TIA: cause, sintomi, conseguenze

Ultimo Aggiornamento: 206 giorni

Introduzione

L’ (TIA, dall’inglese Transient Ischaemic Attack), o “mini ictus”, è dovuto a un’interruzione temporanea del flusso sanguigno a una parte del cervello.

Questa interruzione determina l’assenza di ossigeno alle strutture cerebrali e questo può causare sintomi improvvisi simili a quelli di un ictus, come disturbi della parola e della vista, intorpidimento o debolezza ai muscoli del viso, braccia e gambe.

La differenza è che il TIA non dura quanto l’ictus, gli effetti spesso durano solo pochi minuti od ore e passano completamente nelle 24 ore.

Segni e sintomi

I sintomi principali sono riassunti dall’acronimo inglese FAST (che significa anche veloce): Face (Faccia) – Arms (Braccia) – Speech (Parola) – Time (Tempo).

  • Faccia: la faccia può cadere da un lato; il soggetto sarà incapace di sorridere, e la bocca o un occhio possono pendere verso il basso.
  • Braccia: il soggetto con possibile ictus può non essere in grado di mantenere alzate ambedue le braccia a causa della debolezza o dell’intorpidimento di una delle due.
  • Parola: l’eloquio può risultare impastato o confuso; il soggetto può essere del tutto incapace di parlare, anche se apparentemente sveglio.
  • Tempo: è il momento di chiamare immediatamente il 118.

Altri segni e sintomi possono includere:

  • completa paralisi di un lato del corpo
  • improvvisa perdita o offuscamento della vista
  • vertigini
  • confusione
  • difficoltà a comprendere chi sta accanto,
  • problemi di equilibrio e coordinazione
  • difficoltà a deglutire (disfagia).

Ovviamente ci possono essere altre cause a spiegare la presenza di questi sintomi, che comunque richiedono sempre un intervento medico urgento.

Cause

Il TIA avviene quando viene bloccato uno dei vasi sanguigni che irrorano il cervello con sangue ossigenato.

L’interruzione del flusso di sangue al cervello comporta che quest’ultimo non possa adempiere correttamente ad alcune sue funzioni, generando sintomi come la parola impastata o la debolezza. Nel TIA il blocco si risolve rapidamente e l’apporto ematico al cervello si ripristina prima che intercorrano danni significativi. Nell’ictus completo il flusso di sangue si interrompe per un tempo maggiore, determinando danni cerebrali più gravi e problemi di maggior durata.

Il blocco dei vasi all’origine della maggior parte degli episodi in genere è causato da un coagulo di sangue formatosi in qualche altro distretto corporeo, che ha raggiunto i vasi sanguigni del cervello; può comunque essere dovuto anche a globuli di grasso o bolle d’aria.

In casi molto rari può essere generato da un piccolo sanguinamento nel cervello, ossia un’emorragia cerebrale.

Coaguli ematici (trombi)

I coaguli all’origine dei TIA si formano tipicamente in aree in cui le arterie si sono progressivamente ristrette o bloccate per l’accumulo di depositi grassi noti come placche. Queste placche sono segno di un processo detto aterosclerosi.
Con l’invecchiamento, le arterie possono restringersi fisiologicamente, anche se alcuni fattori possono accelerare pericolosamente tale processo. In particolare:

Anche una specifica tipoòo’aritmia cardiaca, la fibrillazione atriale, può essere causa di TIA. Può determinare la formazione di coaguli che escono dal cuore e si incuneano nei vasi sanguigni che irrorano il cervello.

Fattori di rischio

Alcuni elementi possono favorire l’insorgenza di TIA. Alcuni di questi sono modificabili, per esempio lo stile di vita.

Tra i principali fattori di rischio, ci sono:

  • età: benché si possa manifestare a qualunque età (anche in bambini e giovani adulti), il TIA è decisamente più frequente dopo i 60 anni;
  • etnia: soggetti che originano dall’Asia meridionale, dall’Africa o dai Caraibi hanno rischi maggiori, in parte perché questi gruppi hanno incidenze più alte di
  • ipertensione arteriosa;
  • anamnesi: oltre alle precedenti, altre condizioni di salute come il diabete possono aumentare il rischio di TIA;
  • peso e dieta: il rischio di TIA aumenta nei soggetti sovrappeso e/o con abitudini alimentari poco sane (eccessi di grasso e sale);
  • fumo e alcool: il fumo e/o il consumo abituale di quantità eccessive di alcolici possono aumentare i rischi di TIA.

