Rimedi e cura per le emorroidi

Ultimo Aggiornamento: 113 giorni

Introduzione

Le emorroidi sono un fastidioso disturbo che colpisce l’ano e la mucosa che lo riveste; molto spesso del tutto asintomatiche, possono essere talvolta caratterizzate da dolore, fastidio ed eventualmente sanguinamento.

In genere tendono a risolversi spontaneamente dopo qualche giorno, ma può essere utile provare ad accelerarne la guarigione e prevenirne nuovi episodi attraverso qualche attenzione allo stile di vita:

  • consumare abbondanti quantità di fibra (verdura, frutta, cereali integrali), avendo però cura di introdurla gradualmente nella dieta per evitare la comparsa di gonfiore,
  • bere abbondantemente per ammorbidire le feci,
  • non ritardare l’evacuazione in caso di bisogno (alla lunga diventa causa di stitichezza),
  • perdere peso se necessario,
  • praticare regolare attività fisica.

Quando ormai sono comparse è consigliabile:

  • evitare sforzi durante l’evacuazione,
  • evitare l’uso della carta igienica a favore di salviette umide, generalmente più delicate sulla mucosa.

Farmaci e rimedi

Esistono diversi farmaci per la cura delle emorroidi, tuttavia possiamo dividerli in due grandi famiglie:

  • farmaci ad uso topico o locale
  • e farmaci ad uso orale.

Tra i farmaci ad uso locale troviamo poi tre forme farmaceutiche più o meno equivalenti fra loro, ossia

  • unguenti,
  • schiume,
  • supposte;

tutti e tre questi tipi di farmaci per la cura delle emorroidi agiscono di norma sulla sintomatologia con l’obiettivo di diminuire i fastidiosi effetti collaterali ad essa correlati (bruciore, fastidio, prurito, dolore e sanguinamento).

La maggior parte dei farmaci ad uso topico sono associazioni di un cortisone con un ; a questa categoria appartengono ad esempio Proctolin, Emorril, Prepacort, Doloproct, Ultraproct… Alcune formulazioni prevedono poi l’aggiunta di ulteriori sostanze ad azione vasculo-trofica, disinfettante o lubrificante (ad esempio Proctosoll).

Tutti questi farmaci sono di libera vendita e possono essere usati con relativa tranquillità per periodi di tempo limitati ad alcuni giorni, mentre in generale se ne sconsiglia l’uso durante la gravidanza se non espressamente avallato dal ginecologo. Il principale effetto collaterale, peraltro non particolarmente frequente, è una reazione allergica all’anestetico locale che può manifestarsi dopo alcuni giorni di trattamento continuo. Tutte gli unguenti contengono nella scatola anche un applicatore utile per l’applicazione interna del prodotto.

La principale controindicazione relativa ai prodotti contenenti cortisone è la presenza di emorroidi sanguinanti, specie quando si manifesta un vero e proprio gocciolamento; in questo caso il cortisone può essere causa di ritardo nella cicatrizzazione e si preferisce quindi l’uso di prodotti che non lo contengano, come ad esempio Ruscoroid e Preparazione H, quest’ultima utilizzabile anche in gravidanza.

Molto spesso di questi prodotti esiste anche l’equivalente in supposte, con le stesse indicazioni ed effetti collaterali.

Ricordiamo infine per dovere di cronaca la presenza sul mercato di un prodotto in crema, a nome commerciale Antrolin, contenente nifedipina, un calcioantagonista in grado di rilassare la muscolatura locale. L’uso è tuttavia limitato dalla richiesta di prescrizione medica.

Quando la terapia con un farmaco ad uso locale non risulti soddisfacente è possibile sostituirla od affiancarla ad una cura orale, attraverso l’assunzione di compresse o bustine, anche se va detto che non c’è unanimità nella comunità scientifica relativamente all’efficacia di questo approccio; i prodotti più famosi in questo caso sono ad esempio

  • Venoruton,
  • Tegens,
  • Daflon (o Arvenum).

Questi farmaci sono dotati di azione capillaro-protettrice, utile sia in caso di presenza che assenza di sanguinamento.

Fitoterapia

Nei casi più diffusi, quelli cioè che non richiedono intervento chirurgico, si possono individuare alcuni rimedi naturali che possono agevolare la risoluzione naturale del problema e nello stesso tempo alleviarne i sintomi.

L’Ippocastano () è conosciuto proprio come pianta per le emorroidi: ne viene utilizzata la corteccia perché ricca di molte sostanze attive fra le quali l’escina, a cui si devono le proprietà utili al trattamento delle emorroidi. I preparati in commercio sono studiati per avere un contenuto in escina pari al 16-21%, questa sostanza agisce sul tono venoso aumentando la resistenza dei capillari sanguigni riducendone la permeabilità. I flavonoidi presenti negli estratti di Ippocastano, grazie alla loro azione antinfiammatoria e vasocostrittrice, aiutano a migliorare la circolazione sanguigna ed alleviano i dolori nelle crisi emorroidali. Gli effetti sinergici di tutte queste sostanze sono particolarmente evidenti, oltre che nel trattamento delle emorroidi, anche nella cura dei sintomi legati all’insufficienza venosa, gambe pesanti e dolenti, ed alla fragilità capillare che si manifesta con presenza di ecchimosi o di varici. L’efficacia dell’Ippocastano è stata accertata da studi sperimentali e clinici su diversi soggetti sofferenti di insufficienza venosa, che hanno evidenziato una netta riduzione dei sintomi quali il dolore ed il prurito. La dose da assumere giornalmente varia da prodotto a prodotto, l’importante è che essa garantisca un apporto di 100-150 mg di escina. Esistono anche prodotti per applicazione topica indicati proprio nei casi di emorroidi.

