Singhiozzo: cause, rimedi e pericoli

Introduzione

Il singhiozzo è un disturbo che ha colpito tutti almeno una volta nella vita ed è causato da una contrazione involontaria e ripetuta del diaframma, il muscolo che separa il torace dall’addome e che svolge una funzione fondamentale per la respirazione.

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Ogni contrazione è seguita, circa un quarto di secondo dopo, dalla chiusura improvvisa delle corde vocali, che produce il caratteristico suono “hic”, che può ripetersi anche più volte al minuto.

Il nome medico del singhiozzo è flutter diaframmatico sincrono (FDS), o dal termine latino singultus, e in genere è caratterizzato da un ritmo (frequenza) più o meno costante nel tempo; può verificarsi una sola volta occasionalmente, oppure per un certo periodo può comparire più volte.

Molte persone giurano di conoscere rimedi efficaci, che vanno dal mettersi un sacchetto di carta sulla bocca e respirare, a mangiare un cucchiaino di zucchero o ancora molte altre tecniche più o meno fantasiose, ma la verità è che in genere il fenomeno va incontro a risoluzione spontanea dopo pochi minuti.

La causa è in genere banale, magari un pasto più abbondante del solito o un consumo eccessivo di alcool, ma in alcuni rari casi può persistere e ripetersi così frequentemente da diventare suggestivo di patologia, per esempio scompensi epatici o renali.

Cause

Il singhiozzo è un fenomeno estremamente comune che può colpire chiunque a qualsiasi età, neonati compresi.

Tra i fattori scatenanti più frequenti del singhiozzo ricordiamo:

Se il singhiozzo dura per più di 48 ore è più probabile che la causa sia patologia e, fra quelle più comuni, ricordiamo:

Ricordiamo infine che diversi farmaci possono causare singhiozzo, come ad esempio:

Sintomi

Il rumore tipico del singhiozzo, di solito preceduto da una leggera contrazione del petto, dell’addome o della gola, è il sintomo caratteristico del disturbo; si presenta in genere in modo improvviso, interrompendo il processo di respirazione o anche mentre si parla.

Raramente può diventare causa di lieve dolore/fastidio a

Il numero di singhiozzi al minuto può variare tra quattro e 60, ma in genere la durata del singolo episodio è limitata al massimo a pochi minuti.

Quando chiamare il medico

Quasi tutte le fonti concordano sul limite delle 48 ore come spartiacque tra un normale singhiozzo e una forma che potrebbe essere qualcosa di più serio.

Pericoli

Di per sé il singhiozzo non è pericoloso, ma se persistente alla lunga può diventare debilitante perchè in grado di interferire con

Può inoltre essere fonte di imbarazzo sociale o, in caso di recente intervento chirurgico addominale, può creare problemi nella cicatrizzazione della ferita.

Diagnosi

Nel caso in cui la causa del singhiozzo non fosse ovvia (per esempio in caso di pregressi di reflusso gastroesofageo o altri problemi di stomaco), il medico procederà a un’accurata anamnesi, che consiste nella raccolta di informazioni relative a:

A seguire il paziente verrà visitato e potrebbero venire prescritti esami strumentali e di laboratorio per chiarire la causa del disturbo, tra cui per esempio:

in base a quanto emerso dalla visita.

Cura e terapia

Il fenomeno del singhiozzo scompare quasi sempre senza alcuna terapia ma, se così non fosse, è probabile che la causa vada cercata nella presenza di un altro disturbo; in questi casi si rende quindi necessaria una corretta diagnosi, volta alla pianificazione di un trattamento più mirato.

In genere i primi tentativi che vengono fatti, anche in assenza di diagnosi chiara, sono farmacologici, per esempio con:

I farmaci possono venire prescritti anche al termine del percorso diagnostico, nel caso in cui non fosse emerso nulla di anomalo.

Nei casi frequenti di singhiozzo legato a disturbi di stomaco possono venire prescritti i cosiddetti farmaci inibitori della pompa protonica, medicinali in grado di ridurre la produzione acida dello stomaco e ridurre così qualsiasi sintomo ad essa legato.

Quando questi approcci non dovessero rivelarsi sufficienti è possibile ricorrere a metodi più invasivi, come dispositivi elettronici in grado di stimolare il nervo vago o iniezioni di anestetico effettuate a livello del nervo frenico.

Rimedi fai da te

Fra i rimedi da automedicazione che spesso vengono consigliati troviamo:

iStock.com/Wavebreakmedia

È da notare che tutti questi approcci sono più che altro frutto di tradizione popolare e non c’è quasi mai un approccio scientifico che possa permettere di trovare un razionale, fanno eccezione:

Non essendoci particolari controindicazioni si può provare, ma spesso il singhiozzo passa a prescindere dai tentativi fatti.

Discorso analogo per quanto riguarda ipnosi e agopuntura, su cui non esistono in letteratura prove inconfutabili della loro efficacia.

Fonti principali:

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