Macchie della pelle: sintomi e rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

I tre tipi più frequenti di imperfezioni della pelle sono rappresentati da:

  • lentigo solari,
  • porpora,
  • cheratosi seborroica.

I principali fattori di rischio sono:

  • Esposizione al sole durante l’infanzia. I ricercatori stimano che la maggior parte delle lesioni della pelle abbia origine durante l’infanzia e l’adolescenza e sia causata dall’esposizione intermittente e intensa al sole, che provoca scottature gravi.
  • Invecchiamento. La maggior parte degli over 70 soffre di almeno un disturbo della pelle, e molti di essi di almeno tre o quattro disturbi. Le imperfezioni della pelle sono normali durante l’invecchiamento, ma questa non è l’unica causa della comparsa dei problemi della pelle. I precedenti famigliari, i fattori genetici e lo stile di vita contribuiscono tutti alla comparsa dei sintomi legati all’invecchiamento.

È possibile tuttavia individuare anche altre condizioni in grado di predisporre alla comparsa di macchie di vario tipo, tra cui per esempio:

  • patologie infettive e non, tra cui per esempio
  • fattori genetici pensiamo per esempio alle lentiggini),
  • fattori ormonali (alcune macchie sono tipiche della gravidanza),
  • farmaci e sostanze irritanti.

In alcuni casi è possibile ricorrere a strategie preventive in grado di ridurre la possibilità di comparsa di macchie, anche se è ovviamente difficile generalizzare; per quanto riguarda le macchie solari, l’utilizzo di efficaci protezioni solari durante tutto l’anno, in caso di esposizione, è sicuramente l’approccio più utile.

Primo piano di una donna con macchie della pelle

iStock.com/Manuel Faba Ortega

Macchie della pelle (lentigo solari)

Le lentigo solari (lentigo senilis) sono macchie cutanee causate principalmente dall’esposizione al sole.

Le modalità di comparsa (quantità, dimensione e colore) dipendono da

  • tipo di pelle (una carnagione chiara è un fattore di rischio),
  • entità dell’esposizione al sole, dalla durata delle sessioni e dall’utilizzo che è stato o meno fatto di protezione solare,
  • età (generalmente dai 35-40 anni in poi, non necessariamente nella terza età).

Si manifestano come chiazze scure isolate, di forma tonda; compaiono con maggior probabilità e frequenza nelle aree più esposte al sole, come viso, mani ed eventualmente petto. La colorazione è di per sé irreversibile.

Tendenzialmente con il tempo tendono a diventare più grandi e prendere un colore più scuro. Non sono pericolose, ma vanno distinte dalla lentigo maligna, uno dei primi sintomi del melanoma.

La diagnosi avviene in genere attraverso la sola visita dermatologica.

Le lentigo solari sono un’alterazione della pelle connessa all’invecchiamento, ma una buona forma di prevenzione è rappresentata da un uso sistematico di protezioni solari.

Terapia

Le lentigo solari non devono essere curate, ma se la loro presenza risultasse antiestetica il dermatologo ha a disposizione una serie di approcci che possono contribuire a schiarirle o rimuoverle.

Sono disponibili alcuni trattamenti topici (per esempio a base di idrochinone o derivati della vitamina A) o creme sbiancanti, da usare solo e soltanto dietro prescrizione specialistica.

Sicuramente più efficaci sono i trattamenti ambulatoriali:

  • crioterapia (congelamento con azoto liquido),
  • laserterapia, che permette la distruzione delle cellule che producono la sostanza responsabile della macchia (melanina); è un approccio indicato se si devono eliminare molte lentigo solari in un’unica seduta, è più efficace della crioterapia e può avere meno effetti collaterali;
  • peeling chimico,
  • dermoabrasione.

Porpora

Per porpora si intendono tutte le malattie che causano una rottura dei capillari (piccoli vasi sanguigni) che porta alla formazione di macchie di dimensioni variabili che non scompaiono in caso di pressione esterna (con il dito, per esempio); il termine “porpora” deriva infatti dal latino e descrive il colore assunto dalle macchie.

