Bradicardia sinusale: sintomi, cause e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 37 giorni

Introduzione

Per bradicardia sinusale (o semplicemente bradicardia) si intende la riduzione della frequenza cardiaca al di sotto dell’intervallo di riferimento. Nell’adulto il cuore a riposo batte ad una frequenza ottimale di circa 70-80 battiti al minuto, ma viene considerata:

  • normale: la frequenza cardiaca a riposo compresa tra 60-99 battiti al minuto (bpm);
  • tachicardia: la frequenza cardiaca a riposo superiore a 100 bpm;
  • bradicardia: la frequenza cardiaca a riposo inferiore a 60 bpm.

In epoca neonatale la frequenza cardiaca è invece maggiore (si considerano normali intervalli tra 90-180 bpm), decrescendo con l’età (fino ai 10 anni si considerano normali intervalli tra 70-110 bpm)..

In base all’entità, la bradicardia può essere considerata:

  • lieve: frequenza cardiaca 50-59;
  • moderata: frequenza cardiaca 40-49;
  • grave: frequenza cardiaca minore di 40.

La bradicardia è una condizione clinica importante perché:

  • può essere secondaria a diverse cause, ma il più delle volte non è associata ad alcuna patologia di base (bradicardia fisiologica);
  • solitamente non è una condizione pericolosa, tuttavia a volte può essere la causa di una riduzione notevole dell’apporto di sangue agli organi periferici o centrali (come il cervello), con pericolo di lesioni;
  • il più delle volte decorre in maniera del tutto asintomatica, tuttavia a volte può essere responsabile dell’insorgenza di sintomi quali
  • il più delle volte non richiede alcun trattamento, però nei casi sintomatici o gravi è possibile che debba essere necessario intraprendere una terapia mirata;

La bradicardia sinusale è una condizione clinica facilmente diagnosticabile, infatti il paziente stesso può percepire la propria frequenza palpando il numero di pulsazioni al minuto dell’arteria radiale (al polso), o carotidea (al collo); in presenza di bradicardia è consigliabile consultare il medico, per escludere che ci siano cause scatenanti.

Richiami di fisiologia

Affinché il cuore possa contrarsi è necessario un impulso elettrico che si propaghi in maniera uniforme nel cuore e ne stimoli la contrazione.

  1. L’impulso per la contrazione cardiaca origina a livello del nodo seno-atriale, localizzato a livello dell’atrio destro.
  2. Da questa struttura l’impulso elettrico si propaga a livello del nodo atrioventricolare, localizzato tra gli atri e i ventricoli.
  3. Dal nodo atrioventricolare originano fibre cardiache modificate in grado di trasmettere l’impulso direttamente ai ventricoli.

Il nodo seno-atriale ha una capacità di scarica intrinseca fisiologica compresa tra 60 e 99 bpm, pertanto svolge la funzione di segnapassi (pace-maker) cardiaco, dettando la velocità di contrazione del cuore.

La velocità di scarica del nodo seno-atriale può essere modificata da diversi fattori, tra i più importanti c’è la regolazione nervosa da parte del sistema nervoso:

  • simpatico (tono adrenergico e noradrenergico): determina un aumento della frequenza cardiaca;
  • parasimpatico (tono vagale): determina una riduzione della frequenza cardiaca.

Cause

La bradicardia è una condizione molto diffusa, soprattutto nell’età giovanile e negli atleti. Un secondo picco di incidenza si riscontra nell’età avanzata, in cui la bradicardia può essere fisiologica, oppure secondaria ad una patologia cardiaca.

La bradicardia può essere:

  • fisiologica: è la più frequente, una condizione medica isolata, riscontrata occasionalmente, in assenza di una patologia cardiaca o sistemica di base;
  • patologica o secondaria, quando deriva dalla presenza di altre patologie cardiache o sistemiche.

