Appendicite: sintomi, dolore, diagnosi, dieta e terapia

Ultimo Aggiornamento: 18 giorni

Cos’è l’appendicite

L’appendicite è una dolorosa infiammazione dell’appendice, una sorta di borsa grande come un dito facente parte dell’intestino crasso e collocata nella parte inferiore destra dell’addome.

Non è ancora del tutto chiarito il suo funzionamento, anche se alcune teorie ipotizzano che svolga un ruolo di secondo piano nel sistema immunitario; diffuso è il parere secondo cui sia in realtà del tutto inutile, anche perchè la rimozione non sembra influire in alcun modo sulla salute di una persona.

I sintomi caratteristici dell’appendicite comprendono:

  • dolore addominale,
  • inappetenza,
  • nausea,
  • vomito,
  • stitichezza o diarrea,
  • incapacità di espellere gas,
  • qualche linea di febbre,
  • gonfiore addominale.

Il dottore può diagnosticare la maggior parte dei casi di appendicite attraverso una scrupolosa anamnesi e la visita, ricorrendo talvolta a esami del sangue e diagnostici per confermare la diagnosi.

In passato si procedeva alla terapia chirurgica quasi immediatamente, mentre ad oggi si tenta una terapia conservativa (antibiotici) ogniqualvolta sia possibile senza esporre il paziente a rischi di complicazioni.

Dove si trova l’appendice?

L’appendice trova posto nell’addome, in basso a destra.

Il dolore compare a destra o a sinistra?

L’appendicite in genere esordisce con un dolore addominale (pancia) che va e viene, ma in poche ore tende a concentrarsi verso il fianco, in basso a destra dove si trova di solito l’appendice, per diventare rapidamente costante e severo.

Premendo, tossendo e camminando in genere il dolore peggiora, inoltre altri sintomi caratteristici sono:

  • sensazione di malessere,
  • nausea,
  • perdita di appetito
  • diarrea
  • febbre e viso arrossato.
Ricostruzione grafica della posizione anatomica dell'appendice

iStock.com/corbac40

Cause

Un’ostruzione del lume (l’interno) dell’appendice può causare appendicite, ossia una forte reazione infiammatoria. Il muco prodotto retrocede nel lume causando la moltiplicazione dei batteri che normalmente si trovano all’interno dell’appendice e la conseguenza è che questa si gonfia e si infetta.

Le fonti di ostruzione più comune sono:

  • feci,
  • parassiti,
  • crescita anormale del tessuto linfatico (per esempio a causa del morbo di Crohn),
  • corpi estranei o noccioli (uva, ciliege, peperoni),
  • tumori.

L’appendicite può verificarsi anche dopo un’infezione virale nel tratto digestivo, ma nella maggior parte dei casi si tratta di occlusione dovuta a feci calcificate.

Un’appendice infiammata potrebbe andare incontro a scoppio, in questo caso diffonderebbe l’infezione nell’addome causando una pericolosa peritonite.

Fattori di rischio

Chiunque può andare incontro a un’infiammazione dell’appendice, ma sembrano esserne più soggetti i giovani fra i 10 e 20 anni di età.

Sintomi

Il sintomo principale dell’appendicite è il dolore addominale, di solito improvviso, spesso in grado di indurre al risveglio durante la notte: si avverte prima di ogni altro sintomo, inizia vicino all’ombelico e continua più in basso e verso destra. È un dolore nuovo e diverso da ogni altro avvertito in precedenza, peggiora nel giro di poche ore e aumenta d’intensità se il soggetto si muove, fa respiri profondi, tossisce o starnutisce. Si noti tuttavia che nel complesso meno del 50% dei pazienti con appendicite presenta i sintomi tipici in cui il dolore ha inizio nell’addome superiore o nella zone circostante l’ombelico (fonte: MSD), che oltretutto può assumere caratteristiche differenti in alcune fasce di popolazione:

  • nei lattanti e nei bambini può comparire come dolore diffuso, anziché localizzato,
  • nei pazienti anziani e nelle donne in gravidanza l’intensità della sensazione può essere limitata, così come la risposta alla pressione esercitata dal medico.

Altri sintomi dell’appendicite possono essere:

Sintomi che variano e che possono mimetizzarsi con altre cause di dolori addominali includono:

Complicazioni

Un’appendicite non trattata può scoppiare e causare infezioni potenzialmente letali.

In caso di scoppio dell’appendice vengono rilasciati batteri in altre parti del corpo e questo può causare peritonite (infezione diffusa al peritoneo, il sottile strato di tessuto che riveste l’interno dell’addome).

I sintomi di peritonite includono:

In assenza di trattamento immediato il paziente può andare incontro a complicazioni potenzialmente fatali; la cura prevede in genere un’aggressiva terapia antibiotica e la rimozione chirurgica della appendice (appendicectomia).

