Tutte le domande e le risposte per Sindrome di Kawasaki: sintomi, cura e complicanze
  1. Anonimo

    Anche mio figlio ha avuto questa malattia a 2 anni. Adesso ne ha 7 e dopo un periodo in cui sembrava che tutto si fosse risolto per il meglio, che l’aneurisma di 6.6mm sulla coronaria destra fosse rientrato lasciando solo un aspetto rimodellato della stessa; 6 mesi fa, dopo due anni di vita senza assumere medicinali, a mio figlio è stata reintrodotta la terapia con l’aspirinetta. Il bimbo presenta sulla stessa coronaria una dilatazione non aneurismatica di 3.4mm. Chiedo se ci sono altri casi come il mio. Non mi basta tenere il bambino sotto osservazione ogni 6 mesi. Vorrei saperne di più.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non occupandomi di questo campo temo purtroppo di non saperla aiutare, mi dispiace.

    2. Anonimo

      CIAO!SONO UNA MAMMA CHE HA VISSUTO LA VOSTRA STESSA BRUTTA ESPERIENZA (CHE TI CAMBIA LA VITA) A 18 MESI MIO FIGLIO HA AVUTO LA SINDROME DI KAWASAKI MA NESSUNO RIUSCIVA A CAPIRE IL BIMBO COSA AVESSE (LE MANIFESTAZIONI ERANO TIPICHE DELLA MALATTIA) IO SONO STATA PASSATA PER UNA MAMMA FISSATA ED HO GIRATO MOLTI OSPEDALI A NAPOLI QUANDO FINALMENTE GRAZIE AD UN PARAMEDICO CHE SOLO A VEDERLO HA SAPUTO DIRE IL TIPO DI MALATTIA E’ STATO RICOVERATO PURTROPPO HA AVUTO 3 ANEURISMA CORONARICI E TERAPIA DA PROTOCOLLO OGGI (HA 8 ANNI)GLI ANEURISMI SONO RIENTRATI MA DUE TRATTI DELLE CORONARIE SONO MODELLATE ED AI LIMITI MASSIMI ,IO PENSO CHE SONO STATI I VACCINI !ADESSO STANNO INIZIANDO DEI TIC NERVOSI SONO ANCORA IMPAURITA MICA C’E’ UN LEGAME CON LA MALATTIA?? GRAZIE MAMMA PREOCCUPATA

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Che io sappia i vaccini non c’entrano ed i tic non dovrebbero avere connessioni con la malattia, ma li segnali alla pediatra perchè potrebbero essere segno di un qualche malessere, magari psicologico.

  2. Anonimo

    Sono il padre di una bimba di nome Marianna che all’età di 3 anni si è ammalata della malattia di K. Fortunatamente la diagnosi fu fatta velocemente e le cure iniziate protamente, 2 cicli di immunoglobuline,aspirina e tanta forza soprattutto di mia figlia che per 4-5 sett. aveva quella maledetta febbre che non andava via. Fortunatamente ora stà bene. Sò cosa si prova,faccio a tutti voi i miei più sinceri auguri.

  3. Anonimo

    Buongiorno a tutti,
    Da una settimana mio figlio e ricoverato con sindrome di kawasaki hanno capito quasi subito di cosa si trattava non so qnt tempo ci vorrà se qualcuno mi può dare più informazioni lo ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Per quanto riguarda la descrizione del problema trova un’introduzione nell’articolo, relativamente ai tempi dipende un pochino da caso a caso.

  4. Anonimo

    SALVE IO SONO LA MAMMA DI MIRIANA LA MIA BIMBA HA GIA DI BASE UNA LISSENCEFALIA E SINDROME DI WALKER WALBURG .( MIRIANA è DEL 2000)
    A SETTEMBRE DEL 2010 A AVUTO LA SINDROME DI KAWASAKI PER QUANTO RIGUARDA LA VASCULITE SEMBRA SIA TUTTO OK MA MI SONO ACCORTA CHE OGNI TANTO LE VENGONO DELLE CRISI RESPIRATORIE ,HO COME LE VOGLIONO CHIAMARE LORO( MEDICI) BRONCOSPASMI .
    LA MIA DOMANDA è QUESTA LASCIA PROBLEMI RESPIRATORI? SE SI COME COMPORTARSI

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se si tratta “solo” di broncospasmi di per sè non hanno alcuna complicazione particolare se trattati regolarmente; comportano più che altro un po’ di spavento per chi li vive perchè manca il fiato, ma non dovrebbero lasciare alcun tipo di problema.

