Sudore e iperidrosi: cause e rimedi per quando si suda troppo

Ultimo Aggiornamento: 84 giorni

Introduzione

L’iperidrosi è una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione di sudore; la sudorazione può essere generalizzata o interessare solo alcuni distretti corporei, sono tipicamente interessate aree come:

  • ascelle,
  • palmi delle mani,
  • piante dei piedi,
  • viso e torace,
  • inguine.

L’iperidrosi interessa in egual misura i due lati del corpo, per esempio i due piedi o le due mani; non espone in genere a rischi gravi la salute, ma può essere imbarazzante e fonte di stress. Può anche avere un impatto negativo sulla qualità della vita e nei casi più gravi indurre sintomi depressivi e ansiosi.

Può insorgere a qualunque età, anche se l’iperidrosi primaria si manifesta tipicamente nell’infanzia o poco dopo la pubertà.

Definizione di sudore eccessivo

Non ci sono linee guida su come stabilire che una sudorazione è “normale”; la percezione di sudare eccessivamente e la sensazione che il sudore interferisca con il quotidiano possono però essere ritenuti indici di iperidrosi.

Per esempio, un soggetto può essere considerato affetto da iperidrosi se:

  • evita contatti fisici, come dare la mano, perché consapevole di essere sudato,
  • non partecipa ad attività, come ballare o fare ginnastica, temendo di sudare ancora di più,
  • il sudore è tale da interferire con il proprio lavoro; per esempio, rende difficile maneggiare utensili o usare una tastiera,
  • ha problemi nelle normali attività quotidiane, come guidare,
  • spende molto tempo a occuparsi del sudore e delle sue conseguenze, per esempio fa docce frequenti e si cambia spesso,
  • tende a isolarsi dagli altri.

Cause

L’iperidrosi può essere classificata in due tipi, in base al fatto che possa o meno essere identificata una causa sottostante, si parla rispettivamente si iperidrosi secondaria e primaria.

Iperidrosi primaria

È l’iperidrosi senza cause apparenti.

Benché non ne siano chiare le origini, si ritiene che dipenda da una parte del sistema nervoso, il sistema nervoso simpatico, e potrebbe avere una componente genetica.

Il sistema nervoso simpatico controlla diverse funzioni del corpo che non richiedono la volontarietà, come lo spostamento del cibo all’interno del tratto digerente e il movimento dell’urina dai reni alla vescica.

Il sistema nervoso simpatico agisce anche da termostato. Se sente che la temperatura aumenta eccessivamente, invia un segnale dal cervello ai milioni di cellule sudoripare nel corpo inducendole a produrre sudore. Il sudore raffredda la pelle e riduce la temperatura del corpo.

L’iperidrosi sembra dipendere da un tipo specifico di ghiandola sudoripara, le ghiandole eccrine. Ascelle, palmi delle mani, piante dei piedi e viso hanno più ghiandole eccrine del resto del corpo, fatto che potrebbe spiegare perché queste siano le aree più colpite dall’iperidrosi.

Si ritiene che nell’iperidrosi primaria il cervello invii segnali alle ghiandole eccrine anche quando il corpo non richiede un abbassamento termico.

Alcuni casi di iperidrosi primaria sembrano avere un andamento famigliare, suggerendo che l’origine possa essere una mutazione genetica. Questa consiste in una variazione delle istruzioni cellulari, in grado di alterare i normali meccanismi di funzionamento del corpo.

Alcune mutazioni genetiche possono essere trasmesse ai figli dai genitori.

Iperidrosi secondaria

Quando è invece identificabile una causa si parla di iperidrosi secondaria.

L’iperidrosi secondaria può avere vari fattori scatenanti, in particolare:

L’iperidrosi secondaria spesso inizia più improvvisamente di quella primaria e tende a essere generalizzata a tutto il corpo.

Odore corporeo

Anche se l’iperidrosi è sinonimo di tanto sudore, gli individui affetti non hanno in genere problemi di cattivo odore. Ciò si spiega con il fatto che l’iperidrosi perlopiù non interessa le ghiandole sudoripare responsabili della produzione di cattivi odori, cioè le ghiandole sudoripare apocrine.

