Sindrome metabolica: sintomi, cause, rimedi

Ultimo Aggiornamento: 11 giorni

Introduzione

Per  si intende una condizione ad elevato rischio cardiovascolare, caratterizzata dalla presenza di un  gruppo di fattori di rischio legati al sovrappeso e all’obesità, che aumentano cioè le probabilità di malattie cardiache ed altri problemi di salute come il diabete e l’ictus: i fattori di rischio sono comportamenti o condizioni che aumentano la probabilità di incorrere in una malattia.

Il termine metabolica si riferisce ai processi biochimici coinvolti nel normale funzionamento del corpo, ma ricordiamo che questa malattia è conosciuta anche con altri nomi:

  • Sindrome X
  • Sindrome da insulino–resistenza
  • Sindrome Dismetabolica
  • Girovita da Ipertrigliceridemico
  • Sindrome dell’ obesità
  • CHAOS
  • Sindrome di Reaven

La diffusione della sindrome metabolica è in continua diffusione a causa dell’aumento dei tassi di obesità tra gli adulti, tanto che in futuro la sindrome potrebbe superare il fumo come il principale fattore di rischio per le patologie cardiache.

Cause

Le cinque condizioni elencate di seguito sono fattori di rischio metabolici per il sistema cardiocircolatorio (cuore, arterie, vene, …). Una persona può sviluppare uno qualsiasi di questi fattori di rischio di per sé, ma è comune che un paziente ne presenti più di uno o addirittura tutti.

La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona presenta almeno tre di questi fattori di rischio cardiovascolare:

  • Un largo girovita. Questa condizione è anche definita come obesità addominale: l’eccesso di grasso nella zona addominale è un fattore di rischio per le malattie cardiache più significativo rispetto al grasso in eccesso in altre parti del corpo, come ad esempio sui fianchi.
  • Un livello superiore a quello normale di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) un tipo di grasso presente nel sangue.
  • Un livello più basso del normale di colesterolo HDL (colesterolo buono, legato alle lipoproteine ad alta densità) nel sangue. HDL è considerato colesterolo buono perché riduce le probabilità di patologie cardiache. Bassi livelli di HDL ne aumentano invece le probabilità.
  • Ipertensione arteriosa (pressione alta). La pressione sanguigna è formalizzata con due numeri, di solito scritti uno sopra l’altro o uno prima dell’ altro , come 120/80. Il primo numero o quello che sta sopra , corrispondente alla pressione sistolica, misura la pressione nel sangue quando il cuore batte.Il secondo numero o quello che sta sotto, corrispondente alla pressione diastolica, misura la pressione nel flusso sanguigno tra i battiti del cuore quando il cuore è rilassato.
  • Livelli di glicemia a digiuno più alti del normale (iperglicemia). Un livello di glicemia lievemente elevato può essere un segno di allarme precoce del diabete.

Quanti più fattori di rischio sono presenti, tanto maggiori saranno le probabilità di sviluppare patologie cardiache, diabete o un ictus. In generale una persona con sindrome metabolica ha un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete rispetto ad una persona sana.

Anche altri fattori di rischio modificabili, oltre a quelli insiti nella definizione di sindrome metabolica, aumentano la probabilità di patologie cardiache, tra cui ricordiamo:

  • Un livello elevato di colesterolo LDL (colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità, considerato colesterolo “cattivo”)
  • il fumo.

Anche un unico fattore di rischio aumenta la probabilità di problemi cardiovascolari e viceversa ogni fattore di rischio dovrebbe essere eliminato per ridurre il rischio.

La probabilità di sviluppare la sindrome metabolica è strettamente legata al sovrappeso o all’obesità e a una mancanza di attività fisica.

Un’altra causa è l’insulino-resistenza, una condizione in cui il corpo non è più in grado di utilizzare l’insulina in modo appropriato: l’insulina è un ormone che l’organismo utilizza per favorire la conversione dello zucchero nel sangue in energia. La resistenza all’insulina può portare ad alti livelli di zucchero nel sangue e spesso è strettamente legata a sovrappeso ed obesità.

