Donazione di sangue

Introduzione

Disclaimer:

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Essendo le fonti utilizzate per la maggior parte americane, è possibile che in Italia si verifichino alcune discrepanze in merito a consigli, indicazioni e requisiti.

La donazione del sangue è un intervento a cui ci si sottopone volontariamente: ci si fa prelevare una certa quantità di sangue che sarà trasfusa a un paziente che ne ha bisogno. Ogni anno milioni di persone devono ricorrere alle trasfusioni di sangue, ad esempio durante gli interventi chirurgici, oppure dopo un incidente, oppure ancora perché sono malate e hanno bisogno di ricevere specifici componenti del sangue. Con la donazione di sangue si possono aiutare molte persone ad affrontare meglio i loro problemi.

Esistono diversi tipi di donazione di sangue:

Preparazione

Prima di donare il sangue è importante attenersi a una dieta sana che comprenda fra l’altro alimenti ricchi di ferro, come gli spinaci, la carne rossa, il pesce, il pollame, i legumi, i cereali integrali e l’uva passa. Cercate inoltre di dormire bene la notte precedente.

Prima della donazione, fate un pasto sano senza alimenti grassi (quindi da evitare hamburger, fritti, gelati, ….), perché il risultato degli esami per le infezioni può essere falsato dai grassi che rimangono nel sangue per diverse ore dopo aver consumato alimenti che ne sono ricchi.

Bevete circa mezzo litro d’acqua o di altri liquidi in più del normale prima di donare il sangue.

Se donate le piastrine ,ricordate che non dovete aver preso l’aspirina nei due giorni precedenti la donazione (chi assume in modo cronico Cardioaspirin in genere non può più donare); per il resto potete assumere tutti i farmaci prescritti dal medico.

La donazione

La procedura, dal momento in cui si arriva presso il centro trasfusionale a quello in cui si può uscire, dura circa un’ora, ma la donazione in sé in media richiede dagli 8 ai 10 minuti.

Prima di donare il sangue vi verrà richiesto di compilare un modulo in cui raccontate la vostra storia medica rispondendo a domande sui comportamenti che potrebbero mettervi a rischio di infezioni trasmissibili attraverso il sangue (come ad esempio le malattie sessualmente trasmesse). Tutte le informazioni raccolte con questo questionario sono strettamente confidenziali.

L’aspirante donatore sostiene quindi una breve visita medica, con controllo dei valori della pressione, del battito cardiaco e della temperatura corporea. Gli viene prelevato un piccolo campione di sangue da un dito, per controllare il livello di emoglobina, la sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue. Se la concentrazione di emoglobina è normale e la persona soddisfa tutti gli altri requisiti, può donare il sangue.

Il donatore si sdraia su un lettino o si accomoda in poltrona, con il braccio appoggiato su un bracciolo. Viene posizionato un laccio emostatico sull’avambraccio superiore, per far riempire bene le vene di sangue. Le vene diventano più visibili, è più facile trovarle con l’ago e la sacca di sangue si riempie più velocemente. Poi l’infermiere disinfetta la pelle dell’incavo del gomito.

Un ago nuovo e sterile viene inserito in una vena del braccio e attaccato a un tubicino di plastica che porta il sangue verso una sacca. Quando l’ago è in posizione, il donatore stringe il pugno diverse volte per aiutare il sangue a scorrere nella vena. Il primo sangue viene raccolto nelle provette per essere esaminato. Il resto va a finire nella sacca che ne contiene circa mezzo litro (450 ml). L’ago viene lasciato nel braccio per circa 10 minuti. Una volta terminata la donazione l’ago viene rimosso e la zona dell’iniezione viene coperta da un cerotto che tiene ferma una garzina.

Un altro metodo di donazione usato con sempre maggior frequenza è l’aferesi. Durante l’aferesi il sangue viene pompato fuori dal braccio in un’apparecchiatura che filtra e separa un componente specifico, ad esempio le piastrine. Il resto del sangue, poi, viene restituito al donatore in una vena nell’altro braccio. Con questo procedimento può essere raccolta anche più di una componente di sangue; la donazione, però, dura di più rispetto a quella del sangue intero, di solito da una a due ore.