La bradicardia fisiologica si verifica:

  • Nel soggetto giovane, in particolar modo negli atleti che svolgono attività aerobiche (soprattutto ciclisti e nuotatori), in cui la frequenza cardiaca può anche arrivare a 30-40 bpm senza dare manifestazioni cliniche di rilievo. Questa è legata ad un aumento del tono vagale, che rallenta la frequenza cardiaca.
  • Nel soggetto anziano, in cui una modesta bradicardia può essere considerata fisiologica.
  • Durante il sonno, il vomito, manovra di Valsalva (aumentare la pressione endoaddominale, come quando ci si prepara ad eseguire uno sforzo): in questa fase si riduce il tono simpatico e aumenta il parasimpatico, pertanto si ha anche una modesta e fisiologica riduzione della frequenza cardiaca.

La bradicardia patologica può essere secondaria a:

  • malattie cardiache.
  • malattie sistemiche.
  • assunzione di sostanze.

Bradicardia secondaria a malattie cardiache

Le condizioni cardiache in grado di causare bradicardia possono essere:

  • Malattia del nodo seno-atriale: è una patologia cardiaca definita dall’alterazione della formazione dell’impulso cardiaco. Questa condizione è molto frequente nel soggetto anziano, poiché il sistema di conduzione cardiaca riduce gradualmente la sua attività, a causa dell’invecchiamento. Ne deriva una riduzione della velocità di stimolazione cardiaca che determina la bradicardia, fino a causare in alcuni casi l’asistolia (assenza dell’impulso cardiaco), che può durare anche per qualche secondo. Questa condizione solitamente decorre in maniera asintomatica ed è riscontrata occasionalmente durante una visita cardiologica; talvolta può essere sintomatica, soprattutto quando si riscontra un’asistolia superiore ai 3 secondi e viene definita sindrome del nodo del seno.
  • Blocco atrioventricolare: è una patologia cardiaca determinata da un’alterazione della trasmissione dell’impulso cardiaco dal nodo seno-atriale (dove l’impulso insorge normalmente), al nodo atrioventricolare. Questo può determinare
    • un ritardo del passaggio degli impulsi dagli atri ai ventricoli,
    • la mancata trasmissione di uno o più impulsi dagli atri ai ventricoli,
    • oppure una completa dissociazione tra la frequenza cardiaca atriale (che è normale) e quella ventricolare (che è quella che si percepisce palpando i polsi periferici, che sarà ridotta).
  • Infarto del miocardio: gli infarti, soprattutto quelli della parete inferiore, possono essere la causa di una disfunzione del sistema di conduzione cardiaco, causando la bradicardia.
  • Miocardite, endocardite: sono patologie caratterizzate da un’infiammazione del muscolo cardiaco, o del suo rivestimento più interno. L’infiammazione può ledere il sistema di conduzione, determinando la bradicardia.

Bradicardia secondaria a malattie sistemiche

La bradicardia sinusale può essere causata da patologie sistemiche, tra cui:

  • Ipotiroidismo: la riduzione della funzione tiroidea può ridurre anche la frequenza cardiaca.
  • Alterazioni elettrolitiche: in particolare l’aumento del potassio può essere la causa di una riduzione della frequenza cardiaca.
  • Ipertensione endocranica: l’aumento della pressione all’interno della teca cranica, secondario a molte patologie (per esempio tumori dell’encefalo, meningiti) può scatenare di riflesso una riduzione della frequenza cardiaca.
  • Ipotermia: l’abbassamento notevole della temperatura corporea può associarsi a una riduzione della frequenza cardiaca.
  • Patologie infettive: solitamente la febbre determina un aumento della frequenza cardiaca, tuttavia alcune infezioni come la febbre tifoide e la brucellosi possono determinarne un abbassamento.

Bradicardia secondaria a sostanze

La bradicardia secondaria all’assunzione di sostanze è legata prevalentemente all’assunzione di farmaci quali

  • β-bloccanti,
  • calcio antagonisti
  • e digossina,

farmaci utilizzati per la cura di malattie cardiache o per l’ipertensione, che agiscono anche riducendo la frequenza cardiaca.

