Urinare spesso (minzione frequente): tutto quello che devi sapere

Ultimo Aggiornamento: 20 giorni

Introduzione

La minzione frequente è una condizione patologica caratterizzata da un aumento transitorio o permanente, del numero delle minzioni (espulsioni di urina) nelle 24 ore.

Più precisamente si parlerà di

  • pollachiuria, se l’aumento della frequenza urinaria è associato all’emissione di scarsi volumi urinari;
  • poliuria, se l’aumento della frequenza è associato all’emissione di elevati volumi urinari (>2000 ml/24 ore).

Si tratta di una condizione molto importante, data la sua notevole diffusione; peraltro sono numerose le cause che possono sostenerla, dai più banali e frequenti stati d’ansia, a patologie lievi e transitorie (come la cistite), a patologie più gravi e meno frequenti (come un tumore vescicale).

Si tratta quindi di un sintomo da non sottovalutare, che richiede invece di approfondire accuratamente il caso clinico considerando gli eventuali sintomi associati, per individuare la causa sottostante ed escludere patologie più gravi.

Fisiologia della minzione

La minzione, ossia fare pipì, è un atto fisiologico di vitale importanza che permette all’organismo di liberarsi di liquidi, scorie e tossine in eccesso.

Si tratta di un meccanismo che prevede diverse fasi:

  1. Produzione renale: l’urina deriva da un complesso processo di filtrazione del sangue effettuato dal rene, con l’obiettivo di eliminare i prodotti di scarto.
  2. Accumulo: l’urina prodotta in maniera continua dai reni viene riversata nella vescica, che trattiene l’urina dilatandosi fino alla sua capacità massima; in questa fase si assiste alla comparsa di temporanee contrazioni del detrusore (il muscolo della vescica) involontarie, non percepite a livello cosciente e non sufficienti ad innescare la minzione, alternate a fasi di rilasciamento del detrusore, che consentono la dilatazione vescicale.
  3. Escrezione: quando la vescica ha raggiunto la massima capacità le contrazioni involontarie del detrusore si fanno più intense per favorire l’espulsione dell’urina e sono percepite a livello cosciente come stimolo ad urinare. Se le condizioni sociali sono considerate adeguate alla minzione, lo sfintere dell’uretra viene rilasciato volontariamente, sotto il controllo del sistema nervoso centrale; se le condizioni sociali non sono adeguate alla minzione, viene contratto volontariamente lo sfintere dell’uretra, che permette di inibire la contrazione e procrastinare la minzione.

La minzione è dunque un meccanismo complesso, che necessita dell’integrità di diversi organi e apparati:

  • rene,
  • vescica,
  • sistema nervoso centrale e periferico, che regolano le funzioni della vescica

e le cui lesioni potrebbe essere alla base dell’insorgenza di disturbi della minzione.

Fisiologicamente vengono prodotti circa 500-2000 ml di urina al giorno, con un volume per ciascuna minzione tra i 200 e i 500 ml. Tuttavia esiste una notevole variabilità interindividuale (tra diversi individui) e intraindividuali (nello stesso individuo), spiegate da numerosi fattori che possono influenzare il volume urinario totale:

  • introito giornaliero di acqua e bevande: è il principale fattore che regola il volume urinario;
  • alimentazione: cibi ricchi di acqua (come frutta e verdura possono aumentare il volume urinario);
  • fattori endogeni: per esempio variazioni della pressione ematica nell’arco della giornata, regolano un aumento o una diminuzione del volume urinario;
  • fattori esogeni: per esempio la temperatura esterna.

Nonostante le notevoli variazioni, è possibile distinguere, in base al volume urinario, condizioni francamente patologiche:

  • Anuria: volume urinario giornaliero inferiore a 100 ml;
  • Oliguria: volume urinario giornaliero inferiore a 500 ml;
  • Poliuria: volume urinario giornaliero superiore a 2000 ml;
  • Pollachiuria: aumento del numero di minzioni giornaliere, accompagnato dall’emissione di scarsa quantità di urina.

Cause

I disturbi urinari sono estremamente diffusi nella popolazione generale, soprattutto negli adulti; in particolare la pollachiuria rappresenta uno dei motivi più frequenti di consulto medico, il più delle volte sostenuta da una cistite.

Le cause della pollachiuria sono numerosissime, alcune cause più comuni, altre molto più rare.

