Angioplastica coronarica: procedura e rischi

Ultimo Aggiornamento: 123 giorni

Introduzione

L’ è un intervento chirurgico a cui si ricorre quando le arterie coronarie sono ostruite o ristrette e devono essere riaperte.

Quest’intervento permette quindi di migliorare la circolazione diretta verso il cuore.

Con l’andare del tempo i grassi possono accumularsi nelle arterie, formando placche che causano un progressivo indurimento e restringimento delle arterie (aterosclerosi). L’aterosclerosi può manifestarsi in tutte le arterie dell’organismo, quando colpisce le coronarie è detta coronaropatia.

L’angioplastica è in grado di ripristinare la circolazione diretta verso il cuore quando le coronarie sono bloccate o ristrette a causa della coronaropatia.

L’angioplastica è un intervento piuttosto frequente che può essere usato per:

  • Far regredire i sintomi della coronaropatia, ad esempio l’angina (dolore o disagio al torace) e i problemi respiratori.
  • Limitare i danni al muscolo cardiaco provocati da un infarto. L’infarto si verifica se l’arteria è completamente ostruita e il sangue non può più scorrere. L’ostruzione di solito è dovuta a un trombo che si forma sulla superficie della placca. Durante l’intervento di angioplastica viene gonfiato un piccolo palloncino all’interno dell’arteria, ripristinando almeno in parte la circolazione.
  • Migliorare la speranza di vita di alcuni pazienti.

Le complicazioni gravi sono rarissime, ma si possono verificare, indipendentemente dalla bravura e dalla perizia del chirurgo.

I ricercatori stanno mettendo a punto nuove tecniche per migliorare la sicurezza e l’efficacia dell’angioplastica, per impedire alle arterie di restringersi nuovamente dopo l’intervento e per far sì che l’angioplastica diventi una possibilità di terapia per un maggior numero di pazienti.

Chi deve sottoporsi all’intervento

L’angioplastica coronarica è usata per ripristinare la circolazione diretta verso il cuore quando le arterie coronarie si sono ristrette o sono bloccate a causa di una coronaropatia.

L’angioplastica è solo una delle diverse terapie possibili per la coronaropatia, tra le altre terapie ricordiamo la terapia farmacologica e il bypass aorto-coronarico (CABG). Il medico prenderà in considerazione diversi fattori quando si tratterà di decidere quale terapia o insieme di terapie consigliarvi.

Rispetto al bypass aorto-coronarico, l’angioplastica presenta alcuni vantaggi:

  • non richiede incisione (taglio),
  • non richiede anestesia generale (durante l’intervento, cioè, si rimane coscienti e non si è addormentati),
  • la guarigione e il recupero sono più rapidi.

L’angioplastica è anche usata come intervento d’emergenza in caso di infarto; le placche, accumulandosi all’interno delle coronarie, possono rompersi, quindi, sulla superficie della placca, si può formare un trombo che blocca la circolazione. Quando il cuore non riceve una quantità sufficiente di sangue ossigenato può subire danni irreversibili.

Se l’arteria ostruita viene riaperta tempestivamente il danno dovuto all’infarto può essere contenuto, perché la circolazione diretta verso il muscolo cardiaco viene ripristinata. L’angioplastica normalmente è il modo più veloce per riaprire un’arteria ostruita ed è la modalità d’intervento migliore in caso di infarto.

Uno svantaggio dell’angioplastica rispetto al bypass aorto-coronarico è che l’arteria, nel tempo, corre un maggior rischio di richiudersi; è tuttavia è possibile diminuire il rischio usando gli stent, in particolare quelli ricoperti di farmaci (stent a eluizione).

Gli stent sono piccoli tubicini con struttura retiforme che vanno a sostenere la parete interna delle arterie, permettendo di diminuire il rischio che l’arteria si restringa o si ostruisca una seconda volta. Alcuni stent sono ricoperti di farmaci, rilasciati continuamente e lentamente nell’arteria, che diminuiscono la probabilità che l’arteria si ostruisca di una seconda volta.

Gli stent, tuttavia, presentano anche diversi rischi: in alcuni casi infatti sullo stent si possono formare dei trombi che provocano a loro volta un infarto.

Il medico vi informerà sulle varie possibilità di terapia e vi consiglierà l’intervento più adatto per il vostro caso.

