Latte artificiale per neonati: caratteristiche e proprietà

Introduzione

L’allattamento al seno, è bene sottolinearlo sempre, costituisce il metodo migliore per alimentare il neonato sia dal punto di vista nutrizionale, sia dal punto di vista psicologico, favorendo l’instaurarsi del legame mamma-bambino (bonding), così importante per il benessere psicofisico di entrambi.

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Esistono tuttavia situazioni in cui l’allattamento naturale non è possibile, magari per malattia della madre, magari per palese mancanza di produzione di latte, comunque abbastanza rara, magari per vicissitudini varie.

I latti artificiali in questi casi costituiscono una buona alternativa al latte materno, offrendo un’adeguata alternativa alimentare per un corretto sviluppo; per garantire che le caratteristiche nutrizionali soddisfino questa esigenza le aziende produttrici sono obbligate per legge ad attenersi alle indicazioni fornite della (European Society of Paediatric Gastroenterology and Nutrition) e e recepite da ogni stato CEE.

In particolare ogni latte è studiato e formulato in base a tre principi chiave:

Per allattare artificialmente è indispensabile seguire delle regole precise ed evitare un allattamento a richiesta, in quanto questo approccio nutritivo è molto differente da quello naturale. Nella donna è l’organismo che produce un latte più o meno ricco di sostanze a seconda delle esigenze del piccolo, è un processo naturale di adattamento della madre al suo cucciolo, addirittura la composizione chimica del latte materno ad ogni poppata può essere differente proprio perché l’allattamento è un processo simbiotico di mutuo scambio e continuo adattamento.

È importante non forzare mai il bambino a finire il biberon, in quanto la capacità di autoregolazione del suo organismo è già attiva e va sicuramente supportata.

iStock.com/Magone

Domande frequenti

Preparazione e conservazione

Per la preparazione del latte in polvere attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal produttore e in particolare, per la sicurezza del neonato, si raccomanda di:

Per approfondire la preparazione fare riferimento a .

Devo sterilizzare il biberon prima di ogni poppata?

Quasi tutte le società scientifiche concordano sul fatto che sia necessario procedere a un’approfondita sterilizzazione solo dopo l’acquisto, successivamente è considerato sufficiente un accurato lavaggio a mano o in lavastoviglie dopo ogni utilizzo.

Perché non posso usare il latte vaccino (di mucca)?

Il latte di mucca non è adatto ai bambini con meno di 12 mesi, perché

Nel caso di latte crudo i rischi aumentano esponenzialmente dal punto di vista infettivo.

Prima dell’anno vanno evitati anche:

A giudizio del pediatra il latte vaccino o di altri animali può essere introdotto durante lo svezzamento nel caso di ingredienti per piatti cucinati, a patto ovviamente che siano pastorizzati e correttamente conservati.

Ma il latte artificiale non è fatto con il latte di mucca?

Sì, nella maggior parte dei casi si parte dalla base fornita dal latte vaccino, che tuttavia viene addizionato delle sostanze necessarie; il risultato è un latte più nutriente e allo stesso tempo più facile da digerire per l’immaturo apparato digerente del neonato.

Esistono poi alternative utili in casi particolari, in cui la base è costituita dalla soia o altre formulazioni.

Qual è il latte migliore?

che un latte sia migliore di un altro, ma in alcuni casi i piccoli margini di manovra che il legislatore ha lasciato alle aziende nella formulazione del latte potrebbero rendere una formula meglio/peggio tollerata di altre; ogni latte in polvere/liquido per neonati venduto in Italia deve attenersi alle rigorose norme in merito, per garantire un corretto sviluppo psicofisico, quindi le differenze sono in genere trascurabili.

È tuttavia doveroso segnalare che si registrano , è quindi consigliabile evitare l’acquisto da canali di dubbia provenienza o, in caso di marche sconosciute, chiedere il preventivo parere del pediatra o del farmacista.

L’unica eccezione a queste considerazioni sono i bambini nati con malattie congenite più o meno gravi, come l’allergia alle proteine del latte, la fenilchetonuria e la galattosemia, che non possono venire allattati con il latte materno e richiedono necessariamente formule prodotte artificialmente. Ma in questi casi la scelta spetta necessariamente al pediatra.

Quale acqua devo usare?

, con una corretta preparazione e conservazione non sussistono differenze significative tra l’acqua del rubinetto e la maggior parte delle acque minerali commerciali.

Latte liquido o in polvere?

Si raccomanda di seguire sempre con scrupolo le indicazioni riportate sulla confezione della formulazione scelta, le considerazioni seguente hanno carattere generale e non rappresentano un’alternativa né a queste né alle prescrizioni del pediatra.

Il latte liquido, già pronto per l’uso, esce dalla produzione come prodotto sterile, quindi rappresenta la scelta più sicura; le formulazioni in polvere non sono sterili, ma facendo bollire l’acqua per la ricostituzione della formula e poi far scendere la temperatura fino a raggiungere i 70°C; il latte così preparato deve essere poi raffreddato rapidamente e altrettanto rapidamente consumato dal bambino, per evitare una pericolosa proliferazione batterica. Quando deve essere conservato per più ore è opportuno raccoglierlo in un thermos che possa garantire il mantenimento di una temperatura adeguata.

Una volta aperta la confezione, i latti liquidi devono essere conservati in frigorifero per un massimo di 24 ore, dopodiché vanno gettati (verificare in ogni caso le indicazioni riportate sul flacone dal produttore).

Da un punto di vista pratico le formule liquide sono sicuramente più pratiche, ma decisamente più costose.

Fonti e bibliografia

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