Se però il sudore viene scomposto da batteri, può diventare maleodorante. Anche gli alimenti piccanti e gli alcolici possono rendere maleodorante il sudore secreto dalle ghiandole eccrine.

Il problema può essere evitato o contenuto con lo stile di vita, per esempio usando spesso deodoranti e tamponi antitraspiranti ascellari per assorbire il sudore.

Complicazioni

L’iperidrosi non espone in genere a rischi gravi la salute, ma può talvolta provocare problemi fisici ed emozionali.

Infezioni fungine

L’iperidrosi aumenta il rischio di sviluppare infezioni fungine, in particolare ai piedi (tipicamente, infezioni delle unghie e piede di atleta). Il rischio aumenta perché l’eccesso di sudore associato a calze e scarpe crea un ambiente ideale per la crescita di funghi.

Le infezioni fungine possono essere curate con apposite creme, mentre i casi più gravi possono richiedere l’assunzione di antifungini per bocca.

Condizioni della pelle

L’eccesso di sudore può aumentare la suscettibilità ad alcune condizioni cutanee, quali:

  • verruche, cioè piccoli rilievi irregolari della pelle causati dal virus HPV,
  • foruncoli, ossia gonfiori rosso-giallastri alla radice di un pelo, segno di un’infezione del suo follicolo.

La sudorazione può anche peggiorare le condizioni di un eczema.

Impatto emozionale

L’impatto emozionale dell’iperidrosi può essere significativo.

Molti dei soggetti affetti dalla condizione si sentono infelici e, in alcuni casi, depressi. Tra i segni di possibile depressione, ci sono:

  • basso tono dell’umore,
  • sensazione di essere senza speranze,
  • scarso interesse o piacere per le attività un tempo considerate piacevoli.

È importante non trascurare la propria salute mentale. Consultare un medico a fronte di sintomi depressivi.

Informarsi sulla malattia e su come affrontare stress, ansia e depressione.

Quando contattare il medico

Consultare il medico se la sudorazione arrivasse a interferire con le attività quaotidiane o se dovesse manifestarsi improvvisamente un aumento della produzione di sudore.

Molti soggetti affetti da iperidrosi sono troppo imbarazzati per ricorrere al medico, o ritengono che la condizione non possa essere migliorata, ma non è così, esistono concrete possibilità terapeutiche.

Consultare il medico anche in caso di sudorazione notturna, perché può essere sintomatica di problemi più gravi (anche se ovviamente possono esserci spiegazioni non preoccupanti).

Di norma la diagnosi di iperidrosi si basa sui soli sintomi, anche se occasionalmente possono essere necessari esami del sangue e delle urine per escludere cause sottostanti.

Rimedi

L’iperidrosi può essere difficile da trattare e trovare il rimedio migliore può richiedere tempo; ovviamente si raccomanda di iniziare con i trattamenti meno invasivi.

Stile di vita

Intervenire sullo stile di vita non cura l’iperidrosi primaria (eccessivamente produzione di sudore senza causa apparente) ma può migliorare i sintomi e rafforzare la fiducia in sé; si consiglia per esempio di:

  • Evitare fattori favorenti la sudorazione, come cibi piccanti e alcolici.
  • Usare spesso spray antitraspiranti, invece dei comuni deodoranti.
  • Evitare di indossare indumenti aderenti o stretti e in fibre sintetiche come il nylon.
  • Indossare abiti neri o bianchi può ridurre al minimo la visibilità delle macchie di sudore.
  • I tamponi ascellari possono assorbire l’eccesso di sudore e proteggere i vestiti.
  • Indossare calze che assorbano l’umidità, per esempio calze spesse in fibre naturali, suole speciali o calze sportive fatte apposta per assorbire il sudore.
  • Evitare di indossare calze in fibre sintetiche e, se possibile, cambiarle almeno due volte al giorno.
  • Idealmente portare scarpe di cuoio e provare ad alternare diverse paia di scarpe al giorno.