Intervento di angioplastica

Prima di effettuare un’angioplastica coronarica, il medico vorrà individuare con esattezza la posizione delle ostruzioni delle coronarie, valutandone la gravità.

Per ottenere queste informazioni,dovrete sottoporvi all’ coronarica, un esame in cui si usano un mezzo di contrasto e i raggi X per visualizzare l’interno delle arterie.

Durante l’angiografia vengono inseriti uno o più cateteri (piccoli tubicini) in un’arteria, normalmente nella zona pelvica. Il catetere viene quindi fatto scorrere verso le coronarie. Nel catetere è iniettato uno speciale mezzo di contrasto visibile mediante le radiografie.

Le diverse radiografie, scattate man mano che il mezzo di contrasto si diffonde nelle coronarie, permettono di individuare le eventuali ostruzioni, la loro posizione e la loro gravità.

Durante l’intervento di angioplastica un altro catetere con una specie di palloncino all’estremità (catetere a palloncino) viene inserito nella coronaria e posizionato in corrispondenza dell’ostruzione. Il palloncino, una volta gonfiato, spinge la placca contro la parete dell’arteria, riaprendo l’ostruzione e migliorando la circolazione.

Angioplastica coronarica con catetere a palloncino

Angioplastica con catere a palloncino

Angioplastica con catere a palloncino (http://www.nhlbi.nih.gov/health/dci/Diseases/Angioplasty/Angioplasty_howdone.html)

La figura illustra una coronaria in cui si è accumulata una placca (le coronarie sono arterie che si trovano sulla superficie esterna del cuore).

  • La figura A illustra il catetere a palloncino, sgonfio, inserito nell’arteria ostruita.
  • Nella Figura B il palloncino è stato gonfiato, è andato a comprimere la placca e ha ristabilito una corretta circolazione nell’arteria.
  • In Figura C troviamo l’arteria libera.

Di solito durante l’intervento viene inserito nell’arteria un tubicino con struttura retiforme, lo stent. Lo stent viene avvolto intorno al catetere a palloncino prima che questo sia inserito nell’arteria e gonfiato.

Quando il palloncino è gonfiato e va a comprimere la placca, lo stent si espande e si attacca alle pareti dell’arteria. Lo stent va a costituire una specie di impalcatura interna dell’arteria e fa diminuire il rischio di restringimenti o blocchi del vaso sanguigno.

Alcuni stent sono ricoperti di farmaci che vengono rilasciati lentamente e continuamente nell’arteria, e sono detti stent a eluizione. I farmaci aiutano a impedire che l’arteria si ostruisca a causa della crescita di tessuto cicatriziale al suo interno.

Angioplastica con stent

Angioplastica con stent

La figura illustra il posizionamento di uno stent all’interno di un’arteria coronaria in cui si è formata una placca.

  • La Figura A mostra il catetere a palloncino sgonfio e lo stent chiuso, inseriti nella coronaria ostruita. Nel riquadro troviamo una sezione dell’arteria, con inserito il catetere a palloncino e lo stent ancora chiuso.
  • In Figura B, vediamo il palloncino che è già stato gonfiato, con lo stent che va a comprimere la placca contro le pareti dell’arteria e ristabilisce la normale circolazione.
  • Nella Figura C troviamo l’arteria libera grazie allo stent; nel riquadro possiamo vedere una sezione della placca compressa sulle pareti e dell’arteria allargata dallo stent.

Prima dell’angioplastica

L’intervento di angioplastica coronarica viene effettuato in ospedale da un cardiologo: i cardiologi sono medici specializzati nella diagnosi e nella terapia dei disturbi e delle patologie cardiache.

Se l’angioplastica non viene effettuata come intervento di emergenza, incontrerete il cardiologo prima dell’intervento: procederà a un’anamnesi dettagliata, chiedendovi anche quali farmaci state assumendo, effettuerà una visita e vi parlerà dell’intervento, dandovi tutte le informazioni necessarie.

Il medico, inoltre, potrà prescrivervi alcune analisi di routine, ad esempio

Una volta prenotato l’intervento, il medico vi comunicherà:

  1. Quando iniziare il digiuno prima dell’intervento. Spesso è necessario rimanere digiuni dalla sera precedente l’intervento.
  2. Quali farmaci potrete o non potrete assumere il giorno dell’intervento.
  3. L’ora e il luogo in cui dovrete presentarvi.