  5. Anonimo

    Salve a tutti, io posso solo riportare quanto è successo alla mia nipotina di tre anni e mezzo che a dicembre 2011 dopo 6 giorni di febbre insistente, ghiandole dietro il collo gonfie e occhi rossi è stata portata in ospedale al Sant’Orsola a Bologna dove le hanno subito diagnosticato la malattia (la sua pediatra non lo aveva capito e l’aveva scambiata per la scarlattina). Per quanto ne so, se la cura di immunoglobuline e aspirine viene iniziata nei primi 10 giorni dall’inizio della febbre le possibilità di avere complicazioni diminuiscono ancora di più. Lei ha avuto la “fortuna” di presentare tutti i sintomi fin da subito quindi è stato più facile individuare la malattia. Ha passato 10 giorni in ospedale, poi ha fatto delle visite periodiche e ora sta bene, per fortuna non ha avuto complicazioni di nessun genere, dovrà fare dei controlli tra due anni e poi quando avrà 10 anni. Ovviamente non è uscita di casa per un mese e ora sta iniziando a uscire pochi munuti al giorno, non può stare a contatto con altri bambini per essere sicuri di non prendere influenze o altre malattie. L’asilo è stato escluso fino ad aprile. Anche quando i sintomi spariscono è molto importante monitorare il bambino xchè è da quel momento che potrebbero iniziare le complicazioni. Non fargli cambiare ambiente o casa o frequentare persone al di là dei familiari SANI più stretti. I medici ci hanno detto che non si tratta di una malattia che dopo un pò sparisce, non si hanno studi certi ma, soprattutto nei casi più gravi, ci sono stati dei ritorni di questa malattia. Per quello che ho capito non si può mai dire che è finita, nessun medico lo dirà mai ma state tranquilli, si tratta solo dei casi più gravi e poi ripeto non essendoci delle casistiche precise è normale che non ci si sbilanci. Questo è quanto ho appreso nel caso di mia nipote. Sono vicina a tutte le zie e a tutte le mamme che si trovano di fronte a questa brutta malattia. Fate sempre giocare e sorridere i vostri bimbi è l’unica cosa che si può fare dopo aver trovato dei buoni medici a cui affidarsi.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La ringrazio di cuore per la sua testimonianza.