Una ricerca sul complesso processo di fondo che lega il gruppo di condizioni coinvolte nella sindrome metabolica è tuttora in corso ma, come il nome suggerisce, la sindrome metabolica è legata al metabolismo corporeo, probabilmente sopratutto al la condizione dell’ insulino-resistenza.

Normalmente l’ apparato digerente scinde alcuni degli alimenti che mangiamo in zucchero (glucosio); il sangue trasporta il glucosio ai tessuti corporei, dove le cellule lo usano come substrato energetico facendolo entrare  con l’aiuto dell’ insulina.

Nelle persone affette da insulino–resistenza le cellule non rispondono normalmente all’insulina e il glucosio non può quindi più entrare nelle cellule con la stessa facilità. Il corpo reagisce rilasciando sempre più insulina per aiutare il glucosio ad entrare nelle cellule, ma il risultato è la presenza di livelli più alti del normale sia di insulina che di glucosio nel sangue.

Un eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia), anche quando non è tale da consentire la diagnosi di diabete, interferisce con numerosi processi metabolici, per esempio:

  • l’insulina elevata innalza i livelli dei trigliceridi e di altri lipidi nel sangue,
  • interferisce anche con il modo in cui lavorano i reni, provocando un innalzamento della pressione arteriosa.

Questi effetti combinati espongono al rischio di patologia cardiaca, ictus, diabete e altre gravi condizioni patologiche.

I ricercatori stanno ancora cercando di individuare cosa causi l’insulino-resistenza, che sembra essere legata a diversi fattori genetici e ambientali; si ritiene infatti che alcune persone siano geneticamente predisposte  all’insulino-resistenza, ereditando questa tendenza dai genitori.

Sovrappeso e sedentarietà rimangono comunque i principali fattori modificabili su cui intervenire.

Ulteriori cause dello sviluppo di questa sindrome sono:

  • Età. La prevalenza della sindrome metabolica, come più in generale il rischio cardiovascolare, aumenta con l’età.
  • Razza. Gli ispanici e gli asiatici sembrano essere maggiormente a rischio di sindrome metabolica rispetto alle altre razze.
  • Obesità. L’indice di massa corporea (BMI) è una misura della percentuale di grasso corporeo  basata sull’altezza e sul peso; se superiore a 25 aumenta significativamente il rischio di sindrome metabolica.
  • Famigliarità per diabete. È molto più probabile sviluppare la sindrome metabolica in caso di familiarità per diabete di tipo 2 o diabete durante la gravidanza (diabete gestazionale).
  • Altre malattie. Anche una diagnosi di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari o di sindrome dell’ovaio policistico, un problema metabolico che colpisce la donna ed il sistema riproduttivo, aumenta  il rischio di sindrome metabolica.

Sintomi

Avere la sindrome metabolica significa soffrire di diversi disturbi metabolici contemporaneamente, tra cui:

  • obesità, in particolare intorno alla vita (avere una “forma a mela”),
  • ipertensione,
  • un elevato livello di trigliceridi nel sangue di grassi,
  • un basso livello di colesterolo HDL (colesterolo “buono”),
  • resistenza all’insulina, un ormone che aiuta a regolare la quantità di zucchero nel corpo.

Soffrire anche di un unico fattore di rischio significa avere più probabilità di presentarne altri in futuro e, più fattori sono presenti, maggiori sono i rischi per la salute.

Diagnosi

Diverse società medica hanno differenti criteri per la diagnosi della sindrome metabolica, secondo alcune delle più note linee guida si può formulare la diagnosi se il paziente presenta tre o più di questi fattori:

  • obesità addominale, con una circonferenza misurata in vita superiore a 88 cm per le donne e 101 per gli uomini;
  • Ipertrigliceridemia (concentrazione dei trigliceridi nel sangue) pari a 150 milligrammi per decilitro o superiore, o assunzione di farmaci per questo disturbo;
  • ridotte quantità circolanti di HDL (inferiore a 40 mg/dl negli uomini o inferiore a 50 mg/dl nelle donne).
  • pressione arteriosa oltre i 130/85, o assunzione di farmaci per questo disturbo;
  • elevata glicemia a digiuno (100 mg/dl o superiore), o assunzione di farmaci per questo disturbo;

Cura e terapia

Trattare uno dei fattori di rischio della sindrome metabolica è già difficile, ma occuparsi di ognuno di essi potrebbe sembrare impossibile; tuttavia un cambiamento drastico dello stile di vita e, in alcuni casi, i farmaci possono migliorare tutti i fattori della sindrome metabolica.

