Cianosi: sintomi, cause, pericoli e cura

Ultimo Aggiornamento: 77 giorni

Introduzione

Molto spesso, nel linguaggio corrente di ogni giorno, ci capita di utilizzare il termine “cianotico” (vedi ad esempio “avere le labbra cianotiche” o “un colorito cianotico”) intendendo nella maggior parte dei casi una colorazione bluastra della cute (o di altri componenti, come ad esempio il letto ungueale oppure delle mucose).

Quest’aspetto deriva dalla presenza di sangue, che circola nel distretto preso in esame, con un quantitativo di ossigeno ridotto.

Le ragioni per cui il sangue può apparire meno ossigenato possono essere di vario tipo:

  • Polmonari: in tal caso il problema risiede nell’incapacità di uno scambio di gas valido a livello del circolo polmonare, con la conseguenza cje sangue refluo dal polmone sarà “meno carico” di ossigeno.
  • Cardiache: possono esistere delle cardiopatie congenite il cui effetto finale risulta in una commistione del sangue arterioso (circolo sinistro) e venoso (circolo destro), per cui alla fine la quota di ossigeno risulterà più diluita.
  • Periferiche: possiamo avere un rallentamento di circolo per cui la periferia estrae più ossigeno ed il sangue, che continua poi il suo normale percorso, risulta più povero.
  • Esterne: ci troviamo in condizioni di scarsa ossigenazione ambientale, per cui risulta estremamente difficile saturare l’emoglobina presente in circolo.

Nonostante le cause possibili siano così varie e numerose, la diagnosi è inizialmente clinica: sia il paziente che il medico possono constatare la colorazione cutanea che tende a virare verso il blu/violaceo e, successivamente, alcuni esami possono contribuire a identificare la patologia sottostante. Il passaggio chiave del percorso diagnostico consiste nel valutare la saturazione dell’ossigeno nel sangue periferico (spiegheremo a breve il perché), la quale ci permette di poter affermare o meno la vera carenza di sangue ossigenato.

Nella maggior parte dei pazienti la terapia dipende infine dalla possibilità, più o meno repentina, di correggere la patologia di base.

Causa

La causa biologica che spiega il manifestarsi di questa colorazione livida risiede nel deficit di saturazione dell’emoglobina, una molecole che rappresenta il mezzo di trasporto dell’ossigeno all’interno del nostro sistema circolatorio. La sua capacità di legare e trasportare l’ossigeno viene misurata, in maniera semplice e non invasiva, attraverso un piccolo apparecchio molto simile ad una molletta (saturimetro), che viene posto sulla punta del dito indice e restituisce attraverso un piccolo display la percentuale di saturazione dell’emoglobina.

Normalmente la quota di emoglobina deossigenata è inferiore ai 4 g/dl, quando questo valore supera i 6 g/dl il sangue comincia a colorarsi di viola/blu ed ecco perché a livello cutaneo osserviamo un colorito cianotico.

Possiamo infine distinguere due tipologie di cianosi:

  • Cianosi centrale: la causa di base è polmonare o cardiaca e la conseguenza è una diminuita capacità di saturare in maniera corretta l’emoglobina.
  • Cianosi periferica: in questa condizione si osserva una stasi a livello della circolazione periferica, che comporta una maggior estrazione di sangue da parte dei tessuti e quindi un sangue più povero.

I disturbi che possono dare origine, con meccanismo centrale o periferico, alla ridotta saturazione di emoglobina sono numerosi e con diversa origine:

  • Condizioni polmonari: Le cause di origine polmonare sono le più frequenti, per esempio a causa di una riduzione dell’ossigenazione a causa di BPCO, asma, bronchite, bronchiolite, croup (infezione respiratoria di tipo virale), esposizione al fumo, …
  • Condizioni cardiovascolari:
    • patologie cardiache congenite con commistione di sangue destro e sinistro (permettendo quindi l’entrata nel circolo arterioso di sangue povero di ossigeno);
    • Patologie con difetti di sintesi dell’emoglobina (viene ridotta la capacità di legare l’ossigeno circolante o di resistere per esempio in maniera efficiente a vari stress ossidativi);
    • Fenomeno/malattia di Raynaud, che è caratterizzato dall’incapacità da parte dei vasi periferici più piccoli di rispondere alle variazioni repentine di temperatura.
  • Cause ambientali, come ad esempio la permanenza a grandi altitudini (in cui si riduce la concentrazione atmosferica di ossigeno) o l’eccessiva esposizione al freddo.

