Trauma cranico: sintomi, pericoli, conseguenze, terapia

Ultimo Aggiornamento: 154 giorni

Introduzione

Trauma cranico ed incidenti automobilistici

Trauma cranico ed incidenti automobilistici (http://www.flickr.com/photos/er24ems/4745519562/sizes/s/in/photostream/)

Le ossa del cranio sono spesse e dure e proteggono il cervello dalle ferite, in più il cervello è circondato e protetto da alcuni strati di tessuto (meningi) contenenti il liquido cerebrospinale: la maggior parte degli urti e dei colpi è quindi attutita e non provoca danni al cervello.

I traumi alla testa che non hanno conseguenze sul cervello sono considerati traumi cranici lievi o leggeri.

Più in generale un trauma cranico può causare:

  • lesioni al cuoio capelluto,
  • fratture al cranio,
  • ,
  • contusioni e lacerazioni al cervello,
  • accumulo di sangue all’interno del cervello oppure tra il cervello e il cranio (ematoma intracranico),
  • danni alle cellule nervose diffusi in tutto il cervello (danno assonale diffuso).

Un’importante modalità di classificazione è quella in:

  • traumi cranici senza perdita di conoscenza o “non commotivi”,
  • traumi cranici con perdita di conoscenza o “commotivi”.

La perdita di conoscenza  a causa di un trauma cranico, in passato definita come come commozione cerebrale, è causata da una sorta di spegnimento temporaneo di specifici neuroni (cellule del sistema nervoso centrale) preposti al controllo dello stato di veglia; la perdita di conoscenza (trauma commotivo), anche se temporanea, è un sintomo che non deve mai essere sottovalutato, a maggior ragione se si osserva una ripresa di conoscenza seguita da un nuovo peggioramento (possibile formazione di ematoma intracranico).

Un  trauma cranico  “non commotivo” può essere considerato meno grave, ma in presenza di altri sintomi (ematoma, perdita di memoria di quanto successo, difficoltà di visione, …) si raccomanda comunque di recarsi al Pronto Soccorso.

Le cause principali sono:

  • cadute,
  • incidenti stradali,
  • violenze,
  • incidenti sportivi.

È molto importante riconoscere i sintomi dei traumi cranici più severi, perchè il cervello può subire danni anche in assenza di fratture al cranio. Spesso i danni subiti dal cervello sono più gravi rispetto alle ferite esterne, mentre a volte può succedere che il cervello non subisca danni nonostante siano presenti ferite gravi.

Tra i sintomi che devono indurre a cercare immediata assistenza medica troviamo:

  • mal di testa che peggiora o che comunque non passa,
  • vomito/nausea,
  • convulsioni,
  • incapacità di riprendere conoscenza,
  • pupille dilatate in uno o in entrambi gli occhi,
  • biascicamento (incapacità di parlare in modo chiaro),
  • debolezza, formicolio e altre sensazioni anomale agli arti,
  • perdita di coordinazione,
  • confusione e/o agitazione.

La commozione cerebrale è una forma leggera di trauma cranico, molto comune in ambito sportivo o domestico, per esempio in caso di cadute. I sintomi potrebbero anche non comparire subito, talvolta possono passare anche settimane e includere:

  • mal di testa o al collo,
  • vertigini,
  • ronzio alle orecchie,
  • stanchezza,
  • stordimento.

Cause

Molto spesso si riporta un trauma cranico quando si ha un incidente d’auto e non si indossa la cintura di sicurezza.

Altre situazioni tipiche sono gli incidenti in bici, in moto o le cadute dalla finestra (come capita ai bambini che vivono in città), oppure le cadute in casa, molto frequenti tra i bambini piccoli e gli anziani.

Tipologie di trauma cranico

La commozione cerebrale è causata dallo scuotimento del cervello a seguito di un urto e di solito comporta una perdita di conoscenza di breve durata: chi la subisce può sentirsi stordito ed avere problemi di vista e di equilibrio per un breve periodo dopo il trauma. Viene di norma come “un trauma al cranio con una temporanea perdita della funzione cerebrale, accompagnata da una varietà di sintomi fisici, cognitivi ed emotivi che, se minimi, possono anche non essere riconosciuti.”

