Tricomoniasi: sintomi e cure

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 3 marzo 2018

Introduzione

La tricomoniasi è una malattia trasmessa sessualmente causata da un parassita; il contagio può avvenire a seguito di un rapporto sessuale con un partner infetto.

In molti casi l’infezione non presenta alcun sintomo mentre, quando presenti, questi compaiono da 5 a 28 giorni dopo il contagio.

Il parassita può essere causa di vaginite nella donna, con sintomi quali:

  • perdite vaginali giallo-verdi o grigie,
  • disagio durante i rapporti sessuali,
  • cattivo odore vaginale,
  • minzione dolorosa,
  • prurito.

La maggior parte degli uomini non manifesta invece sintomi; quando presenti questi possono consistere in perdite bianche dal pene e/o minzione/eiaculazione dolorosa o difficile.

La diagnosi avviene attraverso specifici test di laboratorio, mentre il trattamento prevede la somministrazione di antibiotici.

L’uso corretto del preservativo è un efficace forma di prevenzione, anche se purtroppo non assoluta, verso la possibilità di contrarre o diffondere la tricomoniasi.

Cause

La tricomoniasi è causata da un protozoo parassita unicellulare chiamato .

Tutte le persone sessualmente attive possono ammalarsi, attraverso un rapporto sessuale

  • vaginale,
  • orale,
  • anale.

Non è necessario che avvenga eiaculazione affinché si verifichi un contagio ed è possibile contrarla anche avendo rapporti con soggetti che non presentano sintomi (e che quindi potrebbero neanche sapere di esserne portatori).

Nelle donne la zona che viene infettata più di frequente è la vagina, mentre negli uomini è l’uretra, mentre il contagio di altre parti del corpo non è comune.

Ricostruzione grafica del trichomonas,  il protozoo responsabile della tricomoniasi

iStock.com/enot-poloskun

Sintomi

Circa il 70% dei soggetti colpiti non manifesta alcun sintomo.

Nelle donne i sintomi dell’infezione sono molto più frequenti rispetto all’uomo, di solito compaiono da 5 a 28 giorni dopo l’esposizione provocando:

La maggior parte degli uomini affetti da tricomoniasi non avverte alcun sintomo, nella restante parte i sintomi più comuni sono:

  • irritazione all’interno del pene,
  • piccole perdite o leggero bruciore dopo la minzione o l’eiaculazione.

I sintomi potrebbero andare e venire nel tempo e, in assenza di trattamento, l’infezione potrebbe persistere per mesi o anni.

Pericoli

  • Nelle donne incinte la tricomoniasi può causare la rottura prematura delle membrane e quindi un parto pretermine.
  • L’infiammazione genitale causata dalla tricomoniasi può anche aumentare il rischio di contrarre l’infezione da HIV e altre malattie sessualmente trasmesse.
  • Se il Protozoo Trichomonas colpisce una donna già infetta dal virus HIV, le probabilità di trasmettere l’HIV al partner possono essere maggiori.

Diagnosi

Per diagnosticare la tricomoniasi il medico si avvale della visita e di un esame di laboratorio.

Nelle donne la visita ginecologica può scoprire la presenza di piccole ulcerazioni arrossate sulle pareti vaginali o sulla cervice, mentre gli esami di laboratorio vengono effettuati su un campione di fluido vaginale o uretrale e mirano a individuare il parassita che provoca la malattia.

Il parassita è più difficile da individuare negli uomini che nelle donne.

Cura e terapia

La tricomoniasi viene in genere curata con il metronidazolo, un farmaco con obbligo di ricetta che viene somministrato per via orale in un’unica dose e che .

Negli uomini infetti i sintomi potrebbero scomparire nel giro di alcune settimane, senza alcuna terapia; si sottolinea che l’uomo infetto, anche se non ha mai avvertito alcun sintomo o se i sintomi sono scomparsi, può continuare a infettare le sue partner finché non viene curato.

In ultima analisi è quindi consigliabile curare contemporaneamente entrambi i partner, per eliminare il parassita. I pazienti che seguono una terapia per la tricomoniasi dovrebbero inoltre astenersi dai rapporti sessuali fino a quando entrambi i partner non abbiano completato la terapia e i sintomi non siano spariti in entrambi.

In caso di nuovo contatto con il parassita è ovviamente possibile andare incontro a un nuovo contagio, in altre parole non c’è acquisizione di immunità verso l’infezione.

Prevenzione

  1. Usare correttamente il preservativo in tutti i rapporti.
  2. Usando i preservativi di lattice o di poliuretano durante i rapporti vaginali è possibile prevenire la trasmissione della tricomoniasi, tuttavia, il preservativo non è in grado di prevenire tutte le malattie sessualmente trasmesse. Nelle persone infette le ferite e le lesioni derivanti dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili possono apparire in zone non coperte dal preservativo, e quindi l’infezione può essere trasmessa al partner.
  3. Limitare il numero di partner e non cambiare partner continuamente.
  4. Astenersi dai rapporti, oppure avere contatti sessuali con un unico partner sano.
  5. Se si pensa di aver contratto l’infezione evitare i rapporti e andare dal medico.

Tutti i sintomi genitali, come perdite, bruciore durante la minzione, dolore o irritazione anomala dovrebbero essere interpretati come un segnale d’allarme: si dovrebbero evitare rapporti e consultare un medico il prima possibile.

Se si scopre di essere affetti da tricomoniasi o da un’altra MST e si inizia la terapia è necessario informare tutti i partner recenti, in modo che anche loro possano andare dal medico e farsi curare.

Fonti principali:

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    In gravidanza può essere trattato? O si aspetterà la fine della stessa? Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In genere si cura, con principi attivi che siano ovviamente compatibili con la gestazione.

  2. Anonimo

    Il preservativo è sufficiente a garantire la protezione? O è meglio aspettare la fine della cura prima di avere rapporti con mio marito?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Diminuisce il rischio, ma non lo azzera, è quindi probabilmente consigliabile attendere la guarigione.