Prevenzione dei tumori e dieta: cereali e tuberi

Ultimo Aggiornamento: 276 giorni

I cereali e i prodotti amidacei come le patate, apportano la maggior parte dell’introito calorico a livello mondiale. In particolare i cereali possono essere integrali o raffinati e lavorati come pasta o pane, oppure possono essere in chicchi come il riso, l’orzo, la segale; i tuberi sono principalmente rappresentati dalle patate, ma esistono altri tipi di radici amidacee che fanno parte dell’alimentazione dell’uomo non necessariamente comuni nel nostro Paese.

In questo post si parlerà del collegamento tra l’assunzione di questo tipo di alimenti e l’incidenza di alcuni tipi di cancro. Prima di tutto è bene definire gli alimenti di cui andremo a parlare.

Definizioni e composizione

Cereali

Nei cereali troviamo prodotti come

  • riso,
  • grano,
  • orzo,
  • segale,
  • avena,
  • mais,
  • spelta,
  • sorgo
  • ed altri minori.

In commercio possiamo trovarli sia in chicchi sia in forma lavorata, ma la distinzione principale è tra raffinati e integrali: questi ultimi, dato il processo produttivo più breve e meno invasivo, hanno più nutrienti, in particolare contengono più fibre, più vitamine del gruppo B e più minerali come il ferro.

Nonostante siano entrambi molto ricchi di amido (uno zucchero formato da molte molecole di glucosio, praticamente lo zucchero principale di questo gruppo alimentare), i prodotti integrali sono più ricchi di proteine. La maggiore ricchezza di nutrienti, come detto, deriva dalla lavorazione del chicco prima di essere commercializzato: il prodotto raffinato scarta molti degli strati esterni e lascia solo la parte più centrale, rendendo il prodotto più chiaro ma anche più povero, mentre i prodotti integrali hanno ancora alcuni strati esterni, che li rendono, però, più scuri.

Un discorso particolare va fatto per i cereali da colazione: estremamente impoveriti di nutrienti, in questi prodotti vitamine e minerali vengono per fortuna riaggiunti nel processo di lavorazione, per renderli un po’ più ricchi dal punto di vista nutrizionale. Purtroppo spesso viene aggiunto anche dello zucchero, che rende questi alimenti una scelta di secondo piano, se si sta attenti all’aspetto salutistico.

Tuberi

Fra tuberi l’alimento più comune è la patata, al suo fianco possiamo trovare le patate dolci (o batate), la manioca e le plantains, che sono una sorta di banane amidacee. A livello nutritivo il componente principale è l’amido ma, se mangiati con la buccia, i tuberi apportano anche un buon quantitativo di fibre. A seconda del tipo, possono contenere vitamina C, manganese, vitamina B6, carotenoidi.

Un problema molto importante quando si parla di cereali e tuberi è rappresentato dalle , tossine prodotte da alcuni tipi di muffe del genere Aspergillum. Queste risultano tossiche per il fegato e la loro quantità è regolata per legge: non potendo evitare la contaminazione in toto, si è stabilito un massimo che non deve essere superato ().

Incidenza sullo sviluppo del cancro

Né i cereali né i tuberi hanno mostrato chiare relazioni con lo sviluppo o la prevenzione di alcun tipo di tumore di per sé.

Le ricerche si sono soffermate soprattutto sul ruolo della fibra alimentare. Questo nutriente è stato infatti passato al vaglio da molti studi clinici, con dati a volte contraddittori: esistono alcune evidenze che mostrano un effetto preventivo per il tumore all’intestino retto e al colon, ma allo stesso tempo, anche se in numero minore, altre evidenze non sono così chiare o addirittura sembrano associare un effetto dannoso.

Esaminando la letteratura scientifica, si è arrivati alla conclusione che non ci siano effetti sicuri, ma è probabile che la fibra possa essere considerata un nutriente protettivo. L’effetto sarebbe dato dalle proprietà dirette e indirette della fibra: l’aumento della velocità del transito intestinale e del volume fecale favoriscono degli effetti riconosciuti come benefici, anche se ancora non si è arrivati a capire l’esatto meccanismo d’azione, inoltre l’aumento di fibre nella dieta è accompagnato dall’aumento di alcune vitamine importanti come i folati, che possono rappresentare un altro fattore favorevole per la salute.

Alcune evidenze mettono poi in relazione l’effetto positivo delle fibre anche con il cancro esofageo, ma per questa malattia gli studi sono meno chiari e l’effetto protettivo è solo ipotetico.

Come accennato in precedenza un tema fondamentale è quello delle aflatossine: esse sono considerate una causa certa di cancro al fegato, con un meccanismo dose-dipendente.

L’aflatossina è capace di interagire con il DNA cellulare e di danneggiarlo, risultando quindi non solo capace di facilitare lo sviluppo di un tumore, ma di causarlo di per sé. È quindi fondamentale che le coltivazioni risultino in regola con i limiti imposti dalla Comunità Europea per la preparazione e la commercializzazione dei prodotti che possono essere contaminati.

Questo articolo è tratto dal capitolo 4.1 del WCRF-AICR Diet and Cancer Report ()

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