Trigliceridi alti e bassi: valori normali e dieta

Ultimo Aggiornamento: 47 giorni

Cosa sono i trigliceridi?

Oltre a tenere sotto controllo la pressione arteriosa e il livello di colesterolo, c’è un altro parametro che è utile monitorare in un’ottica di prevenzione cardiovascolare: i trigliceridi.

I trigliceridi sono una delle diverse tipologie di grasso (lipide) presente nel sangue.

Se si assumono regolarmente calorie in eccesso, soprattutto calorie vuote come gli zuccheri e i grassi di cattiva qualità è più probabile avere i trigliceridi alti (ipertrigliceridemia), questo perché

  • sono il tipo di grasso maggiormente presente nei cibi consumati con la dieta,
  • ma soprattutto perchè l’organismo converte in trigliceridi qualunque caloria ingerita con il cibo eccedente il fabbisogno immediato, per immagazzinarli poi nelle cellule adipose. In seguito gli ormoni fanno rilasciare i trigliceridi per fornire energia tra pasti.

Una volta che la digestione ha provveduto alla rottura delle molecole di trigliceridi questi vengono assorbiti nel sangue, che a sua volta si occupa della distribuzione alle diverse cellule dell’organismo:

  • una parte è immediatamente utilizzata come fonte di energia,
  • mentre la parte eccedente viene immagazzinata per future necessità.

La presenza di una quantità eccessiva di trigliceridi nel sangue è causa di aumento del rischio di malattia coronarica, soprattutto nelle donne; i fattori di rischio che possono favorire l’aumento dei valori sono:

Si noti che l’ipertrigliceridemia è un fattore di rischio a sé, che aumenta la probabilità di incorrere in eventi cardiovascolari indipendentemente dai valori del colesterolo.

Un miglioramento dello stile di vita è spesso sufficiente a permettere un controllo dei valori, mentre per alcuni pazienti (con valori alti e/o ad alto rischio cardiovascolare) può è essere necessario il ricorso all’assunzione di farmaci.

Valori normali

Un semplice esame del sangue permette di verificare se i trigliceridi rientrano o meno nella soglia di normalità.

  • Normali: inferiore a 150 milligrammi
  • Ai limiti superiori della norma: da 150 a 199 mg/dl
  • Alti: da 200 a 400 mg/dl
  • Molto alti: oltre i 400 ml/dl

Fonte: Humanitas

Il medico in genere controlla i valori insieme al colesterolo (il cosiddetto pannello o profilo lipidico). Il sangue deve essere prelevato dopo 8-12 ore di digiuno per una misurazione accurata dei trigliceridi, perchè i valori tendono a fluttuare sensibilmente a stomaco pieno.

L’alcool e alcuni farmaci possono interferire con i risultati dell’esame, è quindi importante assicurarsi che il medico sia correttamente informato sulla terapia in corso, compresi prodotti da banco e integratori.

Non interrompere o cambiare la terapia in assenza di indicazioni del medico.

Differenza tra trigliceridi e colesterolo

I trigliceridi ed il colesterolo sono tipi diversi di lipidi che circolano nel sangue:

  • I trigliceridi conservano calorie inutilizzate e riforniscono di energia l’organismo,
  • mentre il colesterolo è usato per costruire cellule e alcuni tipi di ormoni.

Si noti che a seguito di un pasto la concentrazione dei trigliceridi nel sangue può aumentare sensibilmente, mentre i livelli di colesterolo sono meno influenzati sul brevissimo periodo.

Poiché trigliceridi e colesterolo non si sciolgono nel sangue, circolano attraverso il corpo con l’aiuto di specifiche proteine.

Trigliceridi alti (ipertrigliceridemia)

Il termine ipertrigliceridemia denota una condizione in cui il paziente ha una quantità eccessiva di trigliceridi nel sangue, una situazione associata al rischio di indurimento e ispessimento delle pareti delle arterie (aterosclerosi), che è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di ictus, attacco cardiaco e cardiopatia.

Trigliceridi molto alti, per esempio livelli sopra 1000 mg/dl, possono anche causare direttamente pancreatiti acute.

Un aumento dei valori è purtroppo del tutto asintomatico, questo significa che a meno di esami del sangue il paziente non può accorgersi di avere valori troppo elevati (raramente si manifesta xantoma, ossia una colorazione giallastra della pelle).

Le principali cause di ipertrigliceridemia sono:

In alcuni pazienti la produzione è endogena senza una causa individuabile (idiopatica).