Affrontare i fattori che possono essere modificati aiuterà ad abbassare il rischio di TIA o a ridurre le probabilità di avere un ictus.

Diagnosi

È importante sottoporsi ad accertamenti medici tempestivi nel caso di sospetto TIA.

Dopo una valutazione iniziale potrà essere necessaria una visita specialistica con esami ulteriori per capire la causa dell’episodio.

Il TIA è un segnale di allarme: il soggetto è a rischio di ictus completo nell’immediato futuro. Un’attenta valutazione può aiutare a identificare il modo migliore per ridurre tale rischio.

Valutazione iniziale

Spesso il TIA è talmente fugace che il soggetto si presenta dal medico senza alcun sintomo. Questi richiederà quindi quali sintomi sono stati avvertiti e la loro durata. Queste informazioni sono utili per escludere altre possibili cause.

Anche in assenza di sintomi, sarà comunque necessaria un esame neurologico. Tale esame si basa su azioni semplici che permettono di controllare forza, sensibilità e coordinazione.

Consulenza specialistica

In caso di TIA sospetto sarà richiesta una consulenza specialistica per test ulteriori. Se il rischio di ictus o recidiva di TIA è particolarmente elevato, sarà bene ricorrere allo specialista entro 24 ore. Soggetti a rischio più contenuto andranno visti entro 7 giorni.

In attesa dello specialista, verrà suggerita l’assunzione di aspirina, perché il farmaco può aiutare a contenere il rischio.

Probabilmente, si verrà visitati da un neurologo (medico specialista delle malattie del cervello e del midollo spinale) o da uno specialista in ictus. La consulenza può svolgersi nell’ambito di un’unità specializzata per la gestione di ictus / TIA.

Esami

Diversi esami possono essere utili per confermare la diagnosi e cercarne la causa. Alcuni vengono riportati di seguito.

  • Esami della pressione arteriosa: La pressione arteriosa verrà controllata, perché l’ipertensione può determinare TIA.
  • Esami del sangue: Potrebbero essere necessari esami del sangue per valutare il colesterolo e un eventuale diabete.
  • Elettrocardiogramma (ECG): L’elettrocardiogramma (ECG) rileva l’attività elettrica del cuore tramite una serie di elettrodi applicati alla pelle. L’ECG può identificare ritmi cardiaci anomali, come per esempio la fibrillazione atriale (il cuore batte irregolarmente), che espongono al rischio di TIA.
  • Ecografia carotidea: L’ecografia carotidea permette di capire se ci sono restringimenti o blocchi nelle arterie del collo che portano il sangue al cervello.
    L’esame impiega una piccola sonda (trasduttore) che emette ultrasuoni nel corpo. Gli ultrasuoni riflessi dalle strutture generano immagini dell’interno del corpo.
  • Scansioni cerebrali: Le scansioni cerebrali non sono sempre necessarie in caso di TIA. In genere, vengono eseguite solo se non si riesce a stabilire chiaramente la parte del cervello colpita. In questi casi, verrà perlopiù eseguita una risonanza magnetica (RM). Questo tipo di scansione impiega un forte campo magnetico e onde radio per creare immagini del cervello.
    Occasionalmente, se la risonanza non è indicata, verrà eseguita una tomografia computerizzata (TAC). Questo esame usa una serie di raggi X per produrre immagini del cervello.

Quando rivolgersi al medico

All’insorgenza dei sintomi non è possibile stabilire se si tratta di un TIA o di un ictus; è quindi importante chiamare immediatamente il 118 e richiedere un’ambulanza.
Anche se i sintomi scompaiono durante l’attesa, il soggetto dovrà comunque essere sottoposto ad accertamenti ospedalieri.

Il TIA è un segnale di allarme: il soggetto è a rischio di ictus completo nell’immediato futuro. Un’attenta valutazione può aiutare a identificare il modo migliore per ridurre tale rischio.

