Zika virus: sintomi, gravidanza, prevenzione e cura

Ultimo Aggiornamento: 22 giorni

Introduzione

Il virus Zika è un flavivirus trasmesso dalle zanzare, parente stretto del virus Dengue.

È stato inizialmente isolato

  • nel 1947 da una scimmia rhesus nella foresta di Zika (Uganda),
  • poi nel 1948 da zanzare (Aedes africanus) nella stessa foresta,
  • infine nel 1954 da essere umani in Nigeria.

Il virus Zika è endemico in alcune zone dell’Africa e dell’Asia; è stato dapprima identificato nel Pacifico del Sud dopo uno scoppio epidemico nell’isola di Yap degli Stati Federati di Micronesia nel 2007; è balzato negli ultimi anni agli onori della cronaca per un’epidemia nata in Sud-America e per qualche caso anche in Nord-America (Stati Uniti e Canada).

I casi che si sono verificati negli anni scorsi in Italia sono stati in numero molto ristretto e limitati a pazienti provenienti da zone colpite, ma c’è da sottolineare che è solo da quando è esploso il clamore mediatico che i pazienti contagiati vengono seguiti con le dovute attenzioni.

Molte delle persone che vengono contagiate dal virus Zika non manifestano alcun sintomo, ma quando presenti questi possono essere:

  • febbre,
  • eruzione cutanea,
  • mal di testa,
  • dolori articolari,
  • congiuntivite,
  • dolore muscolare.

IIl Ministero della Salute non raccomanda alcuna restrizione relativamente ai viaggi, a parte ovviamente le donne incinte e le donne in cerca di gravidanza.

Causa

La malattia da virus Zika è causata da un virus appartenente al genere Flavivirus, famiglia Flaviviridae, gruppo Spondweni.

È stato isolato per la prima volta nel 1947 da una scimmia nella foresta Zika, in Uganda.

Trasmissione

Zanzare

Il virus Zika viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette della specie Aedes, la stessa zanzara responsabile della diffusione dei virus Dengue e Chikungunya.

Queste zanzare di solito depositano le uova vicino o in depositi di acqua stagnante come secchi, bacinelle, ciotole per animali, vasi di fiori e piante. Sono aggressive di giorno e preferiscono pungere umani; vivono all’interno e all’esterno, vicino alle persone.

Le zanzare si infettano quando pungono un soggetto già infettato dal virus. Una zanzara infetta può diffondere il virus ad altri soggetti tramite puntura.

Immagine di una zanzara nell'atto di pungere un essere umano.

Trasmissione verticale

Una madre infettata con il virus Zika, al termine del periodo di gestazione può trasmettere il virus al neonato nel periodo peri-natale, ma si tratta di un evento raro.

Sembra invece possibile, e purtroppo con conseguenze drammatiche, che il virus possa essere trasmesso dalla madre al feto durante la gravidanza. Questa modalità di trasmissione è in corso di studio.

Finora, non ci sono state segnalazioni di lattanti contagiati dal virus tramite il latte materno; alla luce di questo e dei i benefici legati alla pratica, l’allattamento al seno viene quindi raccomandato anche in aree in cui è presente il virus Zika.

Sangue infetto e contatti sessuali

  • La trasmissione per via sessuale è stata segnalata in alcuni casi. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’RNA del virus Zika può permanere nello sperma fino a 6 mesi dopo l’insorgenza dei sintomi (fonte: Eurosurveillance) ed è quindi consigliabile l’uso del preservativo per questo periodo in coppie in cui l’uomo torni da zone endemiche.
  • L’intervallo più lungo trascorso fra l’insorgenza dei sintomi in un uomo e la successiva insorgenza dei sintomi in una donna per presunta trasmissione sessuale è di 44 giorni, ma ovviamente questi dati vanno ancora presi con le dovute cautele per l’assenza di una sufficiente esperienza in tal senso.
  • Sinora non è stata invece segnalata trasmissione per via sessuale del virus dalla donna al partner.
  • Esiste un rischio potenziale di trasmissione attraverso le trasfusioni di sangue, il trapianto di cellule staminali emopoietiche, la donazione di sperma ed il trapianto di organi, anche se attualmente non è stato segnalato alcun caso dovuto a tali modalità di trasmissione.
  • Ad oggi non sono stati documentati rischi legati alla saliva, l’urina o il latte materno.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi (80%) la malattia decorre in maniera del tutto asintomatica; quando si manifesta, la durata è di circa 2-7 giorni.i

Quando compaiono sintomi, l’infezione da virus Zika è caratterizzata da una febbre modesta (meno di 38,5°C), spesso associata a eruzione maculopapulare (puntini sulla pelle).