Cause frequenti

  • Cistite infettiva: per cistite si intende l’infiammazione della vescica, in genere di natura batterica. È la causa di pollachiuria in assoluto più frequente nella popolazione generale, soprattutto nelle donne. In questa condizione la pollachiuria si associa ad altri disturbi quali
    • disuria (difficoltà nella minzione),
    • stranguria (dolore nella minzione),
    • ematuria (emissione di urine rosse, per la presenza di sangue),
    • piuria (emissione di urine torbide, per la presenza di batteri e globuli bianchi),
    • emissione di urine maleodoranti,
    • senso di peso in sede addominale inferiore,
    • talvolta febbricola.
  • Ansia: è la seconda causa di pollachiuria in termini di diffusione, soprattutto nelle giovani donne. In questo caso mancherà il corredo sintomatologico tipico delle cistiti e l’aumento della frequenza urinaria si presenta generalmente in maniera isolata, talvolta associato a sintomi soggettivi d’ansia, nel contesto di situazioni stressanti acute o croniche.
  • Vescica irritabile (instabilità del detrusore): è una causa di pollachiuria molto frequente, tuttavia si tratta di una diagnosi complessa e spesso di esclusione. In questa condizione si assiste alla presenza di una maggiore contrattilità del detrusore, anche a volumi vescicali molto bassi o in seguito a stimoli differenti (per esempio sentire lo scroscio dell’acqua); le contrazioni del detrusore, anche di bassa entità, vengono percepite a livello cosciente come stimolo ad urinare, pertanto si otterrà l’emissione di piccoli volumi di urina.
  • Calcolosi vescicale: la presenza di calcoli all’interno della vescica è anch’essa tra le cause più frequenti, spesso in soggetti che in passato hanno sofferto di calcoli renali. Infatti i calcoli depositati in vescica potrebbero stimolare direttamente la contrazione del detrusore.
  • Ipertrofia prostatica o carcinoma prostatico: nell’uomo le patologie prostatiche, soprattutto l’ipertrofia, si presentano frequentemente con disturbi della minzione, pertanto queste patologie devono essere sospettate quali cause di pollachiuria, soprattutto in pazienti anziani. Frequentemente la pollachiuria si associa ad altri disturbi:
    • disuria,
    • difficoltà ad iniziare la minzione,
    • nicturia (aumento della frequenza urinaria notturna),
    • minzione intermittente,
    • gocciolamento terminale,
    • sensazione di minzione incompleta,
    • ritenzione urinaria nei casi gravi.

Cause infrequenti

  • Cistite interstiziale: è una rara forma di cistite, in genere dall’andamento cronico, il cui sintomo principale è la pollachiuria, in assenza dei sintomi della cistite infettiva comune e in assenza di anomalie analitiche urinarie.
  • Prostatite: è una patologia caratterizzata dall’infiammazione della prostata, dall’andamento acuto o cronico, di origine batterica o non batterica. Alla pollachiuria, che è uno dei sintomi principali, si associa disuria, dolore retropubico e gli altri disturbi urinari che mimano una cistite, in associazione a sintomi sistemici nelle forme acute e gravi (febbre, malessere generale).
  • Gravidanza: nel corso della gravidanza l’utero aumentato di dimensioni, potrebbe comprimere la vescica, riducendone la capacità di distensione e quindi determinerebbe l’aumento della frequenza urinaria.
  • Calcolosi uretrale: i calcoli incuneati nel terzo distale dell’uretere (condotto che connette il rene alla vescica), allo sbocco dello stesso in vescica potrebbe scatenare le contrazioni del detrusore.
  • Iatrogene: si tratta della pollachiuria scatenata dall’assunzione di farmaci, i più importanti sono ovviamente i diuretici, ampiamente utilizzati nella popolazione come farmaci antipertensivi, oppure prodotti erboristici contenenti sostanze diuretiche, utilizzati a scopo dimagranti.

