Micosi alle unghie (onicomicosi): sintomi, prevenzione e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 3 marzo 2018

Introduzione

L’onicomicosi (o micosi delle unghie) è un’infezione che colpisce una o più unghie ed è causata da un fungo; in genere non è un disturbo pericoloso, ma si tratta di un problema antiestetico che può diventare difficile da curare, soprattutto quando trascurato.

Si presenta in genere come cambiamento del colore e della forma dell’unghia, che tende a anche diventare più spessa; quando il fungo si diffonde più in profondità sotto l’unghia, può causare la comparsa di macchie, ispessimento e aumento della friabilità delle unghie, che tendono a sbriciolarsi ai lati: tutti sintomi brutti a vedersi e potenzialmente dolorosi.

Può colpire sia le unghie delle mani che dei piedi, anche se è più comune nei secondi.

Gli obiettivi della terapia sono l’eradicazione dell’infezione e il recupero di un aspetto normale dell’unghia, che purtroppo tuttavia in alcuni casi subiscono danni permanenti a causa della frequente associazione con distrofie traumatiche dell’unghia del piede.

Una micosi alle unghie può essere difficile da curare e tende a ripresentarsi, ma sono disponibili farmaci che contribuiscono a debellarla, sia da automedicazione che dietro prescrizione medica nei casi più seri. Tendenzialmente le infezioni fungine che interessano le dita delle mani sono associate a una prognosi più favorevole rispetto alle infezioni localizzate nei piedi.

Si tratta di un disturbo molto raro in giovane età, che vede invece aumentare la diffusione con il passare degli anni.

Fotografia ravvicinata di un'unghia colpita da onicomicosi

iStock.com/abadonian

Cause

I funghi sono microrganismi normalmente presenti sul corpo umano che generalmente vivono in una situazione di equilibrio e di reciproca non aggressione; si tratta di forme di vita che proliferano in ambienti caldo-umidi (pensiamo per esempio alla piscina), ma che normalmente non sono in grado di aggredire l’organismo perché tenute a bada dal sistema immunitario.

In presenza di specifiche condizioni possono tuttavia prendere il sopravvento e causare infezioni, per esempio penetrando in minuscoli tagli presenti sulla pelle e/o sfruttando un temporaneo calo delle difese immunitarie dell’ospite; in queste situazioni riescono a moltiplicarsi in modo incontrollato provocando così la comparsa dei classici sintomi.

L’onicomicosi è spesso causata da un fungo che appartiene al gruppo dei dermatofiti, ma anche lieviti e muffe possono essere responsabili delle onicomicosi.

Le micosi alle unghie si verificano con maggior frequenza nelle unghie dei piedi rispetto a quelle delle mani, perché più spesso sono confinate in un ambiente scuro, caldo e umido all’interno delle scarpe, condizioni ideali per favorire la proliferazione di infezioni micotiche.

Un altro fattore predisponente è il fatto che la circolazione sanguigna diretta verso le unghie dei piedi è minore di quella diretta verso le unghie delle mani, quindi il riconoscimento e l’eliminazione dell’infezione da parte del sistema immunitario risultano sensibilmente rallentati e meno efficaci.

L’infezione potrebbe essere in teoria trasmessa ad altre persone, serve quindi qualche cautela igienica, e può esserci rischio di auto-inoculazione soprattutto sulle unghie vicine.

Fattori di rischio

I fattori di rischio in grado di aumentare la probabilità di sviluppare un’onicomicosi sono:

  • età avanzata, a causa di
    • riduzione dell’efficienza della microcircolazione,
    • rallentamento della crescita dell’unghia,
    • fisiologico calo delle difese immunitarie,
  • gli uomini sono colpiti più delle donne,
  • sudorazione eccessiva,
  • predisposizione famigliare,
  • lavoro in un ambiente umido,
  • psoriasi (una malattia della pelle),
  • calze e scarpe che impediscono la traspirazione e non assorbono il sudore,
  • camminare a piedi scalzi in ambienti pubblici umidi, come le piscine, le palestre, gli spogliatoi e le docce,
  • piede d’atleta (tinea pedis),
  • piccole lesioni della pelle o delle unghie, un’unghia danneggiata o un’altra infezione,
  • cattiva igiene del piede,
  • diabete,
  • problemi circolatori (come la malattia arteriosa periferica),
  • disturbi a carico del sistema immunitario.