Anche se l’intervento di angioplastica dura soltanto un’ora o due, probabilmente dovrete essere ricoverati per un giorno o più.

Probabilmente il chirurgo vi consiglierà di non mettervi alla guida per un certo periodo dopo l’intervento e quindi dovrete chiedere in anticipo a qualcuno di riportarvi a casa.

Durante l’intervento

L’angioplastica coronarica viene effettuata in una sala operatoria speciale, detta sala di cateterismo cardiaco, dotata di schermi e apparecchiature radiografiche speciali.

Il chirurgo userà queste attrezzature per visualizzare, ingrandite, le ostruzioni presenti nelle coronarie.

Preparazione

In sala operatoria sarete sdraiati. Vi verrà inserita una flebo nel braccio, per somministrarvi i liquidi e i farmaci. I farmaci servono per rilassarvi e per evitare che si formino trombi.

Per prepararvi all’intervento la zona dove il chirurgo inserirà il catetere sarà depilata. Il catetere, di solito, è inserito nell’inguine. Dopo la depilazione la zona sarà disinfettata ed anestetizzata. L’anestetico potrà dare una sensazione di bruciore durante la somministrazione.

Intervento

Durante l’angioplastica sarete sotto anestesia, ma rimarrete coscienti.

Il chirurgo usa una specie di ago per realizzare un piccolo foro in una delle arterie del braccio o dell’inguine. Un tubicino guida, sottile e flessibile, è inserito nell’arteria attraverso il foro. Poi l’ago viene rimosso; un tubicino rastremato (guaina) è inserito nell’arteria usando la guida.

Il cardiologo, poi, colloca un catetere guida (tubicino lungo, sottile e flessibile) nella guaina e lo fa scorrere nel tubicino guida. Il catetere va a raggiungere l’apertura dell’arteria coronaria e il tubicino guida viene rimosso.

Il chirurgo inietta una piccola quantità di un mezzo di contrasto speciale nel catetere; in questo modo è possibile visualizzare l’interno della coronaria ed eventuali ostruzioni usando una procedura radiografica detta angiogramma.

Un altro tubicino guida è inserito nel catetere e nella coronaria e viene fatto diretto in prossimità dell’ostruzione. Il catetere guida permette di inserire nel tubicino un catetere più sottile con una specie di palloncino all’estremità (catetere a palloncino).

Il catetere a palloncino è posizionato nella zona ostruita e poi è gonfiato, in questo modo la placca viene spinta verso la parete dell’arteria ripristinando la circolazione nell’arteria e alleviando l’ostruzione. In alcuni casi può essere necessario gonfiare e sgonfiare il palloncino diverse volte per allargare l’arteria. In seguito, il catetere a palloncino, il catetere guida e il tubicino guida sono rimossi.

Per rimuovere le placche molto resistenti, in alcuni casi può essere usato il rotablator, uno strumento simile a un piccolo trapano.

Il chirurgo può impiantare uno stent (tubicino retiforme) nell’arteria, per evitare le ostruzioni. In questo caso, lo stent sarà avvolto intorno al catetere a palloncino.

Quando il chirurgo gonfia il palloncino, lo stent si gonfia e va a premere contro la parete dell’arteria. Dopo che il palloncino sarà sgonfiato e tolto dall’arteria insieme col catetere, lo stent rimarrà al suo posto dentro l’arteria.

Alla fine dell’intervento, il foro nell’arteria attraverso il quale sono stati inseriti gli strumenti viene sigillato con un dispositivo apposito, oppure esercitando pressione finché il vaso sanguigno non si cicatrizza.

Durante l’angioplastica, vengono somministrati forti anticoagulanti per via endovenosa, per impedire che si formino trombi nell’arteria o sullo stent; gli anticoagulanti sono farmaci che ostacolano la coagulazione del sangue e possono essere talvolta somministrati già prima dell’intervento.

Dopo l’angioplastica

Dopo l’angioplastica coronarica sarete spostati nel reparto di terapia intensiva e sarete ricoverati per alcune ore o per un giorno al massimo. Dovrete rimanere sdraiati per alcune ore, in modo da consentire all’arteria del braccio o dell’inguine di cicatrizzarsi completamente.

Mentre vi riprendete gli infermieri terranno sotto controllo la vostra frequenza cardiaca e la pressione, monitorando anche il braccio o l’inguine per eventuali emorragie. Dopo alcune ore, sarete in grado di camminare.

