Steatoepatite non alcolica (NASH): sintomi, diagnosi, terapia

Ultimo Aggiornamento: 4 giorni

Introduzione

La o patologia epatica grassa non alcoolica (in inglese NAFLD, Non Alcoholic Fatty Liver Disease) è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato, pur in assenza di consumo di alcolici (colpisce infatti pazienti astemi o quasi astemi).

Possiamo individuare due tipi di steatosi epatica non alcolica:

  • fegato grasso (NAFL),
  • steatoepatite non alcolica (NASH), di cui ci occuperemo in questo articolo.

Si tratta di due condizioni diverse, con evoluzione e prognosi significativamente differenti; solo in alcuni casi i pazienti colpiti dal fegato grasso vanno incontro a un’evoluzione verso la più pericolosa NASH e le sue temibili complicazioni.

Il fegato grasso è una forma di steatosi epatica non alcolica in cui si rileva la presenza di grasso nel fegato, ma l’assenza di danni cellulari e infiammazione.

La steatoepatite non-alcolica è invece caratterizzata dalla presenza di grasso in eccesso e infiammazione cronica, che diventa causa di danni cellulari in grado di evolvere verso processi cicatriziali permanenti e irreversibili (cirrosi epatica).

Ad oggi non sono ancora chiari i meccanismi che legano la presenza di grasso alla comparsa di infiammazione e quindi, allo stesso modo, non si conoscono le ragioni per cui solo alcuni pazienti con fegato grasso ne sviluppano le relative complicazioni.

La maggior parte dei pazienti colpiti dalla steatoepatite non alcolica non presenta sintomi fino alle fasi più avanzate della malattia e quindi non si rende conto dei danni che progressivamente colpiscono il fegato.

Sia la steatoepatite non alcolica che il fegato grasso non alcolico si stanno diffondendo sempre di più, probabilmente causa del dilagare di sovrappeso e obesità, fattori di rischio anche per il diabete e per il colesterolo alto, che a loro volta possono causare ulteriori problemi di salute ai pazienti affetti da steatoepatite non alcolica.

Cause

La steatoepatite non alcolica è sempre più diffusa, ma di fatto non è ancora stata fatta piena luce sulle sue cause. Si verifica con maggior frequenza nei pazienti:

Molti pazienti affetti dalla steatoepatite non alcolica hanno il colesterolo e i trigliceridi alti e molti sono diabetici o prediabetici ma, viceversa, non tutti gli obesi o i diabetici sono affetti dalla NASH. Inoltre alcuni pazienti affetti dalla steatoepatite non alcolica non sono né obesi né diabetici e hanno il colesterolo e i lipidi normali.

La steatoepatite non alcolica può quindi presentarsi anche in mancanza di fattori di rischio apparenti e persino nei bambini, quindi non si tratta semplicemente di obesità che colpisce il fegato.

La causa della comparsa dei fenomeni infiammatori non è nota con esattezza, ma si pensa che possano fungere da fattori di innesco:

  • insulinoresistenza,
  • rilascio di proteine tossiche che provocano infiammazione da parte delle cellule grasse (citochine),
  • stress ossidativo (deterioramento cellulare) delle cellule epatiche.

Cause meno comuni di comparsa della condizione sono:

  • disturbi che causano un utilizzo improprio del grasso corporeo,
  • rapida perdita di peso,
  • alcune infezioni, come l’epatite C,
  • alcuni farmaci,
  • esposizione ad alcune tossine ambientali.

Sintomi

La steatoepatite non alcolica è un disturbo silente, cioè presenta sintomi lievissimi o addirittura nessun sintomo.

I pazienti nei primi stadi della malattia di solito si sentono bene e iniziano ad avvertire i sintomi come

  • affaticamento,
  • dimagrimento,
  • debolezza

solo quando il disturbo è in uno stadio più avanzato o si sviluppa la cirrosi. La steatoepatite può insorgere nel giro di qualche anno o addirittura di qualche decennio, il processo può arrestarsi spontaneamente e, in alcuni casi, guarire senza ricorso a terapie specifiche.