Antitraspiranti potenziati

Se un normale antitraspirante non riesce a controllare il sudore, il medico o il farmacista possono prescriverne o suggerirne uno più forte.

Nel trattamento dell’iperidrosi vengono spesso usati antitraspiranti a base di cloruro di alluminio, che funzionano andando a tappare senza particolari conseguenze le ghiandole sudoripare. Vanno applicati la sera subito prima di andare a dormire e sciacquati via al mattino.

L’effetto collaterale più frequente del cloruro di alluminio è una leggera irritazione, oppure un modesto prurito/senso di bruciore, al momento dell’applicazione. L’irritazione può essere ridotta usando gli antitraspiranti con minor frequenza. Può anche essere utile usare regolarmente emollienti (idratanti) e sostituti del sapone invece del sapone.

Trattamento dell’ansia

L’ansia di per sé non è direttamente responsabile di iperidrosi primaria, ma può peggiorare la situazione e instaurare un circolo vizioso.

Il soggetto può essere in allerta per l’iperidrosi, diventando ansioso in certe situazioni, per esempio incontrando persone nuove o stando in una sala affollata.

L’ansia può peggiorare la sudorazione.

Se l’ansia peggiora la sudorazione, può rivelarsi utile un tipo di psicoterapia noto come terapia cognitivo comportamentale; non sono in genere raccomandati i farmaci ansiolitici perché possono di fatto peggiorare la sudorazione.

Anticolinergici

L’iperidrosi può essere trattata con farmaci noti come anticolinergici o antimuscarinici. Funzionano bloccando gli effetti di un mediatore chimico, l’acetilcolina, impiegato dal sistema nervoso per attivare le ghiandole sudoripare.

Questi farmaci sono disponibili sotto forma di compresse o soluzioni da applicare sulle aree interessate. Non vengono usati spesso nel trattamento dell’iperidrosi e la maggior parte di questi farmaci non include l’eccessiva sudorazione tra le proprie indicazioni, ma alcuni soggetti li trovano efficaci.

Purtroppo non sono tutti disponibili in Italia, ma per esempio la propantelina bromuro è un anticolinergico indicato per l’iperidrosi. A giudizio del medico, però, possono essere provati altri anticolinergici, come l’ossibutinina e il glicopirronio bromuro, anche se formalmente privi dell’indicazione.

Tra i possibili effetti collaterali degli anticolinergici, ci sono la bocca secca, la visione confusa, crampi gastrici, stipsi e difficoltà di minzione.

Se le modifiche dello stile di vita e i rimedi proposti non sono sufficienti a consentire un’adeguata gestione del sudore, può essere utile consultare un dermatologo (uno specialista dei problemi della pelle) per trattamenti aggiuntivi, come la ionoforesi, il botulino o la chirurgia.

Ionoforesi

La ionoforesi può essere utile se l’eccessiva sudorazione è a carico di mani o piedi. Può essere impiegata anche per trattare le ascelle, dove però è in genere meno efficace.
Consiste nell’erogare alle aree di pelle interessate deboli correnti elettriche, applicate attraverso l’acqua o un tampone umido. Si pensa che agisca bloccando le ghiandole sudoripare.

Per il trattamento, mani e piedi vengono immersi in una vasca di acqua attraverso cui viene fatta passare una corrente elettrica di debole intensità. Per trattare le ascelle, viene inserito un tampone bagnato a contrasto con ciascuna ascella; la corrente passa attraverso il tampone.
Il trattamento non è doloroso, ma la corrente elettrica può indurre un minimo fastidio e una lieve irritazione della pelle.

Ciascuna sessione di ionoforesi dura tra 20 e 30 minuti; in genere, sono necessarie da due a quattro sessioni alla settimana. I sintomi dovrebbero migliorare dopo una o due settimane; il trattamento deve quindi essere ripetuto a intervalli di una – quattro settimane, secondo la gravità dei sintomi.

La ionoforesi risulta spesso molto efficace, richiede però visite regolari presso il centro dermatologico per l’erogazione del trattamento.

