Reflusso gastroesofageo: dieta, sintomi, tosse, bambini, cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 11 novembre 2018

Introduzione

Il reflusso gastroesofageo, o reflusso gastrico, è una condizione medica in cui la valvola che chiude l’entrata dello stomaco si apre spontaneamente, per periodi di tempo variabili, o non si chiude correttamente, permettendo quindi al contenuto dello stomaco la risalita verso la bocca attraverso l’esofago.

Il riscontro occasionale dei sintomi che andremo a descrivere è piuttosto comune nella popolazione, ma quando diventa un disturbo cronico, presentandosi sistematicamente più di due volte alla settimana, si parla espressamente di malattia da reflusso gastroesofageo.

La malattia può manifestarsi attraverso la comparsa di vari sintomi, che in prima battuta possono essere raggruppati in sintomi

  • tipici,
  • atipici
  • ed extraesofagei.

Quelli con la più alta specificità sono

  • rigurgito acido,
  • bruciore di stomaco.

Il cibo o i liquidi possono essere avvertiti fin nella parte posteriore della bocca, causando una sensazione di bruciore al palato, alla gola o semplicemente bruciore di stomaco.

 

La gestione della malattia da reflusso può richiedere modifiche dello stile di vita, una terapia medica e, solo raramente, chirurgica; nella maggior parte dei pazienti è possibile tenere sotto controllo il disturbo con i seguenti accorgimenti:

Il reflusso gastroesofageo può colpire persone di tutte le età, ma se occasionale può essere un fenomeno normale in neonati, bambini e anche adulti sani; in questi casi gli episodi sono tipicamente brevi e non causano sintomi particolarmente fastidiosi né tantomeno complicazioni.

Fotografia di donna con in evidenza la posizione di stomaco ed esofago irritati dal reflusso gastroesofageo

iStock.com/Tharakorn

Cause

Quando mangiamo il cibo passa dalla bocca allo stomaco attraverso l’esofago, una struttura tubolare che negli adulti è lunga circa 25 cm e larga 1,5 cm.

La parte inferiore dell’esofago, dove si unisce allo stomaco, è munita di un anello muscolare circolare chiamato sfintere esofageo inferiore. Dopo la deglutizione lo sfintere si rilassa per permettere al cibo di entrare nello stomaco e quindi si contrae per prevenirne il ritorno in esofago con gli acidi gastrici.

Talvolta lo sfintere è debole o rilassato perché lo stomaco è dilatato, consentendo così al contenuto gastrico di refluire nell’esofago. Ciò avviene in modo occasionale in tutte le persone, principalmente poco dopo i pasti; questi episodi durano poco e non sono causa sintomi.

La causa scatenante della vera malattia da reflusso gastroesofageo invece non è ancora stata del tutto chiarita; alcune anomalie anatomiche come l’ernia iatale possono contribuire alla comparsa del disturbo.

L’ernia iatale si verifica quando la parte superiore dello stomaco e la relativa valvola si spostano sopra il diaframma, la parete muscolare che separa lo stomaco dal petto. In condizioni normali il diaframma aiuta la valvola a evitare che l’acido risalga nell’esofago, ma quando è presente un’ernia iatale il reflusso acido può verificarsi più facilmente. L’ernia iatale può verificarsi in individui di ogni età, anche se è più frequente diagnosticarla in soggetti di età superiore ai 50 anni.

Fattori di rischio

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una condizione comune, con una prevalenza del 10% -20% nel mondo occidentale; è indipendente dall’età, anche se ha maggior prevalenza in individui oltre i 40 anni. 

Nessun legame apparente con il genere, anche se i maschi hanno un rischio leggermente più alto di complicanze gravi, mentre tra i principali fattori di rischio ricordiamo:

  • obesità,
  • ernia iatale,
  • gravidanza,
  • farmaci,
  • fumo, incluso quello passivo,
  • asma (può causare il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, con conseguente reflusso del contenuto gastrico in esofago). Alcuni farmaci per l’asma (specialmente la teofillina) possono peggiorare i sintomi di reflusso,
  • diabete,
  • ritardato svuotamento gastrico,
  • malattie del tessuto connettivo, come la sclerodermia.