Esistono molte forme di porpora, nel caso del paziente anziano si parla di porpora attinica o senile ed è una condizione benigna molto frequente, a causa dell’indebolimento dei capillari che tendono a rompersi facilmente.

Colpisce fino a una persona su 10 con più di 50 anni ed è equamente diffusa sia nell’uomo che nella donna; rappresentano un fattore di rischio:

  • una storia di prolungata esposizione al sole,
  • utilizzo di cortisone,
  • uso di anticoagulanti (come Coumadin).

I capillari rotti formano delle chiazze violacee sottopelle che possono diventare estese fino a 4 cm; non segue il tipico cambiamento di colore dei lividi, ma tende a risolversi in circa 3 settimane (può tuttavia lasciare macchie più o meno permanenti).

Sono molto comuni in avambracci e mani, più raramente collo e viso. Possono essere causate anche da piccoli traumi.

La diagnosi avviene essenzialmente con una valutazione visiva.

La prognosi è eccellente, non essendo collegata ad alcuna patologia.

Terapia

Per la porpora non esiste nessuna terapia specifica e serve esclusivamente pazienza, per attendere il completo riassorbimento del sangue. Chi ne soffre dovrebbe evitare i traumi in grado di danneggiare i capillari e ad esempio dovrebbe cercare di non strofinare la pelle con troppa forza.

Cheratosi seborroica

La cheratosi seborroica è un tumore benigno della pelle molto frequente negli anziani.

Si presenta come una macchia di colore scuro, talvolta in rilievo, con una superficie irregolare (verrucosa o squamo-crostosa), con dimensioni variabili tra i 2 mm e i 3 cm; possono cambiare di aspetto nel tempo. Colpisce prevalentemente

  • torace,
  • schiena,
  • addome,
  • cuoio capelluto,
  • viso,
  • collo

e anche altre parti del corpo (ma non palmi delle mani e piante dei piedi). In alcuni casi la cheratosi seborroica può causare prurito o irritazione, ma non dolore.

Non si conosce la causa esatta, ma:

  • colpisce ugualmente entrambi i sessi,
  • compare dai 40-50 d’età.

Le macchie della cheratosi seborroica sono benigne (non cancerose), ma possono assomigliare al melanoma, perché a volte hanno il bordo irregolare. Il dermatologo (il medico specializzato nella cura dei disturbi della pelle) può facilmente procedere alla distinzione. Le macchie della cheratosi seborroica sono tutte uguali e lisce, mentre quelle del melanoma, pur avendo una superficie liscia, variano in altezza, densità e sfumatura di colore.

Terapia

La cheratosi seborroica può essere rimossa attraverso

  • chirurgia,
  • laserterapia,
  • crioterapia

o altri approcci se crea disagio a livello estetico, ma di per sé non sarebbe necessaria alcuna terapia.

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Sono l’anonimo delle 16:54
    Mi sorprende a seguito di questa cosa che il dermatologo non abbia accennato questa cheratosi e non la ho da ieri, ma almeno 3 anni

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Concordo nella ri-valutazione dermatologica.

  2. Anonimo

    ho l’appuntamento fissato per martedi 6 dicembre data in cui farò la solita mappatura dei nei e gli farò presente questa cheratosi.
    a proposito, ci sono possibilità che la signora che ha fatto il test del cuoio capelluto abbia sbagliato ad interpretare il tipo di macchia che avessi?
    questo esame viene svolto da un dermatologo? perchè nel caso, poco probabile che abbia sbagliato.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Sì, è possibile, non fosse altro che per la situazione in cui è avvenuto, senza dubitare per questo della professionalità dell’operatrice.
      2. Se è regolarmente seguito da un dermatologo sono ragionevolmente fiducioso che non emergerà nulla di cui preoccuparsi, ma se mi tiene al corrente mi fa piacere.

  3. Anonimo

    Sono anche relativamente giovane, ho 21 anni e a quanto ho capito questa cheratosi colpisce prevalentemente dai 40 anni in su..