Il sangue viene esaminato per scoprire il gruppo sanguigno (A, B, AB o 0) e il fattore Rh. Il fattore Rh indica la presenza nel sangue di un antigene specifico, cioè di una sostanza in grado di stimolare la risposta immunitaria. Lo stato del paziente è Rh positivo se è presente l’antigene, ed Rh negativo se l’antigene non c’è. Quest’informazione è importante perché il gruppo sanguigno e il fattore Rh del donatore devono essere compatibili con quelli di chi riceve il sangue.

Il sangue viene inoltre controllato per escludere patologie trasmissibili attraverso di esso, come l’epatite, l’HIV e la sifilide. Se tutti gli esami sono negativi, il sangue viene distribuito agli ospedali e alle cliniche. Se invece uno di questi esami dà risultato positivo, il donatore riceve una comunicazione e il sangue viene scartato.

Dopo la donazione

Dopo aver donato il sangue si rimane per qualche tempo in osservazione, in una zona dove si può riposare e fare un leggero spuntino. Dopo 10-15 minuti si può uscire dall’ambulatorio. Dopo aver donato il sangue è consigliabile:

Se dopo aver tolto la benda il braccio sanguina, premere la zona in cui è stato inserito l’ago e tenere il braccio alzato per 3-5 minuti.

Se si forma un livido mettete il ghiaccio per 10-15 minuti alla volta nelle prime 24 ore, poi mettete sul livido un asciugamano caldo e umido a intervalli di 10, 15 minuti. Il livido può durare per circa 10 giorni.

Se il braccio fa male prendere un analgesico come il paracetamolo. Evitare l’aspirina o l’ibuprofene, che potrebbero fluidificare il sangue.

Contattate il vostro medico o l’ambulatorio dove avete fatto la donazione se:

Il sangue donato può essere destinato a un massimo di tre persone, mentre i globuli rossi hanno una scadenza di 42 giorni.

Pericoli

La donazione di sangue è una procedura sicura. Per ogni donatore vengono usati aghi nuovi, sterili e usa e getta, quindi non c’è rischio di contrarre infezioni trasmesse dal sangue.

Se siete un adulto sano, di norma potete donare circa mezzo litro di sangue (450 ml) senza mettere in pericolo la vostra salute.

Nel giro di 24 ore dalla donazione l’organismo reintegra i liquidi persi e, nel giro di 3-8 settimane, reintegra anche i globuli rossi e il ferro. (Fonte)

Domande frequenti

L’ago mi farà male?

Sì, un po’, ma solo per pochi istanti. Provate a pizzicare la pelle dell’incavo del gomito: la sensazione è simile a quella che proverete quando sarà inserito l’ago.

Quanto dura la donazione?

Dal momento in cui si entra in ambulatorio a quello in cui si esce passa circa un’ora e 15 minuti. La donazione vera e propria di 450 ml di sangue intero dura da 8 a 10 minuti, tuttavia il tempo varia leggermente a causa di diversi fattori, tra cui lo stato di salute del donatore e il tempo di attesa in ambulatorio.

In quanto tempo si riforma il sangue che ho donato?

Il plasma si riforma nel giro di 24 ore. I globuli rossi vengono completamente reintegrati nel giro di 4-6 settimane ed è per questo che devono passare almeno 8 settimane tra due donazioni di sangue intero.

Come mi sentirò dopo la donazione?

La maggior parte delle persone si sente benissimo! I donatori che sanno cosa aspettarsi e hanno consumato pasti regolari prima della donazione di norma non accusano alcun disturbo; si raccomanda di bere più del solito nelle ore che seguono la donazione e, nell’improbabile caso in cui compaia un senso di svenimento, è in genere sufficiente sdraiarsi per qualche minuto. Contattare un medico nel caso di persistenza dei sintomi.

Posso praticare sport dopo la donazione?

In genere si consiglia una pausa di 1-2 giorni.

È inoltre raccomandabile non donare sangue nelle 3-4 settimane che precedono un evento sportivo importante e impegnativo (come una maratona, un torneo calcistico, ..) in cui sia necessario spingere l’organismo al limite delle proprie capacità.