Cause rare

  • Lesioni occupanti spazio a livello pelvico: si tratta di lesioni voluminose (per esempio miomi uterini, cisti ovariche, neoplasie uterine o rettali) che comprimendo la vescica ne riducono la capacità distensiva, favorendo l’emissione frequente di piccoli volumi di urina.
  • Tumori vescicali: si tratta di lesioni rare, benigne o maligne, che spesso decorrono in maniera asintomatica nelle fasi iniziali, quando hanno dimensioni contenute; quando le lesioni aumentano di volume possono dare sintomi quali pollachiuria, ematuria o stranguria.
  • Fibrosi vescicale: la vescica può perdere la sua elasticità per il deposito di fibre collagene, secondariamente a infezioni croniche, infiammazioni croniche per la presenza di catetere a permanenza, o secondariamente all’esposizione a radiazioni ionizzanti per radioterapia pelvica (per il trattamento di neoplasie prostatiche o uterine per esempio).
  • Tubercolosi renale o vescicale: si tratta di una condizione rara, caratterizzata dall’annidamento del Mycobacterium tubercolosis (agente patogeno della tubercolosi) a livello dell’apparato urinario. Si verifica soprattutto nei soggetti immunodepressi (con abbassamento delle difese immunitarie), con interessamento da parte del microrganismo anche di altri organi (polmoni, ossa…).
  • Anomalie vescicali, come diverticoli e il cistocele.
  • Patologie neurologiche: patologie a carico del sistema nervoso centrale (per esempio un ictus) o periferico (per esempio neuropatie a carico dei nervi periferici) possono essere alla base di un’alterazione del controllo della minzione.

Cause di poliuria

La poliuria, che ricordiamo è l’aumento della frequenza associato all’emissione di elevati volumi urinari, è più rara rispetto alla pollachiuria; anche in questa circostanza ci possono essere più cause scatenanti legate maggiormente a patologie renali o metaboliche.

Cause frequenti

  • Aumentato introito di liquidi: è tra le cause più frequenti di poliuria.
  • Diabete mellito: soprattutto di tipo I, si presenta con la caratteristica tetrade
    • poliuria,
    • polidipsia (aumento della sete),
    • calo ponderale,
    • astenia.
  • Diabete insipido: rara patologia endocrinologica, con difetto nella produzione di ADH (ormone antidiuretico), che favorisce il riassorbimento di liquidi a livello renale, per evitare appunto l’emissione di grandi volumi urinari. Il suo deficit è associato ad un’intensa poliuria e alla disidratazione.
  • Insufficienza renale cronica: nelle prime fasi dell’insufficienza renale ci potrebbe essere una fase poliurica, seguita poi da una fase oligurica ed infine anurica.
  • Alcol: l’assunzione di alcol potrebbe favorire l’emissione di grandi volumi di urina, per riduzione dell’ormone ADH.
  • Terapia diuretica
  • Ipercalcemia (elevati livelli di calcio nel sangue): legata a patologie delle paratiroidi, patologie neoplastiche, patologie ossee.

Cause rare

  • Pielonefrite cronica in fase iniziale: patologia infiammatoria del rene.
  • Farmaci: litio, demeclociclina, amfotericina B, gentamicina, glibenclamide.
  • Polidipsia psicogena: patologia psichiatrica caratterizzata dall’assunzione compulsiva di liquidi, in assenza di sete.

Sintomi

La minzione frequente di solito si accompagna ad altri sintomi, la cui associazione potrebbe essere indicativa di una patologia ed escluderne altre.

Nel complesso urinare spesso è un sintomo piuttosto sgradevole, infatti il paziente può dover urinare molto più di 8 volte al giorno e questo potrebbe rendere difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Inoltre frequentemente il paziente sperimenta la nicturia (aumento della frequenza urinaria notturna), che lo costringe ad un sonno frammentato e poco ristoratore, condizione che potrebbe ripercuotersi sul tono dell’umore (può dare irritabilità) e sul rendimento nelle attività lavorative diurne (per la sonnolenza che ne deriva).

I sintomi più comunemente associati alle cause di pollachiuria più frequenti sono:

Cistite Calcolosi vescicale Prostatismo Ansia Vescica irritabile
Minzione difficoltosa + +/-
Alleviata in posizione prona +
Flusso debole +/- +
Nicturia + +/- +
Esame urine alterato + + +/-

I sintomi più comunemente associati alle cause di poliuria più frequenti sono:

Diabete Diuretici Alcool Insufficienza renale Ipercalcemia
Sete intensa + +
Dolore addominale +/- +
Perdita di peso + +/- +/-
Episodica +/- +
Esame urine alterato + +/-

Diagnosi

Considerate le numerose cause che possono essere alla base di questo sintomo, può essere necessario dover eseguire più indagini strumentali prima di giungere ad una diagnosi eziologica di certezza, cominciando con le indagini più semplici e non invasive, allo scopo di escludere le cause più frequenti.

