Vasectomia o sterilizzazione maschile

Ultimo Aggiornamento: 187 giorni

Introduzione

La vasectomia è l’intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non più in grado di mettere incinta una donna. Solitamente è considerata efficace come la sterilizzazione femminile ma, rispetto a questa, chirurgicamente rappresenta una soluzione

  • più semplice,
  • più sicura
  • e meno costosa.

La vasectomia è molto efficace. Si stima che solo 15 coppie su 10.000 abbiano un figlio durante il primo anno successivo alla vasectomia; si noti che, per quanto rara, una gravidanza è comunque teoricamente possibile anche anni dopo l’intervento per le ragioni che vedremo in seguito.

In confronto, 1.400 coppie ogni 10.000 coppie vanno ogni anno incontro a gravidanza indesiderata in caso di utilizzo di preservativo e circa 500 ogni 10.000 usando pillole contraccettive orali.

Per alcuni uomini è stato possibile rendere reversibile l’intervento, ma l’operazione inversa richiede procedure chirurgiche costose ed invasive e, soprattutto, il successo non è garantito.

Per questo motivo la vasectomia è considerata adatta per coloro che desiderano una forma irreversibile di controllo delle nascite (ovvero la sterilizzazione).

È anche importante ricordare che la vasectomia non è efficace nella protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, come l’HIV/AIDS. Gli uomini che si sono sottoposti a quest’intervento dovrebbero continuare ad avere rapporti protetti, per evitare il rischio di malattie sessualmente trasmissibili.

L’intervento

https://fi.wikipedia.org/wiki/Tiedosto:Vasectomia.jpg

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La vasectomia viene effettuata bloccando i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali, in condizioni normali, passa lo sperma prodotto dai testicoli, prima di raccogliersi nella vescicola seminale e di formare il seme maschile.

Dopo aver anestetizzato lo scroto e aver praticato una o due piccole aperture sulla sua superficie, il chirurgo recide i due dotti deferenti e ne asporta una piccola sezione; vengono poi chiusi uno od entrambi i margini del taglio con punti di sutura o con altre tecniche e, se necessario, viene suturata anche l’apertura (o le aperture) nello scroto.

Esiste un’altra tecnica, detta vasectomia senza bisturi, che si basa su piccoli fori nello scroto e non necessita di punti di sutura.

L’intervento chirurgico di solito dura meno di mezz’ora e nella quasi totalità dei pazienti non richiede degenza postoperatoria. Nella maggior parte dei casi si ha una completa guarigione in meno di una settimana.

Gli uomini che si sottopongono a vasectomia possono avere rapporti già pochi giorni dopo l’intervento, ma l’efficacia contraccettiva non è totale finché il seme contiene tracce di spermatozoi. È per questa ragione importante sottoporre il liquido seminale ad analisi mediche per controllare che non ci siano più spermatozoi al suo interno, prima di avere rapporti sessuali non protetti: in genere sono necessarie circa 15-20 eiaculazioni o tre mesi di tempo.

Rischi e svantaggi della vasectomia

La vasectomia è considerata un intervento chirurgico sicuro ma, come per qualsiasi operazione, ci sono sempre alcuni rischi da tenere in conto. Tra di essi troviamo:

  • infezione,
  • sanguinamento
  • dolore.

Raramente è possibile sviluppare un granuloma, ossia un piccolo nodulo nello scroto formato da grumi di spermatozoi, mentre nel 10% circa dei casi si può sviluppare una sindrome dolorosa di difficile trattamento.

Si conoscono casi di formazione di nuovi condotti in grado di permettere la fuoriuscita degli spermatozoi; si tratta ovviamente di situazioni estremamente gravi perchè in grado di condurre a una gravidanza inaspettata, ma particolarmente rare (circa 1 su 100).

Il vantaggio principale della vasectomia, ovvero la sua efficacia definitiva, è anche il suo svantaggio principale. L’intervento in sé è semplice, ma renderlo reversibile è

  • difficile,
  • costoso
  • e spesso infruttuoso.

I ricercatori stanno studiando nuovi metodi di blocco dei dotti deferenti che causino meno danni ai tessuti e meno cicatrici, rendendo quindi possibile l’esecuzione dell’intervento inverso più facilmente. Ad oggi tutti questi metodi sono sperimentali e la loro efficacia non è ancora stata confermata.