I cardini su cui impostare la terapia sono:

  • Esercizio. I medici raccomandano di svolgere dai 30 ai 60 minuti di esercizio fisico di intensità moderata al giorno, come camminare di buon passo.
  • . Perdere anche solo dal 5 per cento al 10 per cento del peso corporeo può ridurre i livelli di insulina e la pressione sanguigna.
  • Mangiare sano. La dieta mediterranea, come molti regimi alimentari per mangiare sano, limita i grassi non salutari a favore di frutta, verdura, pesce e cereali integrali.
  • Smettere di fumare. Fumare sigarette aumenta la resistenza all’insulina e peggiora le conseguenze sulla salute della sindrome metabolica. Parlate con il vostro medico se avete bisogno di aiuto per superare quest’abitudine.

Se non siete in grado di raggiungere i vostri obiettivi attraverso i cambiamenti dello stile di vita, il medico può anche prescrivere farmaci per

  • abbassare la pressione sanguigna,
  • controllare il colesterolo,
  • favorire la perdita di peso.

Si possono prescrivere farmaci insulino-sensibilizzanti per aiutare il corpo a usare l’ insulina in modo più efficace e la terapia con aspirina in alcuni casi può contribuire a ridurre il rischio di infarto e ictus.

Prevenzione

E’ possibile prevenire o ritardare la sindrome metabolica soprattutto con cambiamenti dello stile di vita: uno stile di vita sano è un impegno permanente, controllare con successo la sindrome metabolica richiede quindi uno sforzo a lungo termine ed un lavoro di squadra con il proprio medico curante.

  1. Impegnarsi in una dieta sana, mangiare molta frutta e verdura, scegliere tagli magri di carne bianca o pesce invece che carni rosse, evitare alimenti conservati o fritti in abbondante olio, eliminare il sale da tavola e sperimentare altre erbe e spezie.
  2. Muoversi, fare molta attività fisica regolare e moderata.
  3. Programmare regolari visite di controllo, controllare la pressione sanguigna, il colesterolo ed i livelli della glicemia a intervalli regolari. Effettuare ulteriori modifiche dello stile di vita, se i numeri stanno andando nella direzione sbagliata.

Quando chiamare il medico

Se sai di avere almeno un fattore di rischio della sindrome metabolica, come l’ ipetensione, il colesterolo alto od una circonferenza in vita elevata, è possibile che siano presenti anche gli altri senza che tu lo sappia: vale la pena verificare con il medico.

Fonti principali:

Adattamento a cura di Francesca Giannino

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  1. Anonimo

    Secondo voi è influenza? o ci sono patologie?questi sintomi elencati?però sono 20 giorni che ho questi sintomi infatti alcune volte non riesco a mangiare nulla e a volte mangio tutto nella normalità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Di sicuro c’è grande ansia di fondo, poi forse si somma una leggera influenza intestinale.

  2. Anonimo

    Dottore, buonasera, sono silvia. Doffro di ovaio policstico rilevato da ecografia ma non da esami ormonali. So che è una sindrome che può portare resistenza insulinica. Tuttavia nei miei esami del sangue il glucosio era a posto. Non c’entra niente?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Diciamo che è buon segno, ma attenzione comunque all’alimentazione.

