Anestesia totale o generale: effetti collaterali, rischi e preparazione

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 2 febbraio 2018

Introduzione

Per anestesia generale si intende un trattamento che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade.

Il sonno che viene indotto dall’anestesia generale è tuttavia ben diverso dal sonno regolare, il cervello anestetizzato non conserva ricordi e non risponde ai segnali del dolore, a differenza di quanto succederebbe normalmente in caso di stimoli forti come quelli causati da un intervento chirurgico, tanto che si preferisce parlare dal punto di vista medico di uno stato di coma farmacologicamente indotto.

Da un punto di vista generale possiamo individuare tre componenti necessarie:

  • ipnosi attraverso un farmaco ipnoinducente,
  • analgesia attraverso un farmaco analgesico,
  • rilassamento muscolare attraverso un farmaco miorilassante,

anche se in alcuni casi un unico farmaco può svolgere contemporaneamente due di queste funzioni.

L’anestesia generale è comunemente prodotta da farmaci iniettati per via endovenosa o da gas inalati.

Primo di donna addormentata durante un intervento chirurgico

iStock.com/Wavebreakmedia

Cause

Altre forme di anestesia possono consistere in una sedazione leggera oppure possono basarsi su iniezioni che consentono di intorpidire selettivamente una regione del corpo (epidurale e spinale, per esempio).

Il medico può raccomandare l’anestesia generale principalmente, ma non solo, per le procedure che:

  • richiedono molto tempo,
  • influiscono sul respiro, come gli interventi al petto o all’addome superiore.

Attraverso questo approccio si mira a ottenere:

  • analgesia (perdita di risposta al dolore),
  • amnesia (perdita di memoria),
  • immobilità (perdita di riflessi motori),
  • ipnosi (incoscienza),
  • paralisi (rilassamento muscolare scheletrico).

Procedura

Visita anestesiologica

La visita anestesiologica viene condotta dal medico anestesista qualche giorno prima dell’intervento e permette di pianificare con attenzione l’anestesia totale, ottenendo il miglior compromesso possibile tra rischi e benefici per il singolo paziente.

Verranno effettuate una serie di domande inerenti:

  • lo stato di salute generale, inclusi eventuali cambiamenti recenti,
  • allergie a farmaci o altro,
  • informazioni e abitudini, come altezza, peso, abitudine al fumo, consumo di alcolici, …
  • disturbi di salute cronici:
  • interventi subiti in passato,
  • passate esperienze con l’anestesia e relativi eventuali problemi.

L’anestesia generale attenua la naturale inclinazione del corpo a mantenere gli alimenti nello stomaco e fuori dai polmoni, quindi il paziente verrà istruito sui tempi necessari di digiuno (generalmente 6-8 ore per il cibo, poco meno per l’acqua).

Altrettanto, se non più importante, è la discussione sui farmaci in uso: potrebbe essere necessario evitare alcuni farmaci, ad esempio i fluidificanti del sangue come l’aspirina e soprattutto gli anticoagulanti come Coumadin, per diversi giorni prima dell’intervento.

Prima dell’anestesia generale

Poco prima di essere sottoposti a un’operazione chirurgica in genere al paziente viene somministrata una qualche forma di pre-anestesia, in cui uno o più farmaci tranquillanti permettono al paziente di essere portato in sala operatoria con relativa tranquillità.

Questo approccio è particolarmente importante nel caso di pazienti particolarmente ansiosi.

Durante l’anestesia generale

A questo punto verrà somministrato l’anestetico generale in forma di:

  • liquido che viene iniettato nelle vene attraverso un ago-cannula precedentemente posizionato in un braccio,
  • gas, attraverso una maschera appoggiata sul viso del paziente.

L’anestetico ha effetto molto rapido, il paziente perde conoscenza in meno di un minuto senza provare alcuna sensazione sgradevole (come se si addormentasse).

Una volta che il paziente si è addormentato viene inserito un tubo nella bocca e attraverso la trachea per essere sicuri di garantire abbastanza ossigeno e per proteggere i polmoni da secrezioni.

L’anestesista rimarrà con il paziente durante tutta la procedura, continuando a somministrare l’anestetico per garantire continuamente uno stato controllato di incoscienza e somministrando eventualmente antidolorifici in grado di garantire assenza di dolore al risveglio.

Durante tutta l’operazione il battito cardiaco, la pressione del sangue e la concentrazione dell’ossigeno nel sangue saranno controllati scrupolosamente dall’anestesista attraverso l’aiuto di speciali strumenti medici.

Dopo l’anestesia generale

Al termine dell’intervento l’anestesista interromperà gradualmente la somministrazione dell’anestetico e il paziente si risveglierà a poco a poco, a seconda delle circostanze già in camera o in una sala apposita; il risveglio è quindi ottenuto attraverso la progressiva eliminazione dall’organismo dei residui dei farmaci anestetici usati.

Gli anestetici generali possono influenzare memoria, concentrazione e riflessi per un giorno o due, quindi è importante per il paziente accertarsi di avere un adulto responsabile che possa aiutarlo per almeno 24 ore dopo l’operazione se la dimissione avvenisse in giornata.

Sarà inoltre consigliato di evitare la guida, il consumo di alcolici e la firma di documenti legali per 24-48 ore.

