Pitiriasi rosea di Gilbert: cause, foto, sintomi

Ultimo Aggiornamento: 131 giorni

Introduzione

La è una malattia della pelle relativamente comune caratterizzata da un decorso lento e del tutto benigno; le cause esatte sono tuttora sconosciute, ma si ipotizza un possibile coinvolgimento virale.

La dermatosi è caratterizzata da una specifica manifestazione cutanea a macchie che può durare fino a tre mesi.

In genere non è richiesto alcun trattamento perchè la malattia tende a autolimitarsi.

Si ritiene che la pitiriasi rosea non sia contagiosa e che non possa quindi essere attaccata a famigliari e altre persone; non c’è quindi bisogno di evitare il contatto con chi ne fosse affetto.

Cause

Ad oggi non si conosce la causa della pitiriasi di Gilbert, anche se i sintomi e la reazione immunitaria che ne deriva sono suggestivi di un’infezione virale; alcuni ricercatori ipotizzano per esempio una riattivazione virale degli herpes virus 6 e 7, causa della sesta malattia dell’infanzia.

Colpisce con una modesta preferenza il sesso femminile e può comparire a qualsiasi età, anche se è più comune riscontrarla tra i 10 e i 40 anni; sembra che possa comparire più frequentemente in autunno e in primavera.

Relativamente comune anche in gravidanza.

In genere la dermatosi non viene ripetuta una seconda volta.

Sintomi

Possiamo suddividere la comparsa dei sintomi in tre fasi principali.

Fase 1, i sintomi iniziali

Alcuni soggetti iniziano a sviluppare un leggero senso di malessere nei giorni precedenti la comparsa del tipico rash cutaneo (sono descritti in letteratura tempi che variano da pochi giorni a due settimane).

In questa fase possono comparire:

  • febbre,
  • difficoltà digestive,
  • diminuzione dell’appetito,
  • mal di testa,
  • dolori articolari.

Questi sintomi sono destinati a passare con la comparsa dell’esantema.

Fase 2, chiazza madre

Fotografia della chiazza madre che compare con la pitiriasi rosea

Chiazza madre (Public Domain, )

Lo stadio successivo è caratterizzato dalla comparsa della cosiddetta macchia madre, una manifestazione ovale di colore rosso-rosa che tende a ingrandirsi con il passare dei giorni. I bordi sono netti ed è leggermente più chiara ai bordi.

La dimensione è variabile dai 2 ai 10 cm.

Può comparire su pancia, torace, schiena o al collo, più raramente su viso, cuoio capelluto o in zona genitale.

Fase 3, rash cutaneo

Fotografia con il tipico rash cutaneo della pitiriasi rosea

Rash cutaneo, con le macchie figlie (By – Own work, , )

Da pochi giorni a due settimane dopo la comparsa della chiazza madre fa seguito un esteso rash cutaneo che tende a estendersi gradualmente nelle 2-6 settimane successive.

È caratterizzato da piccole macchie di circa 1 cm leggermente in rilievo che si diffondono su torace, schiena, pancia, collo, braccia e cosce; in genere non viene interessato il viso. Il colore è sul rosso.

Non è causa di dolore, ma può essere associato a prurito anche severo, che peggiora grattandosi, con il calore, con il sudore e con gli abiti stretti.

In genere tende a sparire nell’arco di 12 settimane al massimo, ma in alcuni casi può mostrare andamento altalenante per 5 mesi.

Al termine di questa evoluzione possono rimanere delle aree di pelle con un colore più scuro, ma destinato anche in questo caso a sparire senza lasciare alcun tipo di cicatrice o macchia permanente.

Diagnosi

In genere per la diagnosi è sufficiente la valutazione visiva, soprattutto quando sia possibile individuare facilmente la macchia madre.

Pericoli

La pitiriasi rosea di Gilbert non è legata ad alcun rischio di complicazione noto; va tuttavia evitato di grattare le lesioni per non innescare un circolo vizioso di prurito e lesioni.

Cura e rimedi

La malattia mostra un decorso lungo, fino a 12 settimane e più, ma benigno e in grado di risolversi spontaneamente.

Non esistono farmaci per il trattamento della macchie, mentre è possibile che sia necessario ricorrere a medicinali per tenere sotto controllo il prurito:

  • creme emollienti e idratanti,
  • creme cortisoniche,
  • antistaminici ad uso orale (farmaci usati anche per il trattamento delle allergie).

Può essere talvolta prescritto dallo specialista (dermatologo) il ricorso alla fototerapia UVB; si tratta di un’esposizione controllata a raggi ultravioletti per un certo numero di sedute. Il trattamento è diverso dalle lampade solari e va seguito dietro espressa indicazione medica, con il fine di velocizzare il decorso. Alcune fonti riportano la presunta utilità di una moderata esposizione solare.

In alcuni casi sono stati proposti medicinali più specifici:

  • antivirali,
  • antibiotici,
  • cortisone per bocca,

ma ad oggi non ci sono evidenze sulla loro utilità.

 

Fonti:

  • ,
  • EN

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