Latte artificiale per neonati: caratteristiche e proprietà

Ultimo Aggiornamento: 206 giorni

Introduzione

L’allattamento al seno, è bene sottolinearlo sempre, costituisce il metodo migliore per alimentare il neonato sia dal punto di vista nutrizionale, sia dal punto di vista psicologico, favorendo l’instaurarsi del legame mamma-bambino (bonding), così importante per il benessere psicofisico di entrambi.

Esistono tuttavia situazioni in cui l’allattamento naturale non è possibile, magari per malattia della madre, magari per palese mancanza di produzione di latte, comunque abbastanza rara, magari per vicissitudini varie.

I latti artificiali in questi casi costituiscono una buona alternativa al latte materno, offrendo un’adeguata alternativa alimentare per un corretto sviluppo; per garantire che le caratteristiche nutrizionali soddisfino questa esigenza le aziende produttrici sono obbligate per legge ad attenersi alle indicazioni fornite della ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology and Nutrition) e e recepite da ogni stato CEE.

In particolare ogni latte è studiato e formulato in base a tre principi chiave:

  • potere calorico/nutrizionale, calcolato in base all’età del bambino,
  • composizione del latte che funge da materia prima per la formulazione del latte artificiale finito, di solito latte vaccino o di origine vegetale, che deve essere la più vicina possibile a quella del latte materno,
  • tutti i latti artificiali devono adempiere alla normativa europea 91/321/CE, nel cui documento sono indicate le composizioni e gli ingredienti da utilizzare sia per i latti di tipo I, cioè quelli per lattanti e sia per quelli di proseguimento.

Per allattare artificialmente è indispensabile seguire delle regole precise ed evitare un allattamento a richiesta, in quanto questo approccio nutritivo è molto differente da quello naturale. Nella donna è l’organismo che produce un latte più o meno ricco di sostanze a seconda delle esigenze del piccolo, è un processo naturale di adattamento della madre al suo cucciolo, addirittura la composizione chimica del latte materno ad ogni poppata può essere differente proprio perché l’allattamento è un processo simbiotico di mutuo scambio e continuo adattamento.

È importante non forzare mai il bambino a finire il biberon, in quanto la capacità di autoregolazione del suo organismo è già attiva e va sicuramente supportata.

Fotografia di un biberon pieno con accanto un misurino colmo di latte in polvere

iStock.com/Magone

Domande frequenti

Preparazione e conservazione

Per la preparazione del latte in polvere attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal produttore e in particolare, per la sicurezza del neonato, si raccomanda di:

  • lavarsi bene le mani prima di preparare il latte e prima di somministrarlo al neonato,
  • non conservare il latte preparato ed eventualmente avanzato (dopo 60 minuti a temperatura ambiente va gettato),
  • non modificare in nessun caso il rapporto acqua/latte suggerito dal produttore (potrebbe causare stitichezza, disidratazione, insufficiente apporto nutrizionale),
  • non aggiungere nulla (biscotto granulato, cereali, zucchero, …),
  • non usare il microonde per scaldare il latte, che può risultare con temperatura non uniforme (agitare comunque sempre il liquido dopo la preparazione),
  • assicurarsi di scaldare l’acqua fino ad almeno 70°, per garantire la morte della maggior parte dei batteri eventualmente presenti,
  • non assaggiare il latte dal biberon del neonato, usare eventualmente un cucchiaio pulito che, una volta messo in bocca, non deve venire a contatto con il biberon o con il latte contenuto (o più semplicemente far cadere qualche goccia sulla mano).

Per approfondire la preparazione fare riferimento a questo articolo.

Devo sterilizzare il biberon prima di ogni poppata?

Quasi tutte le società scientifiche concordano sul fatto che sia necessario procedere a un’approfondita sterilizzazione solo dopo l’acquisto, successivamente è considerato sufficiente un accurato lavaggio a mano o in lavastoviglie dopo ogni utilizzo.

Perché non posso usare il latte vaccino (di mucca)?

Il latte di mucca non è adatto ai bambini con meno di 12 mesi, perché

  • non possiede un corretto bilanciamento dei nutrienti necessari a sostenere la crescita del neonato,
  • può causare gravi complicazioni (anemia e disturbi renali).

Nel caso di latte crudo i rischi aumentano esponenzialmente dal punto di vista infettivo.

Prima dell’anno vanno evitati anche:

  • latte condensato,
  • latte d’asina, di capra, di pecora, …
  • bevande a base di soia, di riso, …

A giudizio del pediatra il latte vaccino o di altri animali può essere introdotto durante lo svezzamento nel caso di ingredienti per piatti cucinati, a patto ovviamente che siano pastorizzati e correttamente conservati.

Ma il latte artificiale non è fatto con il latte di mucca?

Sì, nella maggior parte dei casi si parte dalla base fornita dal latte vaccino, che tuttavia viene addizionato delle sostanze necessarie; il risultato è un latte più nutriente e allo stesso tempo più facile da digerire per l’immaturo apparato digerente del neonato.

Esistono poi alternative utili in casi particolari, in cui la base è costituita dalla soia o altre formulazioni.

Qual è il latte migliore?

Non ci sono evidenze che un latte sia migliore di un altro, ma in alcuni casi i piccoli margini di manovra che il legislatore ha lasciato alle aziende nella formulazione del latte potrebbero rendere una formula meglio/peggio tollerata di altre; ogni latte in polvere/liquido per neonati venduto in Italia deve attenersi alle rigorose norme in merito, per garantire un corretto sviluppo psicofisico, quindi le differenze sono in genere trascurabili.

È tuttavia doveroso segnalare che si registrano livelli di contaminanti non sempre nella norma, è quindi consigliabile evitare l’acquisto da canali di dubbia provenienza o, in caso di marche sconosciute, chiedere il preventivo parere del pediatra o del farmacista.

Quale acqua devo usare?

È praticamente indifferente, con una corretta preparazione e conservazione non sussistono differenze significative tra l’acqua del rubinetto e la maggior parte delle acque minerali commerciali.

Prima pubblicazione a cura di Romina Marroni

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Cosa ne pensa del Neolatte?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Latte assolutamente affidabile e sicuro, come tutti quelli autorizzati per la vendita in Italia (in grado quindi di rispettare appieno la composizione indicata dagli organismi sanitari di controllo).

  2. Anonimo

    Dottore che differenza ce tra latte in polvere e quello liquido? Io ora sto dando alla mia bimba dinun mese latte in polvere ma volevo provare quello liquido.. O fare un po e un po.. Potrei farlo?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dovrebbe chiedere alla pediatra, dipende dall’età del bimbo/a, la differenza non è molta comunque.

  3. Anonimo

    Salve. Dott. Volet sapere posso. Passare da latte vaccino a quello crescita. Nidina 3 o puo portare problemi cambiare marche di latte

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Non vedo problemi.

  4. Anonimo

    Dottore poss dare macladin antibiotico mio figlio con succo di frutta

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Nessun problema.

  5. Anonimo

    DOTT le gocce di formistin antistaminici possono essere diluite nel succo di frutta

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Non vedo problemi, a patto che poi lo beva tutto.

  6. Anonimo

    Dott potrebbe dirmi il prezzo di kouriles emulsione fluida grazie

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Prezzo consigliato € 11.90.