Rettocolite ulcerosa: sintomi, cura, tumore

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 8 agosto 2018

Introduzione

La rettocolite ulcerosa è una malattia che provoca infiammazione e ferite, dette ulcere, sulla superficie interna del retto e del colon. Le ulcere si formano perché l’infiammazione uccide le cellule che rivestono la parete del colon, che quindi inizia a sanguinare e a produrre pus.

Se c’è un’infiammazione il colon tende a svuotarsi con maggiore frequenza e questo causa la comparsa di diarrea.

  • Quando l’infiammazione si verifica nel retto e nella parte inferiore del colon viene detta proctite ulcerosa.
  • Se ad essere colpito è l’intero colon, invece, il disturbo viene definito pancolite.
  • Se viene colpito soltanto il lato sinistro del colon, il disturbo viene definito colite distale o limitata.

La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale: questa è la definizione generica di tutte quelle malattie che provocano infiammazioni nell’intestino tenue e nel colon.

La diagnosi può essere difficile perché i sintomi sono simili ad altri disturbi intestinali e a un altro tipo di IBD, il morbo di Crohn, che però si differenzia perché l’infiammazione colpisce più in profondità le pareti intestinali e può verificarsi in altre parti dell’apparato digerente, compresi

  • bocca,
  • esofago,
  • stomaco,
  • intestino tenue.

La rettocolite ulcerosa può colpire persone di qualsiasi età, ma in genere si presenta per la prima volta tra i 15 e i 30 anni oppure, meno frequentemente, tra i 50 e i 70 anni. Colpisce con uguale probabilità uomini e donne e mostra una significativa famigliarità: le ricerche dimostrano che fino al venti per cento delle persone affette ha un membro della famiglia od un parente colpito dalla stessa malattia, oppure dal morbo di Crohn.

È stata riscontrata una maggiore incidenza di questo disturbo nella popolazione bianca ed ebrea.

Rappresentazione grafica della porzione di intestino interessata dalla rettocolite ulcerosa.

iStock.com/Raycat

Cause

Esistono diverse teorie relative alle cause della rettocolite ulcerosa, ma di fatto ad oggi non abbiamo ancora una risposta definitiva.

L’orientamento attuale ipotizza che il sistema immunitario mostri reazioni anomale contro i batteri presenti nell’apparato digerente, rendendo quindi di fatto necessari due aspetti per l’innesco della patologia:

  • fattori ambientali (batteri),
  • fattori genetici (sistema immunitario).

Non è causata da stress o da sensibilità ad alimenti o prodotti alimentari particolari, ma è possibile che questi fattori possano scatenare i sintomi in alcuni pazienti.

Lo stress dovuto alla presenza della rettocolite ulcerosa può anche contribuire al peggioramento dei sintomi.

Sintomi

I sintomi più frequenti della rettocolite ulcerosa sono il dolore addominale e la presenza di sangue nella diarrea. I pazienti possono anche soffrire di:

Circa il 50% delle persone a cui è stata diagnosticata la rettocolite ulcerosa presenta sintomi di lieve entità, altri pazienti al contrario presentano spesso

La rettocolite ulcerosa può anche causare altri disturbi, come ad esempio

Le cause di questi problemi apparentemente indipendenti dal colon sono tuttora sconosciute, ma alcuni ricercatori ritengono che queste complicazioni possano essere la conseguenza dell’infiammazione scatenata dal sistema immunitario. Alcuni di questi problemi scompaiono quando la colite viene curata.

Ricordiamo infine la tendenza allo sviluppo di ansia e depressione (secondo alcune stime fino al 14% dei pazienti si sente depresso), che possono essere causa di peggioramento dei sintomi della malattia, che va incontro a manifestazioni più aggressive.

Diagnosi

Per diagnosticare la rettocolite ulcerosa è necessario sottoporsi a diversi esami, anche se non si può prescindere dall’esame fisico e dalla storia medica del paziente.

Possono essere necessarie delle analisi del sangue per stabilire se è presente anemia, che può essere indizio di ulcere nel colon o nel retto, oppure per verificare che il numero di globuli bianchi non sia troppo basso, fattore che può indicare un’infiammazione in qualche punto dell’organismo.

Anche un campione di feci può rivelare la presenza di globuli bianchi, sintomo di rettocolite ulcerosa o di malattia infiammatoria. Permette poi di scoprire le ulcere o le infezioni nel colon o nel retto causate da batteri, virus o parassiti.

La colonscopia o sigmoidoscopia è il metodo più sicuro in grado di diagnosticare la rettocolite ulcerosa ed escludere altre possibili patologie, come

Per entrambi gli esami il medico inserisce un endoscopio (un tubicino lungo e flessibile, con una fonte di luce a un’estremità, collegato al computer e a uno schermo) nell’ano, per esaminare il colon e il retto. Il medico sarà in grado di vedere qualsiasi infiammazione, sanguinamento o ulcera sulle pareti del colon.