Sintomi

La bradicardia dal punto di vista clinico, può essere:

  • asintomatica: è la più frequente, soprattutto nei soggetti giovani ed in buona salute;
  • sintomatica: talvolta la riduzione della frequenza cardiaca può essere tale da determinare una profonda riduzione della gittata cardiaca (quantità di sangue pompata dal cuore in un minuto) e quindi una riduzione della perfusione degli organi. Pertanto la bradicardia potrà presentarsi con sintomi quali:

Complicanze

Nei casi di:

  • bradicardia grave,
  • asistolia, superiore ai 3 secondi,
  • nel soggetto anziano, con funzionalità cardiaca di base compromessa,

si può verificare una riduzione notevole della perfusione del sistema nervoso centrale, che può provocare un danno cerebrale irreversibile (ictus), più o meno esteso, a seconda della gravità della riduzione della perfusione.

Nelle bradicardie sintomatiche potranno verificarsi complicanze secondarie alla sincope (per esempio traumi cranici).

Diagnosi

La diagnosi di bradicardia sinusale è molto semplice.

Gli esami di primo livello comprendono:

  • Anamnesi: è importante per raccogliere informazioni relative alla sintomatologia, o ad eventuali patologie di cui soffre il paziente.
  • Esame obiettivo: sarà sufficiente palpare i polsi periferici (prevalentemente a livello radiale o carotideo), per riscontrare la riduzione della frequenza del battito cardiaco.
  • ECG: l’esecuzione dell’elettrocardiogramma è fondamentale per individuare eventuali anomalie del tracciato, che possono essere indicative della disfunzione del sistema di conduzione cardiaco. Nei soggetti con bradicardia fisiologica l’ECG non mostrerà alcuna alterazione degna di nota.

Gli esami di secondo livello vengono eseguiti in alcuni casi, come approfondimento diagnostico:

  1. Holter-ECG: è un esame che prevede la registrazione continua del tracciato elettrocardiografico per 24 ore; questo esame è necessario nei pazienti che hanno fenomeni di bradicardia occasionali, che non riescono ad essere individuati nel breve periodo in cui si tiene la visita.
  2. Ecocardiografia: l’ecografia cardiaca può essere necessaria quando si sospetta una patologia cardiaca che non può essere studiata con un semplice ECG (miocardite, endocardite).
  3. Prelievo di sangue: necessario per individuare anomalie elettrolitiche o degli ormoni tiroidei, come causa scatenante la bradicardia.

Quando le indagini precedenti non dovessero mostrare alterazioni, si può porre diagnosi di bradicardia fisiologica.

Cura e rimedi

Il trattamento varia a seconda della gravità della bradicardia e della causa di base.

Modifiche dello stile di vita: nelle bradicardie lievi, o non sintomatiche, si preferisce non iniziare alcuna terapia, soprattutto nei soggetti giovani ed in buona salute, promuovendo invece l’adozione di stili di vita sani:

Pace-maker: nelle bradicardie sintomatiche, o nelle bradicardie gravi, soprattutto nei soggetti anziani con una funzionalità cardiaca compromessa, si preferisce trattare la bradicardia con l’impianto di un pace-maker. Si tratta di un dispositivo impiantato a livello sottocutaneo e collegato con il cuore per mezzo di un catetere, che agisce stimolando la contrazione cardiaca ad una frequenza programmata. Con l’impianto del pace-maker il paziente potrà condurre una vita normale e dovrà sottoporsi a periodici controlli cardiologici. Inoltre dovrà informare il personale medico di essere portatore di pace-maker, prima di sottoporsi ad esami come la risonanza magnetica.

In presenza di una condizione di base va ovviamente trattata, per esempio attraverso:

  • correzione degli squilibri elettrolitici;
  • correzione della funzionalità tiroidea;
  • sospensione o revisione del dosaggio di farmaci bradicardizzanti.

Conclusioni

  • La bradicardia è un disturbo piuttosto comune.
  • Più frequentemente si tratta di una bradicardia fisiologica, soprattutto nei giovani e negli atleti, ma può anche essere scatenata da patologie cardiache o non cardiache.
  • Nella maggior parte dei pazienti decorre in maniera asintomatica, ma in alcuni casi può dare sintomi (dalle vertigini alla perdita di coscienza).
  • Nelle forme lievi e asintomatiche non è richiesto alcun trattamento.
  • Nelle forme gravi, o sintomatiche è sufficiente l’impianto di un pace-maker per condurre una vita normale.

a cura della dott.ssa Caporusso Mariangela

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