La zona in cui sono stati inseriti i cateteri può far male o tirare per circa una settimana.

Ritorno a casa

La maggior parte dei pazienti può ritornare a casa già il giorno dopo l’intervento. Quando il chirurgo riterrà che potete essere dimessi, vi darà tutte le istruzioni da seguire una volta ritornati a casa, ad esempio:

  • Attività o ginnastica che potete o non potete fare.
  • Appuntamento per la visita di controllo.
  • Prescrizioni per i farmaci da assumere.
  • Eventuali sintomi di infezione a cui prestare attenzione nella zona dov’è stato inserito il catetere. Tra i sintomi di infezione possiamo avere: rossore, gonfiore o sanguinamento.
  • Situazioni in cui è consigliabile consultare il medico. Ad esempio dovreste chiamarlo se avete problemi a respirare, se avete la febbre oppure sintomi di infezione, dolore o sanguinamento nella zona in cui è stato inserito il catetere.
  • Situazioni in cui è consigliabile chiamare un’ambulanza o farsi accompagnare al pronto soccorso (ad esempio, in caso di dolore al torace).

Il cardiologo vi prescriverà farmaci in grado di impedire la formazione di trombi: è fondamentale assumerli attenendosi scrupolosamente alle prescrizioni. Se durante l’angioplastica vi è stato impiantato uno stent, questi farmaci sono in grado di diminuire la formazione di trombi su di esso. I trombi potrebbero ostruire l’arteria e causare un infarto.

La maggior parte dei pazienti guarisce dall’angioplastica e riprende a lavorare circa una settimana dopo le dimissioni. Il medico, comunque, vorrà tenere sotto controllo i vostri progressi dopo le dimissioni. Durante la visita di controllo il medico vi visiterà, cambierà eventualmente la vostra terapia, vi prescriverà tutti gli esami necessari e controllerà le vostre condizioni di salute generali.

Approfittate della visita per rivolgere tutte le domande che vi vengono in mente sulle attività, sulle medicine o sui cambiamenti dello stile di vita, oppure per chiedere informazioni su eventuali altri temi che vi preoccupano.

Modifiche dello stile di vita

L’angioplastica può far diminuire i sintomi della coronaropatia, ma non è una cura per essa né per i fattori di rischio che la provocano. Assumere uno stile di vita più sano può essere utile per curare la coronaropatia e per mantenere nel tempo i buoni risultati ottenuti con l’angioplastica.

Parlate con il vostro medico dei fattori di rischio per la coronaropatia e delle modifiche dello stile di vita che dovrete realizzare, per alcuni pazienti queste modifiche possono essere l’unica forma di terapia necessaria.

Tra i cambiamenti dello stile di vita ricordiamo:

  1. modifiche della dieta,
  2. abolizione del fumo,
  3. attività fisica regolare,
  4. dimagrimento o mantenimento del peso forma,
  5. diminuzione dello stress.

Vi consigliamo inoltre di assumere tutti i farmaci prescritti dal medico attenendovi rigorosamente alle prescrizioni.

Riabilitazione cardiaca

Il cardiologo potrà consigliarvi la riabilitazione cardiaca, un programma eseguito con la supervisione di un medico che contribuisce a migliorare la salute e il benessere dei pazienti affetti da patologie cardiache.

La riabilitazione cardiaca comprende:

  • ginnastica,
  • educazione sanitaria sui problemi cardiaci,
  • consulenze psicologiche volte a diminuire lo stress e ad aiutarvi a ritornare a una vita attiva.

Il vostro medico potrà consigliarvi il migliore programma di riabilitazione cardiaca presente nella vostra zona.

Complicazioni

L’angioplastica coronarica è un intervento piuttosto comune, le complicazioni, pur rare, si possono presentare indipendentemente dall’attenzione e dalla perizia del chirurgo. Tra le complicazioni gravi ricordiamo:

  • emorragia dall’arteria in cui sono stati inseriti i cateteri,
  • danni ai vasi sanguigni, provocati dai cateteri,
  • reazione allergica al mezzo di contrasto somministrato durante l’angioplastica,
  • aritmia (irregolarità del battito cardiaco),
  • necessità di impiantare un bypass coronarico d’emergenza (2-4% dei pazienti), se l’arteria si richiude anziché riaprirsi,
  • danni ai reni, causati dal mezzo di contrasto,
  • infarto (3-5% dei pazienti),
  • ictus (meno dell’1% dei pazienti).