In altri casi, invece, la NASH può peggiorare lentamente provocando cicatrici (fibrosi) che si accumulano nel fegato; con il progredire della fibrosi si sviluppa la cirrosi, durante la quale il fegato subisce quindi danni molto gravi, si indurisce e non è più in grado di funzionare normalmente.

Non tutti i pazienti affetti dalla NASH soffriranno anche di cirrosi ma, qualora siano già presenti lesioni gravi o cirrosi, sono poche e spesso inefficaci le terapie in grado di arrestarne il decorso.

I malati di cirrosi soffrono di:

  • ritenzione idrica,
  • deperimento muscolare,
  • sanguinamento intestinale,
  • insufficienza epatica.

 

Complicazioni

La NASH può portare a come la cirrosi e il tumore al fegato; in caso di cirrosi avanzata ed insufficienza epatica il trapianto di fegato è l’unica terapia possibile.

La NASH è di fatto una delle principali cause di cirrosi, insieme all’epatite C e all’epatopatia alcolica.

Gli inoltre che le persone affette da steatoepatite non alcolica hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, che sono la causa più comune di morte nelle persone colpite da NAFLD.

Diagnosi

La steatoepatite non alcolica viene di solito diagnosticata grazie ad alcuni esami del sangue di routine per la salute del fegato: i livelli di alcuni parametri, come l’alanina aminotransferasi (ALT) o l’aspartato transaminasi (AST) risultano insolitamente alti.

Se ulteriori esami escludono altre possibili cause del disturbo al fegato (assunzione di farmaci, epatite virale o abuso di alcol) e se le ecografie o la TAC evidenziano la presenza di grasso, il sospetto diventa più fondato.

L’unico modo per diagnosticare con sicurezza la NASH ed escludere il semplice fegato grasso è la biopsia epatica e per effettuarla si preleva un minuscolo campione di tessuto del fegato mediante una siringa. Si può arrivare alla diagnosi di steatoepatite non alcolica se l’esame del tessuto al microscopio evidenzia la presenza di grasso, accompagnata da infiammazione e lesioni alle cellule epatiche.

Se il tessuto contiene grasso ma non è né infiammato né danneggiato, la diagnosi è di fegato grasso o di fegato grasso non alcolico. Un’altra informazione importante che si può ricavare dalla biopsia è l’eventuale presenza di cicatrici nel fegato.

Attualmente né gli esami del sangue né esami di altro tipo possono individuare le cicatrici con precisione.

Cura e terapia

Attualmente non esistono terapie specifiche per la steatoepatite non alcolica, ma i consigli più importanti per chi ne è affetto sono:

  • dimagrire (se obesi o in sovrappeso),
  • seguire una dieta sana e bilanciata,
  • aumentare l’attività fisica,
  • evitare l’alcol,
  • evitare i farmaci non strettamente necessari.

Si tratta di consigli di buonsenso, che però sono in grado di fare la differenza. Potrebbero essere utili anche per altre patologie, ad esempio per i disturbi cardiaci, il diabete e il colesterolo alto.

È fondamentale fare tutto il possibile per raggiungere il peso forma, i pazienti affetti da steatoepatite non alcolica, se dimagriscono, riescono a migliorare gli esiti degli esami del fegato e possono addirittura arrestare il progresso del loro disturbo. Le ricerche attuali stanno cercando di dimostrare se c’è un legame tra il dimagrimento e il miglioramento delle condizioni del fegato, e se questo miglioramento è in qualche modo definitivo.

Chi soffre di NASH spesso è anche affetto da altri disturbi come il diabete, l’ipertensione o il colesterolo alto, che dovrebbero essere curati con farmaci appositi e tenuti ben sotto controllo. La steatoepatite non alcolica e i valori alti degli enzimi epatici non dovrebbero impedire ai pazienti di curare questi altri disturbi.