Sintomi

Il primo sintomo che indirizza il medico verso una condizione di scarso ossigeno in circolo è la colorazione bluastra, tipica di alcune estremità:

  • labbra,
  • punta delle dita,
  • mucose.

A tale colorazione possono associarsi alcuni elementi che avvalorano ancora di più l’ipotesi di un sangue non correttamente ossigenato:

A tutto questo si assoceranno ovviamente i sintomi ed i segni tipici della patologia di base sottostante, ad esempio nel soggetto bronchitico cronico troveremo espettorato abbondante, tosse produttiva e difficoltà prettamente respiratorie.

Diagnosi

La diagnosi nella maggior parte dei casi è essenzialmente clinico-investigativa:

  • Domandare al paziente l’epoca di insorgenza della sintomatologia, le tempistiche di sviluppo (rapido o graduale), la frequenza di manifestazione dei sintomi, la presenza di altri segni associati.
  • Investigare su abitudini a rischio: un tipico esempio è il fumo che può ovviamente predisporre a difficoltà di natura polmonare (come enfisema e bronchite cronica).

Successivamente è necessario passare, ovviamente a seconda della gravità della situazione, ad indagini strumentali più o meno invasive:

  • Saturimetria: permette di definire la percentuale di emoglobina saturata di ossigeno.
  • Emocromo ed elettroforesi delle emoglobine, per identificare la presenza o meno di emoglobine patologiche in circolo.
  • Spirometria: permette di valutare la funzionalità respiratoria (tra le prime cause di scarsa ossigenazione).
  • Radiografia del torace, nel caso si sospetti patologia polmonare tramite indagini precedenti.
  • Elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, per valutare l’anatomia e la funzionalità cardiaca, onde escludere patologie congenite a manifestazione magari più tardiva.

Cura

Essendo le cause di cianosi molto differenti tra loro, l’approccio terapeutico è quasi sempre indirizzato ad eliminare la causa sottostante:

  • Allontanare il paziente da sorgenti fredde, nel caso in cui il problema sia di natura prettamente vascolare periferica (ad esempio il fenomeno di Raynaud, le cosiddette dita a “bandiera francese”, con colore variabile dal rosso-bianco-blu in caso di classica triade iperemia-pallore-cianosi).
  • Somministrazione di ossigeno a pressioni parziali più elevate di quella atmosferica in caso di patologie respiratorie, a cui andranno associati farmaci mirati alla malattia del paziente (come terapie per asma e bronchite cronica).
  • Cardiochirurgia, nel caso di patologie cardiache congenite invalidanti.
  • Somministrazione di fluidi e/o farmaci (come diuretici) nel caso di problemi cardiaci (ad esempio uno scompenso cardiaco che può determinare ristagno di fluidi a livello polmonare e quindi alterati scambi poi nel circolo capillare locale).

Prevenzione

Piccoli accorgimenti di carattere generale che si possono adottare sono:

  • Evitare condizioni note, per patologie come il fenomeno di Raynaud, che il paziente impara a collegare all’instaurarsi della cianosi (primo tra tutte evitare eccessiva esposizione al freddo, soprattutto delle estremità).
  • Smettere di fumare, perché il fumo può alterare gli scambi polmonari ed il trasporto di ossigeno da parte dell’emoglobina.
  • Controllo regolare, soprattutto per pazienti anziani, della pressione e della funzionalità cardiaca.

 

A cura della Dott.ssa Ergasti Raffaella

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