Aritmia cardiaca: cuore, sintomi, trattamento

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

L’aritmia è un disturbo del ritmo o della frequenza del battito cardiaco, in altre parole indica un cuore che batte

La forma più comune di aritmia è la fibrillazione atriale, causa di un battito cardiaco irregolare e accelerato.

Sono numerosi i fattori in grado di influenzare il ritmo del cuore, tra cui l’infarto, i difetti congeniti cardiaci, ma anche semplicemente fumo e stress, così come farmaci e sostanze d’abuso.

Tra i sintomi principali che possono caratterizzare un’aritmia ricordiamo:

A seconda della situazione il cardiologo può ricorrere a diverse soluzioni per curare il disturbo, tra cui

Fotografia di uno stetoscopio appoggiato su un tracciato del battito cardiaco

iStock.com/geckophotos

Cuore ed aritmia

Prima di approfondire l’argomento aritmia può essere utile una veloce panoramica sul funzionamento del muscolo cardiaco.

Il cuore è il più importante muscolo dell’organismo e ciascun lato presenta 2 camere, atrio e ventricolo. Le contrazioni del cuore sono sincronizzate: prima gli atri si contraggono insieme e poi lo stesso fanno i ventricoli e la normale frequenza cardiaca si aggira generalmente tra i 60 ed i 100 battiti al minuto.

  • L’atrio destro raccoglie il sangue venoso, ricco di anidride carbonica raccolta da tutto l’organismo.
  • L’atrio destro si contrae e il sangue viene pompato nella camera sottostante (ventricolo destro).
  • Il ventricolo destro a sua volta si contrae e il sangue viene pompato ai polmoni, dove cede l’anidride carbonica, che viene sostituita dall’ossigeno inspirato.
  • Dai polmoni il sangue ricco di ossigeno viene spinto verso l’atrio sinistro, poi verso il ventricolo sinistro che, contraendosi, lo è in grado di distribuirlo a tutto l’organismo.

I muscoli del cuore si contraggono e pompano il sangue grazie ad una piccola scossa elettrica che origina da una zona interna al cuore chiamata nodo senoatriale (SA); con ogni battito un impulso parte dalla parte alta del cuore e scorre verso il basso o, in termini più medici, dal nodo senoatriale la corrente elettrica viaggia attraverso le fibre del cuore che fungono da cavi elettrici sino ad arrivare ad un’altra area dei ventricoli chiamata nodo atrio-ventricolare, o nodo AV. Dal nodo AV, la corrente elettrica arriva ai ventricoli facendoli contrarre a loro volta.

Un problema qualsiasi durante questo processo può causare la comparsa di un’aritmia, ad esempio nella fibrillazione atriale i segnali elettrici attraversano l’atrio in modo veloce e disorganizzato, causando un tremore anzichè una corretta contrazione.

Tipi di aritmia

Possiamo individuare quattro forme principali di aritmia:

  • battito prematuro atriale,
  • aritmie sopraventricolari,
  • aritmie ventricolari,
  • bradiaritmie.

Battito prematuro

Si tratta del tipo più comune di aritmia, meglio conosciute come extrasistole; sono generalmente innocue e spesso non causano alcun sintomo. Solo occasionalmente il paziente può avvertire:

  • sensazione di battito saltato,
  • una sorta di tonfo al petto.

Nella maggior parte dei casi non richiedono alcun trattamento, soprattutto in soggetti altrimenti sani.

Il battito prematuro può avere origine atriale o ventricolare e spesso si verifica per ragioni non patologiche; la sua comparsa può essere favorita da

Aritmia sopraventricolare

Le aritmie sopraventricolari sono episodi di tachicardia che hanno origine nel nodo atriale o atrioventricolare; fra i diversi tipi di aritmia sopraventricolare ricordiamo la fibrillazione atriale, il flutter atriale, la tachicardia parossistica sopraventricolare, la Wolff-Parkinson-White (WPW).

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è probabilmente la più temibile fra le aritmie, perchè causa di battiti particolarmente veloci e irregolari degli atri.

L’impulso del battito cardiaco non parte dal nodo seno-atriale, come succede normalmente, bensì da aree nei pressi delle vene polmonari in atrio sinistro; i segnali non decorrono più normalmente e possono diffondersi in tutta l’atrio in modo rapido e disorganizzato.