Nel caso si ritenga di aver già avuto episodi in passato senza però essere ricorsi al medico, si dovrà richiedere un appuntamento urgente al proprio curante che valuterà l’eventualità di un ricovero ospedaliero.

Cura

Benché i sintomi di TIA si risolvano spontaneamente nell’arco di pochi minuti od ore, sarà necessario un trattamento che prevenga ulteriori episodi o l’insorgenza di un ictus.

Il TIA è un segnale di allarme: il soggetto è a rischio di ictus completo nell’immediato futuro, con un picco nei giorni – settimane dall’attacco stesso.

L’ictus è una condizione medica grave che può causare disabilità permanenti e in alcuni casi perfino la morte; un trattamento adeguato dopo un TIA può aiutare a prevenirne l’insorgenza.

Il trattamento dipenderà da fattori individuali, come l’età e l’anamnesi. Il team medico illustrerà le diverse opzioni di trattamento, con benefici e rischi relativi. Verosimilmente, verranno consigliate modifiche al proprio stile di vita per ridurre i rischi di ictus, in aggiunta a farmaci per la gestione della causa del TIA. Anche la chirurgia può avere un ruolo nel trattamento.

Stile di vita

Le modifiche dello stile di vita che possono aiutare a ridurre le probabilità di un ictus post-TIA sono molteplici. In particolare:

  • dieta sana: viene in genere raccomandata una dieta a basso contenuto di grassi e sale e ricca di fibre, con tante verdure e frutta fresca
  • attività fisica regolare: nella maggior parte dei casi, vengono suggeriti 150 minuti settimanali di attività aerobica di intensità moderata (bicicletta o camminata veloce)
  • astensione dal fumo: per i fumatori, l’abbandono delle sigarette può ridurre significativamente il rischio di ictus
  • riduzione dell’alcool: si dovrà puntare a non superare i limiti di alcool raccomandati.

Farmaci

Oltre alle modifiche dello stile di vita, in molti casi di TIA saranno necessari uno o più farmaci a vita per aiutare a contenere il rischio di recidiva o di ictus. Di seguito, alcuni tra i medicinali più usati.

Antiaggreganti piastrinici

Le piastrine sono corpuscoli cellulari del sangue che permettono al sangue di coagulare (solidificarsi). In caso di vaso sanguigno danneggiato, le piastrine si aggregano, formando un coagulo che impedisce il sanguinamento. I farmaci antiaggreganti riducono le proprietà di adesione reciproca e di formazione di coaguli delle piastrine. In caso di TIA, è probabile che vengano consigliati farmaci antiaggreganti.

Le due formulazioni comunemente raccomandate sono l’aspirina e il clopidogrel.

Gli effetti collaterali principali di questi farmaci consistono in indigestione e rischio di sanguinamenti aumentato; per esempio, un trauma può causare un sanguinamento protratto o può esserci più facilità agli ematomi.

Anticoagulanti

Gli anticoagulanti aiutano a prevenire i coaguli cambiando la composizione chimica del sangue. Vengono consigliati a soggetti con TIA se il coagulo causa del TIA è partito dal cuore. Questo succede spesso nei soggetti con fibrillazione atriale, condizione che causa un battito cardiaco irregolare.
Warfarin, rivaroxaban, dabigatran e apixaban sono esempi di anticoagulanti impiegati in soggetti che hanno avuto un TIA.

Tutti gli anticoagulanti hanno come effetto collaterale il rischio di sanguinamento, legato alle ridotte capacità coagulanti del sangue. Il trattamento con questi farmaci presuppone l’esecuzione periodica di esami del sangue, in modo da assicurarsi che il dosaggio non sia né troppo elevato né troppo basso.

Antipertensivi

Nei soggetti con pressione arteriosa elevata, verranno prescritti farmaci antipertensivi per normalizzare la pressione. Questo è necessario perché l’ipertensione arteriosa aumenta significativamente il rischio di una recidiva di TIA o di ictus.
I farmaci con azione antipertensiva sono tanti, e in particolare:

  • diuretici tiazidici,
  • inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE),
  • calcio-antagonisti,
  • beta-bloccanti.

Il medico suggerirà l’approccio terapeutico più adeguato al singolo individuo. In alcuni casi, possono essere proposte terapie con 2 o 3 farmaci diversi.