Sintomi

Una micosi alle unghie può presentarsi in modo poco chiaro nelle prime fasi dell’infezione, ma in seguito i sintomi diventano lampanti.

Unghia e fungo

Unghia e fungo (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Onicomicosi.jpg)

I sintomi più comuni dell’onicomicosi sono unghie che:

  • perdono il loro colore naturale, diventando bianche, nere, gialle o talvolta verdastre),
  • diventano più spesse,
  • perdono la loro forma naturale e diventano difficile da tagliare,
  • causano dolore e fastidio, soprattutto in caso di pressione,
  • diventano fragili e friabili, perdendo spesso interi pezzi,
  • possono staccarsi completamente dal letto ungueale (onicolisi).

Talvolta anche la pelle attorno all’unghia diventa rossa e infiammata, in alcuni casi con comparsa di prurito. Frequente è infine la comparsa di cattivo odore.

È tuttavia da notare che i sintomi sono comuni a moltissime altre malattie e, per questo motivo, gli specialisti molto spesso ricorrono a esami di approfondimento per la formulazione di una diagnosi certa e la prescrizione di farmaci specifici.

Quando chiamare il medico

Molto spesso l’infezione viene riconosciuta da una callista e/o da un’estetista, perchè a un occhio esperto può risultare più semplice individuarla già durante le prime fasi; è ovviamente bene non sottovalutarla!

Una volta comparsa l’onicomicosi può persistere a lungo se non viene curata; andate dal medico immediatamente se notate i primi sintomi del disturbo, che in molti casi consistono in una piccola macchia biancastra o giallastra sotto la sommità dell’unghia.

Pericoli

In pazienti altrimenti sani in genere non sono associati rischi di complicazioni importanti, ma trascurare un’infezione alle unghie può renderla più difficile e lunga da curare; è possibile che il dolore aumenti sensibilmente e che possano subentrare danni permanenti alle unghie.

Nei casi di sistema immunitario indebolito (diabete, AIDS, soggetti in terapia immunosoppressiva dopo un trapianto, leucemia, …) i pazienti corrono invece un rischio maggiore di sviluppare infezioni sistemiche (che colpiscono l’intero organismo) potenzialmente molto gravi, oppure andare incontro a sovrainfezioni batteriche (in alcuni casi pericolose, come la cellulite).

Poiché esiste il potenziale rischio di andare incontro a queste complicazioni, si raccomanda di non trascurare mai un problema ai piedi, per quanto piccolo o innocuo possa sembrare.

Diagnosi

In genere la diagnosi viene posta attraverso la sola visita medica, spesso dal medico curante, in alcuni casi dubbi dal dermatologo.

È eventualmente possibile ricorrere all’analisi dell’unghia infetta, dopo averne prelevato un piccolo campione in modo indolore, per inquadrare il tipo di fungo e scegliere così la terapia più appropriata; l’analisi può essere fatta al microscopio oppure in laboratorio, attraverso una coltura dei microrganismi responsabili. Questo passaggio è ritenuto indispensabile da molti dermatologi, in quanto una terapia orale aggressiva senza la necessaria sicurezza della diagnosi potrebbe esporre al paziente all’inutile utilizzo di antimicotici e ritardare l’inizio di una terapia appropriata.

Questo tipo di analisi permette inoltre la diagnosi differenziale con altre patologie simile, come la psoriasi, lichen, dermatiti, …

Cura e terapia

La micosi alle unghie può essere difficile da curare e le infezioni ricorrenti sono all’ordine del giorno, ma è tuttora vivo il dibattito nella comunità scientifica sull’opportunità di trattare sempre e comunque l’infezione.

