Vertigini e capogiri: cause, sintomi e cure

Ultimo Aggiornamento: 32 giorni

Introduzione

Un disturbo dell’equilibrio determina una sensazione di instabilità o capogiro. Se si è in piedi, seduti o sdraiati, ma in ogni caso fermi, può sembrare di essere in movimento, di girare o di fluttuare. Se si sta camminando, improvvisamente può sembrare di rovesciarsi.

Un breve capogiro occasionale capita a tutti, ma la parola vertigine può avere significati diversi per soggetti differenti: per alcuni individui  potrà significare una fugace sensazione di svenimento, mentre per altri magari consisterà in un’intensa sensazione di rotazione (la vera e propria vertigine) perdurante nel tempo.

Questo sintomo è uno dei principali fattori per cui soggetti adulti si rivolgono al medico. Frequenti e/o costanti episodi possono ripercuotersi in modo significativo sulla vita di un individuo, ma raramente sono segnali di condizioni gravi e potenzialmente mortali.

Le cause possibili alla base del sintomo sono varie e possono includere:

  • malattie sistemiche,
  • farmaci,
  • disturbi a livello dell’orecchio,
  • disturbi del sistema nervoso.

Il trattamento dipende dalla causa e dai sintomi, di solito funziona, ma il problema può ripresentarsi.

La presenza costante di vertigini, a prescindere dalla causa scatenante, ha spesso un impatto molto forte a livello sia emotivo che psicologico e si raccomanda quindi di non sottovalutare o trascurare mai il sintomo.

Cause

In base alla struttura interessata possiamo distinguere essenzialmente due macrocategorie di vertigni:

  • Vertigini periferiche: Sono causate da un danno de; hanno in genere un esordio improvviso e violento tendono a persistere in modo più o meno costante nel tempo. Il paziente descrive la sensazione come una rotazione di una giostra che gira in modo rapido, causando quindi anche nausea e vomito, e spesso non riesce a stare in piedi.
  • Vertigini centrali: In questo caso il paziente avverte la sensazine di un’oscillazione laterale, ma l’effetto è più leggero e alterazioni dell’intensità nel tempo. Non causano nausea.

Vertigini periferiche

Vertigine posizionale benigna

Si tratta di una delle forme più comuni di vertigini; il sintomo viene avvertito dopo un cambio di posizione della testa (sdraiarsi, girarsi nel letto, guardare in su, chinarsi).

È spesso accompagnato da nausea e, più raramente, vomito, dura circa 30 secondi e smette quando la testa è ferma. Potrebbe inoltre comparire nistagmo (l’occhio si muove in modo involontario).

È dovuta a un cristallo di otoliti spostato che entra in uno dei canali semicircolari dell’equilibrio. La vertigini posizionale benigna colpisce più frequentemente le persone adulte e anziane, con la maggior parte dei casi che si verificano in soggetti di età superiore ai 50 anni di età; può non avere cause apparenti, o può essere conseguente a:

  • un’infezione all’orecchio,
  • chirurgia dell’orecchio,
  • una ferita alla testa,
  • prolungato riposo a letto – per esempio, mentre il recupero da una malattia.

Può durare giorni, settimane o mesi. Il trattamento di “riposizionamento” (manovra di Epley), eseguito da un otorinolaringoiatra, è generalmente curativo.

Trauma

Una frattura del cranio con danni dell’orecchio interno produce una vertigine intensa e invalidante, con nausea e perdita dell’udito. La sintomatologia vertiginosa può durare parecchie settimane e migliorare lentamente, via via che prende il sopravvento l’altro orecchio (quello normale). La vertigine parossistica benigna è un postumo comune del trauma cranico.

In caso di comparsa di vertigini a seguito di trauma è indispensabile cercare assistenza medica immediata per valutare il possibile danno nel suo complesso.

Labirintite

La labirintite è un’infezione o un’infiammazione dell’orecchio interno che causa vertigini e perdita di equilibrio; è spesso associata a un’infezione delle vie respiratorie superiori, come l’influenza o un raffreddore. Può essere accompagnata da nausea, vomito, perdita di udito, acufene e talvolta febbre e dolore.

Neurite vestibolare

La neurite vestibolare è una condizione dell’orecchio interno che causa l’infiammazione del nervo che collega il labirinto (una struttura dell’orecchio deputata al controllo dell’equilibrio) al cervello. In alcuni casi anche lo stesso labirinto può essere infiammato.

La causa è in genere un’infezione virale; compare in modo improvviso e può causare altri sintomi come instabilità, nausea, sensazione di malessere e vomito. In genere non si verificano disturbi dell’udito.

Può durare da qualche ora o diversi giorni, in alcuni casi fino a sei settimane.

Sindrome di Menière

È un disturbo con attacchi di vertigine (che durano per ore), nausea o vomito, e tinnito (rumore forte) nell’orecchio, che spesso dà la sensazione di essere chiuso o pieno. Di solito, coesiste anche una riduzione dell’udito (per approfondire).