Quando associata a pressione alta, obesità e iperglicemia viene diagnosticata la sindrome metabolica, una condizione che rappresenta un grave fattore di rischio cardiovascolare.

Abbassare i trigliceridi

La chiave è l’adozione di uno stile di vita sano:

  1. Dimagrire. Se sovrappeso, perdere anche solo da 2 a 4 kg aiuta a ridurre i trigliceridi. Motivarsi concentrandosi sui benefici della perdita di peso, dall’aumento dell’energia al miglioramento della salute.
  2. Ridurre le calorie. Ricordarsi che le calorie in eccesso vengono convertite in trigliceridi e immagazzinate come grasso. La riduzione delle calorie ridurrà i valori.
  3. Evitare cibi contenenti zucchero e raffinati. I carboidrati semplici, come lo zucchero e gli alimenti basati sulla farina bianca, possono aumentare i trigliceridi.
  4. Scegliere grassi più sani. Sostituire i grassi saturi contenuti nella carne con quelli monoinsaturi contenuti nei vegetali, come le olive, le noccioline e la colza. Mangiare pesce ricco di Omega 3, come il merluzzo e il salmone, invece della carne rossa.
  5. Consumare più fibra, attraverso frutta, verdura, farinacei integrali (pane, pasta, …) e legumi.
  6. Consumate più alimenti di origine vegetale, sostituendo almeno parte delle proteine della carne con legumi e soia.
  7. Moderare il consumo di alcolici. L’alcool ha molte calorie e zuccheri e ha un effetto potente sui trigliceridi. Anche piccole quantità di alcool possono aumentare i livelli in modo sensibile.
  8. Praticare attività fisica regolarmente. Porsi l’obiettivo di almeno 30 minuti di attività fisica tutti i giorni. L’attività fisica regolare può abbassare i trigliceridi e potenziare il colesterolo “buono”. Fare una passeggiata con passo veloce tutti i giorni, praticare nuoto o unirsi a una classe di ginnastica. Se non è possibile praticare un’attività per 30 minuti, cercare di seguire cicli di 10 minuti per volta. Fare una passeggiatina, salire le scale o fare qualche flessione mentre si guarda la televisione.

Dieta

L’assunzione di cibi ricchi di zuccheri semplici contribuisce significativamente a livelli alti di trigliceridi. Le linee guida seguenti spiegano come contenere l’assunzione di zuccheri semplici:

  1. Sostituire bevande come le bibite gassate, i succhi di frutta, il tè freddo, la limonata, con bevande dolcificate artificialmente, etichettate “sugar free” (senza zucchero) o meglio ancora con acqua.
  2. Limitare caramelle dure e gommose, cioccolatini e barrette dolci.
  3. Evitare di aggiungere zucchero semolato o di canna a cereali, bevande o alimenti. Usare piuttosto un dolcificante artificiale o a base di erbe, o addirittura niente.
  4. Scegliere gomme o mentine senza zucchero invece di quelle normali.
  5. Usare marmellate o confetture senza zuccheri aggiunti.
  6. Mangiare un frutto come merenda, non dolcetti a base di frutta.
  7. Scegliere cereali con non più di 8 grammi di zucchero a porzione.
  8. Essere consapevoli che i dolci etichettati “fat free” (senza grassi) a parità di calorie di solito contengono più zucchero della versione con grassi.
  9. Eliminare o evitare dolci, compresi biscotti, torte, pasticcini, gelati (anche di yogurt),sorbetti, semifreddi e ghiaccioli. Tutti questi alimenti sono molto ricchi di zucchero.
  10. Scegliere yogurt “light” invece di yogurt normali.
  11. Scegliere frutti interi invece dei succhi di frutta.
  12. Limitare le porzioni di ortaggi o legumi ricchi di amido a 1/2 tazza. Queste porzioni valgono per esempio di purea di patate, fagioli, mais e piselli. Limitare le patate al forno (con buccia) a circa 100 g.
  13. Limitare i cereali raffinati, ossia prodotti a base di farine raffinate, arricchite o lievitanti, molto povere o prive di fibre alimentari.
  14. Scegliere pane, cracker e cereali con avena, orzo, mais, riso o grano integrali come ingredienti principali.
  15. Provare pasta o riso integrali.
  16. Scegliere cereali per la colazione con almeno 5 grammi di fibre vegetali per porzione.
  17. Usare avena, bulgur, couscous, miglio o germe di grano come contorni.