Statine

In caso di ipercolesterolemia, verrà raccomandata l’assunzione di statine. Questi farmaci riducono i livelli di colesterolo nel sangue bloccando un enzima epatico che produce il colesterolo.

Le statine possono aiutare a ridurre il rischio di ictus a prescindere dai livelli di colesterolo, quindi questo tipo di medicinale potrà essere suggerito anche in casi di incrementi modesti del colesterolo.

Tra le statine usate più comunemente a seguito di TIA, ci sono l’atorvastatina, la simvastatina e la rosuvastatina.

Intervento chirurgico

In alcuni casi di TIA, può essere utile procedere a un intervento noto come endo-arterectomia carotidea.

Questa operazione rimuove parte del rivestimento della parete della carotide e qualunque blocco si sia accumulato nell’arteria.

Le carotidi portano il sangue al cervello. Se vi si accumulano depositi di grasso, le arterie diventano dure e strette, rendendo il flusso di sangue più difficoltoso.
Questo processo è noto come aterosclerosi e può portare a TIA e ictus quando viene interrotto l’apporto sanguigno al cervello.

L’endo-arterectomia carotidea, disostruendo i vasi in soggetti con arterie moderatamente o significativamente ristrette, può ridurre notevolmente il rischio di recidive di TIA o di ictus.

Prevenzione

Il modo migliore di prevenire un TIA è

  • l’adozione di una dieta sana,
  • l’attività fisica regolare,
  • l’eliminazione del fumo
  • e la moderazione nell’assunzione di alcolici.

Queste modifiche dello stile di vita possono ridurre il rischio di problemi come l’aterosclerosi (le arterie vengono ostruite da depositi di grasso), l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, tutti fattori predisponenti al TIA.

In caso di TIA pregresso, queste modifiche possono aiutare a ridurre il rischio di avere un ictus completo o una recidiva.

Dieta

Una dieta poco sana può aumentare i rischi perché può far aumentare la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo.

In genere, si raccomanda quindi una dieta con pochi grassi, ricca di fibre, in particolare grazie a frutta e verdure abbondanti (cinque porzioni al giorno) e cereali integrali.

Una dieta bilanciata è importante. Non mangiare quantità eccessive di un unico alimento, specie se ricco di sale e conservato.

La quantità di sale assunta quotidianamente dovrà essere limitata a non più di 6 g, perché l’eccesso aumenta la pressione arteriosa. 6 g di sale equivalgono a circa un cucchiaino da tè.

Attività fisica

La combinazione di una dieta sana con l’attività fisica regolare è il modo migliore di mantenere un peso corporeo corretto; l’esercizio regolare può anche aiutare ad abbassare il livello di colesterolo e a tenere la pressione arteriosa entro livelli normali.
Nella maggior parte dei casi, vengono suggeriti almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica di intensità moderata (bicicletta o camminata veloce).

Astensione dal fumo

Il fumo aumenta significativamente il rischio di nuovi TIA o ictus, restringendo le arterie e favorendo la coagulazione del sangue.
Smettere di fumare può ridurre il rischio di nuovi TIA o ictus. L’astensione dal fumo migliorerà anche la salute complessiva e ridurrà il rischio di sviluppare altre malattie gravi, come il cancro polmonare e le cardiopatie.

Riduzione del consumo di alcool

L’eccesso di alcolici favorisce sovrappeso e ipertensione arteriosa e può indurre la fibrillazione atriale, tutti fattori che aumentano il rischio di TIA o ictus.

Se si desidera continuare a bere alcolici, si dovrà comunque cercare di non superare i limiti raccomandati.

Gestione delle condizioni sottostanti

Se portatori di una condizione nota come fattore di rischio per TIA e ictus, come

  • ipercolesterolemia,
  • ipertensione arteriosa,
  • fibrillazione atriale
  • diabete,

sarà ovviamente fondamentale gestirla accuratamente con l’aiuto del medico.

Le modifiche dello stile di vita riportate in precedenza possono aiutare in linea di massima a controllare queste condizioni, ma potrebbe essere necessario assumere con regolarità anche una terapia farmacologica.

Fonti principali:

  • , licensed under the

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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