La causa della sindrome di Menière è sconosciuta, ma i sintomi possono in genere essere controllati attraverso la dieta e i farmaci.

Farmaci

Le vertigini sono un effetto collaterale tipico di molti farmaci; in caso di comparsa durante l’assunzione di un nuovo medicinale si raccomanda di contattare immediatamente il medico.

Vertigini centrali

Circolazione

Una sensazione di stordimento viene avvertita quando non arriva abbastanza sangue al cervello. Occasionalmente è successo praticamente a tutti quando ci si alza rapidamente da una posizione sdraiata (ipotensione ortostatica), tuttavia alcuni individui (soprattutto di età avanzata) hanno questa sensazione di frequente o cronicamente per una cattiva circolazione. Ciò potrebbe dipendere da arteriosclerosi o indurimento delle arterie ed è osservato comunemente in pazienti con ipertensione arteriosa, diabete o alti livelli di grassi (colesterolo) nel sangue, talvolta, si riscontra in pazienti con funzione cardiaca insufficiente, ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue) o anemia (poco ferro).

Emicrania

Alcuni individui con una storia pregressa di emicrania classica possono avere attacchi di vertigine simili alla sindrome di Menière. Di solito, ma non sempre, c’è anche mal di testa. Si tratta di una forma comune nelle persone giovani.

Malattie neurologiche

Varie malattie neurologiche, quali la la sclerosi multipla, la sifilide, tumori, ecc., possono avere effetti sull’equilibrio. Sono cause non frequenti, ma il medico curante può voler eseguire alcuni esami per indagarle.

Neurinoma acustico

Il neurinoma dell’acustico è un raro tumore benigno che colpisce il nervo acustico, ossia quello responsabile del controllo dell’equilibrio.

Ischemia

Un attacco ischemico transitorio o un vero e proprio ictus possono causare vertigini a causa dell’improvvisa riduzione dell’afflusso di sangue al cervello.

Ansia

L’ansia può essere una causa di vertigini e senso di stordimento. Una respirazione inconsciamente troppo frequente (iperventilazione) può essere percepita come panico conclamato o come un lieve capogiro con formicolii alle mani, ai piedi o al viso. Può essere necessario istruire il soggetto sul corretto modo di respirare.

Allergie

Alcuni individui soffrono di capogiri o attacchi di capogiri quando vengono esposti ad alimenti o particelle aeree (polveri, pollini, peli di animali, ecc.) a cui sono allergici.

Altre cause

Tra le numerose altre possibili cause di vertigini e capogiri ricordiamo anche:

Fattori di rischio

I fattori che possono aumentare il rischio di soffrire di vertigini sono:

  • Età: i soggetti anziani hanno con maggiori probabilità condizioni che causano attacchi, soprattutto percepite come perdite di equilibrio. Hanno anche maggiori probabilità di assumere farmaci che possono causare episodi vertiginosi.
  • Famigliarità per episodi vertiginosi.
  • Pregresso episodio: se se ne ha già sofferto in passato, aumenta la probabilità di nuovi attacchi.

Sintomi

Un disturbo dell’equilibrio può causare un’andatura barcollante, oppure fare vacillare o cadere il soggetto al momento di alzarsi. Sono possibili altri sintomi, quali:

  • una sensazione di rotazione, cioè la vertigine propriamente detta,
  • cadute o la sensazione di cadere,
  • stordimento, senso di vaghezza, sensazione di fluttuare,
  • visione confusa,
  • confusione o disorientamento.

Ci possono essere nausea e vomito, diarrea, modifiche della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, nonché paura, ansietà o senso di panico. I sintomi possono andare e venire per brevi periodi o durare a lungo, e possono causare stanchezza e depressione.

Quando chiamare il medico

Chiamare il 118 o andare in pronto soccorso in presenza di capogiri associati a:

  • un mal di testa improvviso o grave,
  • vomito persistente,
  • modifiche improvvise della parola, della visione o dell’udito,
  • passo malfermo o difficoltà a camminare,
  • svenimento,
  • dolore toracico o frequenza cardiaca irregolare,
  • torpore o debolezza,
  • affanno,
  • febbre alta,
  • collo molto rigido,
  • ferita alla testa,
  • convulsioni.

Consultare il proprio medico a fronte di

  • capogiri ricorrenti, improvvisi e gravi,
  • episodi prolungati di vertigine, senso di vaghezza o stordimento,
  • senso di instabilità,
  • sensazione che stanza ruoti attorno al paziente,
  • cadute a causa di vertigini,
  • visione offuscata,
  • senso di disorientamento.

Pericoli

Le vertigini possono aumentare il rischio di cadere e farsi male.

Un attacco mentre si sta guidando un’automobile o azionando un macchinario pesante può aumentare le probabilità di incidenti. Ci possono essere anche conseguenze a lungo termine se non viene trattata la condizione di salute alla base del disturbo.