In alcuni casi durante l’angioplastica si può avvertire dolore al torace, perché il palloncino interrompe per alcuni istanti la circolazione diretta verso il cuore.

Come per tutti gli interventi effettuati sul cuore, le complicazioni possono causare la morte del paziente, ma si tratta di un’eventualità piuttosto rara: meno del 2% di pazienti muore durante l’angioplastica.

Il rischio di complicazioni è maggiore per:

Sono in corso ricerche che renderanno l’angioplastica più sicura e più efficace, impediranno alle arterie di chiudersi di nuovo e faranno sì che l’angioplastica diventi una possibilità d’intervento per un maggior numero di pazienti.

Complicazioni degli stent

Restenosi

Dopo l’angioplastica la coronaria che ha subito l’intervento può restringersi o bloccarsi di nuovo, spesso anche già dopo sei mesi dall’intervento. Questa complicazione è detta restenosi. Se l’intervento non prevede l’uso dello stent (tubicino retiforme), 4 pazienti su 10 soffriranno di restenosi.

La restenosi può anche essere provocata dalla formazione di tessuto cicatriziale intorno allo stent: se si usa lo stent, 2 pazienti su 10 soffriranno di restenosi.

Restenosi da Stent

Restenosi da Stent (http://www.nhlbi.nih.gov/health/dci/Diseases/Angioplasty/Angioplasty_Risks.html)

In figura è rappresentata la restenosi di un’arteria coronaria, già riaperta con uno stent.

  • In Figura A, lo stent è stato gonfiato e va a comprimere la placca, ripristinando la normale circolazione. Il Riquadro A contiene una sezione dell’arteria riaperta e della placca compressa sulla parete.
  • Nella Figura B, con il passare del tempo, si è formata una cicatrice nella zona dello stent, che provoca un’ostruzione parziale dell’arteria e disturbi di circolazione. Il riquadro B illustra una sezione della cicatrice formatasi intorno allo stent.

Gli stent a eluizione fanno diminuire la possibilità di formazione di cicatrici e diminuiscono ancor di più il rischio di restenosi. Usando stent di questo tipo, circa 1 paziente su 10 soffre di restenosi.

Altre terapie, ad esempio la radioterapia, possono impedire la formazione di tessuti all’interno dello stent. Durante l’intervento viene inserito un filo conduttore nel catetere usato per posizionare lo stent. Il filo conduttore rilascia radiazioni, per impedire l’eventuale sviluppo di tessuti in grado di ostruire l’arteria.

Trombosi

Le ricerche suggeriscono che il rischio di formazione di trombi è maggiore sugli stent a eluizione rispetto agli stent metallici, tuttavia non è stato dimostrato con certezza che questo tipo di stent aumenti la probabilità di infarto o di morte del paziente, se usato correttamente.

Se gli stent a eluizione sono usati sui pazienti con disturbi coronarici in stadio avanzato, c’è un rischio maggiore di formazione di trombi, infarto e morte. I ricercatori, comunque, stanno continuando a studiare gli stent a eluizione, anche per quanto concerne l’uso sui pazienti affetti da disturbi coronarici in stadio avanzato.

È possibile diminuire il rischio di formazione di trombi assumendo i farmaci secondo prescrizione medica: i medici di solito consigliano a chi ha uno stent a eluizione di assumere farmaci anticoagulanti, ad esempio il clopidogrel (Plavix®) o l’aspirina, per mesi o anni in modo da diminuire il rischio di trombosi.

Come per tutti gli interventi è importante chiedere al medico quali sono le possibilità di terapia, e informarsi sui rischi e sui benefici.

Video

Fonte principale:

  •  (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Buonasera…4 mesi fa mio padre ha subito un intervento di angioplastica con applicazione di stant coronarico…gli è stato prescritto in terapia di assumere bisoprololo, plavix e
    cardioaspirina insieme e torvast la sera…a distana di 4 mesi ritrovandomi col chirurgo che l’ha operato vengo a sapere che il plavix sarebbe stato dovuto assumere solo al primo mese e nn per 12 come prevedeva il reparto di cardiologia di Taranto…ora mi pongo il dubbio ma il torvast é così necessario assumerlo…??? Premetto che si tratta di persona in fase di dialisi e che il suo valore di colesterolo e quasi 0…grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì, immagino che sia un dosaggio alto (80 mg?) e in genere si continua regolarmente.