Durante l’esame si potrebbe voler effettuare una biopsia: durante quest’esame viene prelevato un piccolo campione di tessuto dalle pareti del colon per esaminarlo al microscopio.

Spesso vengono anche usate le radiografie, come ad esempio il clisma di bario o la TAC, per diagnosticare la rettocolite ulcerosa o le sue complicazioni.

Pericoli

Posso sviluppare un tumore al colon?

Circa il cinque per cento dei pazienti affetti da rettocolite ulcerosa sviluppa un tumore al colon.

Il rischio di tumore aumenta proporzionalmente alla durata del disturbo e in base all’entità del danno al colon; si stima infatti il rischio di sviluppare un tumore al colon-retto indicativamente raddoppi

  • ogni 10 anni di malattia attiva di grado lieve,
  • ogni 5 anni di malattia attiva di grado medio,
  • ogni 3 anni di malattia attiva di grado severo.

Se sono coinvolti soltanto la parte inferiore del colon e il retto il rischio di tumore non è maggiore del normale, ma se ad essere colpito è tutto il colon il rischio di tumore può essere fino a 32 volte superiore alla norma.

In alcuni pazienti si verificano modifiche precancerose nelle cellule che formano la parete del colon, questi cambiamenti sono noti come displasia. Le persone che presentano una displasia hanno maggiori probabilità di sviluppare un tumore rispetto agli altri, i medici cercheranno i segni di una displasia durante la colonscopia o sigmoidoscopia e quando esamineranno i campioni di tessuto prelevati durante questi esami.

Secondo le linee guida AIOM del 2014 per i tumori del colon-retto in caso di malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa e malattia di Crohn con interessamento colico) la sorveglianza prevede di sottoporre il paziente a colonscopia ogni 2-3 anni dopo 8-10 anni di pancolite e dopo 15 anni di colite sinistra.

Cura e terapia

La cura per la rettocolite ulcerosa dipende dalla gravità del disturbo, l’approccio viene adattato e personalizzato in base al paziente.

Terapia farmacologica

Un corretto uso dei farmaci permette la remissione dei sintomi e quindi migliora la qualità della vita.

Gli aminosalicilati sono farmaci che contengono la mesalazina (5-ASA, o acido 5-aminosalicilico) e possono tenere sotto controllo l’infiammazione; la sulfalazina è una composto di sulfapiridina e di mesalazina, in cui la sulfapiridina ha lo scopo di portare la mesalazina (5-ASA) verso l’intestino.

Il problema di questo farmaco è che la sulfapiridina può causare effetti collaterali come

  • nausea,
  • vomito,
  • bruciore di stomaco,
  • diarrea
  • e mal di testa.

Altri agenti della mesalazina, come ad esempio la olsalazina, la mesalamina e la balsalazide hanno un diverso vettore, minori effetti collaterali e possono essere usati nei pazienti che non possono assumere la sulfasalazina.

I farmaci possono venire somministrati per via orale, oppure tramite un clistere o una supposta, a seconda di dov’è localizzata l’infiammazione del colon. La maggior parte delle persone affette da colite ulcerosa di intensità lieve o moderata viene curata prima di tutto con questo gruppo di farmaci. Questa categoria di farmaci viene anche usata nei casi di ricadute.

Anche i corticosteroidi (cortisone), come ad esempio il prednisone, il metilprednisone e l’idrocortisone riducono l’infiammazione. Possono essere usati per i pazienti affetti da rettocolite ulcerosa di intensità da moderata a grave o che non rispondono ai farmaci che contengono acido 5-aminosalicilico.

I corticosteroidi, anche noti come steroidi, possono essere somministrati per via orale o endovenosa, oppure tramite clistere o supposta a seconda del luogo in cui è localizzata l’infiammazione. Questi farmaci possono provocare effetti collaterali come:

Per questi motivo non è consigliabile farne un uso prolungato, ma sono considerati molto efficaci se prescritti per l’uso sul breve periodo.

Gli immunomodulatori, come ad esempio l’azatioprina e la 6-mercaptopurina (6-MP), riducono l’infiammazione agendo sul sistema immunitario. Questi farmaci vengono usati per i pazienti che non hanno risposto agli aminosalicilati o ai corticosteroidi, oppure che sono dipendenti dai corticosteroidi. Gli immunomodulatori vengono somministrati per via orale, però la loro azione è lenta e potrebbero essere necessari fino a sei mesi prima di vederne l’utilità.

