Tachicardia sopraventricolare parossistica: sintomi e cura

Introduzione

La tachicardia sopraventricolare parossistica (PSVT) è una condizione caratterizzata da

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Durante ogni episodio il paziente può avvertire palpitazioni e altri disturbi più o meno fastidiosi, come

Ogni episodio inizia e finisce improvvisamente.

In pazienti altrimenti sani la prognosi è assolutamente buona e il disturbo non è causa di ulteriori complicazioni.

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Cause

In condizioni normali le camere del cuore (atri e ventricoli) si contraggono in modo coordinato.

L’accelerazione del battito cardiaco dovuta alla tachicardia sopraventricolare parossistica inizia con eventi che si verificano nelle zone del cuore sopra ai ventricoli; nella maggior parte dei casi la condizione è legata alla presenza di una sorta di “corto-circuito” elettrico del cuore, innescato per esempio da determinate situazioni (attività fisica, digestione, …).

Colpisce circa due persone ogni mille; interessa con maggior frequenza i giovani e i neonati e preferibilmente di sesso femminile, ma tra i fattori di rischio più generali ricordiamo:

Sintomi

Nella maggior parte dei casi i sintomi iniziano e finiscono improvvisamente e possono durare da qualche minuto a qualche ora.

Tra i sintomi più comuni della tachicardia parossistica ricordiamo:

La frequenza cardiaca può raggiungere e superare i 100 battiti al minuto, nei casi più severi addirittura più di 250. Nei bambini in particolare il battito tende ad accelerare moltissimo.

Il paziente può avvertire sintomi tipici di problemi circolatori, ad esempio il giramento di testa. Tra un episodio e l’altro di tachicardia il battito ritorna alla normalità (cioè tra i 60 e i 100 battiti al minuto).

In alcuni casi, soprattutto al primo episodio di tachicardia parossistica, il paziente può avere il dubbio di un attacco cardiaco; se il dolore è al petto è significativo è dunque sempre consigliabile farsi accompagnare in Pronto Soccorso per verificare.

Quando chiamare il medico

Si consiglia di rivolgersi al medico se:

In caso di pregressi problemi cardiaci si raccomanda di rivolgersi urgentemente al medico o in Pronto Soccorso.

Pericoli

Questa forma di tachicardia non è in genere pericolosa e spesso non richiede trattamenti; in presenza di altri disturbi cardiaci o fattori di rischio cardiovascolari il medico vorrà invece fare il possibile per prevenire nuovi episodi.

Rare complicazioni comprendono

Diagnosi

La visita durante l’episodio di PSVT evidenzia l’accelerazione del battito cardiaco, riscontrabile anche come pulsazione al livello del collo; a seguito di questa conferma il medico potrebbe consigliare alcuni approfondimenti per meglio caratterizzare il disturbo e in particolare individuare l’esatta posizione delle anomalie elettriche, per esempio attraverso studi elettrofisiologici.

L’elettrocardiogramma è tuttavia l’esame più eseguito, almeno in prima battuta, perchè in grado di tracciare ritmo e attività elettrica del cuore. È del tutto indolore e dura solo pochi minuti; quando è possibile eseguirlo durante un episodio di tachicardia sopraventricolare può contribuire in modo determinante alla diagnosi.

Il problema è infatti riuscire a eseguirlo durante un episodio, che non è sempre prevedibile, quindi in alcuni casi può essere preferito un controllo holter per 24 ore.

Cura e terapia

La tachicardia che si verifica una volta ogni tanto di solito non deve essere curata, a patto che il paziente non abbia sintomi o altri problemi cardiaci.

Fare il possibile per evitare i fattori scatenanti (stress, alcool, caffeina, …) è spesso sufficiente a convivere con il disturbo, ma per far cessare la tachicardia si può ricorrere alle tecniche seguenti (da verificare con il medico!, vengono qui riportate a solo scopo divulgativo):

Se la tecnica eventualmente consigliata dal medico non dovesse funzionare e la tachicardia persistesse, si raccomanda di farsi accompagnare in Pronto Soccorso (è generalmente controindicato mettersi alla guida in questi casi, per sé stessi e per gli altri).

Per alcuni pazienti può diventare necessaria l’assunzione di antiaritmici per prevenire la comparsa di nuovi episodi, per esempio diltiazem, verapamil o betabloccanti come il sotalolo.

La terapia di lungo periodo per chi ha episodi ripetuti di tachicardia parossistica, o soffre anche di disturbi cardiaci e non risponde adeguatamente ai farmaci può diventare ospedaliera e comprendere:

Fonte Principale:

(Adattamento ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

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