Sindrome di Ménière: vertigini ed altri sintomi, cause e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 11 novembre 2018

Introduzione

La sindrome di Ménière è un disturbo dell’orecchio interno che influenza equilibrio e udito; è caratterizzata dalla comparsa di

  • forti vertigini,
  • acufeni (tintinnii e/o ronzii nell’orecchio),
  • perdita dell’udito e una sensazione di pienezza o congestione dell’orecchio.

I sintomi del disturbo di solito iniziano in un solo orecchio, anche se in seguito possono arrivare a coinvolgerle entrambe.

I disturbi elencati sono spesso associati a nausea e vomito e l’entità può essere tale da interferire sensibilmente, o addirittura impedire, lo svolgimento delle normali attività del quotidiano; la durata dei singoli episodi è pari in genere a diverse ore e la ricerca suggerisce che possano essere innescati (o favoriti) da

  • stress,
  • stanchezza,
  • difficoltà emotive,
  • malattie,
  • fattori dietetici.

Frequenza e continuità del disturbo sono invece elementi di difficile previsione: i pazienti che ne soffrono possono manifestare diversi attacchi in un breve periodo, seguiti da mesi o anni privi di qualsiasi sintomo. Nel corso del tempo, tuttavia, numerosi soggetti sviluppano problemi persistenti di instabilità, tinnito e una sensazione di pienezza nelle orecchie, tali da evolvere in alcuni casi a una perdita permanente dell’udito.

La condizione interessa generalmente gli adulti, più rara in bambini e giovani; la comunità scientifica stima che sei pazienti su dieci migliorano spontaneamente o a seguito di

  • dieta,
  • farmaci
  • o altri approcci non invasivi.

Esiste infine un piccolo gruppo di soggetti con sindrome di Ménière che migliora solo sottoponendosi a chirurgia.

La sindrome si chiama così in onore del medico francese Prosper Ménière, che la descrisse per primo nel 1861.

Fotografia con effetto ottico di rotazione delle chiome degli alberi, a dare la percezione di vertigini.

Nel caso di sindrome di Ménière le vertigini sono di tipo oggettivo (iStock.com/DashaR)

Cause

Esistono diverse teorie sulle possibili cause della sindrome, ma nessuna è risultata conclusiva; il termine sindrome indica infatti un insieme di sintomi che potrebbero essere provocati da cause diverse.

Alcuni ricercatori ritengono che la sindrome di Ménière sia il risultato di una vasocostrizione simile a quella che origina l’emicrania.

Altri ipotizzano che possa essere conseguente a

  • infezioni virali,
  • allergie,
  • reazioni autoimmuni.

Poiché la sindrome di Ménière sembra avere un decorso famigliare, potrebbe anche dipendere da variazioni genetiche causanti anomalie nel volume o nella regolazione dell’endolinfa.

I sintomi della sindrome di Ménière sono dovuti all’accumulo di liquido nel labirinto, lo spazio compartimentato dell’orecchio interno. Il labirinto contiene gli organi dell’equilibrio (canali semicircolari e otoliti) e dell’udito (coclea). Comprende due sezioni: il labirinto osseo e il labirinto membranoso. Il labirinto membranoso è pieno di un liquido detto endolinfa che, negli organi dell’equilibrio, stimola i recettori mentre il corpo è in movimento. I recettori inviano quindi segnali al cervello su posizione e movimento del corpo. All’interno della coclea, le vibrazioni acustiche causano una compressione del liquido, che stimola la trasmissione di segnali dalle cellule sensoriali al cervello.

Nella sindrome di Ménière, l’accumulo di endolinfa nel labirinto interferisce con l’equilibrio e con i segnali acustici tra orecchio interno e cervello. Questa anomalia causa le vertigini e gli altri sintomi della malattia.