Le pareti degli atri “fibrillano” e non si contraggono più in modo sincrono, battendo invece in modo caotico e senza regolarità, spesso coinvolgendo anche i ventricoli.

Il rischio maggiore è l’ictus tromboembolico, ossia la formazione di coaguli (trombi) a causa del ristagno di sangue; il pericolo nasce quando questi trovano il passaggio per tornare nel torrente circolatorio, dove sono in grado di occludere un’arteria

o diretta ad altri organi.

Aritmie ventricolari

Queste aritmie hanno origine nelle camere inferiori del cuore, i ventricoli. Possono essere molto pericolose, tanto da richiedere assistenza medica immediata.

Malattie cardiache coronariche, attacchi cardiaci, indebolimento del cuore e altri disturbi ne sono la causa più comune.

Ricordiamo per esempio la tachicardia ventricolare, un’aritmia che origina dai ventricoli e che induce un battito cardiaco ritmico accelerato; può avere durata limitata a pochi battiti o durate più a lungo (tachicardia ventricolare sostenuta), diventando di fatto un’emergenza medica perché il cuore diventa incapace di pompare sangue in modo adeguato; può inoltre degenerare in fibrillazione ventricolare, un’aritmia caotica che causa contrazioni ventricolari non sufficienti a pompare il sangue in circolo. Può diventare fatale in pochi minuti, a meno di poter intervenire con un defibrillatore.

Bradiaritmie

Si tratta di aritmie caratterizzate da una frequenza cardiaca più lenta del normale; se troppo bassa il sangue potrebbe non essere più in grado di raggiungere il cervello, risultando quindi fatale per il paziente interessato.

Negli adulti una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto è considerata una bradiaritmia, ma alcuni soggetti hanno fisiologicamente un battito lento (soprattutto se sportivi) e ovviamente in questi casi non è pericoloso e non è causa di sintomi.

Le bradiaritmie possono essere causate da:

  • infarti,
  • condizioni che danneggiano o modificano l’attività elettrica del cuore, come una tiroide pigra o l’invecchiamento,
  • un’alterazione di specifiche molecole nel sangue, come il potassio,
  • alcuni medicinali, come i beta bloccanti, alcuni farmaci antiaritmici e la digossina.

Cause

Un’aritmia può verificarsi quando i segnali elettrici che controllano il battito cardiaco vengono ritardati o bloccati; questo può succedere se le cellule nervose in grado di innescare i segnali elettrici non funzionano correttamente, oppure se i segnali non attraversano normalmente il cuore.

Alcune forme sono invece causate dalla comparsa di battiti che nascono in zone del cuore non preposte a questo scopo, andando quindi ad alterare il battito fisiologico.

Tra i fattori esterni in grado di causare alterazioni del battito ricordiamo:

  • fumo,
  • abuso di alcolici,
  • sostanze d’abuso (cocaina, anfetamine, …),
  • alcuni farmaci,
  • eccessivo consumo di caffeina o/o nicotina.

Forti stress emotivi e anche la rabbia possono costringere il cuore a un super lavoro, diventando anche causa di aumento della pressione sanguigna, attraverso il rilascio in circolo di elevate quantità di ormoni dello stress. Anche queste reazioni possono talvolta portare allo sviluppo di aritmie.

Un attacco di cuore, o altre condizioni che ne danneggiano il sistema elettrico, possono scatenare alterazioni del ritmo; a questo proposito ricordiamo per esempio

I difetti cardiaci congeniti possono causare alcune aritmie meno comuni, come la sindrome di Wolff-Parkinson-White. Con il termine “congenito” si indica che il difetto è presente sin dalla nascita.

A volte la causa dell’aritmia è semplicemente sconosciuta.

Fattori di rischio

Le aritmie sono molto comuni negli anziani; la fibrillazione atriale per esempio colpisce milioni di persone e il numero è purtroppo in aumento; le forme più gravi colpiscono in genere dopo i 60 anni, perchè aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache e altri problemi di salute che possono favorirne l’insorgenza.