Un altro prodotto fitoterapico indicato per il trattamento delle emorroidi e che si trova associato all’Ippocastano in numerosi preparati è il Rusco o Pungitopo (). E’ una pianta di cui si utilizza il ceppo con le radici in quanto ricca di sostanze simili a quelle contenute nell’Ippocastano, anch’esse in grado di esercitare un’azione venotonica, vasocostrittrice ed antinfiammatoria dimostrata da numerosi studi clinici.

Anche il Cipresso () viene utilizzato genericamente per il trattamento delle emorroidi, delle varici e delle gambe pesanti. I suoi coni, che costituiscono la parte utilizzata in fitoterapia, sono ricchi di polifenoli e flavonoidi che come abbiamo visto prima esercitano un’azione antinfiammatoria e vasocostrittrice nelle crisi emorroidali.

Da ricordare che tutte queste piante difficilmente producono effetti secondari indesiderati, come succede invece per i farmaci flebotonici classici.

Approcci alternativi

Disclaimer: Anche se personalmente sono scettico verso questo approcci, in caso di patologia emorroidaria occasionale e lieve non ci sono pericoli a provare approcci di medicina alternativa. Dr. Guido Cimurro.

Dopo aver visto i rimedi naturali per emorroidi che la fitoterapia ci mette a disposizione, passiamo ad analizzare le possibilità offerte da altre discipline mediche naturali: la floriterapia offre la Pomata di Bach che applicata localmente, almeno tre volte al giorno, è in grado di contrastare i sintomi più fastidiosi delle emorroidi. È un rimedio composto da 6 fiori: Rock Rose, Crab Apple, Clematis, Impatiens, Cherry Plum, Star of Bethlehem. Può essere usata anche nel caso in cui il problema sia cronico e questo è l’unico rimedio che Bach ha indicato per il trattamento di patologie fisiche. La Pomata di Bach è inoltre efficace anche per le ustioni, per le punture di insetto, per le verruche ecc. , è quindi adatta per essere tenuta nella cassetta del pronto soccorso a casa propria.

Un rimedio simile ce lo suggerisce l’omeopatia con la pomata alla Ratanhia, un arbusto del Perù di cui viene usata la radice, che è indicata per emorroidi accompagnate da ragadi anali che peggiorano durante e dopo la defecazione.

Un’altra pomata omeopatica è quella a base di Aesculus Compose, esiste anche la versione in supposte, da applicare localmente almeno 2 volte al giorno. Le pomate omeopatiche sono particolarmente indicate per donne in gravidanza che presentino il problema delle emorroidi, perchè estremamente sicure per il nascituro. L’Aesculus Compose è un rimedio specifico per le emorroidi non sanguinanti bensì dolorose e pruriginose, che migliorano con il freddo e peggiorano con il caldo. Può essere assunto anche per via orale nella dose di 10 gocce tre volte al giorno.

Nel caso di emorroidi con complicanze vengono consigliati diversi altri prodotti omeopatici, vediamone alcuni.

In caso di presenza di fistole anali si può assumere Berberis 9CH (dalla pianta nota come Crespino) e Silicea 9CH (ricavata dalla silice) nella dose di tre granuli di entrambi tre volte al giorno.
Se in una emorroide esterna si sviluppa un coagulo di sangue può manifestarsi un gonfiore doloroso, in questo caso l’omeopatia suggerisce l’utilizzo di Lachesis 5CH nella dose di tre granuli ogni ora o tre volte al giorno a seconda del grado di intensità del dolore. Lachesis è ricavato dal veleno del serpente omonimo, serpente che vive nelle foreste vergini dell’America Centrale e Meridionale.
In presenza di ragadi anali, oltre il rimedio citato in precedenza, si possono assumere Graphites 9CH (ricavata dalla comune grafite), Nitricum Acidum 9CH (ricavato dall’acido nitrico), Ratanhia 9CH nella dose di tre granuli di ognuno almeno tre volte al giorno.
Ricordiamo infine una preparazione omeopatica particolarmente conosciuta perchè proposta dalla ditta Boiron, che è Avenoc, proposta sia in pomata che supposte.

Sezione a cura di Romina Marroni

Quando contattare il medico

Si raccomanda di segnalare al medico se:

  • i sintomi non migliorano entro una settimana,
  • il sanguinamento è abbondante,
  • il dolore è molto severo.

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  1. Anonimo

    Mi consiglia una buona crema omeopatica per le emorroidi? Grazie mille!

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