Fattori di rischio

La sindrome può insorgere a qualunque età, anche se è più frequente negli adulti tra i 40 e i 60 anni di età.

essere esposti a un rischio maggiore di sviluppare i sintomi i soggetti con:

  • disturbi autoimmuni, caratterizzati dal sistema immunitario che per errore attacca i propri tessuti e organi,
  • famigliarità per il disturbo,
  • squilibri chimici nel fluido presente a livello dell’orecchio interno, per esempio a causa di alterazioni dell’equilibrio di specifici elettroliti (sodio e potassio in particolare),
  • disturbi della circolazione,
  • infezioni virali.

Sintomi

I sintomi della sindrome di Ménière sono improvvisi: possono verificarsi tutti i giorni come una volta sola all’anno.

Le vertigini, che spesso sono il sintomo più debilitante della sindrome, di solito provocano un forte capogiro che costringe il paziente a sdraiarsi. Gli attacchi di vertigini possono provocare

e spesso non hanno alcun segno premonitore. La vertigine accusata nel caso di sindrome di Ménière è oggettiva, cioè il soggetto che ne viene colpito vede ruotare l’ambiente.

In alcuni pazienti affetti da sindrome di Ménière gli attacchi hanno inizio con:

È importante ricordare che i sintomi non possono essere previsti in alcun modo: di norma l’attacco è caratterizzato da una combinazione di vertigini, acufene e diminuzione dell’udito e può protrarsi per diverse ore.

La frequenza, la durata e l’intensità di questi disturbi variano da persona a persona. Alcuni possono provare lievi vertigini alcune volte all’anno, altri invece possono essere affetti di tanto in tanto da un acufene intenso e incontrollabile durante il sonno.

I pazienti affetti dalla sindrome di Ménière spesso vivono anche una diminuzione dell’udito e si sentono sempre insicuri e traballanti anche per lunghi periodi. Tra gli altri sintomi della sindrome di Ménière, che però si verificano con meno frequenza troviamo:

L’udito tende a ridiventare normale tra un attacco e l’altro, ma con l’andare del tempo tendenzialmente peggiora.

Diagnosi

Per una corretta diagnosti della sindrome di Ménière sono necessari diversi passaggi, tra cui un colloquio conoscitivo della storia medica del paziente e un esame fisico da parte di un otorinolaringoiatra.

Non esistono purtroppo né esami specifici né sintomi univoci cui riferirsi per fare diagnosi, che è basata essenzialmente sull’anamnesi e sulla presenza di:

  • due o più episodi di vertigine della durata di almeno 20 minuti ciascuno,
  • acufeni,
  • perdita temporanea dell’udito,
  • sensazione di congestione dell’orecchio.

Alcuni medici eseguono un esame dell’udito per quantificarne la riduzione dovuta alla sindrome; è infatti opinione diffusa che la misurazione accurata e la caratterizzazione della perdita d’udito siano fattori di importanza fondamentale per la diagnosi della sindrome di Ménière.

Usando diversi tipi di esame dell’udito i medici possono caratterizzare la diminuzione dell’udito come sensoriale, cioè originata dall’orecchio interno, oppure neurale, cioè originata dal nervo acustico. La registrazione della risposta uditiva del tronco encefalico, che misura l’attività elettrica nel nervo acustico e nel tronco encefalico, è molto utile per distinguere tra questi due tipi di diminuzione dell’udito. L’elettrococleografia, ovvero la registrazione dell’attività elettrica dell’orecchio esterno in reazione al suono, può aiutare a confermare la diagnosi.

Per esaminare l’apparato vestibolare, deputato all’equilibrio, il medico irriga le orecchie con acqua o aria calda e fredda. Questo procedimento provoca il nistagmo, ovvero i rapidi movimenti involontari degli occhi, che possono aiutare il medico nell’analisi del disturbo dell’equilibrio.

Possono inoltre essere indicati esami come la risonanza magnetica o la TAC del cervello per escludere altre malattie; per esempio poiché i tumori, crescendo, possono provocare sintomi simili a quelli della sindrome di Ménière, una risonanza magnetica è utile per capire se le vertigini e la diminuzione dell’udito possano essere provocati da un tumore.