Sono frequenti anche sintomi quali

  • dolori muscolari,
  • dolori articolari eventualmente con gonfiore (tipicamente a carico delle piccole articolazioni delle mani e dei piedi),
  • cefalea,
  • dolore tra gli occhi
  • e congiuntivite.

Poiché i sintomi sono spesso lievi, l’infezione può passare inosservata o diagnosticata erroneamente come Dengue.

È certa come detto un’alta incidenza di infezioni asintomatiche, come succede con altri flavivirus, ad esempio il virus Dengue o il virus del Nilo occidentale.

La maggior parte dei soggetti guarisce senza complicanze significative ed è raro il ricorso al ricovero ospedaliero. Finora, non sono stati riferiti casi mortali di virus Zika (o comunque aneddotici, in base alla fonte consultata).

Incubazione

Il periodo di incubazione non è ancora stato definito in modo certo; è tipicamente di 2-7 giorni (il Ministero parla invece di un intervallo compreso tra i 3 e i 14 giorni a seguito della puntura di zanzara), ma la malattia provocata da questo virus è asintomatica nel 80% dei casi.

Durata

La malattia è generalmente non grave, con sintomi che si protraggono da qualche giorno a una settimana.

Pericoli

Poichè fino ad oggi l’epidemie legate al virus sono sempre state limitate, sia in termini di numero di pazienti colpiti che di estensione delle zone interessate, la conoscenza delle possibilità complicazioni è ancora limitata.

Durante gli episodi fra il 2013 ed il 2014 registrati nella Polinesia francese, coincisi peraltro con un’aumentata diffusione della febbre Dengue, le autorità sanitarie nazionali hanno osservato un aumento di casi della sindrome di Guillain-Barré e, un recente studio francese, conferma che l’infezione da virus Zika ne sia un fattore di rischio. Osservazioni simili sono state fatte durante l’epidemia in Brasile del 2016.

La sindrome di Guillain-Barré (SGB) è una rara affezione in cui il proprio sistema immunitario attacca le cellule nervose, causando debolezza muscolare, talvolta, paralisi. Questi sintomi possono protrarsi per qualche settimana o diversi mesi. In generale, la maggior parte dei soggetti colpiti da SGB guarisce, ma in alcuni individui ci sono danni irreversibili e, in casi rari, la sindrome è mortale.

Il Ministero della Salute brasiliano ha segnalato un aumento dei casi di SGB, avvenuti in concomitanza all’epidemia di virus Zika, e simili incrementi della SGB sono stati segnalati dopo episodi epidemici di Zika in altri paesi.

Gravidanza

Nel 2015 le autorità sanitarie brasiliane hanno purtroppo osservato un aumento significativo di neonati affetti da microcefalia (la testa del neonato è più piccola rispetto a neonati, a parità di sesso e di età) ed altre malformazioni gravi, aumento che sembra essere legato alle madri che hanno contratto il virus Zika durante la gravidanza. Sta crescendo la conoscenza del collegamento tra il virus Zika e queste malformazioni; in attesa di saperne di più, i CDC (centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani) raccomandano precauzioni speciali per i seguenti gruppi di soggetti:

  • Donne in gravidanza (qualunque trimestre): prendere in considerazione il fatto di rimandare viaggi in zone in cui sia in corso la trasmissione del virus. Se viaggiare in tali aree è necessario, consultare prima il medico e attenersi strettamente alle regole di prevenzione delle punture di zanzare durante il viaggio.
  • Donne che stanno cercando di rimanere incinta: prima di intraprendere il viaggio, consultare il medico riguardo al tentativo di rimanere incinta e il rischio di contrarre l’infezione da virus Zika.