Sintomi

I pazienti che lamentano bruciore di stomaco ricorrente, almeno due o tre volte alla settimana, potrebbero essere affetti dalla malattia da reflusso gastroesofageo o MRGE.

Il sintomo più comune di MRGE, il bruciore di stomaco, è una sensazione di bruciore al centro del torace, che talvolta si diffonde fino alla gola; può anche essere associato ad una sensazione di acido in gola.

Sintomi meno comuni includono:

Molto spesso si perviene a diagnosi di malattia da reflusso gastrico proprio ricercando la causa scatenante di una tosse secca che non risponde alle terapie tradizionali.

I pazienti con reflusso prettamente notturno tendono a sviluppare sintomi extraesofagei aumentati e possono andare incontro a frequenti risvegli con sensazione di soffocamento, tosse o rigurgito acido.

Reflusso e bambini

Operare una corretta distinzione tra il reflusso fisiologico, cioè normale, e la malattia da reflusso gastroesofageo, è di fondamentale importanza soprattutto nei bambini; la maggior parte dei neonati sono felici e sani anche se spesso hanno piccoli rigurgiti o addirittura vomitano, anche perchè di norma i sintomi scompaiono con il loro primo compleanno.

Il reflusso che continua dopo il 1° anno di età può essere invece patologico e gli studi mostrano che il reflusso deve essere comunque tenuto sotto osservazione nei neonati e nei bambini.

Ad esempio la malattia si può presentare come rigurgito ripetuto, nausea, bruciori di stomaco, tosse, laringite o problemi respiratori come dispnea, asma, o polmonite. I lattanti e bambini colpiti possono manifestare irritabilità o inarcare la schiena spesso durante o subito dopo le poppate. I neonati con reflusso gastrico possono rifiutarsi di attaccarsi al seno e manifestare per questo motivo quindi ritardi nella crescita.

Parlate con il pediatra se i sintomi correlati al reflusso si presentano regolarmente e causano disagio al bambino. Il vostro medico può raccomandare delle semplici strategie per ridurre il reflusso, come far fare diversi ruttini durante l’alimentazione del neonato o tenere il bambino in posizione verticale per 30 minuti dopo il pasto. Se il bambino è più grande, il medico può raccomandare che vostro figlio mangi in piccoli pasti frequenti e di evitare i seguenti alimenti:

  • bibite contenenti caffeina,
  • cioccolato,
  • menta piperita,
  • cibi piccanti,
  • cibi acidi come arance, pomodori e pizza,
  • cibi grassi e fritti.

Evitare di mangiare nelle 2 o 3 ore che precedono il sonno può ulteriormente aiutare.

Il vostro medico può raccomandare di sollevare la testa del letto del vostro bambino con blocchi di legno assicurati ai sostegni del letto. Usare solo cuscini extra non aiuterà.

Se tali modifiche non fossero sufficienti si valuterà un intervento farmacologico.

Pericoli

La malattia da reflusso gastroesofageo cronica non trattata può causare gravi complicazioni.

L’infiammazione dell’esofago causata dalla risalita acida dei succhi gastrici può danneggiare il rivestimento più esterno e causare sanguinamento o ulcere (esofagite). Le cicatrici risultanti possono portare ad una stenosi (restringimento) dell’esofago, che rende difficile la deglutizione. Alcuni pazienti sviluppano l’esofago di Barrett, in cui le cellule della mucosa esofagea assumono forma e colore anomali. Nel corso del tempo, le cellule possono portare al cancro esofageo, che spesso è fatale.

Gli studi hanno dimostrato che la malattia da reflusso gastroesofageo può peggiorare o contribuire ad asma, tosse cronica e fibrosi polmonare.