  2. Anonimo

    Buongiorno, circa due anni fa sono stato sottoposto ad angioplastica con applicazione di cinque stents (discendente anteriore, circonflessa e destra). Recentemente ho effettuato una radiografia toracica per altri controlli estranei alla coronaropatia. Mi aspettavo di “vedere” gli stents ( in quanto metallici )osservando le lastre con attenzione, invece nulla. È normale che non si vedano? Potrebbero essere “nascosti” da tessuto cicatriziale formatosi nel tempo?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è propriamente il mio campo, ma le confermo che è stato normale non vederli (mentre sarebbero credo stati visibili con la TAC).

  3. Anonimo

    Mi chiamo Paolo ho 34 anni e sono stato sottoposto ad a angioplastica. L’intervento mi è stato fatto mercoledì scorso e sabato sono uscito. Ieri mi è venuta la febbre (38°) . Ho sudato per tutta la notte e stamattina non ho febbre ma solo emicrania. Caso strano è che la pressione è salita un po. Posso stare tranquillo oppure devo rivolgermi a qualcuno?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è consigliabile far valutare la situazione al suo medico di famiglia. saluti

  4. Anonimo

    dottore da una setimana sono stato tratato con angioplastica con due stent < mA< dire la verita non sono contento perche mi sento stanco con fibrilasione con dei intervali di batiti di cuore persione bassa non oltre 110x 65< stanchessa con principio di giramento di testa E NORMALE HO DEVO PREOCUPARMI GRAZIE <<<<<<<

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è normale che si senta stanco, la pressione va bene, deve essere mantenuta più bassa in questi casi; le auguro una pronta guarigione!

  5. Anonimo

    DOTTORE SONO STATO SOTOPOSTO AD UN INTERVENTO ANGIOPLASTICO ALLE CORONARIE CON DUE STENT E SEMBRA CHE VADO ABASTANSA BENE<<<<<< QUELLO CHE CHIEDO SE POSSO ANDARE ANNCORA CON LA BICI DI CORSA E SE POSSO DOPO QUANTO TEMPO POSSO RIPRENDERE GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, credo che il cardiologo le permetterà di riprendere (senza forzare), ma i tempi sono una decisione che spetta esclusivamente allo specialista.

  6. Anonimo

    Salve dott.,
    ieri un mio zio ha subito un intervento di angioplastica. Da stamane avverte dolori diffusi e ha lieve febbre. I medici al momento escludono infezione, anzi parlano di “normalità”. Ecco, queste conseguenze possono rientrare nella normalità? Mi scusi, sono alquanto preoccupato.
    Grazie mille.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la febbre è lieve sì.

      È ancora in ospedale, giusto?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Volevo solo essere sicuro che eventuali aumenti della febbre (che probabilmente comunque non si verificheranno) possano essere subito valutate da un medico.

    3. Anonimo

      La situazione si è stabilizzata, niente febbre. Grazie ancora una volta.

  7. Anonimo

    Chi ha subito un’ angioplastica alle coronarie può fare palestra ( per esempio sollevamento pesi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È da valutare caso per caso con il proprio medico, sicuramente qualche precauzione verrà consigliata.

    2. Anonimo

      Per l’ angioplastica occorre assumere una serie di farmaci a vita o per un certo periodo di tempo: corlentor, lopressor, cardioaspirina enaprem?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile che almeno alcuni farmaci verranno usati cronicamente.

  8. Anonimo

    Buongiorno dottore. L’intervento di mio padre per inserire i bypass è andato bene. Ora è in terapia intensiva ma forse già domani andrà in camera. Il cardiologo gli ha detto che se non avesse fatto la coronarografia sarebbe potuto accadere, a breve, il peggio…
    Approfitto di questo sito per dire quanto sia fondamentale la prevenzione e in particolare la coronarografia. Perchè il semplice elettrocardiogramma sotto sforzo e l’ ecocardiogramma non avevano evidenziato il serio problema dell’occlusione delle vene. E’ un esame salvavita…
    Spero che la convalescenza e la ripresa di mio padre vadano per il meglio. Grazie. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono davvero felicissimo di avere notizie positive sull’intervento e la ringrazio per la sua testimonianza.

