Vaginismo: cause, sintomi, pericoli, cura

a cura di Dr.ssa Raffaella Ergasti -Ultimo Aggiornamento: 7 febbraio 2019

Introduzione

Con il termine “vaginismo” si intende una condizione para-fisiologica in cui la paziente induce in via del tutto involontaria una contrazione riflessa della muscolatura attorno alla vagina, impedendone la penetrazione da parte di un corpo esterno.

Tale condizione si verifica soprattutto al momento del rapporto sessuale o di una visita ginecologica.

Le condizioni sottostanti, che determinano tale riflesso sono solitamente di indirizzo psicologico, rendendo tra l’altro molto difficile per la paziente riuscire ad accettare e conseguentemente correggere tale aspetto. Tra le più comuni ricordiamo

Alla base è talvolta possibile riscontrare

  • esperienze spiacevoli durante il primo rapporto,
  • traumi sessuali,
  • violenze,
  • o semplicemente un’alterata percezione della propria fisicità e della sfera emotiva ad essa correlata .

In termini medici non esistono terapie farmacologiche specifiche in grado di aiutare la paziente (a meno che ovviamente non venga invece individuata una vera e propria condizione sottostante di tipo medico-patologico), mentre un approccio di tipo psicoterapeutico permette a lungo termine la vera e propria risoluzione della sintomatologia, associata eventualmente ad altri aspetti di vissuto personale limitanti per la vita quotidiana della donna.

Richiami di anatomia

Per poter comprendere il meccanismo di base che “chiude” in qualche modo il passaggio ad una agente esterno a livello dell’orifizio vaginale, è necessario descrivere almeno superficialmente l’anatomia di questa regione.

La vagina nel suo complesso è un canale elastico-muscolare che connette la cavità uterina interna con il modo esterno.

Nello specifico essa connette la cervice uterina (o collo uterino) posta superiormente, con la vulva posta invece inferiormente. Permette inoltre anche di dare sostegno all’ultima parte delle vie urinarie inferiori (al di sopra dell’orifizio vaginale infatti vi è anche lo sbocco uretrale).

Rappresentazione semplificata della vagina e dei suoi rapporti con gli organi adiacenti

iStock.com/FancyTapis

Nel suo contesto svolge quindi prevalentemente una funzione di sostegno e conduzione: permette infatti anche il passaggio del flusso mestruale verso il basso, così come la risalita dello sperma verso l’utero al momento del rapporto sessuale.

La sua complessa parete è costituita prevalentemente da fibre muscolari, per cui la contrazione (volontaria o meno, spastica o coordinata che sia) risulta particolarmente efficiente qualora si voglia bloccare l’accesso dall’esterno. Il meccanismo descritto coinvolge prevalentemente una contrazione della parte muscolare del “terzo inferiore” della vagina (la parte più bassa), quello quindi direttamente esposto al mondo esterno.

Cause

Nella maggior parte dei casi il vaginismo è una condizione di pertinenza psicologica.

Spesso anche un dolore particolarmente severo percepito durante il primo rapporto sessuale può innestare nella donna la paura, consapevole o meno, che il coito sia sempre correlato ad un’intensa sensazione di dolore.

Il risultato è in ogni caso una contrazione della vagina nella porzione che dà sull’esterno e che peraltro al momento della penetrazione determina realmente un aumento della percezione di dolore (dispareunia), determinando e alimentando così un circolo vizioso.

Questa è solo una delle spiegazioni statisticamente più frequenti (essendo un evento plausibile), ma esistono correlati psicologici, fortunatamente più rari, che possono determinare lo stesso quadro di spasmo muscolare:

  • violenza sessuale,
  • traumi infantili o comunque pregressi (anche medici),
  • alterata percezione della propria fisicità (disturbo che spesso può associarsi anche a disturbi del comportamento alimentare) per cui la paziente stessa vive in modo alterato l’atto del rapporto sessuale e delle emozioni correlate a tale momento.

Ancora vi possono essere molte altre spiegazioni di carattere psicologico, relative a stati di ansia/controllo o altro, che possono fornire il substrato per lo sviluppo di vaginismo.

Sintomi

Il sintomo chiave consiste in una contrazione spastica della muscolatura del terzo inferiore della vagina nel momento in cui un agente esterno vi si avvicina (sia per visita medica ginecologia, che in caso di rapporto sessuale).

Tale gesto determina pertanto un restringimento dell’orifizio vaginale ed un irrigidimento delle pareti che lo costituiscono, normalmente invece molto elastiche.

Il risultato è pertanto una sensazione di dolore e rigidità, che impedisce la penetrazione, al di là della volontà della paziente.

Poiché lo spettro dei disturbi psicologici sottostanti può essere molto vasto, talvolta si associano altre manifestazioni clinico-psicologiche concomitanti.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi è ovviamente la paziente ad accorgersi della limitazione funzionale durante i rapporti sessuali, mentre in altri casi è il ginecologo, incapace di effettuare una visita nonostante le rassicurazioni effettuate nei confronti della paziente, che diagnostica la presenza di una vera e propria condizione patologica.

Alla richiesta di aiuto da parte della paziente il medico in genere indirizza la paziente verso un percorso con approccio di tipo psico-sessuologico, previa esclusione della presenza di cause anatomiche sottostanti che limitino il rapporto sessuale attraverso:

  • visita ginecologica (all’atto pratico poi ovviamente non effettuabile),
  • ecografia pelvica (anche eseguita per via transaddominale) che possa evidenziare una normale anatomia dell’apparato riproduttivo femminile, escludendo che vi siano delle anomalie di tipo morfologico che potrebbe restringere il canale vaginale. Vanno ovviamente anche esclusi problemi di tipo aderenziale e fibrotico, correlati magari a pregressi interventi chirurgici o processi infettivi (soprattutto se cronici e trascurati).

È proporre eventualmente una consulenza di tipo neurologico, che possa escludere condizioni patologiche di tipo funzionale legato ad un problema di connessioni ed attivazioni nervose.

Constatata la normalità delle vie genitali femminili, per esclusione, si giunge alla diagnosi di vaginismo.

Rimedi e cura

L’elemento fondamentale è comprendere che essendo spesso la causa un evento traumatico o comunque una sottostante condizione psicologica, la vera e propria risoluzione del problema deve partire dall’accettazione di un percorso terapeutico, di tipo sessuologico, il cui scopo è individuare l’elemento alla base dell’inizio del vaginismo per impostare un percorso di recupero.

Come spesso accade nella sfera dei disturbi di tipo psicologico, lavorare su questo tipo di disturbo permette alla paziente di risolvere tutta una serie di comportamenti collaterali che possono talvolta impedire una vita quotidiana serena e spensierata.

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