La contusione cerebrale è una lesione del cervello caratterizzata da una minima fuoriuscita di sangue che va a mischiarsi con il tessuto cerebrale causando gonfiore.

La frattura del cranio comporta la rottura delle ossa della testa: a volte i bordi delle ossa possono penetrare nel cranio causando un’emorragia o danni di altro tipo.

Si ha infine un ematoma quando un versamento emorragico nel cervello ristagna fino a formare un accumulo di dimensioni sensibili. A volte gli ematomi possono restare invisibili per un certo periodo, variabile da un giorno a diverse settimane: per questo è importante avvisare un medico se qualcuno che ha subito un trauma alla testa si sente poco bene o si comporta in modo strano, facendo particolare attenzione se lamenta mal di testa, se è spesso confuso o distratto, ha problemi di equilibrio o episodi di vomito.

Con il tempo può crescere la pressione cui è sottoposto il cervello, poiché il cranio non è in grado di espandersi per far posto a un aumento di volume di ciò che contiene (in questo caso il sangue). In seguito (di solito nel giro di un giorno o due) la pressione sempre più forte può spingere il cervello verso il basso, causando un’ernia cerebrale, cioè una protrusione anomala del tessuto cerebrale attraverso un’apertura tra le sezioni che compongono il cervello. L’ernia cerebrale può causare il coma o anche la morte se la pressione sul tronco cerebrale (la parte più bassa del cervello, che controlla funzioni vitali come il battito cardiaco e il respiro) diventa eccessiva.

Sintomi

I sintomi dipendono dall’entità del danno e dall’area del cervello colpita; alcuni possono comparire immediatamente, mentre altri possono manifestarsi anche giorni o settimane dopo.

Da notare che la perdita di conoscenza non è sempre legata a infortuni gravi.

I sintomi caratteristici di un trauma cranico medio-lieve sono:

  • mal di testa,
  • male al collo,
  • confusione,
  • vertigini,
  • visione offuscata,
  • sensazione di ronzio nelle orecchie,
  • stanchezza o sonnolenza,
  • percezione di un gusto amaro in bocca,
  • alterazioni del ritmo del sonno,
  • cambiamenti di umore o del comportamento,
  • problemi di memoria, concentrazione, attenzione e/o di pensiero,
  • perdita di coscienza (da alcuni secondi ad alcuni minuti),
  • sensibilità alla luce o ai rumori,
  • nausea o vomito.

La commozione cerebrale è un’alterazione temporanea nelle funzioni mentali, senza alcun danno strutturale al cervello. Spesso chi ne è colpito perde i sensi per un breve periodo (qualche minuto od anche di meno), ma a volte può semplicemente entrare in stato confusionale e non riuscire a ricordarsi dell’incidente o degli istanti che l’hanno preceduto (amnesia).

In caso di traumi più severi possono comparire anche:

  • mal di testa che peggiora o che non passa,
  • difficoltà di linguaggio,
  • convulsioni,
  • incapacità di svegliarsi,
  • ingrandimento di una o di entrambe le pupille,
  • formicolio agli arti,
  • perdita di coordinazione,
  • confusione,
  • insonnia,
  • agitazione,
  • perdita di conoscenza che dura da alcuni minuti a diverse ore.

In caso di frattura alla base del cranio, può verificarsi fuoriuscita di liquidi o di sangue dal naso o dalle orecchie.

Da notare che anche in caso di commozione cerebrale, il tipo di trauma meno grave, possono comparire sintomi anche molto diversi tra loro in grado di colpire questi aspetti specifici del comportamento:

  • difficoltà di memoria e/o concentrazione,
  • irritabilità, tristezza, aumentata sensibilità, ansia/nervosismo,
  • dormire più/meno del solito, difficoltà a prendere sonno.

I bambini piccoli talora diventano solo più irritabili.

Può comparire un bernoccolo sulla testa e, se c’è un taglio sul cuoio capelluto, si può perdere molto sangue, dal momento che vicino alla superficie della pelle sono presenti numerosi vasi sanguigni. Proprio per questo una lacerazione al cuoio capelluto può sembrare molto più grave di quanto in realtà non sia.