Il sito  ci ricorda per esempio che:

  • anche a seguito di trattamento potrebbe non esserci un completo recupero dell’estetica dell’unghia, soprattutto in caso di infezioni trascurate nel tempo,
  • nel 20-40% dei pazienti trattati non si riesce a risolvere completamente il disturbo,
  • anche nei pazienti in cui la terapia viene seguita con successo l’unghia può rimanere visitamente anomala fino a un anno, soprattutto se del piede, a causa della lenta crescita,
  • si verificano recidive in un paziente su cinque,
  • qualsiasi trattamento si scelta è fondamentale seguirlo con scrupolo (e si parla di settimane/mesi di terapia).

In farmacia sono disponibili

  • creme antimicotiche,
  • smalti,
  • altri dispositivi per applicare molecole antimicotiche,

ma non sempre sono sufficienti a risolvere l’infezione.

È parere comune degli specialisti che sia opportuna sempre una valutazione medica prima di partire con una terapia, anche se si tratta di automedicazione, per evitare il rischio di perdere tempo e permettere all’infezione di progredire.

Farmaci topici

In molti casi può essere sufficiente un’applicazione topica di creme, smalti o altri rimedi simili; esistono numerosi principi attivi antimicotici in commercio utilizzati a livello locale, ad esempio:

  • ciclopirox (Batrafen®),
  • amorolfina (Onilaq®, Locetar®, …),
  • tioconazolo (Trosyd®),

Sono ragionevolmente efficaci nei casi non complicati, ma sono spesso necessari cicli di terapia molto lunghi (diversi mesi, talvolta anche un anno).

Talvolta sono presenti importanti differenze nella posologia, per esempio il tioconazolo richiede un’applicazione due volte al giorno, mentre l’amorolfina è necessaria applicarla sulle unghie infette e sulla pelle circostante una o due volte alla settimana.

Farmaci per uso orale

Per curare l’onicomicosi è spesso necessario il ricorso a un antimicotico per uso orale, come ad esempio la terbinafina (Lamisil®) e l’itraconazolo (Sporanox®, Triasporin®).

Si sceglie spesso questo approccio in caso di:

  • presenza di fattori di rischio per complicazioni, ad esempio diabete,
  • presenza di dolore o fastidio,
  • importante alterazione estetica.

Questi farmaci favoriscono la crescita di una nuova unghia non infetta, sostituendo lentamente la parte infetta dell’unghia colpita. Tipicamente li si deve assumere per un periodo variabile dalle sei alle dodici settimane, però non si vedranno i risultati della terapia finché l’unghia non ricrescerà completamente. Per eliminare un’infezione possono essere necessari quattro mesi o più e le ricadute sono frequenti, soprattutto se continuerete a esporre l’unghia al calore e all’umidità.

Gli antimicotici possono causare effetti collaterali che vanno dalle eruzioni cutanee ai danni epatici; i medici generalmente non li consigliano ai pazienti affetti da malattie epatiche o da insufficienza cardiaca congestizia oppure a coloro che sono in terapia con particolari farmaci.

Chirurgia e altro

Per alcuni pazienti i danni possono essere così profondi da richiedere necessariamente l’intervento chirurgico di rimozione dell’unghia, totale o parziale.

Si stanno infine progressivamente diffondendo approcci che fanno uso di laser.

Stile di vita e rimedi pratici

Una corretta igiene del piede è essenziale sia a livello preventivo che durante la terapia di eradicazione dell’infezione, sia per favorirne la guarigione che per ridurre il rischio di contagio (a sé stessi o a terzi).

Particolarmente utile è mantenere le unghie molto corte e rimuovere con forbicine e lime le crescite; da notare che gli strumenti utilizzati è opportuno che siano poi disinfettati ogni volta in modo accurato e non condivisi con altri membri della famiglia.

In alcuni casi i pazienti sperimentano particolari rimedi casalinghi, perché le terapie che abbiamo ricordato in precedenza impiegano molto tempo per agire e a volte non sono efficaci. Due rimedi che sembrano efficaci contro le micosi alle unghie sono l’aceto e il Vicks VapoRub®.