Un diverso approccio terapeutico per la NASH è l’uso dei farmaci antidiabetici di ultima generazione (come il pioglitazone), anche nei pazienti non diabetici. La maggior parte dei pazienti che soffrono di NASH, infatti, è soffre anche di insulinoresistenza: la loro insulina è meno efficace nel controllo del glucosio e degli acidi grassi ematici rispetto a quella dei pazienti sani.

Gli antidiabetici di ultima generazione aumentano la sensibilità dell’organismo all’insulina e potrebbero far diminuire le lesioni al fegato nei pazienti affetti dalla steatoepatite non alcolica.

Le ricerche su questi farmaci (tra cui ricordiamo anche la vecchia metformina) sono volte a capire definitivamente se si tratta di una terapia efficace contro la NASH.

L’aspetto più importante della lotta contro la Steatoepatite non alcolica è la necessità di ulteriori ricerche che ci aiutino a capire come la malattia possa causare le lesioni al fegato. Quando i ricercatori avranno fatto piena luce sul meccanismo che provoca le lesioni, sarà possibile combatterlo sviluppando mezzi sicuri ed efficaci in grado di aiutare i pazienti affetti dalla NASH.

Le recenti scoperte sulla mappatura del genoma umano e sui passaggi della regolazione del glucosio e dei grassi ematici ad opera dell’insulina e degli altri ormoni potrebbero fornire le indicazioni necessarie.

Fonte principale:  (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Buonasera. Ho 38 anni, ma già a 12 anni durante un’ecografia mi domandarono se bevevo alcolici, dato che trovarono il mio fegato “grasso”. All’epoca ero quasi sottopeso, e non ho mai bevuto alcolici. Con il tempo però, i sintomi sono peggiorati moltissimo. Ora prima di dormire assumo 1 compressa di halcion o stilnox + 25 gocce di alprazolam. ( può essere questo che causa il problema? non mi sembra di abusare di farmaci ) Peso 72 kg e sono alto 171 cm.Il dottore mi ha consigliato di prendere una pastiglia di Legalon 140 mg dopo i 2 pasti principali, ma il problema non svanisce, anzi, è sempre peggioIn questo momento, ho dolori fortissimi al fegato , respiro a fatica ( quasi come una colica renale) e espello urina colore marrone . Amen

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono farmaci che raramente possono alterare i valori di funzionalità epatica. Ma indipendentemente da questo ha fatto delle analisi del sangue per valutare le transaminasi, bilirubina, eventuali epatiti?Dovrebbe inoltre rifare una ecografie addominale in quanto questi dolori addominali associati a urine scure potrebbero indicare dei calcoli alla colecisti. Se il dolore diventa insopportabile e dovesse avere nausea e febbre deve andare in PS. Saluti

  2. Anonimo

    Gentile dottore… Per il fegato grasso… Va bene per fare una cura depurativa la soluzione shoum capsule per fegato… .??? Perché ho degli esami del sangue da eseguire e ho sempre i valori un po’ sballati anche se astemio. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ci sono controindicazioni, ma più importante sarà migliorare l’alimentazione e perdere peso se necessario.

  3. Anonimo

    buona sera dottore o fatto delle analisi io soffro di stetaosi epatika segunti valori ast 28 valore massimo 37 alt 44 valore normale 44 colesterolo totale 218 valore normale 200 neutrofili 40,7 valore normale 50 linfociti 44,2 valore normale 40 monociti 9,4 valore normale 9 eosinofili 5,6 valore normale 4 mi devo preoccupare da premettere che o fatto un intervento chirurgico 2 mesi fa

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sono analisi sostanzialmente nella norma, cerchi di abbassare i livelli di colesterolo con una dieta adeguata e cercando di associare movimento fisico, non c’è sofferenza epatica comunque.

    2. Anonimo

      grazie dottoressa ero un bel po preoccupato dagli emocromi e dalle transaminasi visto che ho sofferto per parecchi anni di transaminasi alte cordiali saluti

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