La popolazione anziana tende inoltre ad essere più sensibile agli effetti collaterali dei farmaci, alcuni dei quali possono causare aritmie. Alcuni farmaci usati per trattare aritmie, possono paradossalmente causare aritmie come effetto collaterale.

In generale l’aritmia è più comune nei soggetti che che presentano malattie o condizioni in grado di indebolire il cuore, come ad esempio:

  • infarto,
  • insufficienza cardiaca o cardiomiopatia, che indeboliscono il cuore e cambiano le modalità di trasmissione e propagazione dei segnali elettrici,
  • un tessuto cardiaco che è troppo spesso, rigido o che non si è formato normalmente,
  • disturbi alle valvole cardiache,
  • disturbi cardiaci congeniti in grado di alterare la struttura o la funzione del muscolo.

Altre condizioni che possono aumentare il rischio sono:

  • pressione alta,
  • sovrappeso,
  • infezioni che danneggiano il muscolo cardiaco,
  • diabete, che aumenta il rischio di pressione alta e problemi alle coronarie,
  • sindrome delle apnee notturne, che riduce l’apporto di ossigeno al cuore,
  • disturbi tiroidei,
  • alterazioni del livello del potassio nel sangue,
  • interventi cardiaci,
  • utilizzo di sostanze d’abuso (cocaina, anfetamine, alcolici),

Sintomi

Molte aritmie non causano alcun segno o sintomo, ma se presenti i più comuni sono:

  • palpitazioni,
  • battito cardiaco accelerato,
  • battito cardiaco irregolare,
  • percezione delle pause tra i battiti.

Segni e sintomi più gravi includono:

Diagnosi

Nel caso di persistenza dei sintomi, o in presenza di significativi fattori di rischio, il medico curante potrebbe inviare il paziente a un cardiologo per i necessari approfondimenti.

Il modo più efficace per diagnosticare un’aritmia è attraverso un elettrocardiogramma (ECG), che potrebbe venire consigliato anche sulle 24 ore (ECG dinamico secondo Holter).

Se i sintomi sembrano essere innescati dall’esercizio fisico potrebbe essere necessario un ECG sotto sforzo per registrare e valutare il ritmo cardiaco durante una corsa sul tapis roulant o sulla cyclette.

Altri test utilizzati per diagnosticare aritmie includono:

Cura e terapia

Molte forme di aritmia non richiedono alcun trattamento, mentre nei casi più severi l’approccio terapeutico dipende dal tipo e dalla gravità del disturbo.

In alcuni casi il paziente potrebbe scoprire che evitare o limitare il consumo di caffeina potrebbe essere sufficiente a ripristinare il normale ritmo cardiaco, così come migliorare il proprio stile di vita (che permette anche miglioramenti significativi e misurabili su diversi fattori di rischio).

Numerosi sono i farmaci che i cardiologi hanno a disposizione, che a seconda dei casi possono avere diversi effetti:

  • rallentare il battito cardiaco,
  • regolarizzare il battito.

Ad oggi non esistono invece farmaci in grado velocizzare il battito, che sarebbero in teoria utili per le bradiaritmie; in questi pazienti vengono invece usati i pacemaker, piccoli dispositivi impiantati a livello toracico e dotati di sensori in grado di rilevare ritmi anomali, per poi poter intervenire di conseguenza attraverso l’emissione di impulsi elettrici direttamente sul cuore.

Nei casi in cui invece il ritmo del cuore sia troppo veloce, potrebbe essere impiantato un defibrillatore tramite intervento chirurgico. Il defibrillatore riesce ad avvertire quando il cuore sta battendo troppo velocemente per trasmettere uno shock elettrico al cuore, in modo da far ritornare il battito cardiaco alla normalità.

In alcuni casi sono necessari dei farmaci in grado di fluidificare il sangue, per per prevenire la formazione di coaguli nel cuore. Potrebbe essere utile anche tenere sotto controllo la pressione alta o altre condizioni di base, come i problemi di tiroide.

Se nessuno di questi trattamenti riesce a migliorare l’aritmia cardiaca, si devono tentare altre procedure. Il medico potrebbe provare a resettare il ritmo cardiaco attraverso degli shock elettrici (cardioversione e defibrillazione).