    2. Anonimo

      Salve dottore,vorrei un consiglio da lei..riguardo il mio caso. Da circa 4 mesi ho cominciato a soffrire di tachicardia e forti attacchi d’ ansia dopo l’ ingestione di zuccheri,tipo dolci con zucchero bianco, succhi di frutta zuccherati,cioccolata ecc. Prima non avevo alcun problema. Ovviamente non ho più toccato zuccheri in quanto nel periodo che è apparsa questa sorta di sindrome o squilibrio ero piuttosto debilitata, soffro di sindrome del colon irritabile di malassorbimento, sto curando un anemia dopo aver fatto una cura di vitamina b 12 sotto prescrizione medica. Ma ora mi sono ripresa, diciamo che mi sto riprendendo bene. Il medico mi ha fatto fare esami tsh, glucosio, cortisolo,emoglobina glicata, risulta tutto nella norma. Oggi ho provato a mangiare una fetta di torta e il disturbo è tornato..si manifesta forte ansia con difficoltà respiratorie, nodo alla gola e tachicardia che non passa dura ore ed è invalidante..devo ricorrere ad ansiolitici che migliorano la situazione..ma il giorno seguente sono distrutta e col morale ai piedi. Premetto che sono un soggetto molto ansioso, ma per quanto possa essere stressata una cosa del genere non mi era mai capitata..sto ancora facendo degli esami, pensavo che questo disturbo fosse passeggero..ma si va per esclusione. Non so che esami fare o da cosa derivi. Può aiutarmi? Voglio tornare a fare una vita normale..non so nemmeno se dipende dall’ insulina visto che il medico ha escluso l’ esame. Sospetto sia coinvolto l’ apparato digerente..ma solo lei può togliermi incertezze e dubbi…Grazie

    3. Anonimo

      No dottore sono magra e l’ ultima ecografia ginecologica risulta perfetta. Posso dirle che però osservando attentamente i sintomi dopo l’ ingestione di zuccheri, si scatena un attacco simile a quello di panico, ansia iperattiva molto forte e tachicardia, come le ho già menzionato sono un soggetto molto ansioso, e ho passato un periodo molto stressante che si è prolungato troppo circa 6 mesi. Questo mi fa pensare a uno squilibrio della produzione di seretonina e forte accumulo di ansia, della quale già soffrivo da anni, avevo qualche episodio in passato di ansia iperattiva, ma nulla che dipendesse dal cibo, solo se facevo qualche sforzo fisico troppo prolungato in palestra un pò d’ ansia mi veniva in passato. Ma anche ora se dovessi iscrivermi. Comunque al contrario degli attacchi di panico che durano pochi minuti, queste crisi d’ ansia se non assumo tranquillanti o sedativi non passano, la tachicardia anche se dopo la sedazione rientra nei parametri, l’ ansia e il forte nodo alla gola persistono in forma più lieve, mi manca il respiro, tanto che ci metto 2 giorni a riprendermi, mi distruggono psicologicamente e fisicamente. Le confesso che può esserci stata una depressione del sistema immunitario in questi ultimi 6 mesi, ero psicologicamente e fisicamente a terra, idem l’ umore,tanto da debilitarmi, difatti il medico mi ha prescritto iniezioni di vit b12, ferro per anemia e altre vitamine e minerali, sono ancora in cura, e ovviamente un alimentazione adatta per via dell’ astenia e la mancanza di appetito. Tra i vari articoli letti a riguardo, dovrei assumere un precursore della seretonina, tonici per migliorare l’ umore e lo stress eliminare gli zuccheri, tutti, bianco e di canna, le bibite tipo coca cola o con edulcoranti, niente carni rosse, iscrivermi in palestra per scaricare tutto lo stress e l’ ansia accumulatosi in questo periodo. Ma a parte tutto ciò che conoscevo a priori, Un periodo negativo può capitare a tutti nella vita, ma che mi presenti un conto così caro a me che non sono proprio il tipo che abusa di zuccheri, carne, e cibo spazzatura, anzi il contrario. Non so dottore sono confusa e piuttosto amareggiata in generale, perchè non capisco questa risposta negativa da parte del mio organismo..mi sono astenuta ovviamente da zuccheri per parecchio tempo, si pensava fosse scaturito dalla debilitazione e debolezza di cui soffrivo, ma ora che mi sto riprendendo, ovviamente ho riprovato a inserire degli zuccheri per vedere se tutto fosse tornato nella norma, invece nulla un’ attacco intenso e persistente come se avessi bevuto un tazzone di caffè concentrato ( io non bevo caffè e the e nessuna bibita eccitante) perchè l’ effetto è lo stesso…e lo zucchero non mi ha mai procurato nessun fastidio prima.
      Grazie per la sua attenzione dottore

