Shock anafilattico: sintomi, cause e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

Lo shock anafilattico (o anafilassi) è una reazione allergica grave e potenzialmente letale.

Può verificarsi dopo pochi secondi o qualche minuto dall’esposizione a una sostanza a cui si è allergici e i sintomi sono così gravi da risultare fatali in assenza di trattamento immediato; più raramente i sintomi possono comparire a distanza di più tempo.

Le cause più comuni sono da cercare nel contatto o nel consumo di

  • alimenti (soprattutto arachidi),
  • farmaci,
  • veleno degli insetti,

ma può verificarsi anche a causa dell’esercizio fisico, di contatto con oggetti di lattice, …

Il flusso di sostanze chimiche rilasciate dal sistema immunitario durante lo shock anafilattico può causare gravi sintomi:

  • Pelle: prurito, orticaria, arrossamento, gonfiore;
  • Naso: starnuti, naso chiuso, naso che cola;
  • Bocca: prurito, gonfiore delle labbra e della lingua;
  • Gola: prurito, senso di oppressione, difficoltà a deglutire, gonfiore della parte posteriore della gola;
  • Petto: mancanza di respiro, tosse, dispnea, dolore toracico o senso di oppressione;
  • Cuore: polso debole, svenimento, shock;
  • Tratto gastrointestinale: vomito, diarrea, crampi;
  • Sistema nervoso: capogiri o svenimento.

In caso di anafilassi è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, dove verrà iniettata l’adrenalina; se la situazione non viene affrontata immediatamente, il paziente può perdere conoscenza e rischiare la morte.

Cause

Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per difendersi da minacce esterne come batteri e virus, ma in alcuni soggetti vengono erroneamente attivati verso altri tipi di sostanze (allergeni), che non rappresentano di per sé una minaccia per l’organismo; a seguito di una prima esposizione al veleno delle api, per esempio, il sistema immunitario potrebbe per qualche ragione sconosciuta sensibilizzarsi verso questa sostanza e produrre così anticorpi in risposta a questo stimolo (da notare che durante il primo contatto NON si verifica una reazione allergica).

Nel momento in cui l’organismo verrà nuovamente in contatto con lo stesso allergene, nel nostro esempio il veleno d’ape, il sistema immunitario sarà pronto ad agire per scatenare una reazione allergica nei confronti della sostanza; se la reazione è particolarmente severa e grave prende il nome di shock anafilattico e in pochi minuti può manifestarsi attraverso vari sintomi e coinvolgendo l’intero organismo.

È bene sottolineare che un soggetto che in passato manifesti una blanda reazione, potrebbe comunque andare incontro a shock in un contatto seguente, in altre parole non è possibile prevedere la gravità delle reazioni future in base a quelle passate.

Lo shock anafilattico può essere provocata da diversi allergeni, a seconda delle sostanze a cui il paziente è allergico.

Tra i fattori che scatenano l’allergia con maggior frequenza ricordiamo:

  • farmaci, ad esempio la penicillina,
  • alimenti, ad esempio le arachidi, le noci, il pesce, i crostacei, il latte e le uova,
  • punture di api, vespe, calabroni e formiche rosse.

Tra le cause meno frequenti dello shock anafilattico ricordiamo:

Il tipo di esercizio fisico in grado di innescare uno shock anafilattico varia da persona a persona:

  • in alcuni pazienti può essere attività aerobica, come il jogging;
  • in altri la reazione allergica può essere provocata anche da attività fisiche meno intense, come una semplice camminata.

Mangiare determinati alimenti prima dell’esercizio fisico o fare esercizio quando fa caldo, fa freddo o c’è umidità, in alcune persone può scatenare lo shock anafilattico. Chiedete al vostro medico quali precauzioni prendere durante l’esercizio fisico.

I sintomi dello shock anafilattico a volte possono essere provocati dall’aspirina, da altri farmaci antinfiammatori non steroidei (come l’ibuprofene e il diclofenac) oppure dal mezzo di contrasto iniettato durante alcuni esami radiografici. Questo tipo di reazione, pur essendo simile a quella allergica, non è causata dagli anticorpi.

I pollini e altri allergeni inalati provocano reazioni anafilattiche solo raramente.

Alcuni individui hanno reazioni anafilattiche senza cause apparenti.