Perché mi vengono rivolte così tante domande personali quando vado a donare il sangue?

Le priorità delle associazioni dei donatori sono la sicurezza del sangue donato e dei donatori. Alcuni di essi potrebbero rischiare di trasmettere alcune malattie durante la donazione perché si sono esposti alle malattie durante i viaggi o altre attività, oppure potrebbero avere problemi durante la donazione per via del loro stato di salute.

Il colloquio mira a stabilire se i pazienti possono ricevere in tutta sicurezza il sangue donato e se il donatore può farsi prelevare tranquillamente il sangue.

Posso donare se sto prendendo antibiotici o antinfiammatori?

È possibile donare 24 ore dopo l’ultima dose di antibiotico se non si hanno ulteriori segni di infezione. È in genere consentita la donazione durante l’assunzione di antibiotici per l’acne.

Si può donare durante l’assunzione di antinfiammatori, a patto che non siano oppiacei o comunque stupefacenti; l’aspirina interferisce con la funzione piastrinica e deve essere interrotta 48 ore prima della donazione di piastrine.

Posso donare durante la mestruazione?

Anche se in alcuni Paesi è permesso, in Italia si preferisce che nelle donne in età fertile la donazione avvenga il 10° e il 21° giorno del ciclo mestruale.

Che cos’è l’aferesi?

L’aferesi è il processo di raccolta delle piastrine o di altri componenti specifici del sangue (come i globuli rossi o il plasma) da un donatore. La parola aferesi deriva dal verbo greco che significa “eliminare, rimuovere”. Viene eseguita usando un dispositivo detto separatore cellulare. Il sangue viene prelevato dal donatore e le piastrine (o il componente del sangue che deve essere estratto) sono raccolte nel separatore cellulare, mentre gli altri componenti del sangue vengono restituiti al donatore durante la donazione. Le donazioni per aferesi durano da un’ora a due ore. Durante la donazione, ci si può rilassare o guardare un film.

Che cosa sono le piastrine e come vengono usate?

Le piastrine sono minuscole particelle incolori a forma di disco che circolano nel sangue e sono essenziali per farlo coagulare. Le piastrine sono fondamentali per la sopravvivenza di molti pazienti con problemi di coagulazione (anemia aplastica e leucemia), per chi ha un tumore e per chi si deve sottoporre a un trapianto o a un intervento chirurgico maggiore, come quello per l’impianto di un bypass cardiaco. Le piastrine sono deperibili, infatti possono essere conservate solo per cinque giorni dopo la donazione, quindi tenerne una scorta adeguata è una sfida continua per le strutture sanitarie.

Donare il sangue è sicuro?

La donazione di sangue è una procedura sicura. Il sangue viene prelevato da ogni donatore con un ago nuovo, sterile e monouso. Dopo la donazione la maggior parte dei donatori non ha alcun problema, ma in rari casi chi dona il sangue può avere il capogiro o le vertigini, avere mal di pancia, avere lividi o dolore nella zona in cui è stato inserito l’ago. In rarissimi casi il donatore può perdere conoscenza, avere lesioni ai nervi o lesioni alle arterie.

Rischio contrarre l’HIV quando dono il sangue?

No. Negli ambulatori per le donazioni vengono usate procedure sterili ed attrezzature usa e getta. Gli aghi vengono cioè usati una volta sola e poi gettati via. Non c’è il rischio di contrarre l’HIV o altre malattie virali quando si dona il sangue.

Quali esami del sangue mi vengono fatti per capire se il mio sangue è sicuro?

Il sangue donato viene sottoposto a questi esami:

Inoltre tutte le donazioni di piastrine per aferesi sono esaminate per escludere la contaminazione batterica.

È vero che posso fare gratuitamente il test per l’AIDS quando dono il sangue?

Non bisognerebbe donare il sangue solo per fare il test per l’AIDS gratuitamente. Usare la donazione di sangue per accedere al test può mettere a rischio il sangue donato e i pazienti che lo ricevono. Gli anticorpi anti-HIV possono impiegare diverse settimane per svilupparsi dopo l’infezione. Se l’infezione è recente, il risultato del test può essere negativo, ma il donatore può essere in grado di infettare il paziente che riceverà il suo sangue.

