Inversione della formula leucocitaria: spiegazione e pericoli

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

Per inversione della formula leucocitaria si intende la riduzione dei neutrofili associata all’aumento dei linfociti, rispetto al totale dei globuli bianchi (anche detti leucociti).

L’inversione della formula leucocitaria può essere riscontrata all’esame emocromocitometrico (in gergo più semplicemente emocromo), un esame standard del sangue che permette di ricavare oltre alla formula leucocitaria anche altri importanti parametri ematici, tra cui la conta dei globuli rossi, delle piastrine e dei globuli bianchi e i vari indici corpuscolari (MCV, MCH, MCHC, RDW, …).

L’inversione della formula leucocitaria può essere spiegata principalmente da:

  • infezione virale (respiratoria o gastrointestinale),
  • utilizzo di alcuni farmaci,
  • disordini immunitari,
  • neoplasie solide ed ematologiche,

e in alcuni casi è semplicemente costituzionale (cioè presente dalla nascita senza motivazioni patologiche).

Nella maggior parte dei pazienti non sono presenti sintomi clinici e spesso quindi non si tratta di una condizione preoccupante per la salute dell’individuo; è tuttavia sempre utile consultare un medico, che valuterà eventualmente di ripetere gli esami del sangue per un controllo a circa 1 mese di distanza, per valutare l’eventuale normalizzazione di questo parametro o la persistenza della sua alterazione.

Globuli rossi e leucociti nel sangue

Globuli rossi e leucociti nel sangue (iStock.com/Rost-9D)

Definizione

La formula leucocitaria (detta anche conteggio differenziale leucocitario) è un esame del sangue che permette di ricavare la quantità totale di globuli bianchi in un mm3 di sangue e di rilevare il numero assoluto e percentuale dei vari sottogruppi di globuli bianchi, che si possono classificare in cinque diverse tipologie:

  • neutrofili: 40% – 70% rispetto al totale di globuli bianchi
  • eosinofili: 2% – 4%
  • basofili: 0.2% – 2%
  • monociti: 2% – 8%
  • linfociti: 20% – 40%

Ognuna di queste cellule ha uno specifico e importante ruolo nel funzionamento del sistema immunitario e il loro aumento testimonia l’attivazione di quest’ultimo. L’analisi dell’aumento o della diminuzione dei vari sottogruppi di leucociti rappresenta per il medico un eccellente strumento d’ausilio nel processo di diagnosi e valutazione dell’andamento di diverse malattie.

In caso di inversione della formula leucocitaria la percentuale di neutrofili si abbassa e quella dei linfociti si alza, fino ad avere appunto la cosiddetta “inversione” del rapporto tra i due tipi di leucociti (rispetto a quelli che sono i valori normali).

Alterazioni quantitative dei vari sottogruppi di leucociti prendono il nome di:

  • neutrofilia o neutropenia (rispettivamente per l’aumento o la diminuzione dei neutrofili),
  • eosinofilia o eosinofilopenia,
  • basofilia o basofilopenia,
  • monocitosi o monocitopenia,
  • linfocitosi o linfocitopenia.

Ciascuna condizione è associata a svariate cause possibili, dalle più frequenti come quelle infettive, alle più rare come quelle neoplastiche (tumori).

L’aumento di ciascun sottogruppo di leucociti potrà essere:

  • assoluto (per aumento numerico reale di quel tipo cellulare),
  • relativo (un aumento solo in percentuale, per riduzione numerica di un altro tipo cellulare).

Si parlerà per esempio di

  • neutrofilia assoluta quando il numero di neutrofili aumenta oltre il loro valore normale,
  • neutrofilia relativa quando il loro valore assoluto non aumenta, ma aumenta invece il valore in percentuale rispetto al totale dei leucociti, per via della riduzione di altri tipi cellulari come ad esempio i linfociti.

Variazioni della formula leucocitaria si hanno soprattutto in caso di malattie infettive:

  • se l’infezione è veicolata da batteri o altri patogeni che attaccano dall’esterno le cellule, allora si avrà un quadro di leucocitosi neutrofila perché fondamentale sarà l’attività di fagocitosi dei neutrofili per debellare l’infezione;
  • se infezione è veicolata da virus o altri microrganismi che penetrano nelle cellule e le danneggiano dall’interno, allora si avrà un quadro di linfocitosi, perché per debellare l’infezione in questo caso sarà necessario l’intervento dei linfociti che riescono a riconoscere e a distruggere le cellule già infettate, evitando che l’infezioni si propaghi alle cellule ancora sane.

Cause

Le più comuni cause di inversione della formula leucocitaria sono:

  • infezioni causate da batteri, virus, funghi, protozoi e parassiti,
  • allergie,
  • infiammazione sistemica da svariate cause,
  • disordini del sistema immunitario (come immunodeficienze congenite od acquisite),
  • patologie autoimmuni (come lupus, artrite reumatoide, …),
  • malattie neoplastiche (leucemie, linfomi, e altri tumori del sangue),
  • farmaci (tra cui i chemioterapici)

Tra queste cause le più frequenti sono senz’altro le infezioni virali, tra cui spiccano quelle da citomegalovirus e quelle da virus di Epstein-Barr (lo stesso agente eziologico della mononucleosi).

Sintomi

Avere un’inversione della formula leucocitaria a volte non comporta nessun sintomo importante, visto che può essere un elemento costituzionalmente presente sin dalla nascita in un determinato individuo.

Nella maggior parte dei casi invece la causa sono malattie virali le quali, stimolando la produzione di linfociti, portano ad una linfocitosi assoluta con inversione della formula leucocitaria. In tal caso il quadro clinico prevederà i tipici sintomi di un’infezione virale:

Nel caso l’inversione della formula leucocitaria sia dovuta ad altre cause, come disordini immunitari, patologie autoimmuni, o neoplasie, il quadro clinico avrà sintomi tipici di quelle patologie.

Diagnosi

La diagnosi si effettua attraverso l’emocromo e il conteggio differenziale dei leucociti, ovvero la formula leucocitaria, con un semplice prelievo di sangue venoso (che viene effettuato al braccio negli adulti e nel tallone nei bambini molto piccoli).

Prima di eseguire il prelievo non è necessario il digiuno, a meno che non si debba valutare con lo stesso prelievo anche la glicemia o altri parametri con questo requisito.

A questo punto il laboratorio tramite conteggio elettronico automatico o mediante osservazione al microscopio diretto di una goccia di sangue strisciata su vetrino, fornirà tutti i parametri dell’emocromo compresa la formula leucocitaria.

Cura

Spesso l’inversione della formula leucocitaria ritorna alla normalità senza alcun tipo di trattamento, ad esempio in caso di infezione virale autolimitante e che guarisce grazie alla sola attivazione del sistema immunitario.

Qualora ci fosse una patologia di base diversa come una malattia autoimmune o una neoplasia, il trattamento dovrà essere il più adeguato ed efficace possibile, oltre che mirato alla specifica condizione.

Fonti e bibliografia

  • Core curriculum – Ematologia 2/ed – McGraw-Hill Education

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

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