Smaltire l’anestesia

Uno dei dubbi più frequenti dei pazienti sottoposti ad anestesia generale sono i tempi di smaltimento della stessa; da questo punto di vista spesso sopravvivono da anni paure infondate, in quanto i farmaci ad oggi in uso sono ritenuti particolarmente “maneggevoli” e di rapidissimo smaltimento, nell’ordine di qualche ora.

Spesso a creare problemi nel tempo sono i possibili effetti collaterali e conseguenze dell’intervento, dei farmaci prescritti e della patologia in sé, non dell’anestesia; anche lo stress post-operatorio può avere un peso rilevante.

Quanto scritto è inoltre dimostrato dal fatto che in pazienti in salute anche una serie di anestesie totali ravvicinate in genere non causano alcuna conseguenza (mentre possono provocare confusione nel paziente anziano).

Effetti collaterali

Gli anestetici generali sono conosciuti per avere alcuni effetti collaterali piuttosto comuni, spesso descritti dall’anestesista durante la visita anestesiologica a cui ci si sottopone prima dell’intervento.

La maggior parte degli effetti indesiderati si verifica immediatamente dopo l’operazione e ha durata estremamente limitata, tra cui:

  • Nausea e vomito, che si verificano immediatamente e sono destinante a passare entro qualche ora, solo raramente possono durare fino a 24 ore.
  • Brividi e freddo, sensazione che può durare alcuni minuti o qualche ora.
  • Confusione e perdita di memoria, particolarmente comune nelle persone anziane o in soggetti con problemi di memoria pre-esistenti; si tratta in genere di un disturbo temporaneo, che tuttavia a volte può durare anche a lungo.
  • Disturbi della vescica, con difficoltà a urinare (in alcuni contesti può essere necessario al temporaneo ricorso al catetere).
  • Vertigini, trattate in genere attraverso la somministrazione di fluidi.
  • Lividi e dolore nella zona dell’ago cannula o dove siano stati iniettati altri farmaci, si tratta di fastidi con risoluzione spontanea senza necessità di trattamento.
  • Mal di gola, a causa del tubo inserito in gola a supporto della respirazione.
  • Danni alla bocca o ai denti, che si verificano in una piccola percentuale di pazienti, attraverso la presenza di piccoli tagli alle labbra, alla lingua o (raramente) ai denti, causati dal passaggio del tubo.

Pericoli

Nonostante gli enormi progressi in termini di sicurezza degli ultimi anni, il paziente è comunque esposto ad alcune complicazioni più o meno gravi associate all’utilizzo degli anestetici generali; si tratta di eventi rari, che si verificano in meno di 1 caso ogni 10.000.

Tra le complicazioni gravi ricordiamo:

  • Anafilassi, ossia una grave reazione allergica che può diventare fatale.
  • Una reazione ereditaria all’anestesia che causa difficoltà respiratorie.
  • La possibilità di svegliarsi durante l’intervento, che approfondiremo di seguito.
  • Morte, che si verifica in meno di un caso su 100000.

È più probabile andare incontro a rischi maggiori in caso di:

  • intervento di chirurgia maggiore,
  • intervento condotto in regime di emergenza,
  • paziente affetto da malattie croniche e/o gravi,
  • pazienti fumatori,
  • pazienti sovrappeso od obesi.

In quest’ottica è consigliabile smettere sia di fumare che di consumare alcolici nelle settimane che precedono l’intervento, così da ridurre i rischi connessi.

Può anche venire consigliato di perdere peso e, quando possibile, aumentare i livelli di attività fisica nelle settimane precedenti l’operazione chirurgica, in quanto ciò riduce anche il rischio connesso.

Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio

Il risveglio intraoperatorio (Anesthetic Awareness) è una rara condizione che si verifica quando un paziente recupera uno stato di coscienza durante l’intervento e con esso la possibilità di avvertire dolore e sensazioni di pressione, ma non la capacità di avvertire il team chirurgico; questa è la situazione peggiore, che si verifica se:

  • il farmaco usato per indurre il paziente in uno stato di incoscienza non funziona,
  • il farmaco usato per prevenire il dolore non funziona o è sotto-dosato,
  • ma il farmaco usato per provocare paralisi invece manifesta normalmente il suo effetto.

Si stima che circa un paziente su mille possa vivere una qualche forma di questo fenomeno, ma i casi gravi di awareness sono ormai rarissimi e la ricerca è tuttora impegnata nella comprensione e nella prevenzione di questo fenomeno.

Tra i fattori in grado di aumentare il rischio che accada troviamo:

  • anestesie condotte da medici tirocinanti senza supervisione,
  • utilizzo di farmaci induttori di paralisi
  • interventi in regime d’urgenza (parto cesareo, operazioni cardiache, …),
  • errori di dosaggio dei farmaci,
  • tolleranza ai farmaci del paziente, che è più probabile in caso di:
    • giovane età,
    • obesità,
    • fumo,
    • abuso di alcolici, oppiacei o anfetamine.

Video di approfondimento

Fonti principali:

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Cosa succede se per qualche motivo il tempo necessario all’intervento aumenta? Il paziente si sveglia e viene applicata una nuova anestesia?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      No, il paziente viene mantenuto addormentato per tutto il tempo necessario, con una somministrazione di anestetico continua.