  9. Anonimo

    Buonasera dottore. Mio padre di anni 76 ha eseguito una coronarografia in seguito alla quale gli hanno trovato due vene calcificate. Il cardiologo gli ha detto che dovrà mettere il baypas. Lui a parte questo problema e la pressione alta tenuta sotto controllo dalla pillola, non ha altri problemi.
    Sono in ansia per lui. È un intervento rischioso? E quali le prospettive post operatorie?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Vedrà che una volta superato l’intervento, che ormai ha ampi margini di sicurezza, si sentirà anche meglio di adesso.

    2. Anonimo

      Grazie dottore! lo spero tanto! lui non aveva sintomi e la coronarografia è stata fatta di “controllo”. E per fortuna che l’ha fatta! Sarà operato domani mattina.

  10. Anonimo

    Buongiorno dottore,
    Vorrei chiedere quest’intervento angioplastica + stent che si rissolve, si effettua in Italia o altri paesi? Se in Italia, mi sappia dire in quale ospedale in Milano?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche in italia, probabilmente in tutti o quasi gli ospedali di Milano; in zona il Monzino è fra i centri di eccellenza.

  11. Anonimo

    ho ristringimento delle vene del collo un lato 40 e un lato 70 dovrei operarmi o no

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi sento in grado di esprimere un giudizio.

  12. Anonimo

    Mi hanno fatto un angioplastica da due giorni. Ora sono a casa. .mi hanno detto logicamente di non fumare..io ho sempre fumato parecchio.Ho 59 anni e da 40 fumo ora sto usando la sigaretta elettronica ma se fumo qualche sigaretta e così pericoloso tenendo conto che da 20 sigarette al giorno ora al massimo ne fumo 4 o 5. Grazie in anticipo. …

  13. Anonimo

    Ho 65 anni donna da una settimana sottoposta ad angioplastica su IVA ho ancora qualche piccolo affanno .Io e mio marito frequentiamo il ballo dopo quanti giorni possiamo riprendere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma questa è una decisione che spetta al suo medico.

  14. Anonimo

    Salve dott. vorrei sapere dopo essere stato sottoposto a angioplastica inserimento stent tutto bene sono stato una settimana niente febbre dopo aver messo piede a casa ho avuto febbre fino a 38,2 oggi 37 come lo spiega? dovuto hai medicinali? o infezione li dove avvenuta la corono grafia i, il medico di base mi ha dato tachipirina ed augumentin antibiotico .Lui mi consiglerebbe altro?cosideri che ho freddo agli arti ,Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sintomi respiratori di qualunque genere (tosse, raffreddore, …)?

    2. Anonimo

      non ho nessun sintomo, non ho il raffreddore né la tosse né il mal di gola e nessun dolore osseo.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Con l’antibiotico siamo coperti, ma rimanga in contatto con il medico se la febbre non dovesse passare.

  15. Anonimo

    Buona sera

    Vorrei sapere gentilmente se un uomo ha avuto 3 stent di cui 2 sono stati chiusi totalmente ed il 3 e in parziale. ..ci potrebbero essere problemi?

  16. Anonimo

    Dottore sono io Nicoletta, da ieri ho un dolore fortissimo al’inguine lì dove hanno praticato il foro per fare angioplastica, ne ho avute 3,mi fa male proprio lì cosa dovrei fare? curante o ospedale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, leggo solo ora; le avrei consigliato di valutare in base all’entità del dolore.

      Come va oggi?

    2. Anonimo

      Dottore ho avuto una visita in ospedale,ho un infiammazione al’inguine mi hanno trovato un ernia inguinale.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace di questa “scoperta”, ma non si spaventi, non è un problema un grave.

  17. Anonimo

    Buonasera, ho 62 anni e ad aprile di quest’anno sono stato sottoposto ad intervento di angioplastica coronarica con applicazione di stent medicati per il trattamento di n.2 lesioni (IVA MEDIA e 1^ Marginale). Ambedue le lesioni sono state trattate con l’applicazione di due stent. Il trattamento dell’IVA Media ha dato stenosi PRE 80% e POST 10%, mentre la 1^ Marginale una stenosi PRE 99% a POST 0%.
    Dopo sei mesi sono stato sottoposto a prova da sforzo con esito negativo.
    Oggi a distanza di 50 giorni dalla prova da sforzo inizio a sentire delle fitte in corrispondenza dei secondi stent applicati (credo la 1^ Marginale).
    Volevo chiedere se queste fitte potrebbero essere causate da dolori da raffreddamento o rappresentare anche possibili anticipazioni di complicanze degli stent o dell’arteria.
    La preoccupazione che mi sovviene e che l’arteria dilatata dallo stent (stenosi da 99% a 0%) possa essere interessata da qualche forma di cedimento difficilmente riscontrabile e da possibili effetti deleterei.
    Cosa sarebbe consigliabile fare?
    Grazie anticipate
    Giuseppe

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di avere l’esperienza per rispondere.