In alcuni casi invece si forma un ascesso attorno all’appendice scoppiata, ossia una raccolta di pus dolorosa che si verifica a causa del tentativo dell’organismo di combattere l’infezione. Si può anche verificare come complicanza di un intervento chirurgico per rimuovere l’appendice in circa 1 caso su 500.

Gli ascessi possono essere trattati con antibiotici, ma nella stragrande maggioranza dei casi il pus deve essere fisicamente drenato attraverso un procedimento svolto sotto guida ecografica o attraverso la tomografia computerizzata e con l’inserimento di un ago nell’addome (previa anestesia locale).

Diagnosi

L’appendicite in alcuni casi può essere difficile da diagnosticare, a meno che non si presenti con i sintomi tipici (situazione che si verifica in circa la metà dei casi); a complicare la situazione è il fatto che l’appendice in alcune persone può trovarsi spostata rispetto alla zona dove ci si aspetterebbe di trovarla ed è quindi possibile individuarla ad esempio a livello di:

  • bacino,
  • dietro all’intestino crasso,
  • intorno al piccolo intestino,
  • vicino alla parte in basso a destra del fegato.

Alcuni pazienti sviluppano un dolore simile a quello dell’appendicite, ma con cause diverse, tra cui:

Il medico si baserà sui sintomi, sui tempi e modi di comparsa e su alcune manovre specifiche per chiarire la causa del dolore e procedere così a una corretta diagnosi differenziale (per esempio applicando e poi rilasciando una pressione sulla parete addominale in basso a destra).

Quando dovessero persistere dubbi sulla diagnosi è possibile procedere ad approfondimenti diagnosti e test di laboratorio.

Test di laboratorio ed altri esami

Gli esami del sangue servono a rilevare eventuali segni di infezione, come ad esempio un aumento dei globuli bianchi. Gli esami del sangue possono anche mostrare disidratazione o squilibrio di fluidi ed elettrolitico.

L’analisi delle urine serve a escludere un infezione del tratto urinario e in alcuni casi potrebbe essere necessario escludere una gravidanza con l’esame delle beta HCG.

Una tomografia computerizzata (CT) può aiutare a diagnosticare l’appendicite e altre fonti di dolore addominale, ma viene spesso usata anche l’ecografia.

Una radiografia addominale è raramente utile per diagnosticare l’appendicite, ma può essere usata per cercare/escludere altre fonti di dolore addominale.

Cura

L’appendicite è un’emergenza medica che richiede cure immediate. Chiunque pensi di esserne colpito deve consultare il proprio dottore o recarsi al pronto soccorso immediatamente. Una rapida diagnosi riduce le probabilità che l’appendice scoppi, migliorando cosi il tempo di guarigione.

Di solito l’appendicite viene curata rimuovendo chirurgicamente l’appendice, ma la tendenza negli ultimi anni è quella di provare un approccio più conservativo (antibiotici) quando sia possibile, ovviamente a patto di non esporre il paziente a rischi inutili (un immediato intervento chirurgico riduce la possibilità che l’appendice scoppi). A questo proposito una recente metanalisi pubblicata su JAMA Pediatrics ha rilevato che circa il 90% dei casi di appendicite nei bambini può essere efficacemente trattata con il solo ricorso a farmaci antibiotici.

L’intervento chirurgico per rimuovere l’appendice viene chiamato appendicectomia e può essere eseguito in due modi diversi:

  • Il metodo più vecchio prevede una laparotomia, con cui si rimuove l’appendice attraverso una singola incisione nell’area inferiore destra dell’addome.
  • Il nuovo metodo è chiamato video-laparo-appendicectomia, con cui vengono eseguite diverse incisioni più piccole usando speciali strumenti chirurgici appositi per le incisioni per rimuovere l’appendicite. L’intervento chirurgico laparoscopico è causa di meno complicazioni, come infezioni post-operatorie, e permette una ripresa in un tempo inferiore.

In entrambi i casi si procede in genere con anestesia generale.

Occasionalmente il chirurgo si può trovare di fronte a un’appendice sana; in questi casi è pensiero comune che sia corretto procedere comunque alla rimozione per evitare una futura possibilità di appendicite. Raramente un intervento chirurgico rivela un problema diverso, che talvolta può anche essere risolto durante la stessa operazione.

A volte intorno all’appendice scoppiata si forma un ascesso, chiamato ascesso appendicolare.  Un ascesso è una massa piena di pus che viene causata dal tentativo del corpo di impedire all’infezione di diffondersi. L’ascesso può essere trattato durante l’intervento o, più comunemente, drenato prima dello stesso. Per drenare un ascesso viene collocato un tubo al suo interno attraverso la parete addominale, la tomografia computerizzata viene usata per trovare il punto preciso. Il tubo del drenaggio viene lasciato nel punto per circa 2 settimane, mentre gli antibiotici vengono dati per curare l’infezione. Da 6 a 8 settimane più tardi, quando l’infezione e l’infiammazione sono sotto controllo, viene eseguito l’intervento chirurgico per rimuovere ciò che rimane dello scoppio dell’appendice.