  6. Anonimo

    Salve,
    dopo aver letto tutte le testimonianze mi sento di dover lasciare un commento affinchè ogni esperienza possa aiutare altri bambini. Mia figlia a luglio 2011, 18 mesi, si è ammalata della sindrome di kawasaki. I primi sintoni son stati palme delle mani e dei piedi arrossate e febbre 39,8. Li per li ho pensato ad un malessere generale dovuto al gran caldo dell’estate. Durante la notte si è sfogato su tutta la pelle come fosse un’eritema. Ho subito portato la bambina dalla pediatra che non sapendo di cosa si tratasse mi ha prescrito una crema rinfrescante e tachipirina e soprattutto il consiglio di stare tranquilla. Passato un intero giorno la bambina peggiorava, febbre, esantema e si era aggiunta la congiuntivite. Richiamo la pediatra che mi consiglia di continuare con tachipirina e crema. Ovviamente non c’è l’ho mandata a quel paese mentre parlavamo per telefono ma una volta chiusa la cornetta si. Mi armo di coraggio e porto la bambina all’ospedale. La mia piccola stava male, era evidente il suo stato di malessere e sto parlando del 2°giorno. Morale arriva la pediatra di turno che ad uno primo controllo mi dice: “la bambina ha la congiuntivite, l’otite, l’acetone ed è completamente disidratata e dai sintomi che mi ha descritto lei sospetto kawasaki”… Non sapevo cosa fosse e son scoppiata in lacrime. la piccola 18mesi è stata immediatamente ricoverata e da li i primi prelievi. PCR oltre 11 e piastrine al 4°giorno oltre il miliardo. Ovviamente i pediatri volevano qualche elemento in piu per esser certi della diagnosi, intanto ha passato 5gg con flebo tra antibiotici e soluzione reidratante (vitamine, minerali etc). Al 5° giorno ha iniziato a spellare sulle punta delle dita mani e piedi, a quel punto abbiamo avuto la certezza che si trattava di kawasaki. Solo al 6° giorno è stata sottoposta ad immunoglobuline e da quel momento in poi ha iniziato a stare meglio sino al giorno della dimissione. 15giorni pieni di ricovero e fortunatamente senza problemi alle coronarie. Non mi hanno saputo dire cosa abbia scatenato la sindrome ma sospetto si tratti del vaccino (facoltativo) rosolia varicella e morbillo che la bambina aveva fatto a maggio. La cosa fondamentale in questa malattia è la tempestività nel riconoscerla e PCR, VES e PIASTRINE ALTE sono i campanelli d’allarme oltre ai sintomi belli visibili. Se il pediatra non capisce il problema non pensateci due vole e portate subito il baimbo in un centro specializzato in pediatria o comunque all’ospedale. Ripeto la tempestività è fondamentale per una buona guarigione. Per 6 mesi ha preso la cardioaspirina (nonostante sia fabica) ed ora ripeto periodicamente l’emocromo per tenere sotto controllo le piastrine. spero il mio racconto (un pò lungo) vi sia stato utile.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      E’ stato sicuramente utilissimo e la ringrazio di cuore.

  7. Anonimo

    Ciao a tutti anche a mio nipote a 11 mesi hanno riscontrato la kawasaki. Grazie ad una dottoressa che ha capito subito dai sintomi che si trattava di questa malattia mio nipote non ha avuto problemi.Ora ha 6 anni e sta bene.Ogni anno fa dei controlli.In proposito vorrei raccontare questo episodio.Mio nipote andava sempre per i controlli a Messina.L’ultima volta che è andato (marzo 2012) il team di medici che si occupava di questa malattia non c’era più e un’altra dottoressa ha detto ai suoi genitori di non tornare più, che non era più necessario fare controlli, che sta bene.Ovviamente i genitori sono rimasti un pò sconcertati perchè all’inizio dei controlli i medici avevano raccomandato loro che era importante controllare il bambino ogni anno soprattutto poi nell’età dello sviluppo.Purtroppo i genitori di mio nipote non riescono a rintracciare il team di medici che c’era prima e vorrebbero sottoporre a controlli il bambino per sentirsi più sicuri come facevano prima.Mi chiedo ma com’è possibile abbandonare dei pazienti così senza nessuna comunicazione e lasciare allo sbando tanti genitori?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Comprendo il suo sfogo e condivido la sua amarezza; la ringrazio invece di cuore per la sua testimonianza.

  8. Anonimo

    CIAO A TUTTI MIO FIGLIO ALL’ETA’ DI 3 ANNI PRESENTAVA TUTTI QUESTI SINTOMI DELLA (SINDROME DI KAWASAKI) GRAZIE AL TEMPESTIVO INTERVENTO DEL PEDIATRA CHE SOLO TELEFONICAMENTE ESPONENDOGLI I SINTOMI CHE AVEVA MIO FIGLIO . DISSE CHE ARRIVAVA SUBITO A CASA. APPENA ARRIVATO A CASA LUI DISSE CHE SOSPETTAVA LA S. DI K. E LO PORTAMMO CON URGENZA IN OSPEDALE DOVE GLI FECERO LA INFUSIONE DI IMMUNOGLOBULINA . DOPO LA DEGENZA DI 15 GIORNI IN OSPEDALE A FATTO LA CURA CON LA CARDIOSPIRINA X 8 MESI E I VARI CONTROLLI CARDIACI. ADESSO MIO FIGLIO A 8 ANNI STA BENISSIMO FA NUOTO. ORA IL PEDIATRA CI A CONSIGLIATO DI FARE UN ULTIMO CONTROLLO CARDIACO A DISTANZA 5 ANNI DALLA MALATTIA. VOGLIO RINGRAZIARE IL PEDIATRA CHE HA INDIVIDUATO SUBITO IL PROBLEMA. VOGLIO FARE UN INBOCCA AL LUPO A TUTTI I GENITORI CHE IN QUESTO PERIODO STANNO ATTRAVERSANDO QUESTA SITUAZIONE . BISOGNA AVERE TANTA FEDE E TUTTO SI RISOLVE X IL MEGLIO.