I pazienti che assumono questi farmaci vengono tenuti sotto controllo per eventuali complicazioni, come ad esempio la pancreatite, l’epatite, la diminuzione dei globuli bianchi e l’aumento del rischio di infezioni.

La ciclosporina A può essere usata in combinazione con la 6-mercaptopurina o l’azatioprina per curare le coliti ulcerose gravi in atto nelle persone che non rispondono ai corticosteroidi somministrati per endovena.

Altri farmaci possono essere somministrati per rilassare il paziente, oppure per alleviare il dolore, la diarrea o l’infezione.

In alcuni pazienti si verifica una remissione dei sintomi (ovvero un periodo in cui i sintomi scompaiono) che dura per mesi o addirittura per anni, tuttavia per la maggior parte di essi alla fine i sintomi si ripresentano.

Ricovero in ospedale

In alcuni casi i sintomi diventano talmente gravi da richieder il ricovero in ospedale. Ad esempio una persona può sanguinare molto o soffrire di una diarrea tanto grave da provocare disidratazione.

In questi casi il medico tenterà di arrestare la diarrea e la perdita di sangue, liquidi e sali minerali. Il paziente potrebbe dover seguire una dieta particolare, potrebbe dover essere nutrito tramite flebo, potrebbe aver necessità di medicazioni o di un intervento chirurgico.

Intervento chirurgico

Una percentuale variabile dal 25 al 40 per cento dei pazienti affetti da rettocolite ulcerosa alla fine deve farsi rimuovere il colon a causa delle emorragie, del forte dolore, della lacerazione del colon stesso o del rischio di un tumore. A volte il medico consiglia l’asportazione del colon se nessuna terapia ha avuto successo o se gli effetti collaterali dei corticosteroidi o degli altri farmaci mettono a repentaglio la salute del paziente.

L’intervento chirurgico che rimuove il colon e il retto, noto come proctocolectomia, è seguito da uno dei seguenti.

  • Ileostomia, in cui il chirurgo crea una piccola apertura nell’addome (uno stoma) e attacca ad essa l’estremità dell’intestino tenue. Le sostanze di rifiuto passeranno attraverso l’intestino tenue ed usciranno dal corpo grazie allo stoma. Lo stoma è grande quanto una monetina e di solito è collocato nella parte inferiore destra dell’addome, all’altezza della cintola. Per raccogliere le sostanze di rifiuto si indossa una sacca sopra lo stoma e il paziente la svuota al momento opportuno.
  • Anastomosi ileoanale, o intervento di salvataggio, che permette al paziente una defecazione normale, perché conserva parte dell’ano. In quest’intervento, il chirurgo rimuove il colon e l’interno del retto, ma lascia intatti i muscoli esterni del retto. Collega l’ileo all’esterno del retto e all’ano, creando una sorta di serbatoio. Le sostanze di rifiuto si accumulano nel serbatoio poi escono normalmente dall’ano. Le feci possono essere più acquose rispetto a prima dell’intervento e si può andar di corpo più frequentemente. Una complicazione possibile è l’infiammazione del serbatoio.

Gli interventi chirurgici non sono sempre adatti per tutti i pazienti. Il tipo di intervento da effettuare dipende dalla gravità del disturbo e dalle necessità, dalle aspettative e dallo stile di vita del paziente. Le persone che affrontano questa decisione dovrebbero documentarsi il più possibile, parlando con i loro medici, con gli infermieri specializzati che affiancano i chirurghi e con altri pazienti che si sono sottoposti a interventi al colon. Le associazioni che aiutano i pazienti possono indirizzarli verso gruppi di aiuto e altre risorse informative.

 

Fonte principale: NIH (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Devo fra breve essere operato di un tumore al colon cieco.
    Poiche’ fin dai risultati della colonoscopia il tipo di tumore
    era molto simile ad un carcinoma con sanguinamento,
    il dottore che mi operera’ mi ha fatto fare una tac addominale con contrasto che ha escluso metastasi e cio’ anche a detta del dottore e’ un elemento positivo perche’l’operazione consistera’ in una asportazione del cieco con tumore e tutto dovrebbe andare a posto.
    La domanda che le faccio e’: un tumore che si e’ formato da un paio di anni e non ha dato metastasi negli organi vicini e lontani puo’ chiamarsi di tipo benigno? Ho 68 anni.
    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non necessariamente; non posso darle la sicurezza senza sapere di che tipo di tumore si tratti.

    2. Anonimo

      il tumore e’ adeno carcinoma filtrante.
      La cosa che mi sembra strana ma chiaramente positiva anche a detta del chirurgo che mi operera’ che la tac con contrasto ha escluso ogni tipo di metastasi da li la mia domanda.
      La ringrazio anticipatamente

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo non è benigno.