I repellenti contro gli insetti possono essere usati in gravidanza o durante l’allattamento?

Assolutamente sì. L’uso di repellenti è sicuro ed efficace. Le donne in gravidanza o che stanno allattando potranno e dovranno scegliere un repellente regolarmente registrato e usarlo attenendosi alle sue istruzioni.

Se una donna viene contagiata quando non è incinta, ci sono rischi per eventuali gravidanze successive?

L’infezione non espone a rischi legati gravidanze successive. Il virus Zika di solito rimane nel sangue della persona contagiata solo per qualche giorno o una settimana. Il virus non causerà infezioni in un neonato concepito dopo che il virus è stato eliminato dal sangue.

Quanto devo aspettare per cercare una gravidanza dopo essere essere stata contagiata?

Si consiglia di aspettare almeno 3 mesi dal ritorno dalla zona colpita dall’epidemia prima di iniziare la ricerca di gravidanza, se non si sono manifestati sintomi; il virus rimane in circolo da pochi giorni ad ad una settimana circa, quindi calcolando anche il tempo di incubazione questo sembra un periodo sufficiente a scongiurare rischi.

Si raccomanda in ogni caso di fare riferimento al ginecologo, in quanto la ricerca è ancora in corso ed alcuni organismi come il NHS inglese e il nostro Ministero della Salute consigliano di attendere:

  • 6 mesi dalla completa scomparsa di tutti i sintomi i caso di contagio certo.

Per quanto possa contare, personalmente consiglierei di adottare le indicazioni più restrittive e ricordo alle donne di assumere giornalmente l’acido folico.

Il mio partner è di ritorno da un Paese colpito, cosa dobbiamo fare?

La trasmissione per via sessuale è rara, ma possibile, quindi si raccomanda l’uso del preservativo per 6 mesi dal ritorno a casa (si può accedere al test sul seme su base volontaria come da indicazioni ministeriali),

Diagnosi

I sintomi di Zika sono simili a quelli di Dengue e Chikungunya, malattie causate da altri virus trasmessi dallo stesso tipo di zanzare.

Consultare un medico nel caso compaiano sintomi simili a quelli descritti sopra e si sia stati in aree in cui il virus è presente. In caso di viaggi recenti, riferire quando e dove ci si è recati. Il medico può richiedere esami del sangue per la ricerca del virus Zika o altri virus simili, come Dengue e Chikungunya.

Esistono vari metodi diagnostici, come l’identificazione dell’acido nucleico del virus, il suo isolamento e prove sierologiche. L’identificazione del virus Zika tramite tali metodi può essere eseguita su campioni di saliva o urina ottenuti nei primi 3 – 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi o su siero prelevato nei primi 3 giorni.

Chi si dovrà sottoporre all’esame per il virus Zika durante una gravidanza?

I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americane (Centers for Disease Control and Prevention, abbreviati in CDC) non raccomandano l’esame per il virus Zika in tutte le donne incinte. Le donne incinte che vivono o hanno visitato aree in cui il virus è endemico possono invece volersi sottoporre all’esame.