In certi casi le aritmie sono causate da aree del cuore iperattive: in questo caso il medico potrebbe provocare l’inattivazione di specifiche aree cardiache attraverso una sorta di sovrastimolazione (ablazione); può essere effettuata in diversi modi, ma si tratta di opzioni già piuttosto invasive e limitate a casi in cui quanto visto finora non abbia sortito effetti.

Sono infine disponibili diversi approcci chirurgici destinati per esempio alla correzione di difetti congeniti, riparazione delle valvole, …

Ricordiamo infine la di ricorrere a , ossia esercizi da svolgere autonomamente per regolarizzare alcune forme di aritmia sopraventricolare:

  • pressione costante sugli occhi chiusi,
  • pressione profonda sulle carotidi,
  • pressione addominale,
  • bere acqua fredda e gassata.

Agiscono stimolando il nervo vago, che coadiuva la regolazione del battito cardiaco; non essendo adatti a tutti i casi di aritmia si raccomanda sempre il preventivo parere del medico.

Prevenzione

Il miglior modo per prevenire lo sviluppo di una grave aritmia cardiaca è mantenere il cuore in salute attraverso uno stile di vita sano e attivo, che permetta di tenere sotto controllo i principali fattori di rischio:

Attraverso una dieta sana ed equilibrata e la pratica regolare di attività fisica è spesso possibile raggiungere un ottimo stato di salute, che può essere migliorato

  • smettendo di fumare,
  • perdendo peso se necessario,
  • riducendo o eliminando gli alcolici,
  • limitando la quantità di caffeina consumata giornalmente,
  • evitando l’utilizzo di sostanze d’abuso.

Anche se non è sempre facile, è infine importante:

Fonte principale:

Aderiamo allo .

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    A volte sento i battiti del cuore più forti questi non capita spesso volevo sapere se devo preoccuparmi

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È impossibile dare una risposta così, ma non posso che invitarla a verificare con il medico.

  2. Anonimo

    Buonasera, da un anno a questa parte mi capita spesso di sentire come dei tonfi al cuore, un battito singolo molto forte del cuore. Qualche volta la notte mi capita di non riuscire a dormire e quasi di restare senza fiato…devo preoccuparmi?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sembra un’extrasistole; spesso si tratta di fenomeni benigni, ma va sicuramente verificato con il medico.

  3. Anonimo

    Buongiorno ho 23 anni e da 5 anni che ho un prolasso della mitrale piccolo da ieri il cuore sta battendo irregolarmente nel senso che lo sento battere e i ritmi sono irregolari che esami devo fare grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il primo passo è segnalarlo al medico curante.

  4. Anonimo

    Salve dottore sono sempre io il ragazzo di 16 anni. Ho scritto recentemente anche sul “topic” depressione.
    Volevo aggiornarla suo fatto che ho effettuato ulteriori accertamenti. Holter e ECG sotto sforzo perfetti, parole di 2 medici ieri all’ospedale. Mi sento più tranquillo ora anche se i sintomi non sono scomparsi. A questo punto mi consiglia visita psicologica o di parlare della mia situazione con qualche mio familiare?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Inizia a parlarne in famiglia.

      Sono felicissimo di saperti più sereno.

  5. Anonimo

    Dottore visto che ho fatto tutti questi accertamenti e non hanno riscontrato niente di anomalo sono tranquillo.
    Però non mi hanno fatto controlli alla tiroide!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Avresti altri sintomi, quindi non preoccuparti.

  6. Anonimo

    Ho molto spesso extrasistole,e sempre più avverto come una stretta al petto che non mi permette di respirare per alcuni secondi… Ho fatto uan serie di esami. tirodie, Holter cardiaco dell 24 ore e visita dall’ottorino, tutte negative. Questi disturbi, arrivavano quasi sempre associati ad altri negli scorsi mesi e il medico crede ci sia un’allergia esasperata dallo stress. Sono in attesa di una visita allergologica, ma quello che mi preme sapere é: é normale avvertire il proprio cuore battere veloce o “strano” solo appoggiando una mano sul petto, vicino al cuore? Spesso ho una sensazione di sbandamento/vertigine, di vuoto al petto, e mi sembra che mi manchi il fiato. Da giorni avverto anche un dolore a sinistra. E’ normale fare una rampa di scala, o semplicemente muovervi per casa e senitire il battito, sempre appogiando la mano? Io sono terrorizata e vorrei fare una visita cardiologica, perchè un momento non sento il cuore e un attimo dopo si.

