione non rientra fra quelle obbligatorie, ma è fortemente raccomandata (e quindi gratuita se effettuata attraverso l’ASL di appartenenza), mentre se acquistato privatamente in farmacia ha un costo al pubblico di € 61.10 per ciascuna somministrazione

Si noti che il vaccino da rotavirus non previene diarrea o vomito causati da altri virus o patogeni.

RotaTeq, è stato dimostrato essere in grado di prevenire circa il 75% dei casi di infezione da rotavirus e il 98% dei casi gravi. La posologia consigliata consiste come detto di tre dosi di RotaTeq: la prima dose può essere somministrata a partire dalle 6 settimane di età e non oltre le 12.  RotaTeq può essere somministrato a neonati prematuri posto che il periodo di gestazione sia stato della durata di almeno 25 settimane. Questi neonati potrebbero ricevere la prima dose di RotaTeq almeno sei settimane dopo la nascita. Tra una dose e l’altra deve intercorrere un intervallo minimo di 4 settimane.

È preferibile che tutte e tre le dosi siano somministrate prima delle 20-22 settimane di età e comunque devono essere somministrate tutte entro le 26 settimane di età.

La stragrande maggioranza dei bambini non avrà alcun problema dopo aver ricevuto la vaccinazione, mentre in alcuni si potrebbe manifestare una leggera irrequietezza o una lieve diarrea nei giorni successivi.

La frequente pulizia delle mani rimane invece il miglior strumento per limitare la diffusione delle infezioni da rotavirus. I bambini che sono infettati dovrebbero rimanere a casa dall’asilo finchè la loro diarrea non è del tutto superata. Negli ospedali i focolai di rotavirus sono controllati isolando i pazienti infetti e ordinando metodi rigorosi di pulizia delle mani.

Ricovero

Un neonato o un bambino che diventi moderatamente o gravemente disidratato può aver bisogno di essere ricoverato in ospedale per una reidratazione con fluidi per via endovenosa per riportare i livelli di liquidi e sali  minerali del corpo alla normalità. La maggior parte dei bambini più grandi possono di norma essere trattati a casa attraverso soluzioni e bevande reidratanti prescritte dal pediatra ed acquistabili in farmacia (Dicodral, Humana Idravita, …)

Il medico può avere bisogno di analizzare il sangue del bambino, l’urina e le feci per confermare che la diarrea è provocata da rotavirus e non da batteri. Poichè gli antibiotici non funzionano contro le malattie causate da virus, il medico non darà al vostro bambino antibiotici per curare l’infezione da rotavirus.

Cura

Per i soggetti adulti con un sistema immunitario sano, la malattia si auto-limita nel giro di pochi giorni. Il trattamento è aspecifico e consiste principalmente nella reidratazione orale per prevenire la disidratazione.

Fino a un bambino su 10 può richiedere l’ospedalizzazione per reintegrare i fluidi per via endovenosa.

Per prevenire la disidratazione è necessario seguire le indicazioni del pediatra su ciò che il vostro bambino deve mangiare e bere. Il medico può suggerirvi di somministrare, come detto, speciali bevande che reintegrano i fluidi corporei persi, soprattutto se la diarrea è in corso da più di 2 o 3 giorni.

In generale i bambini con lieve diarrea che non sono disidratati dovrebbero continuare a mangiare normalmente, ma dovrebbero assumere più liquidi (succhi di frutta ed altre bevande dolci possono peggiorare la diarrea e devono essere evitate). Coloro che hanno una disidratazione di entità da lieve a moderata dovrebbero prendere la soluzione di reidratazione orale in dosi piccole e frequenti e mangiare invece normalmente. I bambini allattati al seno posso proseguire con i normali ritmi.

Un bambino che soffre di conati di vomito ha bisogno di mangiare dosi più piccole di cibo, ma più di frequente. Seguite le indicazioni del pediatra ed evitate di somministrare al bambino farmaci da banco per vomito o diarrea a meno che non sia il medico a prescriverli.

Quando chiamare il pediatra

La maggior parte dei bambini che contraggono una gastroenterite hanno sintomi lievi, che tenderanno a risolversi in pochi giorni. Si raccomanda di mantenerlo idratato e di contattare il pediatra/medico se il bambino:

  • è di età inferiore ai 6 mesi,
  • ha problemi di salute preesistenti e/o è in terapia cronica,
  • ha una temperatura elevata,
  • manifesta confusione o sonnolenza,
  • presenta sangue nelle diarrea o vomito.
  • non migliora dopo qualche giorno.

Fonte principale:

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Ciao dott..mio figlio 5 anni e mezzo è ricoverato in ospedale. .con diarrea mucosa acquosa gialla con filamenti di sangue ormai persistente da tre giorni..fa scariche ogni mezz’ora. .e dopo lo spasmex ogni ora più o meno..nei giorni scorsi aveva anche febbre e vomito ora nn piu da un giorno e mezzo. ..è a digiuno da più di un giorno..io sono molto preoccupata perche lamenta forti dolori addominali. ..stiamo aspettando gli esami delle feci ke hanno detto arriveranno domani. .il bambino però deperisce alla giornata. ..cosa posso fare. ? Devo preoccuparmi. ? È grave ..

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non credo sia grave, l’importante è che stia in ambiente protetto, seguito dai pediatri; è normale che non stia particolarmente in forma attualmente, sicuramente starà facendo terapia reidratante e tutto ciò che serve in questi casi. Bisogna comunque aspettare l’esito dell’esame per avere una diagnosi specifica, così da somministrare una terapia mirata.

  2. Anonimo

    Posso fare questo vaccino per prevenire l’influenza intestinale? Soffro di emetofobia e anche un piccolo aiuto di prevenzione sarebbe di grande sollievo.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      L’ultima parola spetta al medico, ma ritengo che non ne valga la pena; il rischio di contagio per gli adulti è ridotto e la maggior parte degli episodi di influenza intestinale sono dovuti ad altri ceppi.