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe valere la pena parlarne con un endocrinologo, per valutare qualche approfondimento su glicemia ed insulinemia.

  3. Anonimo

    Io soffro di iperinsulinemia reattiva. Ho fatto un Dh e mi hanno detto di non essere predisposta al diabete e di curarmi con un’alimentazione corretta. Faccio fatica ad abbinare i pasti…. E prima del ciclo ho sempre un gusto salato in bocca e nervosismo crampi. ( tipico della sindrome premestruale) lei che dice? Grazie!!!

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, i sintomi potrebbero essere dovuti a n deficit nutrizionale, di vitamine o elettroliti, per esempio il potassio per i crampi; le consiglio di affidarsi a un nutrizionista, per una dieta ad hoc fatta su misura per lei, e vedrà che anche le sensazioni descritte miglioreranno molto. Saluti.

  4. Anonimo

    Buonasera dottore ho 26 anni e lavoro in ufficio quindi sto tante ore quasi sempre seduta
    Ultimamente soffro di pressione bassa poco fa era 96/70 battiti cardiaci 88
    Per alcuni giorni ho avuto anche capogiri quando da sdraiata mi alzavo ora sono passati
    Ho notato però che da alcuni giorni a volte ho del formicolio alle gambe o stanchezza o pesantezza
    Secondo lei questi sintomi potrebbero essere collegati alla pressione bassa?
    O potrebbe essere qualcosa di più grave?
    La ringrazio tantissimo per le informazioni che potrà darmi
    Cordiali saluti

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sono sintomi molto vaghi, non ci fanno pensare a nessuna patologia in particolare. La pressione è un po’ bassa ma può essere la sua fisiologica, l’ha sempre avuta a questi valori? le vertigini possono essere dovute a questi valori effettivamente, se le ricapita consiglio una visita medica.

    2. Anonimo

      Grazie per la veloce risposta
      La pressione è sempre stata un pochino più alta di così
      Diciamo nella norma
      Mi preoccupano i formicolii
      I capogiri per ora non ci sono più
      La ringrazio ancora

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, i formicoli alle gambe potrebbero essere dovuti a lievi disturbi di circolazione o anche a qualche deficit nutrizionale. Ne parli con il suo medico ma non mi sembra nulla di preoccupante.Saluti

  5. Anonimo

    Buongiorno
    Ho 56 anni e i miei ultimi esami riportano:
    Glicemia 129
    colesterolo 264
    trigliceridi 184
    emoglobina glicata 6,7%
    a suo parere sono già nella forma diabetica di tipo II o un miglioramento dello stile di vita potrebbe far tornare i valori nella norma?
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tecnicamente è già diabete (e il colesterolo è alto), ma probabilmente c’è grande margine di miglioramento sullo stile di vita. Indispensabile parlarne con il medico, per valutare eventuali altri fattori di rischio e decidere quindi come agire.

  6. Anonimo

    Buongiorno, ho ritirato oggi il referto della curva insulinemica da carico di glucosio, in attesa di andare dal medico domani come vi sembra? I valori di riferimento.sono 1.9-23.0

    Insulina basale: 4.3
    Dopo 30′: 49.8
    Dopo 60′: 27.6
    Dopo 90′: 47.8
    Dopo 120′: 46.7
    Dopo 180′: 10.9

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono valutazioni abbastanza specialistiche, ma l’andamento mi sembra più o meno nella norma.
      Ha fatto contemporaneamente anche la curva glicemica?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, il medico domani sarà comunque più preciso nella valutazione.

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