Cura e terapia

La sindrome di Ménière purtroppo non dispone di una cura specifica, ma possono però essere indicati alcuni degli approcci sottoelencati per la gestione dei sintomi.

  • Farmaci. Il sintomo più invalidante della sindrome di Ménière è la vertigine. Farmaci su prescrizione medica, come alcune benzodiazepine (diazepam, lorazepam, …), la betaistina e alcuni antistaminici di vecchia generazione possono alleviare la vertigine e ridurne la durata. Utile la metoclopramide per la nausea. Possono talvolta essere prescritti anche cortisonici.
  • Restrizione del sale e diuretici. In alcuni soggetti, una dieta povera di sale e l’assunzione di diuretici controllano la sintomatologia riducendo la ritenzione idrica dell’organismo, con possibili minori volume e pressione del liquido nell’orecchio.
  • Altre modifiche alimentari e comportamentali. Alcuni soggetti individuano in caffeina, cioccolato e alcolici alimenti che peggiorano i sintomi, quindi riducendone le quantità o eliminandoli dalla propria dieta si osserva spesso un miglioramento dei sintomi. Anche l’astensione dal fumo può aiutare a ridurre i sintomi.
  • Terapia psicologica cognitivo-comportamentale. Si tratta di una forma di psicoterapia che aiuta a concentrarsi sulle interpretazioni e reazioni alle esperienze di vita. In alcuni soggetti, la terapia cognitiva aiuta a tollerare meglio la natura improvvisa degli attacchi e riduce l’ansia per possibili nuovi episodi.
  • Iniezioni. L’iniezione di gentamicina nell’orecchio medio aiuta a controllare le vertigini ma aumenta significativamente il rischio di perdere l’udito; la gentamicina, infatti, può danneggiare le microscopiche cellule cigliate dell’orecchio interno che servono a sentire. Alcuni medici iniettano piuttosto un corticosteroide, che spesso aiuta a ridurre le vertigini senza rischi per l’udito.
  • Chirurgia. La chirurgia può trovare indicazioni quando tutti gli altri trattamenti non sono riusciti ad attenuare le vertigini. Alcune procedure chirurgiche vengono eseguite sul sacco endolinfatico per decomprimerlo. Altro possibile intervento è il taglio del nervo vestibolare, anche se viene eseguito più raramente.
  • Medicina alternativa. Una valutazione scientifica di alcune pratiche di medicina alternativa nella sindrome di Ménière non ha mostrato alcuna evidenza a supporto di un’efficacia di terapie come agopuntura, agopressione, tai chi, integratori naturali come gingko bilboa, niacina o zenzero. Condividere comunque con il proprio curante il ricorso a queste terapie, perché possono talvolta avere conseguenze sull’efficacia o sulla sicurezza della medicina convenzionale.

Studiando le ciglia dell’orecchio interno, responsabili dell’udito e dell’equilibrio, sarà possibile capire come l’orecchio possa convertire l’energia meccanica delle onde sonore in impulsi nervosi; con una migliore comprensione dei meccanismi della sindrome di Ménière i ricercatori potranno sviluppare strategie di prevenzione e terapie più efficaci e mirate.

Fonti e bibliografia

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buongiorno avrei qualche domanda
    1. Una semplice ispezione dell’orecchio praticata da unanormale visita dell’otorino può essere utile e acapire se c’è un sospetto di questa malattia, l’idrope si vede dalla visita?
    2. Se il test audiometrico rileva lieve ipoacusia sulle alte frequenze, ma l’impedenzometria invece è nella norma può esserci lo stesso la malattia?
    3. Se si ha la sensazione di orecchie tappate e acufene da circa una settimana, ma senza vertigini può essere lo stesso un’insorgenza di malattia o devono esserci prima anche le vertigini?

    Grazie

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, purtroppo la suddetta patologia si presenta in modo molto vario e spesso subdolo, non c’è una presentazione univoca ed è per questo che è di difficile diagnosi; nel sospetto sarebbe bene consultare uno specialista otorinolaringoiatra specializzato in questo tipo ti patologia.