Proprio per questo non dovete donare il sangue se siete a rischio per l’AIDS o per altre malattie infettive. Chi è a rischio per l’AIDS dovrebbe contattare l’ospedale e fare subito un test anonimo e gratuito.

Se dagli esami del sangue risulto sieropositivo, sarò informato?

Sì. I donatori positivi a una qualunque malattia infettiva sono informati e hanno l’opportunità di ricevere un supporto psicologico

Se gli esami sono positivi, come sarò contattato?

L’AVIS e le altre associazioni dei donatori di sangue trattano i risultati degli esami del sangue come informazioni private e confidenziali. Possono contattare il donatore per lettera oppure fissare un appuntamento, ma comunque non comunicano i risultati degli esami a persone diverse dal donatore, a meno che siano obbligati a farlo per legge. Le associazioni dei donatori hanno un elenco confidenziale di persone che potrebbero essere a rischio di diffondere malattie tramite trasfusione.

Che cosa succede se dono il sangue e poi mi rendo conto che sono stato esposto all’HIV o a un’altra malattia?

Se si dona il sangue e poi ci si rende conto che la donazione potrebbe non essere sicura, bisogna contattare il prima possibile il numero che è stato comunicato al momento della donazione.

Dove va a finire il sangue che ho donato?

Il sangue viene consegnato in laboratorio, dove vengono separate le diverse componenti (globuli rossi, plasma, piastrine e/o crioprecipitato). Una singola donazione di sangue può aiutare fino a tre persone.

I donatori ricevono un compenso?

No, i donatori sono volontari. Tutto il sangue donato deve provenire da donatori volontari.

I gruppi sanguigni variano a seconda del gruppo etnico?

Sì, ad esempio il 57 per cento dei latinoamericani ha il gruppo sanguigno 0, quello più richiesto perché può essere donato a chiunque. Tra gli afroamericani la percentuale di persone col gruppo 0 scende al 51 per cento, ed è solo del 45 per cento tra i bianchi di razza caucasica. Alcuni gruppi etnici, però, diventano sempre più numerosi, e parallelamente aumenta la necessità di sangue di tipo 0. È fondamentale che sempre più donatori latinoamericani ed afroamericani donino il sangue regolarmente per poter venire incontro alle esigenze di tutti i pazienti.

Posso donare il sangue per me stesso?

La donazione è detta autologa quando si dona il sangue per se stessi prima di un intervento chirurgico o di una procedura medica programmata. Per la donazione autologa è necessaria la prescrizione del medico. Contattate il medico per scoprire se potete ricorrere alla donazione autologa.

Che cos’è il danno polmonare acuto (TRALI)?

Il danno polmonare acuto connesso alla trasfusione (TRALI) è una grave complicazione della trasfusione: si pensa che nella maggior parte dei casi sia causata dagli anticorpi dei globuli bianchi presenti nel plasma degli emoderivati. Quando vengono trasfusi, questi anticorpi in alcuni casi attivano i granulociti (un tipo di globuli bianchi) che fanno penetrare il plasma nei polmoni causando un accumulo di liquidi (edema polmonare acuto).

Tra i donatori più a rischio di avere questi anticorpi troviamo le donne che hanno avuto una gravidanza e le persone che hanno ricevuto una trasfusione o un trapianto. Attualmente non esistono esami in grado di prevenire il TRALI, e nemmeno interventi risolutivi in grado di scongiurarne il rischio; tuttavia si osservano alcune precauzioni per diminuire il rischio nei prodotti che contengono quantità elevate di plasma.

Esiste il sangue artificiale?

No, attualmente non ci sono prodotti artificiali in grado di sostituire il sangue, tuttavia sono in corso molte ricerche per capire quali potrebbero essere le alternative alle trasfusioni. Le varie associazioni che si occupano di donazioni finanziano attivamente la ricerca sui sostituti del sangue umano e lavorano in sinergia con altre organizzazioni per sviluppare nuove alternative alle trasfusioni.

Fonti Principali:

(adattamento dall’inglese a cura di Elisa Bruno)

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