    Mi rendo conto che questo commento sia un po’ confuso, ma ho veramente paura di soffrire di qualche difetto a valvole e cose varie. L’ultima visita cardiologica (ecografia) l’ho effettuata due anni e mezzo fa’ circa.
    Ci tengo a precisare che durante la notte, ultimamente, faccio fatica a respirare per via di questi sintomi, di questo guizzo, di questa sensazione di chiusura al petto.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Il fatto di avvertire il battito cardiaco più forte e accelerato anche dopo minimi sforzi è normale, salendo le scale o alzando pesi, anche alzandosi semplicemente da seduti può accadere; se ha fatto un Holter ed era negativo è già un buon risultato, potrebbe integrare ulteriormente con un ecocardiogramma al limite, ma è una valutazione che spetta al medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio! Quindi un holter avrebbe evidenziato qualcosa di anomalo alle valvole ecc se ci fosse stato? Quello che mi spaventa sono questi attimi in cui il petto stringe e non respiro, ma porrebbero esser legati ad allergie e problema respiratori secondo il medico.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      L’holter misura pressione e battito, ma sembrano assolutamente plausibili le ipotesi del medico.

  7. Anonimo

    Ultimamente, se poggio una mano sul petto a sinistra, o anche sotto il collo sento spesso il cuore battere velocemente… anche senza aver fatto movimento… Non so se possa esserci uan correlazione, ma é da mesi che ho anche improvvisi rossori e calore al volto, mani, ecc, spesos dopo i pasti…Sono giovane, sono sovrappeso ma non fumo. Ho eseguito un holter delle 24 ore a luglio, ma non ha riscontrato nulla… Anzi, specificava proprio “no aritmie”. Sono un soggetto molto ansioso e stressato, questo non posso negarlo.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Credo che derivi tutto dallo stress e dall’ansia, se non ci sono anomalie all’elettrocardiogramma deve stare tranquilla, eviti di fare questi “autocontrolli” della frequenza cardiaca, la visita è negativa quindi va bene così.

  8. Anonimo

    Salve, misurandomi la pressione(114-72) ho notato una leggera bradicardia( 58) che avevo già riscontrato anche in precedenza Ho 45 anni, sono in sovrappeso :117 kg per 1, 75 mt, faccio un lavoro fisico abbastanza impegnativo ( agricoltore), secondo lei devo preoccuparmi?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sono valori normali, se non ha altri sintomi non c’è motivo di preoccuparsi.

    2. Anonimo

      La ringrazio per la sua risposta, l’ unico sintomo che riscontro e che, quando faccio uno sforzo mi fa male il petto sulla parte SX e allo sterno…..ma non riesco a capire se il dolore e interno o muscolare, oltre questo nessun sintomo…

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se varia coi movimenti non si tratta comunque di patologia cardiaca.

  9. Anonimo

    Se avvertissi extrasistole dovrei andare dal cardiologo?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In assenza di fattori di rischio importanti inizierei a sentire il medico curante.

  10. Anonimo

    Era qualche mese che dopo mangiato mi veniva sempre una fastidiosa aritmia, che avvertivo soprattutto quando esageravo con il cibo; sono andata avanti settimane covando il terrore di morire di infarto da un momento all’altro perchè avevo ancora più paura di andare dal medico e sentirmi diagnosticare malattie gravi e incurabili al cuore.

    Circa una settimana fa mi sono fatta coraggio, anzi, la mia migliore amica mi ha obbligato ad andare e mi ha accompagnato; il medico mi ha visitata, mi ha fatto qualche domanda e poi mi ha tranquillizzata, prescrivendomi Pantoprazolo 40 da prendere una volta al giorno al mattino e Gaviscon dopo ciascun pasto. Già dopo i primi giorni andava molto meglio e da ieri non accuso più alcun sintomo.

    Morale? Quando avete un sintomi che vi preoccupa andate con fiducia dal medico ed evitate di farvi del male facendovi corrodere dall’ansia.

    Buona vita a tutti!