Se non sapete quale sia la causa della reazione allergica, il medico può farvi fare degli esami per identificare la sostanza responsabile. Quando non si riesce a identificare la causa dello shock anafilattico si parla di anafilassi idiopatica.

Fattori di rischio

I fattori di rischio possibili per lo shock anafilattico non sono molti, tra di essi ricordiamo:

  • Precedenti di anafilassi. Se in passato già avete sofferto di anafilassi, aumenta il rischio di soffrirne una seconda volta. Le reazioni potrebbero essere più gravi dell’episodio precedente.
  • Allergie o asma. Chi soffre di uno di questi disturbi è più a rischio di soffrire di anafilassi.
  • Precedenti familiari. Se un membro della vostra famiglia in passato ha sofferto di anafilassi indotta dall’esercizio fisico, il rischio di soffrire di questo tipo di anafilassi è maggiore rispetto a chi non ha parenti che ne hanno sofferto.

Sintomi

L’anafilassi dovuta ad una reazione allergica è purtroppo imprevedibile e la gravità di un determinato attacco non permette di prevedere l’entità dei successivi. La risposta varierà in funzione di vari fattori, tra cui:

  • la sensibilità del soggetto all’allergene,
  • la quantità di allergene cui viene esposto il soggetto,
  • le modalità di penetrazione nell’organismo dell’allergene.

I sintomi di uno shock anafilattico comprendono un’ampia varietà di manifestazioni in infinite possibili combinazioni, a volte difficilmente riconoscibili in prima battuta.

Alcuni sintomi non sono pericolosi, ma i più gravi ostacolano il respiro e la circolazione del sangue.

Sintomi shock anafilattico

Sintomi shock anafilattico (Di Signs_and_symptoms_of_anaphylaxis.png: Mikael Häggströmderivative work: Adert (talk) – Questo file deriva da  Signs and symptoms of anaphylaxis.png: , CC0, Collegamento)

I sintomi dello shock anafilattico di solito si verificano entro pochi minuti dall’esposizione all’allergene ma in alcuni casi, tuttavia, la reazione può iniziare anche dopo più di mezz’ora dall’esposizione.

Tra i sintomi dello shock anafilattico ricordiamo:

L’anafilassi è molto probabile se si rileva almeno una delle seguenti tre condizioni:

  1. I sintomi compaiono entro pochi minuti o alcune ore e interessano la pelle, le mucose (come i tessuti che rivestono i tratti respiratorio e gastrointestinale) o ambedue.
  2. Ci sono anche difficoltà respiratorie o una caduta della pressione arteriosa (pallore, polso debole, confusione, perdita di coscienza).
  3. Entro pochi minuti o alcune ore dall’esposizione all’allergene, si manifestano anche due o più dei seguenti sintomi:
    1. Dermatologici/oculari: rossore, orticaria, angioedema, congestione congiuntivale e/o cutanea oppure prurito, senso di calore e gonfiore.
    2. Respiratori: congestione nasale, rinite, rinorrea, starnuti, senso di restringimento della gola, respiro affannoso, rantoli, tosse, raucedine, dispnea.
    3. Cardiovascolari: vertigini, debolezza, sincope, dolore toracico, palpitazioni.
    4. Gastrointestinali: disfagia, nausea, vomito, diarrea, eruttazioni, crampi.
    5. Neurologici: cefalea, vertigini, visione confusa e convulsioni (molto rare e spesso associate all’ipotensione).
    6. Altri: sapore metallico, sensazione di tragedia imminente.

Tempistica

Una reazione anafilattica può avvenire con una qualunque delle seguenti tempistiche:

  • Una sola reazione che si manifesta subito dopo l’esposizione all’allergene e migliora con o senza trattamento entro i primi minuti o ore. Non vi sono sintomi ricorrenti successivi correlabili a tale episodio.
  • Due reazioni (bifasica): la prima reazione comprende una serie iniziale di sintomi che sembra scomparire ma poi ricompare. La seconda reazione si manifesta per lo più 8 ore dopo la prima, ma potrebbe insorgere anche dopo 72 ore. Il 20% dei bambini ha per esempio una seconda reazione a circa 24 ore di distanza dalla prima.
  • Una sola reazione, di durata protratta, che continua per ore o giorni dopo la reazione iniziale.

Quando chiamare il medico

In caso di reazione allergica grave, chiamate immediatamente il 118 o portate il soggetto colpito in Pronto Soccorso.