Le bevande alcoliche possono aumentare significativamente i livelli di trigliceridi. Esempi di bevande alcoliche sono birra, vino, liquori, amari. Gli uomini non dovrebbero bere più di due bevande alcoliche al giorno. Le donne dovrebbero limitarsi a una bevanda alcolica al giorno (ma ricordiamo che l’alcool è una sostanza cancerogena e non esiste una quantità minima sicura).

Una bevanda alcolica equivale a: circa 40 ml di liquori, 80 ml di vino o 340 ml di birra. Tenere presente che queste quantità sono solo linee guida generali. Con livelli alti di trigliceridi, si dovrebbero evitare le bevande alcoliche o almeno limitarsi a quantità inferiori alle linee guida riportate sopra.

Una quantità eccessiva di grassi nella dieta, specialmente se grassi saturi e trans, può aumentare i livelli di trigliceridi.

  1. Limitare la quantità totale di grassi al 30 – 35% del totale delle calorie.
  2. Limitare i grassi saturi al 7% del totale delle calorie.
  3. Evitare i cibi contenenti grassi trans.
  4. Limitare l’assunzione totale di colesterolo a 200 mg giornalieri.
  5. Scegliere grassi monoinsaturi e polinsaturi (come olio di oliva) rispetto ad altri tipi di oli. Evitare il burro.

Altri ausili per ridurre i trigliceridi:

  1. Perdere peso se in sovrappeso.
  2. Ridurre il numero di calorie assunte quotidianamente controllando le dimensioni delle porzioni.
  3. Fare pasti piccoli e frequenti; non saltare pasti.
  4. Evitare merende notturne.
  5. Praticare attività fisica regolare.

Per approfondire la dieta utile ad abbassare i trigliceridi si segnala questo approfondimento.

Acidi grassi Omega 3

Gli alimenti contenenti acidi grassi Omega 3 si sono rivelati molto efficaci nell’abbassare i trigliceridi.

Per aumentare il contenuto di Omega 3 nella dieta, mangiare almeno due porzioni di pesci grassi alla settimana. Per esempio, sono ricchi di grasso pesci come

  • merluzzo,
  • salmone,
  • sardine,
  • tonno,
  • aringa,
  • trota.

Per quanto riguarda i pesci marini sono da preferire quelli di piccola taglia, per evitare pericolosi accumuli di mercurio.

Si può anche ricorrere a fonti di Omega 3 di origine vegetale, come

  • alimenti a base di soia,
  • olio di colza,
  • semi di lino,
  • noci.

Terapie farmacologiche

Se l’adozione di uno stile di vita sano non è sufficiente a controllare i livelli di trigliceridi, il medico potrebbe raccomandare l’impiego di:

  • Statine; il medico potrebbe prescrivere questi farmaci anti-colesterolo se il colesterolo “buono” (HDL) è basso, il colesterolo “cattivo” (LDL) è alto o c’è una storia di incidenti vascolari o diabete. Le statine includono per esempio l’atorvastatina (Lipitor) e la simvastatina (Zocor). Il dolore muscolare è un possibile effetto collaterale.
  • Olio di pesce; l’olio di pesce, o integratore alimentare di Omega 3, può aiutare ad abbassare i trigliceridi. Tuttavia, sono necessarie dosi elevate, quindi questa opzione viene in genere riservata a soggetti con livelli di trigliceridi sopra i 500 mg/dl. Le evidenze più recenti hanno inoltre dimostrato che l’assunzione attraverso la dieta è in grado di migliorare fattori quali il rischio di morte per evento cardiovascolare, a differenza dell’assunzione attraverso farmaci ed integratori, che non garantisce lo stesso beneficio.
  • Fibrati; anche i fibrati, come per esempio il fenofibrato (TriCor, Fenoglide,…) e il gemfibrozil (Lopid), possono ridurre i livelli di trigliceridi. I fibrati sembrano maggiormente efficaci in soggetti con valori di trigliceridi sopra 500 mg/dl. I fibrati possono aumentare i rischi di effetti indesiderati se assunti insieme alle statine.

Se il medico prescrive farmaci per abbassare i trigliceridi, assumerli seguendo le sue indicazioni. Ricordarsi comunque l’importanza di scegliere uno stile di vita sano, imprescindibile per ogni paziente con valori alti; i farmaci possono aiutare, ma l’adeguatezza dello stile di vita è fondamentale per abbassare i livelli dei trigliceridi e più in generale il rischio cardiovascolare.

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Il pane aumenta i trigliceridi?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Se consumato in quantità corrette assolutamente no; anche in caso di ipertrigliceridemia i carboidrati rimangono la base dell’alimentazione (dopo frutta e soprattutto verdura).