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      L’età è relativa, può interessare anche soggetti giovani, non c’è da preoccuparsi ma lo faccia comunque presente al dermatologo nella prossima visita.

  4. Anonimo

    SALVE DOTTORE ,SONO UNA DONNA DI 41 ANNI ,DA QUALCHE TEMPO NOTO LA COMPARSA DI ANGIOMI RUBINO , ME LI RITROVO IN MOLTE PARTI DEL CORPO NELLA SCHIENA NEL SENO NELLA PANCIA . HO LETTO DA QUALCHE PARTE CHE LA POSSIBILE CAUSA SIA UNO SQUILIBRIO ORMONALE . QUALI ormoni possono essere interessati? grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Le variazioni ormonali cui fa riferimento sono probabilmente quelle indotte dalla gravidanza, diversamente in genere le cause sono diverse.

  5. Anonimo

    Buonasera dottore ho un specie di brufolo o neo da colore rosso da qualche anno sull’avambraccio sinistro. Non riesco a capire se si tratta di un neo, di una verruca o sangue fermo. Cmq ho prenotato una visita dermatologa perchè devo togliere una verruca che avevo gia tolto e mi è tornata nello stesso punto sul dito della mano. Secondo lei può essere un angioma rubino questa specie di neo?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Si, è possibile. Sarà ovviamente più preciso il dermatologo.

  6. Anonimo

    Gentile dottore, circa un mese fa ho provato, da sola, a trattare il mio melasma sulla fronte con la crioterapia per uso domiciliare. Sapevo di correre un rischio a provare da sola, ma ho fatto solo un piccolo tampone di azoto liquido nel mezzo della macchia, che è piuttosto ampia, che ho sulla fronte.
    Il risultato è stato che in quel punto la pelle è diventata rosa, come la vorrei io, e finora non si è ripigmentata, ma è anche vero che è passato solo un mese e io vivo all’estero e qui in Nord Europa non c’è molto sole.
    Se questa fosse la soluzione ideale, sarei pronta a fare la crioterapia con l’azoto liquido su tutto il viso. Aggiungo anche che io ho avuto un neo trattato con crioterapia con azoto liquido nel 2013 (peraltro senza successo, perché non è stato rimosso) nella schiena, e per errore dell’operatore l’azoto liquido si è espanso oltre i margini del neo ed ha lasciato una macchia bianca (non rosa, proprio bianca) permanente, dato che dopo 3 anni e mezzo è rimasta bianca. Ma a parte essere rimasta bianca, la pelle non presenta brutti segni, è morbida e liscia.
    Vorrei sapere se lei mi consiglia la crioterapia con l’azoto liquido per risolvere definitivamente il mio problema di melasma sul viso – ovviamente stavolta mi rivolgerei ad un dermatologo per effettuarla.
    Preciso che ho 44 anni e sono in premenopausa da circa 5 anni, sono in buono stato di salute generale, il mio quadro ormonale è quello tipico di una donna in premenopausa.
    La ringrazio per i consigli che vorrà darmi.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È sicuramente una buona opzione da prendere in considerazione, ma sono dell’idea che la soluzione più appropriata vada sempre valutata dal dermatologo dopo la visita, in base a estensione, zona del corpo, … e diversi altri fattori.

    2. Anonimo

      Grazie dottore, per la sua pronta risposta. Potrei chiederle se lei ha già sentito di esperienze positive di melasma trattato con la crioterapia con l’azoto liquido?

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non ho mai avuto occasione di vedere i risultati questo tipo trattamento, perchè ho limitata esperienza nel campo; eventualmente potrebbe provare a proporre i dubbi su medicitalia.it, in modo da valutare l’ipotesi con dermatologi specializzati.

  7. Anonimo

    A chi devo rivolgermi per un melasma da pillola? Ginecologo o dermatologo?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ginecologo per valutare la sospensione del farmaco ed eventuale cambio, dermatologo per il trattamento della pelle.