Se la persona che ha l’attacco di allergia ha con sé un autoiniettore di adrenalina (epinefrina), usatelo immediatamente. Anche se i sintomi migliorano dopo l’iniezione di emergenza, è comunque necessario recarsi in pronto soccorso per escludere che i sintomi si ripresentino, un’evenienza piuttosto comune.

A seguito di un episodio di shock si raccomanda di fare il punto con un allergologo, in modo da diagnosticare correttamente la o le allergie e imparare a conviverci riducendo il più possibile i rischi associati.

Pericoli

Lo shock anafilattico è una condizione grave che può risultare mortale senza un trattamento tempestivo. Con la terapia adeguata i sintomi di solito migliorano, per questo è importare agire immediatamente.

Si stima una mortalità dello 0,65-2% nei pazienti con anafilassi.

Le complicazioni più frequenti sono:

  • blocco delle vie aeree,
  • arresto cardiaco (assenza di battiti efficaci),
  • arresto respiratorio (assenza di respirazione),
  • shock.

Diagnosi

Il medico vi farà diverse domande sulle allergie o sulle eventuali reazioni allergiche di cui avete sofferto in passato. L’anamnesi probabilmente comprenderà domande relative a questi temi:

  • se la reazione allergica sembra connessa all’assunzione di determinati alimenti,
  • se i sintomi sembrano connessi a particolari farmaci assunti,
  • se i sintomi dell’allergia sono iniziati dopo l’esposizione al lattice,
  • se i sintomi sembrano causati dalle punture di un particolare tipo di insetto.

Per cercare di confermare la diagnosi:

  • probabilmente dovrete fare gli esami per le allergie, cioè i test cutanei o gli esami del sangue,
  • con ogni probabilità vi sarà richiesto di tenere un elenco completo di ciò che mangiate oppure di cercare di non mangiare determinati alimenti per un certo periodo.

Il medico cercherà di escludere altri disturbi che potrebbero causare i sintomi, ad esempio:

  • svenimenti ripetuti,
  • disturbi diversi dalle allergie che provocano vampate di calore o altri sintomi cutanei,
  • mastocitosi (malattia del sistema immunitario),
  • problemi psicologici, come gli attacchi di panico,
  • patologie cardiache o polmonari.

Cura e terapia

L’anafilassi è una situazione di emergenza che richiede immediata assistenza medica, nel caso di soggetto che ne manifesti i sintomi:

  • pelle pallida, fredda e sudata,
  • battito cardiaco debole e rapido,
  • problemi respiratori,
  • stato confusionale,
  • perdita di conoscenza.

si consiglia di:

  1. Chiamare immediatamente il 118.
  2. Rimuovere eventuali contatti residui con l’allergene (per esempio il pungiglione),
  3. Sdraiare la persona, a meno di casi particolari:
    • Le donne in gravidanza andrebbero sdraiate sul lato sinistro del corpo per impedire un ostacolo alla circolazione sanguigna diretta verso il cuore.
    • I soggetti che manifestano difficoltà respiratorie possono trarre beneficio dalla posizione seduta.
    • I soggetti che hanno perso conoscenza andrebbero posizionati secondo la posizione laterale di sicurezza.
    • Evitare improvvisi e rapidi cambi di posizione per non incorrere in pericolose cadute della pressione arteriosa.
  4. Utilizzare l’autoiniettore di adrenalina se disponibile (da ripetere eventualmente dopo 5-15 minuti in assenza di miglioramenti).

Come si usa l’autoiniettore di adrenalina

Molte persone a rischio di shock anafilattico portano sempre con sé un autoiniettore, cioè un dispositivo formato da una siringa e da un ago nascosto, che serve per iniettare una dose singola di farmaco quando viene premuto contro la coscia.

La somministrazione di adrenalina ai primi sintomi di una grave reazione allergica può impedire il precipitare degli eventi o, quantomeno, dare il tempo di raggiungere il punto di assistenza medica più vicino.

Ricordatevi di sostituire l’adrenalina prima che scada, altrimenti l’autoiniettore potrebbe essere inutile.

Imparate a usare l’autoiniettore e insegnate a usarlo anche alle persone più vicine a voi: se vi troverete in una situazione d’emergenza, chi vi circonda potrebbe salvarvi la vita.