I sintomi di norma scompaiono nel giro di alcune settimane, però possono continuare per più tempo se il trauma è stato molto grave; nella maggior parte dei casi il trauma cranico non causa danni permanenti.

Per chi ha subito un trauma cranico è normale non ricordarsi dell’incidente, compresi i momenti immediatamente precedenti, e talora questi ricordi sono persi per sempre. Dopo la guarigione in genere la capacità di apprendere e ricordare cose nuove ritorna quasi sempre alla normalità.

Sindrome post concussiva

Dopo aver subito una commozione cerebrale, talora si può soffrire di:

  • emicrania,
  • giramento di testa,
  • affaticamento,
  • vuoti di memoria,
  • incapacità di concentrarsi,
  • insonnia,
  • alterazioni cognitive,
  • irritabilità,
  • depressione e ansia.

Questi sintomi sono noti con il nome di sindrome post-concussiva.

Ematoma

All’aumentare della pressione dovuta all’ematoma od al ristagno di liquidi, quando presenti, i sintomi peggiorano e ne compaiono di nuovi. Tra i primi sintomi che indicano un aumento della pressione all’interno del cranio figurano:

  • intensificarsi dell’emicrania,
  • stato confusionale,
  • abbassamento del livello di coscienza,
  • vomito.

In seguito, il soggetto colpito può arrivare a perdere ogni reattività e le pupille possono allargarsi.

Ernia cerebrale

In questi casi la pupilla si dilata e non si contrae più in reazione alla luce. L’ernia centrale (o transtentoriale) può avere conseguenze gravissime:

  • paralisi,
  • stupor,
  • coma,
  • battito anomalo del cuore,
  • respiro affannoso,
  • arresto respiratorio,
  • arresto cardiaco,
  • decesso del paziente.

Quando chiamare il medico

In caso di traumi importanti è SEMPRE opportuno rivolgersi in Pronto Soccorso per verificare lo stato di salute del paziente, in quando alcuni sintomi possono comparire anche a distanza di giorni; il paziente in alcune circostante dovrà rimanere in ospedale in osservazione e per escludere eventuali complicazioni, sarà sottoposto a esami comela TAC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica (MRI).

È particolarmente importante rivolgersi sempre ad un medico se:

  • Il paziente perde conoscenza (trauma commotivo),
  • Sintomi come mal di testa, nausea o sonnolenza continuano a peggiorare,
  • Si manifestano problemi con uno o più dei 5 sensi (perdita dell’udito, visione doppia, …),
  • Compaiono cambiamenti nel comportamento, come irritabilità o stato confusionale,
  • Le pupille sono dilatate o hanno grandezza diversa,
  • Si hanno difficoltà nel camminare o nel parlare,
  • Si perde sangue o altri fluidi dalle orecchie o dal naso,
  • Si verificano attacchi di vomito,
  • Si hanno le convulsioni,
  • Si verifica amnesia,
  • Gli arti sono deboli o intorpiditi.

Nei bambini e nei neonati, oltre ai sintomi descritti, rivolgersi al Pronto Soccorso se compare un pianto inconsolabile o se il piccolo paziente cessa di alimentarsi.

Pericoli e prognosi

Trauma cranico lieve

Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, soprattutto se non si sviluppano i sintomi della sindrome post-concussiva, abbastanza frequenti nella settimana immediatamente successiva all’infortunio. Tali sintomi spesso scompaiono nel giro di una settimana, ma talora possono continuare per mesi o anche, sebbene più raramente, per anni; colpiscono con maggiore frequenza pazienti che hanno già sofferto in passato di commozione cerebrale, soprattutto se si riporta un trauma prima che siano scomparsi completamente i postumi di quello precedente (come capita, ad esempio, agli atleti che riprendono l’attività sportiva troppo presto).

Trauma cranico grave

Un adulto che abbia subito un trauma cranico grave di solito guarisce quasi completamente nel giro di 6 mesi, anche se i miglioramenti possono continuare ancora per un paio d’anni. I bambini tendono a riprendersi meglio, a prescindere dalla gravità del trauma, e continuano a migliorare per un periodo molto più lungo.

