Prevenzione dei tumori e dieta: alcool ed alcolici

Ultimo Aggiornamento: 276 giorni

Le bevande alcoliche hanno quasi sempre derivazione da alcune piante fermentate, solo a volte da alimenti di origine animale (ad esempio il latte). I prodotti più consumati sono la birra, il sidro, il vino, i vini liquorosi e i liquori; ognuno di questi ha una gradazione alcolica diversa. L’alcol contenuto in queste bevande è l’etanolo, che può dare dipendenza e stimola una condizione di euforia e disinibizione che può essere pericolosa, infatti è considerato anche come uno stupefacente con effetti sociali e comportamentali, oltre che biologici.

Definizioni e composizione

L’etanolo deriva dalla fermentazione degli zuccheri fatta da alcuni lieviti. Esso è sia un alimento capace di dare energia, sia un composto stupefacente capace di agire a livello fisico e mentale.

Apporta circa 7 kcal per grammo ed è metabolizzato dal fegato. Normalmente, la quantità massima di alcol circolante nel sangue è raggiunta tra i 30 e i 60 minuti dopo l’ingestione e viene metabolizzato al ritmo di 10-15 g/h. Gli effetti fisici possono rivelarsi molto gravi: superare gli 0,4 g/dl nel sangue può anche essere fatale.

La birra proviene tipicamente dall’orzo, anche se al giorno d’oggi sono usati anche altri cereali. Normalmente contiene dal 3 al 7% di alcol, inoltre porta con sé alcuni composti fenolici che danno gusto e colore, e che possono avere effetti antiossidanti. Contiene inoltre magnesio, potassio, riboflavina, folati e altre vitamine del gruppo B.

Il vino proviene dall’uva e contiene dal 9 al 15% di alcol. Esiste una bevanda spesso assimilata al vino e che viene prodotta dal riso, il sake giapponese, ma in questo lavoro quando si cita il vino ci si riferisce al vino derivante dall’uva. A volte i vini sono fortificati con liquori e diventano vini liquorosi. Il vino rosso (meno nel bianco) contiene molti composti fenolici capaci di azioni antiossidanti, oltre che di dare colore e gusto. Contiene inoltre alcuni acidi volatili, zuccheri, rame, ferro, potassio, magnesio e alcune vitamine del gruppo B, in quantità variabile a seconda del tipo di vino.

I liquori spesso derivano da cereali o da altri tipi di piante, e il loro contenuto di alcol può andare oltre il 50%. Alcuni tipi di liquori sono il brandy, il gin, il rum, la vodka e la tequila. Alcuni tipi di liquori derivano da frutti. Possono contenere erbe o altri ingredienti per dar loro il gusto che li caratterizza.

Incidenza sullo sviluppo del cancro

Bocca, faringe e laringe

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono concordi mostrando un aumento del rischio di tumore alla bocca, alla faringe e alla laringe.
  • Birra: gli studi mostrano un aumento del rischio di tumore alla bocca, alla faringe e alla laringe.
  • Vino: gli studi sono discordanti, molti mostrano un aumento del rischio ma ve ne sono altri che mostrano una diminuzione dello stesso, anche se solo in uno è mostrato un decremento significativo.
  • Liquori: gli studi mostrano una debole correlazione con un aumento di rischio di tumori alla bocca, alla faringe e alla laringe.

Conclusioni: Gli studi sono numerosi e per la maggior parte sono in accordo, mostrando un meccanismo dose-dipendente. Le prove del fatto che l’alcol sia una causa dei tumori alla laringe, alla bocca e alla faringe sono forti. Inoltre, alcol e tabacco insieme intensificano il loro potere cancerogeno, in maniera sinergica.

Esofago

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono numerosi e per la maggior parte sono concordi nel ritenere l’assunzione di alcol come un fattore che aumenta il rischio di cancro all’esofago, in maniera proporzionale al consumo.
  • Birra: gli studi sono quasi tutti concordi nel ritenere il consumo di birra come un fattore che aumenta il rischio di cancro all’esofago, in maniera proporzionale al consumo.
  • Vino: molti studi ritengono che il vino aumenti il rischio di cancro all’esofago, in maniera proporzionale al consumo, anche se non tutti sono significativi.
  • Liquori: gli studi sono concordi nel ritenere che il consumo di liquori, in maniera proporzionale al consumo, sia un fattore capace di aumentare il rischio di cancro all’esofago.