Questi sintomi sono indicativi di possibili gravi danni già avvenuti:

  • Disfagia: difficoltà a deglutire o la sensazione che il boccone rimanga intrappolato dietro lo sterno.
  • Sanguinamento: vomito contenente sangue o feci catramose e nere.
  • Soffocamento: sensazione di reflusso acido nelle vie aeree con conseguente respiro affannoso, tosse o raucedine.
  • Perdita di peso.

Quando chiamare il medico

Quanto è significativo il bruciore di stomaco? Quante sono le probabilità di avere qualcosa di più grave?

Come metro di valutazione, ecco un test di auto-valutazione semplice sviluppato da un gruppo di esperti dell’American College of Gastroenterology (in pratica, la Società Americana di Gastroenterologia).

Ricordarsi che, a fronte di bruciore di stomaco due o più volte alla settimana o sintomi resistenti a farmaci specifici prescritti o di auto-medicazione, è necessario consultare il proprio medico.

La scala di Richter / test di acidità serve a capire se si è affetti da MRGE e se il tipo di trattamento intrapreso è efficace.

  1. È frequente avere uno o più sintomi tra:
    • sensazione spiacevole dietro lo sterno che sembra spostarsi verso l’alto con lo stomaco;
    • sensazione di bruciore in fondo alla gola;
    • sapore acido-amaro in bocca;
  2. Questi problemi sono frequenti dopo i pasti?
  3. Bruciore dello stomaco o indigestione acida si manifestano due o più volte alla settimana?
  4. L’assunzione di anti-acidi dà sollievo solo momentaneo ai propri sintomi?
  5. Persiste una sintomatologia, nonostante l’assunzione di farmaci per il bruciore di stomaco?

In caso di risposta affermativa a due o più delle domande sopra riportate, è possibile essere affetti da MRGE. Per averne conferma, consultare il proprio medico o un gastroenterologo.

Rivolgiti al Pronto Soccorso se…

Ricorrere immediatamente al Pronto Soccorso in caso di comparsa di dolore toracico, specie se associato ad altri segni e sintomi come affanno o dolore alla mandibola o al braccio. Possono infatti essere i segni e sintomi di un attacco cardiaco.

Se portatori di MRGE, i segni e sintomi seguenti possono essere indicativi di problemi più gravi e devono quindi essere riportati immediatamente ad un medico:

  • difficoltà o dolore alla deglutizione (la sensazione che il boccone rimanga “incastrato”),
  • perdita di appetito e/o perdita di peso senza motivo,
  • dolore toracico,
  • sensazione di soffocamento,
  • sanguinamento (sangue nel vomito o feci scure),
  • vomito frequente.

Dieta

Alimenti comuni che possono peggiorare i sintomi da reflusso sono:

  • agrumi,
  • cioccolato,
  • bevande con caffeina o alcol,
  • cibi grassi e fritti,
  • aglio e cipolle,
  • aromi alla menta,
  • cibi piccanti,
  • alimenti a base di pomodoro, come sugo per la pasta ed altre salse, chili e pizza.

Diagnosi

Se i sintomi non migliorano con i cambiamenti dello stile di vita o i farmaci, potrebbero essere necessari degli esami supplementari.

La radiografia con il bario come mezzo di contrasto, usa i raggi X per scoprire anomalie locali come un’ernia iatale e altri problemi strutturali o anatomici dell’esofago. Durante questo test si beve una soluzione e quindi ci si sottopone ai raggi X. Il test non rileva una leggera irritazione, anche se possono essere osservate la stenosi (restringimenti) dell’esofago e le ulcere.

La gastroscopia è sicuramente più precisa di una radiografia con il bario e viene in genere praticata in ospedale; il medico può spruzzarvi dell’anestetico in gola per desensibilizzare la zona e poi, dopo avervi leggermente sedato, farà scivolerà un sottile tubo flessibile di plastica (endoscopio) con una luce e una lente all’estremità attraverso la gola. Agendo come una piccola telecamera, l’endoscopio consente al medico di vedere la superficie dell’esofago e la ricerca di anomalie. Se avete avuto sintomi da moderati a gravi e questa procedura sarà in grado di rilevare eventuali danni all’esofago.