    4. Anonimo

      Infatti anche il medico mi conferma che e’ maligno pero’ lui mi dice che l’intervento e’ risolutivo perche il tumore non si e’ propagato su altri organi e quindi eliminando il cieco si risolve tutto
      Vorrei sapere che ne pensa .
      Grazie

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Confermo, quando è possibile rimuovere interamente il tumore questo non ha più possibilità di propagarsi.

    6. Anonimo

      La ringrazio perche’ oltre a darmi una conferma di tipo medico mi da anche piu’ forza psicologica per affrontare l’intervento e questo e’ ancora piu’ importante.
      Dottore, grazie di cuore.

    7. Anonimo

      L’operazione e’ stata eseguita ed e’ andata abbastanza bene.
      Ieri ho avuto la risposta dell’esame istologico che parla di tumore allo stadio 1 senza interessamento dei linfonodi N0 e peso T2.
      Stamane un oncologo che ha esaminato il referto mi ha detto che non devo fare chemio terapia ma seguire soltanto i necessari controlli di rutine.
      Io sono contentissimo ma vorrei sapere anche che ne pensa lei Dottore. Grazie

    8. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sono felicissimo delle notizie, sembra procedere tutto bene.

    9. Anonimo

      Grazie dottore e non solo per i pareri tecnici ma anche per il coraggio che le sue risposte puntuali sanno infondere ai malati.
      Spero di farle sapere notizie sempre piu’ positive.

  2. Anonimo

    Buon pomeriggio dottore sono un ragazzo di 27 anni ho sembrerebbe sofferto di una leggera stitichezza però nel ultimo periodo da agosto adesso ho avuto un po più problemi al intestino ad agosto ho fatto esami del sangue e tutto bene ho fatto tomografia di tutti gli organi e tutto bene poi un mese fa ho fatto anche gastroscopia e mi hanno trovato solo un ernia iatale … le volevo dire che ho dolori alla parte destra e sinistra del addome con brondolii andando dal medico di famiglia lui mi a detto che può essere un po di colon irritato e mi a consigliato Fermental max sono 6 giorni che li prendo e quando vado in bagno osservo che le feci cambiano di colore per esempio ieri erano più dure e di un colore scuro oggi erano più molle e di un colore verde scuro… io lo so che devo rivolgermi al mio medico di famiglia però fino a martedì non posso … e volevo chiedere a voi secondo un vostro parere di cosa può essere e se questi colori delle feci e causato da questi integratori di fermental max con aloe verde … grazie x il vostro parere…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il colore cambia in funzione di quello che si mangia.

    2. Anonimo

      Però. X uscire le feci verdi e xke ho mangiato verdure ma io in questi giorni non ho mangiato nessuna verdura

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ne parli con fiducia al medico, ma vedrà che la tranquillizzerà.

  3. Anonimo

    Salve
    Dopo una colonscopia, fatta perché avevo delle perdite di sangue nelle feci, mi è stata diagnosticata una colite ulcerosa
    Ho esattamente segni endoscopici di proctite, iperemia nel discendente e nell’ascendente.
    Mi hanno fatto anche due biopsie dove non risulta niente di preoccupante
    Mi è stata prescritta della mesalazina.
    Ho scoperto però che non posso prenderla perché sensibilizzato ai componenti.
    Che altri farmaci ci sono per curare la colite?
    Considerando che sono intollerante ai FANS?
    Ho possibilità di guarigione totale o potrebbe essere un problema cronico?
    Grazie buona serata

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Mi dispiace, ma non posso consigliare farmaci.
      2. Purtroppo è un’infiammazione cronica, con cui sarà necessario imparare a convivere, anche se sicuramente ci saranno periodi migliori di altri.

  4. Anonimo

    È una malattia ereditaria?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non è ereditaria, ma i parenti più stretti sono legati a un rischio leggermente superiore alla norma (ma comunque basso, in assoluto) di manifestare una malattia infiammatoria intestinale.

  5. Anonimo

    È da un paio di giorni che soffro di diarrea e da questa mattina, con rispetto parlando, dopo l’evacuazione che è avvenuta nuovamente con feci non formate e con grande bruciore, ho visto un po’ di sangue nel WC.

    Ho 72 anni, un paio di anni fa avevo fatto la ricerca del sangue occulto come screening e il risultato era negativo.
    Oggi sentirò il mio medico, ma intanto se potesse darmi un suo parere gliene sarei grata.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La spiegazione più probabile è sicuramente un po’ di irritazione (una ragade?) dovuta alla diarrea di questi giorni (un’infezione virale?); è comunque corretto e necessario sentire il medico per approfondire, ma al momento non sembrano esserci motivi di preoccupazione.