Gli eventuali problemi a lungo termine dipendono da numerosi fattori:

  • gravità del trauma,
  • localizzazione,
  • età,
  • stato di salute del paziente.

ll tipo e l’entità delle conseguenze invalidanti dipendono dalla posizione delle lesioni cerebrali e dalla loro gravità, mentre lo stato di salute del soggetto può incidere sulla capacità di recupero (nei soggetti più giovani le aree funzionanti del cervello possono in parte sostituire gradualmente quelle danneggiate).

Molti pazienti che hanno subito traumi cranici gravi andranno incontro a problemi cognitivi di vario genere, tra cui la più comune è sicuramente la perdita di memoria, ma che riguardano spesso difficoltà di concentrazione, attenzione, ragionamento, problem-solving, formulazione di giudizi, … Relativamente alle facolta mnemoniche la possibilità di recupero dipende in gran parte dal tempo trascorso in stato d’incoscienza: chi si risveglia nel giro di una settimana ha maggiori probabilità di recuperare la memoria.

Una serie di ripetuti traumi cranici (tipici per esempio di alcune attività sportive) manifesta un effetto additivo, rendendo sempre più lungo e meno efficace il completo recupero.

Numerosi i possibili deficit sensoriali possibili:

  • problemi visivi,
  • problemi di coordinazione,
  • sviluppo di acufene
  • disturbi dell’olfatto e del gusto,
  • formicolio e alterata sensibilità.

Comuni i problemi del linguaggio (afasia, difficoltà di comprensione, …).

Molti pazienti sviluppano problemi emotivi (ansia, depressione, apatia, …) e comportamentali (agitazione, impulsività, abbassamento dei freni inibitori o mancanza di motivazione) di competenza psichiatrica.

Ricodiamo infine l’aumento del rischio di sviluppo di alcune patologie croniche:

Diagnosi

Prima ancora di procedere con eventuali approfondimenti diagnostici, nei casi di traumi gravi è necessario procedere alla stabilizzazione delle funzioni vitali del paziente.

Quando questo non è necessario, oppure dopo che è stato fatto, i medici procederanno all’analisi del paziente e alla raccolta di tutti i dati necessari.

Grande importanza rivestono gli esami di imaging, che permettono di valutare lo stato di salute del cervello; la radiografia non è praticamente mai necessaria (a meno di possibili fratture ossee), viene invece in genere fatto ricorso alla TAC per determinare l’estensione e la localizzazione esatta del danno cerebrale. L’esame permette di produrre un’immagine dettagliata del cervello e mostrare eventuali sanguinamenti o gonfiori che richiedono di essere corretti. Altrettanto utile è l’utilizzo della risonanza magnetica.

Parallelamente alle indagini strumentali si procede a un’accurata verifica delle facoltà del paziente, valutando:

  • capacità di linguaggio,
  • capacità di movimento,
  • capacità cognitiva.

In base a quanto viene rilevato da queste indagini verrà deciso se dimettere il paziente, ricoverarlo ed eventualmente intervenire chirurgicamente.

Cura e terapia

Non sempre è vero che occorre tenere sveglio chi ha appena subito un trauma cranico; se il medico ritiene opportuno tenere sotto stretta osservazione il paziente, di solito ne dispone infatti il ricovero in ospedale.

A volte chi ha subito un trauma cranico viene rimandato a casa, se la persona che è con lui è abbastanza affidabile e in grado di tenerlo sotto osservazione. In questi casi a volte il medico chiede all’accompagnatore di tenere vigile con una certa frequenza il paziente e rivolgergli domande come “come ti chiami?” o “dove ti trovi?” allo scopo di verificare che sia tutto a posto.

Trauma cranico lieve

Anche se la maggior parte delle persone recupera in modo pressochè completo da una commozione cerebrale, la velocità con cui questo avviene dipende da numerosi fattori:

  • età,
  • stato di salute,
  • modalità della convalescenza.

Se il trauma cranico è lieve e non provoca sintomi diversi dal dolore nella zona colpita, possono essere utili gli analgesici normali, come il paracetamolo. Non è invece consigliabile assumere l’aspirina o altri antinfiammatori non steroidei, perché potrebbero aggravare eventuali emorragie cerebrali o craniche.