Di norma non sono necessari altri test per confermare la malattia da reflusso gastroesofageo.

Il medico può anche eseguire una biopsia: delle piccole pinzette vengono fatte passare attraverso l’endoscopio e consentono al medico di rimuovere piccoli pezzi di tessuto dal vostro esofago. Il tessuto viene poi osservato con un microscopio per cercare i danni causati dal reflusso acido e per escludere altri problemi se non si trovano infezioni o escrescenze anormali.

Con l’esame di controllo del pH il medico inserisce un piccolo tubo nell’esofago, posizionando un piccolo dispositivo che rimarrà lì per 24-48 ore. Mentre svolgete le vostre attività normali, il dispositivo misura quando e quanto acido risale l’esofago. Questo test può essere utile se combinato con un diario attentamente compilato con la registrazione di quando, che cosa e quanto cibo viene assunto; questo permetterà al medico di vedere le correlazioni tra i sintomi e gli episodi di reflusso. La procedura è a volte utile per confermare se i sintomi respiratori, inclusa dispnea e tosse, siano scatenati dal reflusso.

Cura e terapia

Andate dal vostro medico se avete avuto sintomi di reflusso gastroesofageo e avete usato antiacidi o altri farmaci da banco per il reflusso per più di 2 settimane di seguito. Il vostro medico può fare riferimento ad un gastroenterologo, lo specialista che cura le malattie dello stomaco e dell’intestino.

A seconda della gravità della vostra malattia da reflusso gastroesofageo, il trattamento può riguardare uno o più dei seguenti cambiamenti di stile vita, farmaci o chirurgia.

Modifiche dello stile di vita

  1. Se fumate, smettete.
  2. Evitate cibi e bevande che peggiorano i sintomi.
  3. Perdete peso se necessario.
  4. Mangiate in piccoli pasti frequenti.
  5. Indossate abiti larghi.
  6. Evitate di sdraiarvi per 3 ore dopo un pasto.
  7. Alzate la testa del letto 15-20 cm, assicurando dei blocchi di legno sotto i sostegni del letto. Usare solo cuscini extra non aiuterà.

Supporto psicologico

Stanno emergendo alcune evidenze che sembrerebbero dimostrare l’utilità di affiancare agli approcci terapeutici tradizionali anche un percorso di supporto psicologico, in particolare attraverso la terapia cognitivo-comportamentale.

Lo studio pubblicato su Nature si è concentrato in particolare sull’eccesso di eruttazione nei pazienti con diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo e i risultati, benché non definitivi o generalizzabili, pongono la traccia per una possibile ulteriore strada di trattamento per trovare sollievo da alcuni dei sintomi che più impattano sulla qualità di vita di chi ne soffre.

Si noti che l’approccio studiato differisce da quella che è la concezione comune di psicoterapia; la terapia cognitivo-comportamentale è invece focalizzata in questo caso sul riconoscimento dei segnali di avvertimento che precedono l’eruttazione, e soprattutto sull’insegnamento di metodiche per contrastarne l’insorgenza.

Farmaci

Il vostro medico può prescrivere antiacidi da banco, farmaci che bloccano la produzione di acido o che aiutano i muscoli a svuotare lo stomaco. È possibile acquistare molti di questi farmaci senza prescrizione medica, ma si raccomanda di valutarli con il proprio medico prima di iniziare ad assumere o di aggiungere un farmaco.

Gli antiacidi sono di solito i primi farmaci raccomandati per alleviare il bruciore di stomaco e altri sintomi lievi ; molte marche sul mercato utilizzano varie combinazioni di tre sali basici, magnesio, calcio e alluminio, con idrossido o ioni di bicarbonato per neutralizzare l’acido nello stomaco. Gli antiacidi possono tuttavia avere effetti collaterali, il sale di magnesio può portare a diarrea e il sale di alluminio può causare stitichezza. I sali di alluminio e il magnesio sono spesso combinati in un unico prodotto per bilanciare questi effetti (per esempio la famiglia Maalox®).