    2. Anonimo

      Mi chiedo cosa ci sta a fare se non risponde ad una domanda. E ridicolo leggere

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se anche solo riuscissi ad aiutare una persona su 1000 il servizio avrebbe raggiunto il proprio scopo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono così convinto che esista un’età massima, penso invece che si valuti il rapporto rischio beneficio di ciascun caso, ma non le so rispondere con certezza.

  18. Anonimo

    Anni 75. A causa di ischemia coronarica sono stato trattato in angioplastica + stent. Dopo di che, per i giorni a seguire, sempre in degenza ospedaliera, mi sono sentito molto peggio rispetto a prima dell’ischemia: frequenti dolori al petto, oppressione cardiaca, affanno, stanchezza, debolezza. Al che il cardiologo responsabile mi ha fatto un ecocardiogramma transesofageo rilevando un distaccamento della mia protesi valvolare aortica BIOLOGICA. della quale sono portatore da quasi vent’anni. Mi tocca ineludibilmente rioperarmi ma, a proposito di quest’ultimo stato patologico, sono convinto cha la causa è stata il trattamento di angioplastica. Prima non accusavo i sopra descritti sintomi tipici di sovraccarico ventricolare. Grazie della risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non non l’esperienza clinica necessaria a fornirle una risposta.

  19. Anonimo

    Salve,
    mio padre 50 anni, preso da una miriade d’impegni ha avuto un infarto ed ha subito (se si può dire così) un’angioplastica al cuore . Fino ad allora, non aveva mai presentato sintomi, pur essendo un soggetto ad alto rischio: ex fumatore( da più di 2anni), apnee notturne regolate con l’uso dell’apposito macchinario, in sovrappeso, molto preso dalle attività lavorative e dalla famiglia . Dopo l’angioplastica subita a febbraio prende i medicinali prescritti, ora conduce un’alimentazione sana infatti ha perso peso e ha ripetuto vari controlli anche test da sforzo risultando tutto negativo. Nonostante i referti dei vari cardiologi e dei vari esami il medico del lavoro non vuole firmare il documento per il rientro al lavoro o potrebbe ritornare ma non sollevando più di 10 kg, cosa che non potrebbe permettere a mio padre di lavorare anche se tutti gli altri commissione inps compresa hanno stabilito che è tutto nella norma. Scusi la lunga introduzione ma la domanda è questa: secondo lei è il caso di far fare una controperizia , o davvero mio padre non potrà sollevare più di 10 kg e quindi non potrà più svolgere il suo lavoro? Mi scusi ancora per la lunghezza ma data la giovane età sarebbe un grosso problema non poter lavorare per lui
    CORDIALI SALUTI

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi sento in grado di esprimere un giudizio.

    2. Anonimo

      Buongiorno non credo che possa decidere lui se riprenderlo a lavorare o meno , a questo punto allora dovrebbe essere riconosciuta un invalidità e pertanto il diritto di pensione ! Ma in Italia è tutto un incognita

  20. Anonimo

    Domanda:Dopo un intervento du angioplastica ad un uomo di 48,non diabatico e con nessuna patoligia,c’e’ la possubilita’ di assumere dei farmaci prescritti sul piano terapeutici,che causino DE o eiaculazione precoce,o cambiamenti sulla vita sessuale,se e’ si,per quanto tempo e come poter risolvere il problema?

    Grazie anticipatamente

  21. Anonimo

    SALVE VOLEVO SAPERE SE SI POSSONO FARE INTERVENTI DI ANGIOPLASTICA CON STAND A PARIGI SE C’è DIFFERENZA CON L’ITALIA E DOPO QUANDO TEMPO L’INTERVENTO PUO’ ESSERE DIMESSO IL PAZIENTE GRAZIE

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