Iniezioni di tossina botulinica

La tossina botulinica può essere iniettata nella pelle delle aree colpite da iperidrosi. Il botulino blocca i segnali dal cervello alle ghiandole sudoripare, aiutando così a ridurre il sudore in tali aree.

Vengono eseguite circa 15-20 iniezioni per area corporea (ascelle, mani, piedi, viso) e la procedura richiede complessivamente 30-45 minuti.

Gli effetti delle iniezioni durano in genere per diversi mesi, dopo i quali il trattamento può essere eventualmente ripetuto.

Tra gli effetti collaterali del botulino, ci sono:

  • dolore, arrossamento o prurito nel punto di iniezione,
  • nausea, cefalee e arrossamenti del volto dopo le iniezioni,
  • aumento della sudorazione in aree del corpo non trattate, ossia sudorazione compensatoria,
  • debolezza muscolare intorno all’area trattata.

La maggior parte di questi effetti collaterali è di breve durata o si risolve quando svaniscono gli effetti dell’iniezione; purtroppo è sempre più raro trovare centri in grado di offrire il trattamento in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale.

Chirurgia e altre procedure

Nei rari casi in cui l’iperidrosi sia particolarmente grave e resistente ai trattamenti, può essere utile la chirurgia.

Simpatectomia toracica endoscopica

La simpatectomia toracica endoscopica (ETS, dall’inglese Endoscopic Thoracic Sympathectomy) è il più frequente tipo di chirurgia usato nell’iperidrosi. In genere, si utilizza nell’iperidrosi dei palmi delle mani o delle ascelle.

I nervi che controllano il sudore delle zone interessate vengono tagliati tramite piccole incisioni ai lati del torace. In pratica, vengono interrotti i segnali convogliati dai nervi alle ghiandole sudoripare. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e ad ambedue i lati del corpo.
L’inglese NICE (National Institute for Health and Care Excellence, ossia istituto nazionale per la salute e l’eccellenza dell’assistenza) raccomanda che l’ETS venga usato per trattare l’iperidrosi dei palmi delle mani o delle ascelle. in ogni caso, prima dell’intervento il chirurgo dovrà illustrare che:

  • l’ETS comporta un rischio di gravi complicanze (vedere oltre),
  • alla procedura spesso fa seguito un’eccessiva sudorazione compensatoria, tanto che alcuni si pentono di averla fatta,
  • non sempre risulta efficace.

Per tali motivi, dovrebbe essere proposta solo a soggetti con iperidrosi grave che non rispondono ad altri trattamenti.

Effetti collaterali e complicanze dell’ETS possono includere:

  • sudorazione di viso e collo dopo mangiato; questa condizione è nota come sudorazione gustativa e colpisce fino al 50% dei soggetti trattati,
  • sanguinamento intratoracico durante la chirurgia,
  • intrappolamento dell’aria nel torace (pneumotorace), con conseguenti dolore toracico e difficoltà respiratorie,
  • danni al sistema nervoso con ptosi (discesa) della palpebra superiore di un occhio (sindrome di Horner); può essere permanente.
Rimozione o distruzione delle ghiandole sudoripare

L’iperidrosi ascellare può talvolta essere trattata rimuovendo o distruggendo le ghiandole sudoripare locali.

Ci sono varie modalità:

  • incisione ascellare e curettage (raschiamento) o resezione (procedura di Shelley) delle ghiandole sudoripare,
  • erogazione di radiazioni elettromagnetiche tramite l’applicazione di una sonda sulla pelle (non è necessario incidere la pelle),
  • inserzione di un dispositivo laser sotto la pelle tramite una piccola incisione; il laser viene quindi usato per distruggere le ghiandole sudoripare.

Queste procedure vengono eseguite di solito in anestesia locale, quindi a paziente cosciente.
Possono talvolta rappresentare soluzioni permanenti a sudorazioni ascellari eccessive, anche se vengono eseguite solo da un piccolo numero di specialisti.

Non sono sempre efficaci e alcune sono relativamente nuove, quindi non ci sono ancora dati storici su sicurezza ed efficacia a lungo termine.
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Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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