  • Aceto. Non esiste alcuna prova scientifica che tenere le unghie a mollo nell’aceto possa servire per sconfiggere le onicomicosi, però alcune ricerche hanno dimostrato che l’aceto è in grado di inibire la crescita di alcuni tipi di batteri. Gli esperti suggeriscono di fare un pediluvio di 15-20 minuti in una miscela di una parte d’aceto e due parti di acqua tiepida. Alla fine è opportuno risciacquare bene e asciugare i piedi accuratamente. Questo pediluvio può essere fatto una volta al giorno, però se la pelle si irrita provate a farlo soltanto due o tre volte alla settimana oppure aumentate la quantità d’acqua nella miscela.
  • Vicks VapoRub®. Proprio come per l’aceto gli esperimenti clinici finora eseguiti non hanno dimostrato l’efficacia per la cura delle onicomicosi, però numerose voci di corridoio sembrerebbero confermare che funziona davvero. Non si sa con esattezza quale sia la frequenza ottimale di applicazione, quindi chiedete consiglio al vostro medico prima di usarlo sulle vostre unghie.

Prevenzione

Per aiutare a prevenire l’onicomicosi e ridurre le infezioni ricorrenti, non dimenticate le buone norme per l’igiene delle mani e dei piedi e seguite questi consigli:

  1. Tenete le unghie corte, asciutte e pulite. Tagliatele dando loro una forma quadrata e limate le zone ispessite. Asciugate accuratamente le mani e piedi, compresa la pelle tra le dita, dopo che vi siete fatti il bagno o la doccia.
  2. Indossate scarpe di buona qualità e calze di cotone, che permettano al piede di respirare e traspirare.
  3. Cambiate spesso le calze, soprattutto in caso di sudore eccessivo, e comunque almeno una volta al giorno.
  4. Se possibile, toglietevi le scarpe durante la giornata e dopo aver fatto esercizio fisico.
  5. Alternate le scarpe chiuse con quelle aperte.
  6. Non tagliate e non strappate la pelle intorno alle unghie. Se lo fate permetterete ai germi di penetrare nella pelle e sotto le unghie.
  7. Non camminate scalzi nei luoghi pubblici, indossate sempre le scarpe quando siete in piscina, nelle docce o negli spogliatoi.
  8. Scegliete un centro estetico rinomato per la manicure e la pedicure. Assicuratevi che il centro sterilizzi tutti gli strumenti (ne sarebbe conferma, per esempio, vedere estrarre gli strumenti da una busta sigillata); sarebbe addirittura preferibile portare i vostri da casa.
  9. Non usate lo smalto né le unghie finte. Potreste essere tentate di nascondere l’onicomicosi sotto uno strato di un bello smalto rosa, però questo può intrappolare l’umidità e quindi aggravare l’infezione.
  10. Lavatevi le mani dopo aver toccato un’unghia infetta. I funghi potrebbero infettare anche le altre unghie.
  11. Non condividete asciugamani e calze con altre persone.
  12. In caso di infezione da piede d’atleta provvedere immediatamente alla terapia per evitare il rischio che intacchi l’unghia.

Fonti principali:

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    È contagiosa? È meglio usare asciugamani diversi in famiglia?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, esiste il rischio e vanno usati asciugamani separati; qualche attenzione è raccomandabile anche per evitare l’auto-contagio su altre unghie.

  2. Anonimo

    Il dottore mi ha prescritto per l’unghia infetta Onilaq, ma in farmacia mi hanno proposto Amorolfina Mylan che costa meno. Quale mi consiglia? Sono ugualmente efficaci?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Amorolfina è l’equivalente generico di Onilaq, può tranquillamente scegliere quello che preferisce (se il suo medico è d’accordo).

  3. Anonimo

    Provate con l’aglio! Io ne soffrivo da anni e nessun medico era mai riuscito a curarmi, poi ho provato così e nel giro di 10 giorni ho completamente risolto!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La ringrazio per la testimonianza, anche se onestamente nutro qualche dubbio in merito, e raccomando ai lettori di rivolgersi sempre prima al medico.

  4. Anonimo

    Ho perso un’unghia a causa di una micosi; il dermatologo dice che ci vorrà tempo, ma ricrescerà, ma io inizio ad essere dubbioso…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Quanto tempo fa è caduta?