Il riposo è probabilmente l’aspetto più importante per un completo ed efficace recupero; serve pazienza, perchè per guarire completamente serve tempo e ignorare eventuali sintomi residui nella migliore delle ipotesi è controproducente (nella peggiore è pericoloso). Solo nel momento in cui pressochè tutti i sintomi siano rientrati sarà possibile valutare con il medico di riprendere gradualmente i ritmi normali di vita.

Si consiglia quindi di:

  • dormire di notte e riposare a lungo durante il giorno,
  • evitare qualsiasi attività che richieda sforzi fisici o un’eccessiva concentrazione,
  • evitare qualsiasi attività che possa esporre al rischio di nuovi traumi,
  • quando in possesso del via libera del medico, riprendere gradualmente le normali attività (scolastiche o professionali),
  • valutare con il medico quando riprendere a guidare, in quanto i riflessi potrebbero essere rallentati per qualche tempo,
  • evitare completamente il consumo di alcolici, che potrebbero ritardare i tempi di guarigione,
  • non aver paura di ricorrere a qualche aiuto, come appuntarsi le cose da fare, per evitare di richiedere troppo a sé stessi nei primi tempi dopo l’infortunio,
  • mettere in primo piano le attività di base, come riposare e alimentarsi correttamente,
  • evitare un abuso nell’uso del PC durante il primo periodo di convalescenza.

Bambini

Nel caso di bambini si consiglia inoltre di:

  • aiutarlo a riposare, mantenendo un ritmo sonno veglia regolare ed evitando di mandarlo troppo tardi a dormire alla sera,
  • evitare per qualche tempo attività a rischio come la bicicletta e gli sport in genere,
  • somministrare solo e soltanto farmaci prescritti dal pediatra,
  • evitare attività che possano eccitarlo e agitarlo eccessivamente,
  • valutare con il medico i tempi necessari prima di poter riprendere la scuola ed essere consapevoli che potranno sorgere difficoltà per qualche tempo (memoria, concentrazione, …),
  • evitare un numero eccessivo di visite da parte di parenti/amici, soprattutto nei primi giorni,
  • collaborare con insegnanti, educatori, allenatori, … per favorire il completo recupero del bambino.

Trauma cranico severo

I traumi più seri richiedono in genere assistenza ospedaliera.

Inizialmente è necessario stabilizzare il paziente, per esempio attraverso:

  • la verifica che le vie aeree siano libere,
  • stabilizzazione del collo e della colonna vertebrale,
  • cura di gravi emorragie,
  • correzione di eventuali ossa fratturate o rotte,
  • supporto cardiaco e respiratorio se necessario.

Superata questa fase si procederà a una diagnosi più accurata, intervenendo se necessario su:

  • tagli esterni sul cranio, che andranno puliti, disinfettati e suturati,
  • rimozione di eventuali corpi estranei.

Quando fosse rilevata un’emorragia interna alla calotta cranica si renderebbe probabilmente indispensabile intervenire chirurgicamente per evitare che l’aumento della pressione intracranica, dovuta all’emorragia, possa causare danni permanenti.

Il paziente sarà quindi costantemente monitorato nelle ore e nei giorni successivi.

La riabilitazione seguente vedrà probabilmente il coinvolgimento di numerosi specialisti, per garantire un adeguato recupero:

  • fisico (forza, coordinazione, flessibilità, …),
  • occupazionale (per aiutare il paziente nel quotidiano, anche per attività semplici come vestirsi e cucinare),
  • del linguaggio,
  • psicologico,
  • professionale,
  • cognitivo.

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    La settimana scorsa sono caduto da un muretto e ho sbattuto violentemente a terra; mi hanno portato al PS per sicurezza e mi hanno dimesso con la prescrizione di un antidolorifico senza ulteriori accertamenti.

    A distanza di quasi 8 giorni crede che possa stare tranquillo in merito alle possibili complicazioni da trauma cranico?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima sì, ovviamente in caso di sintomi anomali li segnali comunque al medico.

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