È possibile conservare il liquido seminale in una banca del seme per continuare ad avere la possibilità di diventare padre, tuttavia questa scelta è costosa e gli spermatozoi nel seme conservato non sempre rimangono vivi (cioè in grado di indurre una gravidanza). Per tutti questi motivi i medici consigliano di sottoporsi alla vasectomia soltanto se si è preparati ad accettare il fatto che non si potrà più diventare padri.

La decisione dovrebbe essere presa dopo aver attentamente valutato i vari metodi contraccettivi tradizionali e averne discusso con il medico specialista: ovviamente gli uomini sposati od impegnati in una relazione seria dovrebbero anche discutere l’argomento con la propria partner.

Sebbene sia altamente efficace nella prevenzione delle gravidanze, la vasectomia non è in grado di proteggere dall’AIDS o dalle altre malattie sessualmente trasmissibili, pertanto è importante che gli uomini che si sono sottoposti all’intervento continuino a usare il preservativo, lo strumento più efficace per ridurre i rischi di contagio durante i rapporti sessuali (non è ugualmente efficace per tutte le MST).

I dubbi più frequenti

La vasectomia non ha alcun effetto sulla produzione o sul rilascio del testosterone, l’ormone maschile responsabile di

  • sessualità,
  • crescita della barba,
  • voce profonda
  • e delle altre caratteristiche maschili.

L’intervento non ha alcun effetto sulla sessualità, l’erezione, l’orgasmo e la quantità di eiaculato, che rimangono gli stessi.

Nel caso di difficoltà sessuali dopo la vasectomia, quasi sempre sono dovute a cause emotive e di solito possono essere alleviate e superate con una consulenza psicologia adeguata.

Nella maggior parte dei casi invece gli uomini che si sono sottoposti all’intervento sperimentano con la loro partner una sessualità più spontanea ed appagante, una volta liberi da preoccupazioni per la contraccezione e per le gravidanze indesiderate.

Anticorpi antisperma e tumori

Dopo la vasectomia i testicoli continuano a produrre lo sperma, ma gli spermatozoi non possono più raggiungere l’esterno attraverso l’eiaculazione.

Quando gli spermatozoi muoiono vengono di norma riassorbiti dall’organismo, esattamente come avviene in condizioni normali per lo sperma non eiaculato; molti uomini dopo l’intervento tuttavia sviluppano reazioni immunitarie allo sperma, sebbene i casi attuali indichino che queste reazioni non siano assolutamente pericolose.

Di solito lo sperma non viene a contatto con le cellule immunitarie e quindi esse non scatenano alcuna reazione; la vasectomia però rende le barriere che separano le cellule immunitarie dallo sperma meno efficaci, quindi molti uomini dopo aver subito l’intervento sviluppano anticorpi contro lo sperma.

Questo fatto ha sollevato la preoccupazione da parte dei medici e dei ricercatori, perché spesso le reazioni immunitarie dirette contro le parti del nostro stesso organismo provocano malattie autoimmuni.Artrite reumatoidediabete giovanilesclerosi multipla sono soltanto alcune delle malattie probabilmente o sicuramente causate da reazioni immunitarie di questo tipo.

Le reazioni immunitarie possono anche contribuire allo sviluppo dell’aterosclerosi, ovvero all’accumulo di placche all’interno delle arterie, causa di infarto, per questo negli anni ’70 i medici iniziarono a preoccuparsi che la vasectomia potesse aumentare il rischio di malattie cardiache negli uomini.

Le ricerche successive dimostrarono tuttavia che queste preoccupazioni erano prive di fondamento: non è infatti stata trovata alcuna prova che per gli uomini sottoposti a vasectomia fossero legati a maggiori probabilità di malattie cardiache o di altre malattie autoimmuni.

Qualche anno fa erano infine stati sollevati dubbi su un possibile legame con tumore alla prostata o ai testicoli, ma gli studi prodotti negli anni sembrano escludere qualsiasi tipo di collegamento.

Fonte principale: NIH (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Quali sono le percentuali di successo della riapertura?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Sono numerosi i fattori che influenzano il tasso di successo, tra cui l’esperienza del chirurgo (esperienza specifica nella riapertura, spesso calcolata sulla base del numero degli interventi annuali praticati); non ho trovato statistiche generali, ma la forbice va indicativamente dal 50% all’85% circa a seconda dei casi.

  2. Anonimo

    Buon pomeriggio a tutti,
    sono di Torino e vorrei effettuare l’intervento di vasectomia, senza dover andare a Brescia
    Qualcuno di voi potrebbe suggerirmi esperti in merito a cui rivolgermi?
    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non sono in grado di risponderle.