Gli antiacidi a base di carbonato di calcio possono essere anche una fonte supplementare di calcio. Anch’essi possono causare stitichezza.

Gli agenti schiumogeni, come Gaviscon®, lavorano coprendo il contenuto del vostro stomaco con schiuma per impedire il reflusso.

Gli anti-H2, come la cimetidina (Tagamet®), famotidina (Gastridin®), e ranitidina (Zantac® e Ranidil®), diminuiscono la produzione di acido: sono disponibili sotto prescrizione medica e come farmaci generici, ma anche come farmaci da banco a dosaggi ridotti. Questi farmaci danno sollievo a breve termine e sono efficaci per circa la metà dei pazienti con sintomi di MRGE.

Gli inibitori di pompa protonica sono ad esempio omeprazolo (Mepral®), lansoprazolo (Lansox®), pantoprazolo (Pantorc®), rabeprazolo (Pariet®), ed Esomeprazolo (Nexium®) e sono disponibili sia su prescrizione che come farmaci da banco; gli inibitori di pompa protonica sono sicuramente più efficaci degli anti-H2, possono alleviare i sintomi e guarire il rivestimento esofageo in quasi tutti coloro che hanno la MRGE, ma sono legati a un maggior rischio di sviluppo di effetti collaterali sul lungo periodo.

Tra gli effetti collaterali più comuni ricordiamo per esempio:

Quando i PPi sono prescritti in maniera inappropriata o utilizzati troppo a lungo, possono contribuire alla polieterapia che si accompagna al rischio di non aderenza, di reazioni indesiderate, d’errori di terapia, d’interazione tra farmaci, di visite in urgenza e ospedalizzazione

I procinetici contribuiscono a rafforzare la valvola che separa esofago da stomaco e a vuotare più velocemente lo stomaco. Questo gruppo comprende ad esempio la metoclopramide (Plasil®). La metoclopramide migliora anche l’azione muscolare nel tratto digestivo. I procinetici ad azione centrale hanno frequenti effetti collaterali che limitano la loro utilità:

Poiché i farmaci lavorano in modi diversi, combinazioni di molecole diverse possono contribuire a controllare meglio i sintomi.

Le persone che lamentano bruciore di stomaco dopo aver mangiato potrebbero beneficiare dell’assunzione di antiacidi che sia bloccanti H2. L’antiacido lavora prima per neutralizzare l’acido nello stomaco, poi i bloccanti H2 agiscono sulla produzione di acido successiva. Nel momento in cui gli antiacidi smettono di funzionare, il bloccante H2 avrà sufficientemente ridotto la produzione di acido.

Ovviamente il vostro medico è sempre la migliore fonte di informazioni su come utilizzare i farmaci per il reflusso gastroesofageo.

Chirurgia

La chirurgia è presa in considerazione quando la medicina e le modifiche dello stile di vita non aiutano a gestire adeguatamente i sintomi del reflusso gastrico. La chirurgia può anche essere una ragionevole alternativa a una vita di farmaci e disagio.

La fundoplicatio secondo Nissen è il trattamento chirurgico standard per la malattia da reflusso. Durante questo intervento la parte superiore dello stomaco è avvolta intorno alla valvola per rafforzarne la capacità ermetica, prevenire il reflusso acido e riparare l’ernia iatale.

La fundoplicatio secondo Nissen può essere eseguita usando un laparoscopio, uno strumento che viene inserito attraverso piccole incisioni nell’addome. Il medico utilizza strumenti di piccole dimensioni che contengono anche una telecamera per osservare come procedere. Quando eseguita da chirurghi esperti, la fundoplicatio laparoscopica è sicura ed efficace nelle persone di tutte le età, compresi i lattanti. La procedura è segnalata per avere gli stessi risultati della fundoplicatio standard e le persone possono lasciare l’ospedale in 1-3 giorni e tornare a lavorare in 2-3 settimane.