Fotografia di un paziente che usa un autoiniettore sulla coscia

iStock.com/aoldman

Assistenza ospedaliera

In genere è necessaria una permanenza in osservazione ospedaliera per almeno 6-12 ore; durante uno shock anafilattico il personale del pronto soccorso seguirà le procedure di rianimazione se il paziente ha smesso di respirare o il cuore ha cessato di battere e potrà essere fatto ricorso a:

  • una maschera dell’ossigeno per coadiuvare la respirazione,
  • flebo endovenosa di liquidi per mantenere stabile la pressione arteriosa,
  • somministrazione endovenosa di cortisone e antistaminici per controllare i sintomi,
  • eventuale somministrazione di adrenalina
  • eventuale somministrazione di farmaci beta-agonisti per la funzione respiratoria.

Potrebbe essere necessario sottoporsi a esami del sangue per monitorare l’andamento della reazione allergica.

Terapia di lungo periodo

Se la reazione allergica è provocata dalle punture d’insetto, è consigliabile fare una serie di iniezioni antiallergiche (immunoterapia) per diminuire il rischio di reazione allergica e prevenire eventuali reazioni gravi.

Sfortunatamente nella maggior parte degli altri casi non è possibile curare il disturbo del sistema immunitario in grado di provocare lo shock anafilattico, tuttavia si può cercare di prevenire eventuali attacchi e di essere preparati all’evenienza.

  • Evitate per quanto possibile le sostanze ritenute responsabili dell’allergia.
  • Portate sempre con voi l’autoiniettore. Durante la reazione anafilattica, potrete iniettarvi il farmaco direttamente nella coscia.

Il medico probabilmente vi consiglierà di assumere cortisone o gli antistaminici.

Allergia e shock anafilattico nei bambini: cosa fare?

Un recente lavoro pubblicato su Jama fa il punto sul tema ed elenca le misure da attuare in caso di grazie reazione allergica nei bambini; di fatto l’unico trattamento indispensabile è l’adrenalina sottocutanea, somministrata con un auto-iniettore. Lo shock anafilattico, condizione grave e potenzialmente fatale, compare già entro pochi secondi o minuti dal contatto o dall’esposizione all’allergene, anche se più raramente le reazioni possono essere ritardate e manifestarsi fino a qualche ora dopo.

L’articolo sottolinea la necessità di porre tutte le attenzioni possibili in termini di prevenzione, evitando quindi il rischio di esposizione all’allergene (sia esso un alimento, un insetto o un farmaco). Per la gestione del bambino allergico, come per l’adulto, è quindi necessario disporre sempre di due autoiniettori di adrenalina (un bambino su 5 ha una seconda reazione entro 24 ore dall’episodio iniziale), oltre a far indossare al piccolo paziente un piccolo braccialetto che possa segnalare allergie note.

Si raccomanda infine che insegnanti, amici e familiari siano a conoscenza della diagnosi, dei rischi e delle modalità di intervento in caso di shock.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire lo shock anafilattico è cercare di evitare le sostanze ritenute responsabili di questa reazione allergica grave, per esempio:

  • allergeni alimentari:
    • verificare sempre le etichette e gli ingredienti degli alimenti industriali,
    • avvisare il personale addetto alla ristorazione delle proprie allergie,
    • imparare a conoscere gli alimenti che potrebbero contenere anche solo tracce di allergeni (per esempio arachidi contenute in alcune salse);
  • insetti:
    • non frequentare zone in cui si è conoscenza della presenza di alveari e, nel caso di contatti ravvicinati, non reagire con movimenti bruschi dovuti al panico,
    • usare repellenti per insetti, soprattutto d’estate,
    • non camminare nei prati a piedi nudi,
    • indossare pantaloni lunghi e maglia a maniche lunghe,
    • evitare i vestiti con colori sgargianti,
    • evitare profumo e acqua di Colonia,
    • valutare un percorso di immunoterapia (vaccinazione);
  • farmaci:
    • ricordare sempre al medico e al farmacista i farmaci verso cui si hanno avuto reazioni allergiche in passato.

Provate infine seguire i consigli seguenti:

  • Indossate un braccialetto o una collana che indica che siete allergici a determinati farmaci o ad altre sostanze.
  • Informate i medici delle vostre allergie ai farmaci, prima di iniziare le terapie. Se andate in ospedale per l’immunoterapia aspettate sempre mezz’ora prima di ritornare a casa: così facendo sarete immediatamente assistiti in caso di reazione allergica grave.
  • Tenete sempre a disposizione i farmaci prescritti dal medico (cortisone, antistaminici, autoiniettore di adrenalina, …) e verificare periodicamente le scadenze.