Solo nel caso in cui le indagini di primo livello dovessero essere negative, si procederà con l’esecuzione di indagini di secondo e terzo livello. Considerata la causa più frequente di pollachiuria (la cistite), nella gran parte dei casi sarà sufficiente seguire il solo esame delle urine.

Esami di primo livello

  • Anamnesi: è il primo passo verso la diagnosi, importante per raccogliere informazioni circa la durata, l’entità della sintomatologia ed eventuali segni o sintomi associati alla minzione frequente. Inoltre è importante ricavare informazioni relative alla possibile assunzione di farmaci, tisane diuretiche e relative alle abitudini alimentari.
  • Esame delle urine: è l’indagine imprescindibile per individuare la presenza di una infiammazione vescicale, o prostatica, definita dalla presenza di leucociti, nitrati, proteine e talvolta globuli rossi. Il riscontro isolato di globuli rossi nelle urine, associato alla minzione frequente, può invece essere suggestivo di un tumore vescicale. Inoltre questo esame è importante per eseguire il test di gravidanza. In genere è preferibile utilizzare il campione urinario del mattino.
  • Prelievo ematico: può essere utile per dosare il PSA, quando si sospetta una causa prostatica, l’azotemia e gli elettroliti, quando il quadro clinico depone per un’insufficienza renale cronica, o per la calcolosi vescicale, la glicemia, quando si sospetta una poliuria diabetica. Inoltre consente di valutare lo stato di idratazione, poiché l’aumento del volume urinario potrebbe determinare un’eccessiva deplezione idrica.

Esami di secondo livello

  • Urinocoltura: in presenza di un esame delle urine suggestivo di cistite, viene raccolto un nuovo campione urinario, che viene coltivato su appositi terreni, al fine di verificare la crescita di batteri che, se in concentrazioni molto elevate, sono suggestivi di una cistite batterica. Inoltre consente di individuare l’antibiotico più appropriato per il trattamento dell’infezione.
  • Tampone uretrale: deve essere eseguito quando si sospetta un’uretrite.
  • Ecografia pelvica: deve essere eseguita quando si vuole studiare l’apparato urinario, per individuare calcoli, segni di infiammazione prostatica, lesioni occupanti spazio, neoplasie vescicali.
  • Rx diretta addome: è un esame poco utilizzato, eseguito maggiormente per viene individuare calcoli.
  • TC: viene utilizzata per approfondire lo studio anatomico dell’apparato urinario.

Esami di terzo livello

  • Cistoscopia: viene effettuata dopo altre indagini strumentali che abbiano sollevato il sospetto di una neoplasia vescicale. Si inserisce un piccolo strumento in vescica, attraverso l’uretra, per visionare direttamente le pareti vescicali ed eventualmente prelevare piccoli frammenti bioptici.
  • Studio urodinamico: è un esame specialistico che ha l’obiettivo di valutare le variazioni pressorie vescicali, durante l’atto emuntorio, con l’obiettivo di individuare anomalie della contrazione del detrusore, come nel caso della vescica irritabile.

Cura e rimedi

Il trattamento della minzione frequente è volto all’eliminazione della causa sottostante, pertanto si utilizzeranno per esempio

  • antibiotici per il trattamento delle cistiti o delle prostatiti,
  • farmaci α-antagonisti o antiandrogeni nel caso di patologie prostatiche,
  • ipoglicemizzanti per la poliuria diabetica,
  • farmaci per il controllo elettrolitico nelle calcolosi,
  • intervento chirurgico nelle forme neoplastiche.

Tuttavia è possibile prendere alcuni accorgimenti nella vita di tutti i giorni per ridurre l’intensità della sintomatologia:

  • Corretto introito di liquidi: i liquidi non vanno evitati, al contrario è bene ingerire piccole quantità di liquidi in maniera frequente, per evitare la disidratazione e i disturbi elettrolitici;
  • Dieta sana: devono essere evitati cibi che possono irritare la vescica (alcolici, tè, caffè, cibi piccanti, spezie, cioccolato, insaccati) e preferire un’alimentazione a base di fibre.
  • Rieducazione della vescica: si deve provare a trattenere l’urina per tempi sempre più lunghi in maniera graduale, al fine di “allenare” la vescica a trattenere volumi urinari sempre maggiori;
  • Esercizi di Kegel: sono esercizi di rinforzo della muscolatura pelvica, che consentono di ottenere una maggiore consapevolezza dell’attività dei propri muscoli e una maggiore attitudine a controllare l’atto emuntorio.

A cura della dott.ssa Mariangela Caporusso

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