  9. Anonimo

    Sono stata il primo caso femminile italiano di questa sindrome, negli ormai lontani anni 90. Posso solo dire che contro questa malattia- oltre alla bravura dei medici- un fattore molto importante è la tempestività: purtroppo non tutti i medici conoscono la sindrome di Kawasaki e spesso e volentieri i sintomi sono associati ad altre patologie.
    La cosa che mi lascia sbalordita è il fatto che ormai viene curata come una normale influenza! Sarà la medicina ad aver fatto passi da gigante? Mah…

    1. Anonimo

      Purtroppo a mia figlia di due anni la sindrome di kawasaki non è stata diagnosticata subito anche se è stata vista da due pediatri e da un DEA di un importante ospedale pediatrico.
      Tutto è cominciato con un rush serale sulla schiena, mia moglie pensò a sudamina ma il giorno dopo era ancora lì nonostante un bagnetto ad hoc così decidemmo di farla visitare da un pediatra ex primario (il suo non c’era quel giorno) che diagnosticò una forma scarlattiniforme (nonostante avesse visionato delle analisi di 15 giorni prima con VES, piastrine e PCR alte) che prescrisse 6 giorni di antibiotico.
      Tre giorni dopo (con febbricola) la visitò il suo pediatra che confermò la forma scarlattiniforme anche se prolungò a 10 giorni l’antibiotico da somministrare.
      Dopo un paio di giorni la febbre salì a 39,5 ma la pediatra disse di continuare con l’antibiotico. Altri 4 giorni e la febbre non scendeva e così la portammo al DEA di un importantissimo ospedale pediatrico (tredicesimo giorno di febbre) che diagnosticò un infezione batterica “di lieve entità” con cambio di antibiotico per altri 10 giorni. Quello che fa male è ricordare che ci venne detto anche in maniera un po’ brusca per la serie “ma che state a fare qui?”.
      Dopo altri quattro giorni del nuovo antibiotico la febbre non stacca e la portiamo ad un visita specialistica di un otorinolaringoiatra che conferma le tonsille atrofiche e l’antibiotico. Un altro giorno e la pediatra cambia cura, antibiotico a punture (a cui aggiunge il bentelan dopo strani comportamenti della bambina alla prima puntura).
      Altri due giorni e la pediatra ci rimanda allo stesso ospedale del DEA con sospetta kawasaki (anche se le sembra strano). L’ecocardio conferma la diagnosi, anche se in forma incompleta, per la presenza di dilatazioni alle coronariche.
      Due cicli di immunoglobuline ed aspirina ma la febbre non stacca, ci si aggiunge il rotavirus (un’altra settimana di pena tra vomito e diarrea). Passato il rotavirus la febbre non stacca, ancora una settimana di aspirina ad alto dosaggio e la febbre non c’è per tutta la settimana. Finito il ciclo di aspirina ad alto dosaggio ci dimettono subito (dopo circa venti giorni di ospedalizzazione e quarantasei da quel maledetto rush iniziale) con day hospital dopo una settimana per i controlli ma dopo due giorni torna la febbricola e dopo un altro giorno la febbre a 38….è successo proprio stanotte e a me viene solo da piangere.

    2. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non ho parole, ma le sono davvero, davvero vicino.

  10. Anonimo

    m i dispiace per tutte queste mamme che soffrono ma la fede e l unica cosa che possa aiutarci