La cura senza intervento chirurgico può essere tentata quando questo non è possibile, per esempio a causa di fattori di rischio cardiovascolari legati al paziente, o quando la situazione permetta un approccio conservativo.

Diverse ricerche suggeriscono che l’appendicite può migliorare senza interventi chirurgici, attraverso il solo ricorso ad antibiotici per curare l’infezione e una dieta liquida o leggera affinché l’infezione guarisca.

La dieta, oltre a essere leggera, deve prevedere l’assenza di fibra, in modo che si facilitato il transito intestinale.

Con le cure adeguate la maggior parte delle persone guarisce dall’appendicite e non ha bisogno di apportare cambiamenti nella propria dieta, nell’esercizio fisico o nello stile di vita.

La completa guarigione dall’intervento chirurgico avviene in due settimane, in cui è necessario limitare l’attività fisica per favorire la guarigione dei tessuti.

Fonte principale: NIH.gov

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Quanti giorni ti tengono in ospedale in caso di intervento? Grazie mille.

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      In genere non più di 2-3 giorni (1-2 notti), a meno che la situazione non fosse particolarmente seria (peritonite); in alcuni casi il paziente viene anche dimesso in giornata.

  2. Anonimo

    Fa male operarsi?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Le tecniche di controllo del dolore, sia durante che dopo l’operazione, sono in genere assolutamente adeguate e ridurre al minimo la percezione di dolore da parte del paziente.

  3. Anonimo

    Un colon irritabile trascurato può trasformarsi in appendicite?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      No.

  4. Anonimo

    Sento da mesi un fastidio persistente a livello intestinale, il medico mi ha già visitato ma non ha trovato nulla.

    Ho paura che sia appendicite…

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Improbabile, dopo “mesi” sarebbe esacerbata o andata incontro a risoluzione spontanea.
      Cos’ha ipotizzato il medico? Colon irritabile?

  5. Anonimo

    È vero che se si mangia troppo cioccolato viene l’appendicite?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      È sicuramente un alimento che può causare irritazione e predisporre al problema.

  6. Anonimo

    Salve sono lo stesso di ieri che come causa al dolore poteva essere aria…oggi ho ancora dolore, ma il dolore ora é localizzato sotto l’ombelico nella parte destra (attaccato all’ombelico) se premo qui sento un po di dolore…nessun altro sintomo, il dolore é lieve, e non ho perdita d’appetito, ma il contrario…devo andare oggi a farmi visitare o posso aspettare ancora?

    1. Anonimo

      Aggiungo che sento nella pancia dei movimenti come se ho diarrea, ma le feci sono normalissime

    2. Anonimo

      Aggiungo che ogni tanto sento un punzecchio al fianco

    3. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Probabilmente non è un problema aspettare fino a domani, a meno di importanti peggioramenti.

  7. Anonimo

    Buongiorno, io ogni tanto o delle lievi scosse in basso a destra, vorrei capire cosa potrebbe essere. Vi ringrazio in anticipo

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ molto vago come sintomo, colon irritabile per esempio, presenza di aria intestinale….se persiste/peggiora consiglio una valutazione medica.

    2. Anonimo

      Viene a periodi e poi non è un dolore fisso e neanche forte,ma se persiste andrò a farmi una visita.

  8. Anonimo

    Buonasera dottore mio figlio di 7 anni accusa male alla gamba destra e un Po di doloroso all addome durante la palpazione giá una volta ha avuto infiammazione di appendicite ma è passata senza aver dovuto ricorrere alla chirurgia l alta volta aveva anche vomito e febbricola ma stavolta nulla può essere di nuovo l infiammazione dell appendicite?come faccio a capire se sia il caso di portarlo in pronto soccorso?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Si è possibile, serve una valutazione medica per capirlo.

  9. Anonimo

    Salve ho un live dolore da ieri nella zona dell’appendice…non ho nessun sintomi peró di quelli elencati in articolo…puó trattarsi solo di aria?

    1. Anonimo

      Ad andare di corpo nessun problema…se preno con la mano nella zona dell’appendice una volta si 10 che lo faccio sento un lieve pizzichio

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Si è possibile sia solo aria, se non ha altri sintomi importanti non darei peso.

  10. Anonimo

    Salve é tutto il giorno che ho dolore al fianco basso destro…a volte sento tipo delle fitte in prossimitá della costola…a volte mi sembra che il dolore sia sopra l’ombelico. Se faccio movimenti o schiaccio non ho nessuna variazione del dolore

    1. Anonimo

      Puó essere appendicite o fegato? Prendo un antibiotico per l’acne

    2. Anonimo

      Facendo l’esercizio “military press” sento dolore sotto l’ombelico

    3. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Purtroppo in questi casi senza una visita è quasi come tirare a indovinare.