Diagnosi

La diagnosi dei disturbi dell’equilibrio è difficile.

Per scoprirne l’esistenza, il medico curante può suggerire una visita otorinolaringoiatrica. L’otorinolaringoiatria è una specializzazione medico-chirurgica delle malattie e dei disturbi di orecchi, naso e gola.

L’otorinolaringoiatra può richiedere un esame dell’udito, esami del sangue, un’elettronistagmografia (un esame che misura i movimenti dell’occhio e dei suoi muscoli) o esami diagnostici per immagini della testa e del cervello. Altro esame possibile è la posturografia. In questo esame, si sta in piedi su una speciale piattaforma mobile davanti a uno schermo con dei motivi. Il medico misura la risposta del corpo al movimento della piattaforma, ai motivi dello schermo o ad ambedue.

Cura e terapia

Per prima cosa il medico vorrà capire se il disturbo dell’equilibrio dipende da un’altra condizione di salute o da un farmaco. Se così fosse, il medico tratterà questa condizione, suggerirà un farmaco alternativo o una visita specialistica, se la condizione all’origine delle vertigini esula dalle proprie competenze.

Nella VPPB, ossia la vertigine parossistica posizionale benigna, il medico potrà raccomandare una serie di facili movimenti, come la manovra di Epley, che possono aiutare a spostare gli otoliti dal canale semicircolare. In molti casi, è sufficiente una sessione; in altri, saranno necessarie anche diverse sessioni per eliminare il sintomo.

Nel caso di sindrome di Menière, il medico può suggerire di modificare la dieta e di smettere di fumare se fumatori. Farmaci anti-vertiginosi o anti-nausea possono alleviare la sintomatologia, ma possono anche dare sonnolenza. Possono essere impiegati altri farmaci, come la gentamicina (un antibiotico) o corticosteroidi. Benché la gentamicina possa ridurre la sintomatologia meglio dei corticosteroidi, talvolta causa la perdita permanente dell’udito. In alcuni casi gravi di sindrome di Menière, può essere necessario un intervento chirurgico a carico degli organi vestibolari.

Alcuni soggetti con disturbi dell’equilibrio possono non guarire completamente e dovranno trovare un modo di coesistere con i sintomi. Un terapista della riabilitazione vestibolare può aiutare a sviluppare un piano di trattamento individualizzato.

È necessario consultare il medico per sapere se si può guidare con sicurezza e se esistono modi di ridurre il rischio di cadere e farsi male durante le attività quotidiane (ad esempio, salire o scendere le scale, usare il bagno, fare attività sportiva). Evitare di camminare al buio può aiutare a ridurre il rischio di farsi male a causa di nuovi episodi. Sarà anche necessario usare scarpe con tacchi bassi o, all’esterno, scarpe da passeggio. Se necessario, si dovrà ricorrere a un bastone o a un deambulatore e intervenire sull’arredamento di casa o ambiente di lavoro, ad esempio aggiungendo ringhiere.

Stile di vita e rimedi casalinghi

Per prevenire peggioramenti è utile:

  • evitare movimenti o cambi di posizione improvvisi,
  • restare tranquilli in caso di sintomi,
  • evitare luci intense, la TV e la lettura quando sintomatici,
  • aumentare lentamente le proprie attività quando ci si sente meglio facendosi aiutare per camminare nel caso ci siano perdite di equilibrio.

Un episodio acuto e improvviso durante alcune attività può essere pericoloso, è quindi consigliabile aspettare una settimana dopo la risoluzione di un episodio grave prima di attività come arrampicarsi, guidare, operare macchinari pesanti; in alternativa, chiedere al proprio medico.

Vertigini o stordimento cronici posso causare stress.

Adottare scelte di vita sane per aiutarsi a tollerare i sintomi:

  • dormire a sufficienza,
  • seguire una dieta sana, ben bilanciata non mangiare troppo,
  • se possibile, praticare regolarmente un’attività fisica,
  • imparare e eseguire tecniche di rilassamento, come il rilassamento muscolare progressivo, lo yoga, il tai-chi, la meditazione.

Prevenzione

  1. Evitare bruschi cambi di posizione.
  2. Alzarsi dal letto o da posizione seduta in modo lento e graduale.
  3. Evitare movimenti della testa rapidi (specialmente girarla o ruotarla).
  4. In caso di oggetti posti su ripiani alti usare una scala ed evitare iperestensioni del collo.
  5. Smettere di fumare.
  6. Eliminare o ridurre l’uso di sostanze che riducono la circolazione, come il tabacco, l’alcool, la caffeina e il sale.
  7. Ridurre al minimo lo stress ed evitare l’esposizione a sostanze cui si sia allergici.
  8. Assumere liquidi a sufficienza.
  9. Curare le infezioni, incluse quelle degli orecchi, raffreddori, influenze, congestioni dei seni paranasali e altre infezioni respiratorie.

Fonti Principali:

  • , licensed under the

(traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara)

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