Le tecniche endoscopiche usate per trattare il bruciore di stomaco cronico includono anche approcci diversi che richiedono l’uso di un endoscopio per eseguire l’operazione anti-reflusso. Alcuni di essi hanno come obiettivo l’applicazione di punti sulla valvola per creare delle pieghe in grado di rafforzare il muscolo.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Mio figlio soffre di reflusso e periodicamente ha una tosse secca che lo devasta anche la notte..il suo medico lo rassicura..ma io sono preoccupata

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sta curando il reflusso? Fa attenzione alla dieta?

    2. Anonimo

      Si sta prendendo il Pantorc e l’Esoxx, ha smesso di fumare ed è più attento alla dieta..

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ottimo, da quanto tempo?

    4. Anonimo

      Aveva giá fatto la cura qualche mese fa..ora l’ha ripresa da poco

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In questo serve pazienza, possono servire fino a 3-4 settimane (ma comunque non meno di due) per arrivare all’effetto pieno.

  2. Anonimo

    Buona sera o un bambino di 3 anni e periodicamente gli viene la tosse la dottoressa non sa cosa dirmi perché dice che non a niente non a spiegazioni sono stato sin un primario dice che e sinusite dice che si riempiano i seni paranasali per questo a la tosse con cura antibiotici e aerosol ma potrebbe essere ernia ietale

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se nelle visite non hanno riscontrato sintomi relativi, per esempio gola arrossata, dovrebbero averlo escluso.

    2. Anonimo

      Buongiorno ad esempio stanotte all’improvviso ha iniziato a tossire fino ha quando non ha rimesso liberandosi dal muco in gola abbiamo provato con mucolitico aereosol ma siamo allo stesso punto cmq la gola arrossata gli diventa tossendo grazie buona giornata

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il primario consultato ha prescritto farmaci?

    4. Anonimo

      Si antibiotico per 10 giorni e aereosol perché secondo lui e sinusite

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Da quanti giorni?

    6. Anonimo

      Mi ha detto di darglielo ogni volta che al bambino viene la tosse come cura!!! Cefixoral per 10 giorni e aereosol con clenil e tobrastill

    7. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      OK, ma da quanti giorni ha iniziato questa cura?

    8. Anonimo

      All’incirca da un hanno ma al bisogno diciamo che la cura non funziona

    9. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È stato escluso il reflusso?

    10. Anonimo

      Veramente non è mai stato considerato ma credo che sto pensando a provare uno sciroppo

    11. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non somministri nulla di non prescritto, mi raccomando.

    12. Anonimo

      Tranquillo ho parlato con la pediatra e mi ha detto di provare il gastrotuss baby

    13. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ottimo!

    14. Anonimo

      Insomma va sempre peggio ha una notte che tossisce non sappiamo che fare si riempie pieno di muco e non riesce a buttarlo

    15. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se non migliorasse nei prossimi giorni proverei a farlo rivalutare da un otorino, magari in un centro specializzato (Meyer di Firenze, Regina Margherita di Torino, Gaslini di Genova, …).

    16. Anonimo

      Cmq grazie già fatto tutto otorino aleorgoloca analisi antistaminici ecc ma niente povero figlio staremo a vedere gente grazie

  3. Anonimo

    Perchè può causare tosse il reflusso?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Per stimolazione (irritazione) diretta causata dal flusso acido a contatto con la gola e per stimolazione vagale, ossia una stimolazione di tipo nervoso sui recettori presenti a livello dell’esofago.

  4. Anonimo

    Reflusso gastroesofageo e esofagite sono la stessa cosa?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non proprio, l’esofagite è l’infiammazione dell’esofago causata nella maggior parte dei casi dal reflusso, ma non tutti i pazienti che soffrono di reflusso manifestano anche esofagite.