Conclusioni: gli studi sono molti e i dati sono sostanzialmente concordi nel ritenere che l’alcol sia una causa del cancro all’esofago, con un meccanismo dose-dipendente.

Colon-retto

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono numerosi ma i dati sono lievemente discordanti. Alcuni dati mostrano un aumento del rischio di cancro al colon-retto, altri, viceversa, una diminuzione, anche se non statisticamente significativa.
  • Alcol (etanolo): gli studi sono numerosi e per la maggior parte concordi nel ritenere l’etanolo un fattore che aumenta il rischio di cancro al colon-retto. In particolare, l’effetto è molto evidente per gli uomini più che per le donne. I dati per i singoli tipi di bevanda sono insufficienti per trarre qualunque tipo di conclusione. Il rischio aumenta in maniera evidente se il consumo di alcol supera i 30 g al giorno [circa due birre medie, NdR]. Un possibile meccanismo d’azione potrebbe essere dato dal fatto che l’alcol inibisce l’assorbimento dei folati e l’aumentato danno ossidativo prodotto dai batteri intestinali, capaci anche di trasformare l’alcol in acetaldeide, un prodotto tossico.

Conclusioni: gli studi sono concordi nel ritenere l’alcol una causa del cancro al colon-retto negli uomini che ne consumano più di 30 g al giorno, mentre è solo probabile che lo sia nelle donne.

Seno

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono numerosi e per la maggior parte sono concordi nel ritenere che l’alcol aumenti il rischio di cancro al seno in modalità dose-dipendente. Alcuni studi mostrano effetto contrario, ma nessuno di questi ha risultati statisticamente significativi.
  • Alcol (etanolo): gli studi sono numerosi e per la maggior parte sono concordi nel ritenere che l’alcol aumenti il rischio di cancro al seno in modalità dose-dipendente.

Conclusioni: gli studi sono ampi e i dati concordi, è giusto dire che l’alcol è una causa di cancro al seno con un meccanismo dose-dipendente.

Fegato

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono numerosi, i dati sono per la maggior parte concordi nel dire che l’alcol aumenta il rischio di cancro al fegato.
  • Alcol (etanolo): l’alcol si è mostrato un fattore capace di aumentare il rischio di cancro al fegato, con un meccanismo dose-dipendente.
  • Birra: esistono pochi studi ma sono tutti concordi nel ritenere la birra capace di alzare il rischio di cancro al fegato, con un meccanismo dose-dipendente.
  • Vino: esistono pochi studi e i dati non sono significativi, è possibile che il rischio aumenti.
  • Liquori: i risultati sono difficili da interpretare a causa dell’influenza sui dati della cirrosi, è possibile che i liquori aumentino il rischio di cancro al fegato con un meccanismo dose-dipendente.

Conclusioni: i dati sono molti e concordi, gli studi sono numerosi, l’alcol può predisporre alla cirrosi che è una probabile causa di cancro al fegato. L’alcol di per sé è una causa di cancro al fegato.

Rene

  • Bevande alcoliche totali: gli studi sono pochi e contraddittori, è possibile che ci sia un decremento del rischio.

Meccanismo d’azione

L’acetaldeide, un metabolita dell’etanolo, può essere cancerogeno. Inoltre il consumo di alcol aumenta l’infiammazione e lo stress ossidativo. L’azione può essere anche indiretta: l’alcol può agire come solvente per far penetrare eventuali molecole cancerogene all’interno delle cellule con più facilità. Infine, è possibile che l’alcolista sia una persona con deficit nutrizionali gravi che potrebbero aumentare il rischio di cancro.

Conclusioni

L’evidenza che il consumo di alcol sia una causa di cancro è molto forte. In particolare, bocca, laringe, faringe, esofago, seno e colon-retto negli uomini sono organi sicuramente suscettibili all’azione dell’alcol, e probabilmente lo sono anche il fegato e il colon retto nelle donne. Non sembra però avere un effetto promuovente il cancro sui reni.

Questo articolo è tratto dal capitolo 4.7 del

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