  • Donna incinta e abitante in un’area endemica
    • A fronte di segni e sintomi di Zika, consultare tempestivamente il proprio medico e sottoporsi all’esame. Se l’esame del sangue dimostra la presenza del virus o in caso di risultati dubbi, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia per controllare l’eventuale presenza di segni di microcefalia del feto. L’ecografia è un esame prenatale che mostra su un monitor immagini del feto all’interno dell’utero, generate tramite ultrasuoni. Eventualmente, sarà prescritta anche un’amniocentesi per la ricerca del virus nel liquido amniotico che circonda il feto dentro l’utero.
    • In assenza di segni o sintomi di Zika, il medico potrebbe prescrivere l’esame per il virus insieme al primo controllo periodico prenatale. Un esame del sangue di controllo per il virus Zika può essere eseguito nel secondo trimestre. Se l’esame del sangue dimostra la presenza del virus o in caso di risultati dubbi, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia o un’amniocentesi per controllare il feto.
    • Se l’ecografia rivela microcefalia del feto o depositi di calcio nel cervello fetale, l’esame per lo Zika potrebbe essere ripetuto nella donna o nel feto. Il medico potrebbe anche voler ricercare dopo il parto il virus Zika nella placenta e nel cordone ombelicale. La placenta si sviluppa nell’utero e porta al feto nutrienti e ossigeno attraverso il cordone ombelicale.
  • Donna incinta che ha visitato di recente un’area endemica
    • A fronte di segni o sintomi di Zika entro due settimane dal viaggio, consultare tempestivamente il proprio medico. Riferire al medico le zone visitate. Il medico potrebbe richiedere un esame del sangue per controllare la presenza del virus Zika e altri virus. Se l’esame del sangue dimostra la presenza del virus o in caso di risultati dubbi, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia per controllare l’eventuale presenza di segni di microcefalia fetale o un’amniocentesi per la ricerca del virus nel feto.
    • In assenza di segni o sintomi, il medico potrebbe raccomandare un esame del sangue di controllo 2 – 12 settimane dopo il ritorno a casa. Se l’esame del sangue dimostra la presenza del virus o in caso di risultati dubbi, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia o un’amniocentesi per controllare il feto.
    • Se l’ecografia rivela microcefalia del feto o depositi di calcio nel cervello fetale, ripetere l’esame del sangue per lo Zika. Il medico potrebbe eseguire un’amniocentesi per controllare la presenza del virus nel feto.

In caso di contagio durante la gravidanza, il medico potrebbe richiedere una visita specialistica di medicina materno-fetale o di medicina infettiva. Gli specialisti in medicina materno-fetale sono medici con percorsi di studio e formativi mirati alla cura di donne con gravidanze ad alto rischio. Gli specialisti in malattie infettive sono medici con percorsi formativi mirati alla diagnosi e al trattamento delle infezioni.

Cura e terapia

Non sono al momento disponibili né vaccini né farmaci per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da Zika.

Si pensa che una volta contratta la malattia si acquisisca immunità.

Il trattamento dei sintomi prevede principalmente:

  • riposo,
  • bere tanto per evitare la disidratazione,
  • assumere medicinali (ad esempio, paracetamolo) contro la febbre e il dolore.
    L’aspirina e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene e il naproxene, dovrebbero essere evitati finché non sia esclusa un’infezione da Dengue per ridurre il rischio di emorragie. Se in terapia con farmaci per altre patologie, consultare il proprio medico prima di assumere altri medicinali.

Se affetti dall’infezione è opportuno cercare di evitare punture di zanzare durante la prima settimana della malattia, in quanto il virus può essere trovato nel sangue e contagiare altri individui, veicolato dalle zanzare.

Prevenzione

Non esistono vaccini che prevengano la malattia da virus Zika.

Le zanzare che diffondono il virus Zika sono soprattutto diurne, quantomeno nelle zone attualmente endemiche (mentre in Europa sembra che la zanzara tigre possa fare da vettore). Sono le stesse zanzare che diffondono i virus Dengue e Chikungunya.

La strategia preventiva prevede al momento una protezione dalle zanzare:

  1. Usare repellenti contro gli insetti: I repellenti contenenti DEET, picaridina, IR3535 e alcuni oli di eucalipto limone e prodotti con para-mentano 3,8 diolo forniscono una protezione di lunga durata.
  2. Nel caso di uso combinato di filtri solari e repellenti anti-insetti, applicare prima i filtri e poi i repellenti.
  3. Non mettersi il repellente sulla pelle sotto i vestiti.
  4. Trattare i vestiti con permetrina o comprare vestiti tratti con permetrina.
  5. Seguire sempre le istruzioni del prodotto nell’applicare repellenti o filtri solari.
  6. Se il tempo lo permette, indossare camice a maniche lunghe e pantaloni lunghi.
  7. Usare l’aria condizionata o zanzariere alle finestre/porte per tenere le zanzare all’esterno. Se non è possibile proteggersi dalle zanzare in casa o in albergo, dormire sotto una zanzariera da letto.
  8. Aiutare a ridurre il numero di zanzare all’esterno e all’interno di casa propria o dell’albergo svuotando acqua stagnante in recipienti quali vasi di piante o secchielli.