Fonti Principali:

(Adattamento dall’inglese a cura di Elisa Bruno)

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    Mi scusi..segue mio commento..ho dimenticato di dirle che, mio fratello, ha assunto il zimox perche’ le faceva male un dente ed era un po’ gonfio, per cui per due giorni ha assunto questo antibiotico, poi dopo qualche ora gli faceva troppo male la testa, ed il suo amico gli ha dato un moment. Sara’ stata quella la causa dello schoc tra antibiotico in corso..e moment?
    Grazie per la risposta.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, bisogna fare delle prove allergologiche, perchè se dovesse ritornare a contatto con la sostanza causa della reazione allergica avrebbe ovviamente una recidiva, per cui deve fare una visita allergologica con le relative prove e nel frattempo evitare tutto ciò che aveva assunto precedentemente allo shock e che ha potuto causarlo.

  2. Anonimo

    Buongiorno dottore 7 anni fa feci cesareo con anestesia spinale da premettere che a me in 30 anni non mi risulta nessuna allergia nemmeno con anestesia totale ,subito dopo l iniezione non si addormento solo l addome con gambe come doveva avvenire ma bensì ricordo che fino alla testa non riuscivo a muovermi tanto meno parlare e fatica a respirare poi mi senti appoggiare una mascherina e da li non ricordo più nulla svegliandomi fuori sala operatoria! Ora vorrei sapere per curiosità se si è trattato di una reazione allergica o come disse il mio ginecologo ansia e paura la mia reazione! Anche perché sono di nuovo in gravidanza e molto probabilmente dovrò affrontare un nuovo cesareo. C’è qualche prevenzione o qualcos’altro che potrei fare per salvaguardarmi, ?Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Condivido l’opinione del ginecologo; potrebbe aiutare praticare training autogeno o altre tecniche simili di rilassamento, nonchè un percorso di supporto psicologico.

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta….E volevo dirle un ultima cosa in passato ho affrontato altre operazioni con anestetico generale….Volevo chiederle cos è un percorso di supporto psicologico?

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Aiuto di uno psicologo, per imparare ad affrontare questa paura.

    4. Anonimo

      Quindi non dovrebbe essersi trattato di uno shok avendo cmq fatte altre anestesie? Perché i medicinali contenenti sono sempre gli stessi?Grazie e mi scusi ancora

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. A mio avviso non è stato uno shock, che ha altri sintomi.
      2. Non sono necessariamente sempre identici.

  3. Anonimo

    Salve, alle 18 circa ho assunto una compressa di vermox. Ora avverto prurito sul petto, lato bocca e occhio sinistro. E normale?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe essere o meno connesso all’assunzione del farmaco, se dovesse persistere o peggiorare, o dovessero subentrare altri sintomi consiglio di consultare la guardia medica o andare in PS.

    2. Anonimo

      Grazie per fortuna sembra passato

  4. Anonimo

    Salve, ho un problema che quando faccio uso di antidolorifici, fans mi spuntano rash cutanei. Oltre a quello niente altro..
    Fra qualche mese dovrei fare un estrazione del dente del giudizio, la mia paura è se anche l anestetico possa farmi reazione…
    Anche se in passato ho fatto l anestesia e non ho mai avuto problemi,
    La mia domanda è.. si puo diventare allergeci anche se in passato ho fatto anestesie al dente senza nessun problema?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, purtroppo è possibile avere una reazione allergica ad un farmaco in qualsiasi momento lo si assume, anche se in passato non ha mai causato nessuna reazione, ma spesso si tratta di fenomeni di lieve entità. Ad ogni modo uno studio dentistico è attrezzato per risolvere eventuali complicanze allergiche . saluti

  5. Anonimo

    Esistono dei farmaci di pronto intervento da portare in montagna per intervenire in caso di shock anafilattico?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente sì, può valutarli con il suo medico (richiedono ricetta medica); si tratta essenzialmente di antistaminici, cortisonici e/o adrenalina in dispositivo auto-iniettante.

  6. Anonimo

    Dottore, sa dirmi gentilmente quanto costa in Italia l’autoiniettore di adrenalina?

    Grazie mille e buon anno!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Dovrebbero essere circa € 74.00 per il FastJekt.