  2. Anonimo

    Buona sera Dottore. ..sono una ragazza de 37 anni…ha 18 anni (2007 ) ho avuto la mia prima vertigine forte che e durata 48 ore…nessuno ha capito cos’era. dopo mia lasciato respirare e dal 2012 dopo El 2 figlio e partito a la grande le vertigine e finalmente hanno capito la Dx Sindrome di Meniere. .ho fatto 8 mesi di terapia con cortisone compresa più antistaminici. .diuretici e altro con effetto negativo le vertigine peggiora vanno ogni giorno …alla fine ho deciso di fare la gentamicina abbiamo fatto 2 infiltrazione. ..e sono arrivata a la Acusia e passato 1anno. ..e finalmente stavo benissimo ho ripreso la vita.la mia routine… ma …purtroppo è da 3 giorni mi è tornato a la grande …prima come flash 2 ..a3 durante le giorno, ,e poi 24 hore su 24. ..giramento molto soggettivo giro io ….ma è possibile che con la gentamicina non sparisca questa sindrome. ..non so più cosa fare sono disperata. ……

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Comprendo la sua disperazione e, a maggior ragione, mi dispiace non essere purtroppo in grado di aiutarla.

    2. Anonimo

      La ringrazio per il suo tempo. …ma devo continuare ancora con queste infiltrazioni. ..( gentamicina ) fino a quanto se può fare. … Grazie ancora. .

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Purtroppo è una sindrome di difficile terapia, e soprattutto di pertinenza ultra-specialistica. Si affidi e segua le indicazioni dello specialista , anche se ci saranno alti e bassi nel percorso.

    4. Anonimo

      Se volete un aiuto concreto andare nel sito dell’Ammi.Associazione malato Meniere Italia.Senza scopo di lucro e fondata da una donna menierici.Aiutano tutti..iscritti e non.Vi scrive una menierica bilaterale da 15 anni.Nell’associazione ci sono molti volontari malato malati di Meniere che rispondono al telefono e aiutano tutti.

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Grazie mille per la segnalazione! Segnalo ai lettori, per comodità, l’URL dell’associazione:

  3. Anonimo

    Buonasera, chiedo il Vostro parere su una diagnosi che mi è stata fatta da una dottoressa della guardia medica. Da circa due mesi soffro di vertigini e spesso mentre cammino mi sposto sulla destra, e la cosa mi sta facendo venire paura di uscire col rischio anche di essere investita. Questa settimana, giovedì notte, ho avuto una influenza virale abbastanza importante, e dopo un giorno di effetti intestinali fortissimi, e un solo giorno di febbre, mi è rimasta una forte vertigine per cui in casa cammino poggiandomi alle pareti o al braccio dei miei familiari. Sono spaventata perchè la dottoressa della guardia medica mi ha paventato oltre alla sindrome di Meniere anche l’urgenza di rivolgermi ad un pronto soccorso se i sintomi dovessero continuare, Lei cosa ne pensa?

  4. Anonimo

    Dimenticavo di aggiungere che mi brucia in mezzo alla testa da un bel po’ di tempo.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Io consiglierei intanto una visita otorinolaringoiatrica, potrebbero essere semplici vertigini posizionali o da cervicale la sindrome di Ménière è una diagnosi molto rara e difficile, anche per gli specialisti, e non ha senso menzionarla senza prima aver eseguito le indagini appropriate.

    2. Anonimo

      Grazie

  5. Anonimo

    Che differenza c’è tra malattia e sindrome di meniere?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Si parla di malattia quando non è individuabile alcuna causa, mentre la sindrome è diagnosticata quando si riesce a risalire al fattore scatenante (per esempio un’otite).

  6. Anonimo

    Qual è lo specialista di riferimento per le vertigini? Purtroppo sono all’estero per lavoro e non ho la possibilità di rivolgermi al mio medico. Grazie mille.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Otorinolaringoiatra.