Se affetti da Zika, proteggere il contagio di altri individui. Durante la prima settimana di infezione, il virus Zika può essere trovato nel sangue e contagiare altri individui, veicolato dalle zanzare. Una zanzara infetta può diffondere il virus ad altri soggetti.
Per prevenire la trasmissione ad altri soggetti, evitare punture di zanzara durante la prima settimana di malattia.

Per approfondire segnaliamo l’uscita due informative ad opera del Ministero della Salute:

Fonti Principali: (adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara)

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Non se ne sente più parlare… è perché è stata sconfitta?

  2. Anonimo

    Salve dottore io sto in punta Cana per lavoro da pochi giorni, mia moglie sta ancora in Italia se lei viene possiamo provare ad avere un bimbo?
    Scusi ma qui non nascono bimbi?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      È consigliabile prima informarsi presso le strutture locali se la zona sia a rischio Zika, perchè in alcuni Paesi i governi stanno consigliando quando possibile di rimandare un’eventuale gravidanza.

  3. Anonimo

    Salve dottore sconsiglierebbe una vacanza il prossimo marzo in Messico avendo due bimbi di 3 e 1 anno? Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Non necessariamente se non è in previsione una nuova gravidanza, ma ovviamente senta anche e soprattutto il parere del ginecologo.

  4. Anonimo

    Salve Dottore,io e mio marito faremo la luna di miele a dicembre a Rio de Janeiro zona a rischio Zika. Desideriamo avere un bimbo. Cosa mi consiglia. Aspettare 3 mesi dal nostro ritorno? E dato che nell’80% dei casi la malattia è asintomatica come si fa a capire se l’ho avuta io o mio marito? Perché a volte leggo che si deve aspettare 6 mesi. La ringrazio.

    1. Anonimo

      Dimenticavo: quale repellente efficace mi consiglia di portare?

    2. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      1. Attendere *sei* mesi dal ritorno in Italia, a prescindere dai sintomi.
      2. Autan Tropical o simile.

    3. Anonimo

      Buona sera noi siamo attualmente a turks and caicos nei Caraibi , ci sono rischi se si è in cerca di una gravidanza ??

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, è un territorio dell’america latina pertanto considerato a rischio. saluti

  5. Anonimo

    Quali sono gli esami clinici specifici che consentono di verificare se è stato contratto il virus della zika?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Ne esistono diversi che possono identificare il virus, il suo acido nucleico o i relativi anticorpi sul sangue, o anche esami sulle urine.

    2. Anonimo

      Dopo questi esami se risulta che non si è contratto alcun virus si può procedere con il tentativo di gravidanza?
      Saluti.

    3. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      In genere si consiglia semplicemente di evitare rapporti non protetti per 6 mesi dal ritorno dalla zona a rischio.

  6. Anonimo

    Buongiorno,
    mio marito ed io stiamo tentando (da diversi mesi) di avere un bambino.
    Abbiamo prenotato una vacanza in Thailandia, non sapendo che fosse uno dei paesi in cui è presente la zika (eravamo convinti fosse un problema dell’america centro-meridionale).
    Come comportarci con il viaggio? Dobbiamo annullarlo?
    Inoltre, se contraggo la zika senza essere incinta, ci possono essere comunque problemi per una futura gravidanza?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, consiglio intanto di informarvi sull’eventuali precauzioni da assumere relativamente ai luoghi in cui starete, se effettivamente dovessero esistere rischi specifici. E’ chiaro che il contagio di un qualsiasi virus può creare problemi in gravidanza, molto dipende dai tempi appunto, se si contrae un virus e si instaura una gravidanza potrebbero ovviamente esserci delle complicazioni.

  7. Anonimo

    Buongiorno Dottore, io partirò per una crociera ai Caraibi di 15 giorni il 16 Dicembre. Vorremmo provare ad avere un bambino. Ci consiglia di aspettare al nostro ritorno o c’è un periodo di incubazione quindi sarebbe meglio aspettare qlc mese?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      6 mesi dal suo ritorno a casa.